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Ecologia della Lamia

“Nel corso di tutti i miei anni di ricerca in varie materie arcane, molte delle quali sono nebulose e in continuo mutamento, c’è una sola cosa che sono sicuro sia universalmente vera, a prescindere dal contesto: se sembra troppo bello per essere vero, allora è troppo bello per essere vero. Questa è una regola che vale tanto per la vita quanto per i rapporti con le Lamia.”
-Aldus Bluncan, Professore di Divinazione all’Università Arcanus.
 
Introduzione
Molte domande infestano la mente di un giovane quando un individuo attraente, che pensava non lo avrebbe mai notato, decide di avvicinarglisi: Gli piaccio davvero? Mi sta solo giocando un brutto scherzo? Mi ha scambiato per qualcun altro? Vuole strapparmi le ossa, indossare la mia pelle e aggiungermi alla mente collettiva?
Se l’ultima domanda vi pare bizzarra, siatene contenti! Non avete mai provato il timore di essere la preda di una Lamia. O la disperazione di essere la preda perfetta.
 
L’Epurazione della Carne e la conseguente rinascita
C’è un po’ di confusione su come, a partire da una certa data, le Lamia nella loro forma originale sono passate dall’essere descritte come ibridi bestiali tra umane e leonesse ad una relativamente nuova forma di sciami di scarabei intelligenti. Il punto è che, a seconda del periodo a cui ci si riferisce, entrambe le descrizioni sono accurate.
Un giorno si è scoperto che la capacità delle Lamia di alterare il loro aspetto non era un’abilità naturale, ma semplicemente una tradizione legata all’insegnamento delle magie di mutamento di forma alle giovani Lamia come parte del rito per il raggiungimento dell’età adulta. Questa scoperta rese possibile individuare più semplicemente le Lamia camuffate usando metodi per individuare la magia, diversamente da altri mutaforma dalle abilità innate.
Così cominciò l’Epurazione della Carne, un’eliminazione sistematica e segreta di tutte le Lamia che potessero essere individuate. Regni, città stato e imperi da tutto il mondo mandarono maghi ad ogni insediamento all’interno e al di fuori dei propri confini, con una coordinazione politica e intra-specie mai vista prima. Nel giro di 10 anni, ogni Lamia fu identificata in segreto e tenuta sotto controllo, finché non furono tutte trovate. Nel giorno dell’Epurazione, in sole 5 ore, ogni bersaglio fu decapitato con un’ascia.
Le stime suggeriscono che più del 99% della popolazione delle Lamia fu eliminata in quell’evento. Si credette che i sopravvissuti fossero morti per conto proprio, resi più diffidenti dal terrore di essere scoperti (cosa che impedì loro di uscire dai propri nascondigli dove, infine, perirono per la fame). Sappiamo oggi, invece, che un gruppo piuttosto numeroso di sopravvissuti si riunì e, in un ultimo tentativo di assicurare la sopravvivenza della propria specie, praticò un oscuro rituale che modificò la natura stessa della specie. Essendo una razza che si sentiva più vicina alla natura che alla civilizzazione, e riconoscendo la necessità di riprodursi in fretta, ma al contempo l’importanza di restare nascoste al resto del monto, le Lamia trovarono ispirazione nel mondo nascosto degli insetti. Cominciarono a trarre vantaggio dalle nuove abilità che le loro forme di scarabei fornivano loro per riprodursi, ripopolare il mondo e vendicarsi.
Ricerche successive riportano la possibilità di altri piccoli nuclei di Lamia originali, che sono riuscite a sopravvivere e ripopolare alcuni territori.
 
Osservazioni fisiologiche: (Proto-Lamia)
Le Proto-Lamia, o “Branchi” come si definiscono tra di loro, erano esseri con il corpo di un leone e il busto di una donna umanoide con una distribuzione anatomica simile a quella dei centauri. Nella loro forma naturale le Lamia possedevano tutta la forza di una leonessa, il che le avrebbe rese combattenti formidabili, se non fosse stato per la loro codardia e reticenza nel combattere in mischia.
È vero che le Proto-Lamia nascevano tutte femmine, ma erano anche fornite di una struttura riproduttiva completa e, quindi, potevano sia fecondare che essere fecondate. Curiosamente, mentre questo conduceva a orge edonistiche durante le stagioni riproduttive, ha anche creato un tabù nei confronti della masturbazione, ritenuta egoista: le circostanze particolari relative alla metodologia di riproduzione delle Lamia la rendevano strettamente legata al senso di appartenenza alla comunità.
 
Osservazioni fisiologiche: (Neo-Lamia)
Le Neo-Lamia, o “Sciami” come usano chiamarsi tra loro, sono creature quasi aliene. Una singola Neo-Lamia è in realtà uno sciame di scarabei malvagi con una mente condivisa, che forma una sorta di individualità ed è in grado di distinguere gli sciami tra loro. La capacità di abbandonare il proprio travestimento e di assumere la forma di sciame, concede alle Lamia un grande vantaggio tattico nelle situazioni di pericolo. Al contrario dei Branchi, gli Sciami nascono asessuati, una massa di scarabei perfettamente androgina. Comunque, quando consumano e “occupano” un umanoide possono utilizzarne tutte le capacità fisiche: dunque possono riprodursi sessualmente. Hanno anche la capacità di assumere la forma del primo corpo che hanno occupato, e possono assumere quella forma magicamente in ogni momento.
 
Osservazioni sociali
Le Lamia formano comunità molto strette. Questo viene riflesso in entrambe le loro forme: che uno sia parte di un branco di leoni o di uno sciame di insetti, tutte le sue azioni sono per il bene del gruppo e della famiglia. Azioni che sono riconoscibili come egoiste sono considerate il peggior tipo di crimine e conducono all’esilio immediato dalla comunità. Questi crimini comprendono attacchi verso altri membri del gruppo, furto nei confronti di un compagno e ogni azione il cui fine sia la soddisfazione di impulsi individualisti. La società delle Lamia incoraggia sempre i propri membri ad aiutarsi l’un l’altro, ed è estremamente raro trovare Lamia in viaggio da sole.
Molte attività quotidiane sono fatte in gruppo. Tutti i pasti sono preparati e consumati assieme, la crescita dei figli è vista come un dovere della collettività e non dei soli genitori, e ogni decisione che riguarda la comunità è preceduta da un voto democratico. A volte una Lamia viene scelta per rappresentare il volere del branco ma, se venisse scoperto a ingannare i suoi simili o ad avvantaggiarsi della sua posizione, questa sorta di capo verrebbe immediatamente giustiziato. Questo perché, anche se le Lamia sono manipolative e astute per natura, ritengono questo comportamento accettabile solo verso gli altri. Agire così verso la propria gente equivale a mostrare mancanza di rispetto per il branco, ma anche verso sé stessi: porsi al di sopra della comunità significa per una Lamia separarsi da essa.
 
Osservazioni comportamentali
È interessante notare come una delle più grandi differenze (oltre all’aspetto) tra i due tipi di Lamia riguardi il rapporto con la propria capacità di cambiare forma. Mentre un Branco è sempre nella sua forma naturale a meno che non sospetti di essere spiato, uno Sciame in genere preferisce mantenere il suo aspetto umano. Gli Sciami non hanno problemi ad assumere la forma di insetti quando è utile, ma apparentemente il fatto che lo Sciame abbia una mente alveare gli rende più piacevole l’idea di camminare per il mondo come un singolo individuo.
Anche la riproduzione è diversa tra le due sottospecie. Le Proto-Lamia hanno periodi specifici (stabiliti democraticamente in modo che siano più vantaggiosi per la singola comunità) in cui vanno in calore e durante i quali praticano orge tali da raddoppiare la popolazione.
Le Neo-Lamia invece non si riproducono affatto tra loro. Quando una Neo-Lamia uccide un umanoide aggiunge un nuovo scarabeo alla sua popolazione. Quando lo sciame diventa troppo grande, si riproduce uccidendo una creatura fatata particolarmente potente, come un eladrin. Invece che consumare il corpo della preda, lo sciame si divide e riempie il corpo del fatato con centinaia dei propri scarabei. Nel tempo questi divorano la carne della vittima e rinascono come una nuova Lamia. Questo nuovo individuo riceve molti dei ricordi e delle conoscenze della vittima, rendendo la Neo-Lamia una spia perfetta e un nemico temibile. Alternativamente, qualora la necessità di riprodursi sia impellente, una Neo-Lamia semplicemente intraprende un rapporto sessuale con un membro di un’altra specie, durante la quale tale partner inizierà a sentirsi male per poi esplodere in uno sciame di nuovi scarabei dalla massa più o meno pari a quella del suo corpo, dando istantaneamente vita ad un nuovo sciame.
Ad ogni modo, ciò che entrambe le forme di Lamia hanno in comune è il loro amore per il cacciare e il divorare gli umanoidi. Le Lamia attirano le loro prede verso la morte assumendo forme umanoidi piacevoli. Mentre le Proto-Lamia sembrano limitarsi unicamente ad un aspetto femminile, le loro controparti non hanno problemi a recitare la parte di un maschio. Anzi, spesso utilizzano il mito della Lamia come unicamente donna per ingannare chi dà loro la caccia.
Alcune Lamia, spinte dalla fame, inseguono gli umanoidi e tendono loro agguati, come se fossero predatori privi di intelligenza. Altre invece hanno una sete corrotta di conoscenza e potere arcano, e pianificano la predazione in modo da saziare sia la fame di carne, che quella di sapere.
 
Relazioni con altre specie
Anche se le Lamia amano cacciare, uccidere e divorare, molte di esse provano piacere anche nel puro atto di manipolare il prossimo. In effetti, questo è ciò che è alla base di buona parte delle loro interazioni con gli umanoidi: l’uccisione (opzionale ma incoraggiata) della preda è solo l’apice di giorni, settimane e a volte mesi dedicati solo all’inganno della preda. Ogni altra specie umanoide è vista come un mezzo per uno scopo, in un modo o in un altro; tuttavia non è impossibile per una Lamia intraprendere una relazione di amicizia con un membro di un’altra razza.
A volte, per esempio, stringono rapporti con una figura di potere del luogo, in modo da rendere più difficile scoprire una delle proprie comunità. E a volte arrivano ad apprezzare questo individuo, scegliendo di non ucciderlo quando se ne presenta l’occasione. Comunque, se ad un certo punto dovesse risultare più semplice assumere il suo aspetto piuttosto che utilizzarlo come intermediario, la Lamia non proverebbe alcun rimorso ad ucciderlo e sostituirlo per il bene della propria comunità.
Le Lamia guardano con disprezzo ad ogni genere di mostri e creature innaturali, e se possibile le spazzano via usando la forza congiunta dell’intero branco/sciame. Questo implica che evitano, quando possibile, il Sottosuolo e le zone popolate da giganti, draghi e altre creature potenti.
Hanno invece ottimi rapporti, quasi di venerazione, con gli animali, specie quelli che presentano un forte legame di gruppo. Lupi, leoni, api, scimmie, formiche e molte altre specie che ne condividono il comportamento sono spesso lasciate in pace, se entrano nel territorio di un gruppo di Lamia. Viceversa, animali più solitari sono cacciati attivamente per nutrirsi o per convenienza.
L’unica creatura che le Lamia aggrediscono a vista è, ironicamente, la propria controparte. Ogni volta che un Branco e uno Sciame si incontrano si ha praticamente sempre un confronto ostile. Mentre le Proto-Lamia ritengono le proprie cugine eretiche che hanno rifuggito il concetto stesso di comunità, le Neo-Lamia vedono le proprie antenate come folli egoiste che hanno fatto il loro tempo. Gli Sciami vedono nella volontà dei Branchi di restare immutati nel tempo una forma di vecchiaia e un insulto alla sopravvivenza della specie.
 
Strumenti per il Dungeon Master
Le Lamia non sono creature che vengono viste, o semplicemente nominate, spesso in molte campagne. Ciò le rende ottime avversarie per un gruppo, dato che possono essere facilmente confuse per altri mutaforma e, quindi, possono confondere i giocatori, frustrando i loro tentativi di indagarne la vera natura.
Un serial killer è in agguato! Ancora peggio, le vittime continuano ad apparire ai propri cari dopo la morte e nessun chierico riesce a bandire questi spettri o demoni. In realtà si tratta di una Lamia, che usa le sue capacità per torturare nuove vittime. Alternativamente, le vittime del serial killer sono state viste allontanarsi dalla città giorni dopo la loro morte!
Un re assume un gruppo di avventurieri per eliminare un malvagio mutaforma che sta portando caos e morte nel regno. Gli avventurieri sanno che la creatura deve avere una debolezza, ma è un doppelganger? Un demone? Un mago che usa magie di illusione? E saranno preparati ad affrontare non un individuo, ma un intero clan di Lamia che si sta organizzando per assumere il controllo della città?
I personaggi devono esplorare un tempio abbandonato per trovare un artefatto mistico. Il tempio era parte di un grande impero, ed è enorme: tanto da estendersi per diverse miglia dal punto in cui si trova l’oggetto magico. Molte persone si sono perse nei suoi meandri e sono state costrette a vivere in queste colossali rovine, inclusi altri avventurieri, rifugiati da regni lontani e altre bande isolate di sopravvissuti. I personaggi non sanno che il luogo è anche un antico terreno sacro delle Lamia, e che sia i Branchi che gli Sciami lottano per riprenderselo usandone gli abitanti come pedine. Il gruppo spazzerà via entrambe le fazioni, compresi gli ignari servitori, temendo l’infiltrazione di Lamia tra le loro fila? O si alleerà con una delle due parti, aiutandola a riprendersi il loro luogo sacro?
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Verso le Terre Desolate

Golarion è un mondo caratterizzato da molti paesaggi stupendi e mozzafiato, ma non tutte le terre sono scene di perfezione. Alcune aree sono flagellate da malattia, morte, corruzione oppure magia malfunzionante. E sono proprio queste le terre desolate (wastes NdT) del mondo, tanto pericolose, imprevedibili e adatte per le avventure quanto i loro paesaggi sono sterili o devastati.
Il Player Companion: People of the Wastes per Pathfinder vi fornisce tutti gli strumenti di cui avete bisogno per diventare veri esperti dei domini di queste terre desolate. Indipendentemente dal fatto che il vostro personaggio stia vagando nei territori segnati dalla magia del Deserto Piagamagica, nei terreni allagati delle Terre Fradice, nelle corrotte profondità del Bosco delle Zanne oppure nelle demoniache terre selvagge della Piaga del Mondo, questo manuale vi offre consigli, opzioni per le classi, ed equipaggiamento che gli consenta di sopravvivere e prosperare dove nessun altro eroe è mai riuscito nell’impresa. Trovate il tratto perfetto per il vostro personaggio nato in queste terre desolate, oppure semplicemente il giusto archetipo, talento o incantesimo che rispecchi il suo addestramento in un territorio ostile.

All’interno del manuale troverete 15 nuovi archetipi, i quali includono il flood flourisher per il cacciatore, il cineta eliseo (elysiokineticist) per il cineta e il viandante fedele (faithful wanderer) per il paladino. Inoltre sono inclusi 12 nuovi tratti, 17 nuovi talenti, 9 nuovi incantesimi e 10 oggetti magici per migliorare i vostri viaggi per e da queste lande desolate!
Nulla si trasforma, nulla si spreca
Golarion è pieno di avventurieri che provengono da villaggi tranquilli e città immacolate, che trascorrono il loro tempo navigando la labirintica struttura sociale della società. Di fatto, c’è una pletora di manuali editi dalla Paizo piena di opzioni per i personaggi di Pathfinder atte a supportare ed incoraggiare proprio queste specifiche tipologie di personaggi e storie.
Il Player Companion: People of the Wastes per Pathfinder non è uno di quei manuali.
Invece di seguire quella strada, la miriade di archetipi, talenti, oggetti, e capacità di classe presentata in People of the Wastes è pensata per quei personaggi che provengono o si avventurano in alcune delle più pericolose parti del mondo, dalle terre popolate dai demoni della Piaga del Mondo ai territori corrotti della parte meridionale del Bosco delle Zanne nel Nirmathas, dai paesaggi allagati delle Lande Fradice alle devastate distese infuse dell’imprevedibile e primeva magia del Deserto Piagamagica.
Questo manuale, in quanto tale, ci garantisce un’opportunità di fornire con gioia opzioni a quei personaggi che, sebbene spesso siano inusuali, non a caso si sentono a proprio agio in questi ambienti desolati. Ad esempio, i personaggi che hanno incontrato i goblin soffia cenere (Cindersnort goblin) del Deserto Piagamagica, potrebbero scegliere il tratto miccia corta (volatile fuse) oppure il talento Colpo Bruciante (Sizzling Shot), ciascuno dei quali si focalizza sull’utilizzo di potenti, ma imprevedibili, armi da fuoco.
Un’altra divertente possibilità offerta da People of the Wastes sono i consigli per giocare i personaggi che abbiano l’archetipo mutante presentato nel Bestiario 5 (ovviamente a discrezione del vostro GM!). Inoltre, è anche presente l’archetipo pugilista artificiale (constructed pugilist) per l’attaccabrighe, il quale è perfetto per PG mutanti che abbiano scelto di utilizzare protesi meccaniche per rafforzare i loro corpi. Questo archetipo concede all’attaccabrighe un arto artificiale e fornisce diverse opzioni per modificarlo.
Tuttavia, non vi anticiperò il resto delle caratteristiche di questo archetipo. Vi lascerò semplicemente una sua illustrazione qui sotto

 
Articoli originali
Articolo #1
Articolo #2
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Presentazione delle Gilde per il Play by Forum

Le Gilde sono una sorta di mini-forum a parte, interamente dedicato alle vostre campagne in Play by Forum (le campagne di ruolo giocate attraverso il forum di Dragons' Lair).
Creando una Gilda, potrete raccogliere al suo interno tutte le Discussioni di Gioco (i topic in cui giocate concretamente) e le Discussioni di Servizio (quelle in cui discutete del vostro PbF al di fuori del gioco, per organizzarvi o per prendere decisioni) appartenenti alle campagne giocate con gli utenti che si sono iscritti alla vostra Gilda. In questo modo, voi e i vostri amici potrete disporre di una sezione tutta vostra attraverso cui potrete organizzare le vostre partite e giocare, senza dover ogni volta cercare le vostre discussioni tra quelle create da tanti altri gruppi all’interno del forum generale.
La Gilda, inoltre, vi fornirà al suo interno due ulteriori aree, dove potrete caricare i file e le immagini collegate alle vostre campagne. Chi crea e gestisce una Gilda, detto Maestro, può invitare altri utenti a diventare Seguaci (ovvero membri) della Gilda, decidendo chi ne fa parte e chi viene invece rimosso. Vi facciamo anche presente che, oltre a poter avviare nuovi PbF in una Gilda, è anche possibile richiedere su questo topic di spostare le vostre Discussioni di Gioco e Discussioni di Servizio già esistenti in una nuova Gilda apposita.
Attraverso questo nuovo servizio, dunque, potrete giocare alle vostre campagne Play by Forum con più facilità e tranquillità, ritrovando tutto ciò che vi serve in un solo luogo.
Una volta che avete creato il vostro gruppo di gioco tramite la sezione apposita potete passare a creare la vostra Gilda nella sezione relativa.
Qui trovate le istruzioni per aprire una gilda per i vostri Play by Forum:
 
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Nocciolupo

Ambientazione Un mondo senza polvere da sparo

Messaggio consigliato

Idea che avevo letto tempo fa (non ricordo dove) e che secondo me può diventare qualcosa di interessante.
Il mondo è una versione alternativa del nostro che ha seguito esattamente gli stessi avvenimenti tranne per uno: non esiste (e non esisterà) la polvere da sparo. Da qui si possono creare numerose ucronie (ad esempio gli europei si sarebbero imposti anche senza la polvere da sparo), ma la mia preferita in assoluto è la seconda guerra mondiale con spade ed armature.

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3 minuti fa, Nocciolupo ha scritto:

Idea che avevo letto tempo fa (non ricordo dove) e che secondo me può diventare qualcosa di interessante.
Il mondo è una versione alternativa del nostro che ha seguito esattamente gli stessi avvenimenti tranne per uno: non esiste (e non esisterà) la polvere da sparo. Da qui si possono creare numerose ucronie (ad esempio gli europei si sarebbero imposti anche senza la polvere da sparo), ma la mia preferita in assoluto è la seconda guerra mondiale con spade ed armature.

Non volgi aprire un dibattito, anche perché si parla di se e di ma...però senza polvere da sparo probabilmente non si sarebbe nemmeno arrivati alla seconda guerra mondiale così come viene intesa oggi. 

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No certo, però in questa ambientazione c'è stata la rivoluzione industriale, e di conseguenza la guerra è diventata totale, però, con mezzi ancora "primitivi" e poco performanti come spade e balestre.

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1 minuto fa, Nocciolupo ha scritto:

No certo, però in questa ambientazione c'è stata la rivoluzione industriale, e di conseguenza la guerra è diventata totale, però, con mezzi ancora "primitivi" e poco performanti come spade e balestre.

Ma come fa la guerra a diventare totale? Il tramonto della cavalleria non è necessariamente legato alla diffusione di armi da fuoco, ma in buona parte si può ricondurre ad essa. Senza armi da fuoco l'arma più avanzata in mano alla fanteria è la balestra, che probabilmente viene migliorata sempre più (come è avvenuto per i fucili) fino a renderla più maneggevole e veloce da ricaricare.

Tra l'altro il colonialismo cambia completamente faccia, la conquista dei territori americani probabilmente è molto più lunga, gli europei non possono più dominare Africa e Asia (immaginatevi gli inglesi contro gli Zulu, ma armati di balestre invece che di fucili, o le guerre dell'oppio!). La marina militare si trova in difficoltà: non può restare alle forme pensate per i vecchi scontri nel Mediterraneo, se vuole attraversare gli oceani. Ma non ha cannoni, falconetti e altre armi da fuoco che hanno reso navi anche piccole abbastanza pericolose e dunque utili. 
Non c'è stata la congiura delle polveri in Inghilterra. Molte rivoluzioni e colpi di stato diventano assai più difficili da immaginare vittoriosi quando la popolazione non ha più accesso alle "comode" armi da fuoco. Tra l'altro senza polvere da sparo non ci sono cannoni, ergo non si evolvono fino agli obici e alle altre armi pesanti e quindi gli stessi missili e poi i razzi non vedono la luce. 

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@Pippomaster92 @Nocciolupo

In effetti molti dei successi dei grandi imperi occidentali tra '700 e '900 sono dipesi principalmente dalla superiorità tecnoligica, più in particolare dalla superiorità nella tecnologia militare. Senza pistole e fucili non ci sarebbe stata conquista dell'america, colonialismo dell'asia, colonialismo dell'africa e guerre mondiali. Se non si possiede la sicurezza di avere una qualche superiorità tattico-logistica, nemmeno la si comincia una guerra o una invasione.

In ogni caso, tutto questo non impedisce di ipotizzare una storia alternativa senza polvere da sparo. Semplicemente, in questo caso non si avrebbe un'Europa dominante in tutto il mondo tra età moderna e contemporanea. Chi lo sa, magari in questa storia alternativa l'Europa si trova piuttosto a rischio di venire lei invasa da popolazioni più numerose, attratte dalle conoscenze tecniche sviluppate dagli europei in altri campi e dallo sviluppo economico conseguente. La prima rivoluzione industriale, dopoutto, non dipese dalla polvere da sparo, quanto dallo sviluppo di più affinate tecniche di rotazione delle culture (che consentirono di ottenere più cibo in più breve tempo, permettendo a molte persone di dedicarsi ad attività diverse rispetto all'agricoltura), dalla scoperta di ampi giacimenti di carbone in Inghilterra, dalla scoperta che il carbone era più efficiente del legno nella produzione di energia e dalla scoperta che si poteva impiegare il vapore come fonte energetica per alimentare potenti macchine (grazie alle quali si perfezionò la produzione artigianale, che divenne pienamente industriale).
Una volta sviluppata la tecnologia non bellica e la propria economia, però, in che modo l'Europa è riuscita a difendersi da altre popolazioni? E un'Europa che non è riuscita a fare soldi grazie alle conquiste delle colonie in america, asia e africa, come è riuscita a sostenere le spese dello sviluppo tecnologico? Forse che questa Europa, invece di essere predominante, è finita con l'essere succube di qualche altra nazione piena di denaro da prestare o di possenti eserciti (magari la russia Zarista o la Cina imperiale), magari addirittura invasa? Oppure è riuscita a mantenere la propria autonomia e forza intrattenendo rapporti diplomatici con altri territori, e usando la tecnologia o il denaro come mezzo di scambio per ottenere sottomissione o guadagni (un po' come sta attualmente facendo la Cina con parte dell'occidente)?

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1 ora fa, Pippomaster92 ha scritto:

La marina militare si trova in difficoltà: non può restare alle forme pensate per i vecchi scontri nel Mediterraneo, se vuole attraversare gli oceani. Ma non ha cannoni, falconetti e altre armi da fuoco che hanno reso navi anche piccole abbastanza pericolose e dunque utili. 
Non c'è stata la congiura delle polveri in Inghilterra. Molte rivoluzioni e colpi di stato diventano assai più difficili da immaginare vittoriosi quando la popolazione non ha più accesso alle "comode" armi da fuoco. Tra l'altro senza polvere da sparo non ci sono cannoni, ergo non si evolvono fino agli obici e alle altre armi pesanti e quindi gli stessi missili e poi i razzi non vedono la luce.

Per quanto riguarda i cannoni, una possibile alternativa alla polvere da sparo può essere il vapore (tanto per fare un'esempio, sulle moderne portaerei gli aerei vengono lanciati tramite una catapulta azionata a vapore); questo genere di armi, però, avrebbe modo di essere usato solo su veicoli abbastanza grandi (navi e, eventualmente, carri armati a vapore).
Per un uomo, portarsi sulle spalle una mini-caldaia, da usare per azionare un fucile a vapore (idea vista in una puntata dell'anime "Last Exile"), sarebbe scomodo e pericoloso.

Senza polvere da sparo i missili potrebbero esistere, ma solo come mezzo di trasporto, non come arma.

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14 minuti fa, MattoMatteo ha scritto:

Per quanto riguarda i cannoni, una possibile alternativa alla polvere da sparo può essere il vapore (tanto per fare un'esempio, sulle moderne portaerei gli aerei vengono lanciati tramite una catapulta azionata a vapore); questo genere di armi, però, avrebbe modo di essere usato solo su veicoli abbastanza grandi (navi e, eventualmente, carri armati a vapore).
Per un uomo, portarsi sulle spalle una mini-caldaia, da usare per azionare un fucile a vapore (idea vista in una puntata dell'anime "Last Exile"), sarebbe scomodo e pericoloso.

Senza polvere da sparo i missili potrebbero esistere, ma solo come mezzo di trasporto, non come arma.

Io immaginavo l'utilizzo massivo dei dirigibili (mancando una valida contraerea), magari muniti di bombe incendiarie (perché no, fuoco grego), magari con a bordo squadre di uomini d'arme.

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11 ore fa, SilentWolf ha scritto:

La prima rivoluzione industriale, dopoutto, non dipese dalla polvere da sparo, quanto dallo sviluppo di più affinate tecniche di rotazione delle culture (che consentirono di ottenere più cibo in più breve tempo, permettendo a molte persone di dedicarsi ad attività diverse rispetto all'agricoltura), dalla scoperta di ampi giacimenti di carbone in Inghilterra, dalla scoperta che il carbone era più efficiente del legno nella produzione di energia e dalla scoperta che si poteva impiegare il vapore come fonte energetica per alimentare potenti macchine (grazie alle quali si perfezionò la produzione artigianale, che divenne pienamente industriale).

 

Siamo sicuri che la prima rivoluzione industriale non dipese dalla polvere da sparo?

Una teoria per me credibilissima potrebbe essere:

  • La polvere da sparo ha fatto in modo che alcuni stati europei conquistassero buona parte del mondo
  • Con quelle risorse gratuite è aumentato il livello di benessere in quegli stati  
  • Con quel benessere è aumentata la specializzazione (per ovvi motivi: aumento della popolazione e dei centri urbani, più gente studia perché il livello di sussistenza minore, etc)
  • La specializzazione ha aumentato le scoperte tecnologiche (anche in stati europei più deboli per prossimità con quelli colonialisti)
  • Rivoluzione industriale 

Il benessere economico si porta dietro la cultura e quindi la tecnologia. Quello che dici tu, le rotazioni il carbone il vapore etc, sono derivati direttamente dal benessere economico del colonialismo. 

Senza la polvere da sparo, le guerre sarebbero state molto più lunghe e gli stati colonialisti non avrebbero avuto quel boom di risorse per aumentare drasticamente la specializzazione e quindi l'innovazione tecnologica così in fretta. 

Non dico che è per per forza cos', dico che questa mi sembra una teoria plausibilissima.

 

D'altra parte ogni vittoria militare porta benessere, il benessere porta cultura e la cultura alla tecnologia.

Una "vittoria militare sul mondo intero" ha portato talmente tanto benessere da sfociare addirittura nella rivoluzione industriale. 

 

Modificato da Lord Karsus

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1 ora fa, Lord Karsus ha scritto:

 

Siamo sicuri che la prima rivoluzione industriale non dipese dalla polvere da sparo?

Una teoria per me credibilissima potrebbe essere:

  • La polvere da sparo ha fatto in modo che alcuni stati europei conquistassero buona parte del mondo
  • Con quelle risorse gratuite è aumentato il livello di benessere in quegli stati  
  • Con quel benessere è aumentata la specializzazione (per ovvi motivi: aumento della popolazione e dei centri urbani, più gente studia perché il livello di sussistenza minore, etc)
  • La specializzazione ha aumentato le scoperte tecnologiche (anche in stati europei più deboli per prossimità con quelli colonialisti)
  • Rivoluzione industriale 

Il benessere economico si porta dietro la cultura e quindi la tecnologia. Quello che dici tu, le rotazioni il carbone il vapore etc, sono derivati direttamente dal benessere economico del colonialismo. 

Senza la polvere da sparo, le guerre sarebbero state molto più lunghe e gli stati colonialisti non avrebbero avuto quel boom di risorse per aumentare drasticamente la specializzazione e quindi l'innovazione tecnologica così in fretta. 

Non dico che è per per forza cos', dico che questa mi sembra una teoria plausibilissima.

 

D'altra parte ogni vittoria militare porta benessere, il benessere porta cultura e la cultura alla tecnologia.

Una "vittoria militare sul mondo intero" ha portato talmente tanto benessere da sfociare addirittura nella rivoluzione industriale. 

 

Direi più che la rivoluzione industriale è figlia della rivoluzione agricola e non di quella militare. Ma qui stiamo andando OT.

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1 ora fa, Lord Karsus ha scritto:

D'altra parte ogni vittoria militare porta benessere, il benessere porta cultura e la cultura alla tecnologia.

Premessa: rispondo solo per chiarezza. In effetti, però, questo argomento è OT e, quindi, meglio non intasare troppo il topic (brevi discussioni su una proposta vanno bene, ma il tema centrale sono e devono rimanere gli spunti per le Campagne).

In realtà non esiste necessariamente questo automatismo, anzi. Devi considerare, infatti, che in contesti diversi dalla democrazia moderna spesso e volentieri non esiste (e non è esistita) la ridistribuzione della ricchezza e delle conoscenze, come invece succede oggi. Se la prima Rivoluzione Industriale fosse dipesa semplicemente dallo sviluppo economico garantito dall'imperialismo coloniale inglese, l'Inghilterra avrebbe vissuto la Rivoluzione Industriale ben prima della fine del '700 (l'Inghilterra inizia a primeggiare nel'ambito del colonialismo già a fine '600 e, in particolare, a inizio '700). Le grandi ricchezze accumulate dall'Inghilterra (così come da altri stati imperialisti) hanno arricchito la corona, i nobili, i grandi possidenti terrieri e i grandi mercanti, non la popolazione in generale. All'epoca, non esisteva la redistribuzione della ricchezza come la conosciamo noi oggi.

Al contrario, i fattori che principalmente hanno determinato la Rivoluzione Industriale sono slegati dai risultati dell'imperialismo coloniale o dallo sviluppo della tecnologia bellica, come ho scritto più su:

  • Miglioramento rotazione agricola.
  • Per il punto precedente, minore necessità di forza lavoro nelle campagne e più braccia a disposizione della manifattura.
  • Conseguente trasferimento della popolazione nelle città.
  • Scoperta delle proprietà energetiche del carbone e ritrovamento di grandi giacimenti di carbone in Inghilterra.
  • Grazie a fonte energetiche più rilevanti, si ottiene la possibilità di creare macchine sempre più complesse, potenti e utili nei più vari campi.

Certo, sicuramente l'imperialismo e la superiorità bellica hanno contribuito nel creare il contesto nel quale è potuta sbocciare la Rivoluzione Industriale (soprattutto permettendo all'Inghilterra di vivere un periodo di grande tranquillità interna, grazie alla quale si è avuto modo di concentrarsi sullo sviluppo di tecniche produttive e scientifiche), ma è possibile immaginare che un simile sviluppo sarebbe potuto avvenire anche senza il bisogno della polvere da sparo, nel caso in cui fossero stati presenti i giusti fattori.

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Secondo un'altra chiave di lettura, la rivoluzione industriale deriva (attraverso diversi stadi) dalla misurazione precisa del tempo grazie alla meccanica di precisione. Insomma dall'invensione dell'orologio meccanico :-)

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12 ore fa, Ji ji ha scritto:

Secondo un'altra chiave di lettura, la rivoluzione industriale deriva (attraverso diversi stadi) dalla misurazione precisa del tempo grazie alla meccanica di precisione. Insomma dall'invensione dell'orologio meccanico :-)

In realtà credo che la sempre maggior precisione nelle misure di tempo (ma anche quelle di lunghezza e di peso, che permettono una più omogenea standardizzazione dei pezzi) abbia favorito, più che creato, la rivoluzione industriale (imho).

Comunque, se volete continuare a discuterne, sarebbe meglio aprire una discussione apposta nella sezione Off-topic.

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2 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

In realtà credo che la sempre maggior precisione nelle misure di tempo (ma anche quelle di lunghezza e di peso, che permettono una più omogenea standardizzazione dei pezzi) abbia favorito, più che creato, la rivoluzione industriale (imho).

Oltre che favorirla più che crearla, è stata a sua volta favorita proprio dal crescente interesse per le tecnologie. 
La necessità di nuovi strumenti crea appunto questi nuovi strumenti, più che il caso o studi specifici. Basti pensare alla ruota tra le popolazioni dell'attuale Perù: non la utilizzavano per il trasporto di merci, ma la conoscevano e infatti sono stati rinvenuti giocattoli con delle ruote. Presso quelle popolazioni, evidentemente, non c'era grossa necessità del trasporto su ruote: un lama è mille volte meglio di un carretto, su certe strade di montagna!

La misurazione del tempo non necessitava di essere precisa prima dell'arrivo di specifiche tecnologie. I primi orologi meccanici inseriti in un campanile erano già presenti a inizio del '300, ma non erano necessari. Erano più che altro sfoggio di competenza e denaro.

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@Ji ji @Nocciolupo @Pippomaster92 @MattoMatteo

La misurazione precisa del tempo (determinata grazie all'invenzione dell'orologio) non ha di per sè determinato la rivoluzione Industriale. Come molti fattori di certo ha contribuito a dare forma alle giuste condizioni socio-economiche, ma non è stato un fattore direttamente coinvolto nell'avvio della Rivoluzione Industriale. Basta considerare che i primi orologi hanno iniziato a diffondersi durante il 1300, mentre la Prima Rivoluzione Industriale è avvenuta di botto tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800.

E' sicuramente vero, come diceva anche uno storico di grosso calibro come Marc Bloch, che la storia non è determinata solamente da isolati momenti di grossa importanza, quanto piuttosto è il risultato della combinazione di numerosi eventi, piccoli e grandi, direttamente o indirettamente coinvolti. Quindi sì, in un certo senso anche un fenomeno come la diffusione della precisa misurazione del tempo ha contribuito a consentire l'avvio della Prima Rivoluzione Industriale. Nonostante questo, però, non si tratta di uno di quei fenomeni che ha contribuito direttamente ad accendere improvvisamente quella miccia esplosiva.

Se per innescare la rivoluzione industriale fosse bastato disporre di equipaggiamenti per misurare perfettamente il passare del tempo, allora questa sarebbe avvenuta secoli prima.

 

I motivi per cui prima della fine del 1700 non è stato possibile dare l'avvio alla Rivoluzione Industriale sono di natura puramente pratica:

  • Prima della rivoluzione delle tecniche agricole, di fatto non ci si poteva permettere che gran parte della popolazione si dedicasse ad attività diverse dalla coltivazione. La resa dei campi era troppo bassa e, dunque, era necessario che il più alto numero di persone possibile continuasse a coltivare, in modo da alimentare l'intera popolazione e da scambiare i prodotti agricoli in eccesso con quelli provenienti da altri territori (considerato che non si riusciva sempre a coltivare di tutto, era necessario scambiare i propri prodotti con quelli coltivati in altri luoghi, così da avere una adeguata varietà di cibo). Prima della rivoluzione agricola settecentesca solo una minima percentuale della popolazione lavorava nei prestigiosi settori artigianale e mercantile (non a caso, i pochi artigiani e mercanti tesero fin dal medioevo a riunirsi in corporazioni, che divennero ben presto organizzazioni prestigiose e politicamente influenti; se pensate al fatto che la Massoneria è derivata dalle Corporazioni dei Muratori.....).
     
  • Prima della scoperta delle significative proprietà energetiche del carbone, la principale fonte di produzione di energia era il legno. Ancora per molto tempo non si sarebbe trovato un modo per incanalare e gestire quello che oggi chiamamo Gas. Oli e cere, invece, erano combustibili troppo difficili da ottenere in gran quantità e, per questo, erano estremamente costosi. Il legno era più facile da trovare, ma - oltre al fatto che nei secoli i campi agricoli avevano finito con l'erodere drasticamente i territori boschivi, rendendo più rischioso un uso indiscriminato del legname - il suo calore non è mai stato abbastanza forte da consentire la diffusione delle macchine su larga scala (a meno di voler distruggere interi boschi per alimentare una fabbrica). Al contrario, la combinazione tra l'uso del carbone (più precisamente  il coke) e quello del vapore, consentì di dare energia a potentissime macchine con cui si potè per la prima volta aumentare esponenzialmente gli sforzi dell'industria artigianale.
     
  • Un altro fattore che contribuì alla Rivoluzione Industriale - e di cui in precedenza mi ero dimenticato - fu la diffusione del cotone al posto della lana. Durante il 1700 il cotone inizia via via a fare concorrenza alla lana come tessuto privilegiato nella produzione degli indumenti. Fin dal medioevo la lana era stata, infatti, il tessuto predominante e uno dei prodotti di punta dell'intero sistema commerciale europeo (e non solo). Durante il '700, però, il cotone inizia a prendere il sopravvento perchè molto più economico, quindi più facilmente vendibile a un un mercato decisamente più ampio. La coincidenza tra diffusione del cotone, creazione delle prime macchine a carbone e a vapore, e l'introduzione di nuove tecniche di tessitura (in particolare l'introduzione del filatoio meccanico), ha determinato una impennata delle vendite di cotone inglesi e, quindi, dell'industrializzazione dell'Inghilterra (più vendite, più macchine; più macchine, più prodotti da vendere e così via).

 

La misurazione del tempo non ebbe un'influenza diretta in questo sviluppo, soprattutto considerando che più o meno fino agli inizi del '900 non esistevano leggi che imponevano regolamentazioni sugli orari di lavoro. Prima dell'introduzione di simili regolamentazioni, imposte attraverso la creazione delle prime leggi sul Diritto del Lavoro, i padroni delle Industrie e dei laboratori artigianali potevano liberamente costringere i propri dipendenti a fare orari di lavoro massacranti (si è calcolata una media di 13-14 ore al giorno, per 6 giorni alla settimana; fonte del dato "Storia moderna (1492-1848)" di Carlo Capra). Le famose 8 ore di lavoro massime sono uno standard che, teorizzato verso la fine dell'800, fu introdotto nei vari sistemi legislativi solo a partire dagli inizi del 900. Per i datori di lavoro non aveva importanza se l'orologio segnava le 5 di mattina, le 12 o le 10 di sera: per loro l'unica cosa che contava era che nella fabbrica ci fossero dipendenti intenti a fabbricare cose da vendere.

Modificato da SilentWolf

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