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Guida alle Classi di D&D 5E: Il Bardo

Avvertenza sul materiale recensito
Questa serie di articoli è stata pensata per parlare solamente del materiale pubblicato all'interno del Player's Handbook/Manuale del Giocatore di D&D 5e, vista la recente uscita della versione italiana, edita dalla Asmodee. Vi vogliamo ricordare, comunque, che le regole presenti in questo manuale non sono necessariamente le uniche a vostra disposizione. Negli ultimi anni, infatti, la WotC ha pubblicato vari altri supplementi contenenti nuove opzioni di gioco e pubblica sul proprio sito la serie di articoli Unearthed Arcana/Arcani Rivelati, pensata per far testare al pubblico sempre nuovo materiale (riguardo gli altri supplementi e gli Arcani Rivelati, potete trovare in Home le nostre recensioni e news relative). Quando altri supplementi per la 5E verranno tradotti in italiano, è possibile che li analizzeremo assieme a voi.
 
IL BARDO
Descrizione generale
Il Bardo è un tipo di personaggio particolare. Non rientra nei classici eroi che possiamo ricondurre al fantasy più tradizionale o al genere Sword&Sorcery, e si è sviluppato proprio da D&D partendo dalla figura del bardo celtico e del trovatore medievale. L’idea originale alla base della classe è quella di un musico in grado di mescolare la sua arte alla magia per creare una miriade di effetti diversi. Ha grandi conoscenze accademiche e pratiche, tanto da poter essere definito un tuttologo.
Ovviamente ci sono vari modi per giocare un personaggio del genere, anche molto diversi dalla classica immagine normalmente associata alla Classe. Vi rimandiamo alla sezione Interpretazione per alcuni spunti.
In combattimento il suo compito è quello di aiutare gli alleati con incantesimi di guarigione o di potenziamento. Un tempo il Bardo non aveva una lista di incantesimi molto estesa e non poteva definirsi un incantatore potente; ora però con la 5E le cose cono cambiate e ha accesso a tutte e nove le cerchie di incantesimi. Può, quindi, risultare un buon incantatore, ma volendo ha sempre la possibilità di impugnare un’arma e andare in mischia.
È però fuori dallo scontro che la classe brilla maggiormente: grazie alla sua enorme versatilità può essere un buon leader, un sapiente, un divinatore oppure anche una sorta di ladro o esploratore. Non è maestro indiscusso in nessuno di questi campi, ma è un eccellente secondo posto in tutti quanti, e dunque si dimostra una risorsa davvero utile da avere in squadra.

Caratteristiche
I suggerimenti che vi diamo in questo capitolo sono da considerarsi un generico esempio, potete come sempre costruire il vostro personaggio seguendo le vostre personali preferenze e idee.
Veniamo dunque alle caratteristiche: la più importante è il Carisma. Non solo è vitale per il lancio degli incantesimi e serve per praticare le varie forme d’arte per il quale il Bardo è famoso, ma è anche la caratteristica legata ad abilità spesso fondamentali come Persuasione e Ingannare. La seconda caratteristica importante è la Destrezza, che incrementa le possibilità di sopravvivenza del personaggio: aumenta la sua Classe Armatura, la sua reattività e forma la spina dorsale del combattimento in mischia. Il Bardo, infatti, è competente nell’uso dello stocco e di altre armi che possono essere usate con la Destrezza. Non è una scelta obbligata, comunque: un Bardo potrebbe anche privilegiare la Forza qualora avesse la possibilità di indossare armature medie o pesanti, e impugnare armi più minacciose. Per quanto riguarda il resto delle caratteristiche, la Costituzione è sempre utile perché aumenta i punti ferita, mentre Intelligenza e Saggezza sono importanti ma non vitali.
Questi, ribadiamo, sono solo dei consigli generici e di base più legati ad un aspetto di efficienza tattica. Visto, però, che nella 5E tutti i personaggi possono affrontare vari generi di sfida e perseguire diversi approcci al gioco, potete sempre decidere di distribuire le Caratteristiche in maniera differente, allo scopo di creare un Bardo più particolare e maggiormente incentrato su altri aspetti del gioco.
Per esempio un Bardo potrebbe utilizzare le sue doti per addestrare animali e vagabondare per il mondo, preferendo quindi Saggezza, Forza e Costituzione ad alti valori di Carisma e Destrezza. In questo modo sarà in grado di muoversi nella natura selvaggia senza timore, e potrà anche addestrare con facilità gli animali che incontra, incantandoli con la sua musica.

Capacità di classe
Una capacità iconica del Bardo è l’Ispirazione Bardica: permette di aiutare gli alleati concedendo loro di aggiungere il risultato di 1d6 ai loro tiri d'attacco o alle loro prove di abilità. Più il Bardo diventa forte, più questa capacità diventa efficace.
Per quanto riguarda la versatilità nelle abilità, il Bardo riceve la capacità Factotum, che gli permette di aggiungere metà del suo Bonus di Competenza a tutte le prove di abilità nelle quali non è già addestrato. Al livello 3, grazie alla capacità Maestria, aggiunge il doppio del Bonus di Competenza a due abilità a sua scelta, e al livello 10 può scegliere di farlo su altre due abilità. Nella pratica, un Bardo è estremamente competente in alcune attività e se la cava bene in tutte le altre, diventando un vero jolly della squadra.
Passiamo ora alla magia, molto importante per il Bardo. Al primo livello il Bardo impara 2 trucchetti e 4 magie. Bisogna tenere presente che il numero di magie che conosce viene influenzato esclusivamente dal suo livello di classe, dunque stiamo parlando di una risorsa limitata che va scelta con cura. Riguardi ai trucchetti è sempre saggio prendere un'opzione per il combattimento e una (come Luce) per altre situazioni. Riguardo, invece, gli incantesimi veri e propri si può cominciare con una magia di cura, come Cura Ferite o Parola Guaritrice. Poi può essere utile aver modo di infliggere una qualche forma di danno magico, per quando la situazione sarà critica. Con gli incantesimi rimasti è possibile dedicarsi a magie come Caduta Morbida: non particolarmente versatili, ma vitali quando se ne ha davvero bisogno!
Comunque, la scelta degli incantesimi è un altro punto in cui è possibile personalizzare molto il proprio Bardo. Consiglio sempre di scegliere almeno una magia per la pura soddisfazione personale; per esempio personalmente adoro Parlare con gli Animali, anche se nella realtà non mi è mai stato particolarmente utile. Tuttavia è una scelta che conferisce al mio Bardo quel tocco personale in più che lo rende il mio personale Bardo, cosa sempre importante quando si interpreta un personaggio.
Sottoclassi
Il Bardo ha due sottoclassi, dette Collegi, e deve sceglierne una al livello 3.
Il Collegio del Sapere si focalizza sulla conoscenza e sulle competenze. Cultori della sapienza, infatti, i Bardi di questo Collegio dedicano la loro vita alla ricerca della verità, alla conservazione della memoria e alla trasmissione della conoscenze attraverso la propria arte. Tante sono le storie che meritano di essere raccontate o che sono degne di una splendida canzone, e altrettanto numerosi sono i misteri che vale la pena svelare. Il Bardo di questo Collegio dunque ha accesso a nuove Abilità e viene a conoscenza di incantesimi aggiuntivi, anche provenienti da altre liste di classe. In questo modo egli diventa un vero e proprio maestro della magia. Impara, inoltre, a usare l’Ispirazione Bardica per incrementare il risultato delle prove degli alleati, e con la capacità Parole Taglienti può ridimensionare le azioni degli avversari riducendo i loro danni.
Il Collegio del Valore, invece, è il Collegio che riunisce quei Bardi che vogliono dedicare la loro vita alla celebrazione del valore guerriero e della memoria degli antichi eroi. Artisti-combattenti, i Bardi del Collegio del Valore non temono la battaglia, ma anzi la cercano, in modo da essere testimoni di grandi eventi, ispirare i combattenti e avere l’opportunità di scrivere canzoni su coloro che, un giorno, saranno chiamati eroi. Questo Collegio, dunque, permette al Bardo di unirsi alla mischia con maggiore facilità, grazie alla competenza negli scudi e nelle armature medie, nonché nelle armi marziali. Può usare l’Ispirazione Bardica per incrementare i danni o la Classe Armatura di un alleato. Al livello 6 può anche attaccare due volte per turno, emulando le classi marziali, e infine dal livello 14 ha la possibilità di compiere un attacco gratuito ogni volta che lancia un incantesimo! Ci sono molti modi per sfruttare questa Sottoclasse e trarne ispirazione per un personaggio, come vedremo più avanti.

Interpretazione
L’immagine iconica del Bardo è quella del menestrello, armato di uno strumento musicale e abiti colorati. In realtà, il tema alla base della classe è talmente vago che è possibile immaginare il proprio personaggio come più si preferisce: ad esempio, altre immagini classiche del Bardo sono quella del cantastorie, del giullare, del poeta e dell’attore. Inoltre, uno dei grossi vantaggi per il Bardo è il fatto che la musica, la passione per i racconti e quella per l’arte in generale si possono ritrovare in quase tutte le genti e popolazioni, a volte in molte forme diverse all’interno della stessa civiltà, cosa che consente di inserire questo tipo di personaggio in praticamente qualunque contesto.
Quando si crea un Bardo è sempre un’ottima idea pensare a cosa lo distingue dagli altri artisti del mondo in cui si gioca. Prima di tutto chiediamoci quale sia la sua area di competenza. È un cantante o un musicista? Un poeta o forse un danzatore? E perché non un cantastorie oppure un attore? Se ha scelto di dedicare la sua vita alla musica, suona uno strumento in particolare, magari uno caratteristico del luogo in cui è nato? Oppure è un eclettico che sa utilizzare strumenti musicali da tutto il mondo? È un solista oppure ha esperienza nel lavoro con una troupe, un’orchestra o una compagnia? E poi, perché non è un semplice artista, ma conosce anche la magia? Ha dedicato anni di studio a questa disciplina apprendendola da un maestro o frequentando un’accademia, oppure ha imparato da solo su vecchi tomi o imitando altri bardi?
Tutto questo senza tirare in ballo i Background, che rendono ancora più divertente la fase di creazione. Per esempio, fino ad ora ho dato per scontato che il Bardo fosse un intrattenitore. Ma se fosse invece un soldato, il tamburino o trombettiere di una famosa compagnia di mercenari? Oppure potrebbe essere uno studioso di magia appassionato di musica, un cantastorie ramingo, un ammaestratore di animali o un vicario del Dio della Musica.
Anche la Sottoclasse può dare un grande aiuto nella definizione del proprio personaggio. Quei bardi che appartengono al Collegio del Sapere possono essere studiosi, incantatori o anche archeologi o mercanti di segreti nel sottobosco criminale. Chi invece è nel Collegio del Valore potrebbe essere uno scaldo (una sorta di poeta guerriero della tradizione norrena), un sicario amante dell'arpa oppure un cavaliere errante con una inclinazione per le sonate romantiche. E ancora, questi Collegi esistono davvero nell’ambientazione in cui si gioca? Potrebbero effettivamente essere delle vere e proprie scuole d’arte, oppure delle associazioni di mutua assistenza per coloro che si dedicano a questa professione. Se simili organizzazioni costituissero delle fazioni, inoltre, i rapporti tra queste ultime potrebbero garantire altro materiale utile per l’interpretazione del personaggio, oltre che per lo sviluppo della campagna stessa.
Infine, perché il vostro Bardo è un avventuriero? Parte della risposta può essere legata alla natura e origine del gruppo di avventurieri di cui fa parte (ad esempio, si tratta di un gruppo di eroi di cui vuole cantare le gesta? Assieme ad essi costituisce una compagnia di artisti girovaghi? E così via), così come al passato del personaggio, al suo stile di vita e ai suoi scopi (è un artista girovago che si trova per caso coinvolto in qualcosa più grande di lui? E’ uno scaldo che insegue le battaglie, così da poter raccontare le gesta dei soldati? E così via). Personalmente penso sempre che sia giusto discutere di queste cose con il DM, in modo da cercare e inventare agganci che rendano l’interpretazione ancora più intrigante.

Grazie all'esistenza delle Razze e dei Background in D&D 5E, inoltre, nulla vieta di ripensare del tutto la Classe del Bardo e le sue Sottoclassi nelle più diverse maniere, anche quelle più atipiche. Qui di seguito potrete trovare alcuni esempi un po' fuori dal comune, proposti più che altro come fonte di ispirazione per il vostro personaggio. Comunque sono solo spunti e, come sempre, vi consiglio di non lasciare alcun freno o condizione alla vostra fantasia!
La Poetessa Guerriera (Bardo Nano + Soldato). Hoddra Hammerfist è una guerriera particolare: parla solo in rima e vaga da una città nanica all'altra lavorando come mercenaria e raddrizzando torti. Non solo sembra comporre rime sul momento ogni volta che apre bocca, ma quando combatte canta le epiche gesta dei suoi antenati, infondendo vigore nei suoi compagni.
La Spia (Bardo di qualsiasi razza + Variante del Criminale: Spia). Le città stato tessono continuamente intrighi commerciali e politici, e le famiglie più spregiudicate si arricchiscono grazie all’uso di spie e informatori. Questo bardo partecipa a tali intrighi all'insaputa di tutti: vive nel territorio da molto tempo, mascherando la sua vera attività con il lavoro di impresario teatrale. Drammaturgo e commediografo per i più, in realtà è un mercante di segreti, con una rete di artisti che controlla con denaro, magie e charme personale.
L'Oracolo (Bardo di qualsiasi razza + Eremita). Nelle Caverne della Tristezza vive da tempo un vecchio rugoso e ormai pieno di acciacchi. La gente del posto è convinta che conosca il futuro e parli per conto degli dei, e gli porta cibo e beni di prima necessità. In realtà Beral è un ex teologo dell'Università Splendente e sfrutta il suo sapere enciclopedico per sembrare un santone. Non ha, però, cattive intenzioni e spesso aiuta i bisognosi usando la sua magia. A chi ne avrà davvero bisogno, rivelerà il segreto che lo ha quasi reso pazzo anni or sono.
La Prestigiatrice (Bardo di qualsiasi razza + Intrattenitore). Alejandra Castelbianco ha vissuto tutta la sua vita in mezzo la strada, prima apprendendo l’arte dell’illusionismo dal padre e poi mettendola lei stessa in pratica una volta cresciuta. Abile contorsionista, straordinariamente rapida di mano e conoscitrice di numerosi trucchi di prestigio, affascina e sorprende il pubblico di tutte le città da lei visitate grazie ai suoi appariscenti spettacoli.
Il Predicatore (Bardo di qualsiasi razza + Accolito). Nathaniel Doveron è un fervente sacerdote di St. Cuthbert, incaricato dal suo tempio di girare per villaggi e campagne allo scopo di far conoscere il verbo della divinità, convertire i peccatori, e scacciare gli eretici e i malvagi. Carismatico predicatore, grazie alla sua straordinaria oratoria Nathaniel ha il potere di riempire le piazze, d’infervorare gli animi dei fedeli e di intimorire i nemici del bene e del giusto.
Conclusione
Quindi cosa ne pensate del Bardo per la 5E? Condividete con noi le vostre idee, opinioni ed esperienze.
Ci vediamo Martedì prossimo con il pio Chierico.
 
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Recensione di Stranger Things: Stagione 2

A partire dal 27 Ottobre è disponibile su Netflix la seconda Stagione di Stranger Things, la serie televisiva fantascientifica con sfumature horror diventata una delle più acclamate del momento. Visto il suo forte legame con D&D, è inevitabile farne una recensione anche qui su Dragon’s Lair, similmente a quanto fatto l’anno scorso per la prima stagione.
Rilasciata in sordina nel Luglio del 2016, Stranger Things ha sorpreso addirittura i suoi creatori (i Duffer Brothers) e l’intero cast per il modo in cui è riuscita in pochissime settimane a conquistare il pubblico del mondo intero e a diventare una delle serie più viste nell’ultimo anno e mezzo. Il successo della prima stagione lo si deve, oltre che per la sua storia coinvolgente e per i suoi ottimi personaggi, alla sua straordinaria capacità di ricreare perfettamente l’atmosfera degli anni ’80 (periodo che il pubblico ultimamente sta ricordando con grande nostalgia; per alcuni è stata l’epoca della propria infanzia, per altri è il periodo in cui sono stati prodotti i film, i romanzi, i videogiochi e la musica oramai considerati dei veri e propri cult). La seconda stagione sarà riuscita a mantenere la stessa qualità e a sviluppare le premesse della stagione scorsa in nuove interessanti direzioni?
Scopriamolo assieme con questo articolo.
❚ Stranger Things 2 - Trailer del Comic Con (Sottotitoli in Italiano)
❚ Stranger Things 2 -  Trailer Finale (Italiano)
❚ Stranger Things 2 - Trailer Finale (Inglese)
 
DOVE ERAVAMO RIMASTI
Stranger Things Soundtrack - Theme
È la sera del 6 Novembre 1983 quando, ad Hawkins nell’Indiana, la vita di un gruppo di ragazzini e dei loro familiari viene stravolta da un terribile incidente avvenuto nel vicino laboratorio scientifico, il quale causerà la sparizione del giovane Will Byers e il ritrovamento di una misteriosa ragazzina di nome Undici (Eleven nella versione originale). Determinati a ritrovare il loro amico, i giovani Mike, Lucas e Dustin decidono di iniziare una indagine per proprio conto, ignorando le raccomandazioni di polizia e genitori, anche quando ben presto scopriranno che un’orribile mostro ha scelto Hawkins come proprio terreno di caccia. Allo stesso tempo, spinti da ragioni differenti, anche alcuni adulti (lo sceriffo Hopper e Joyce Byers, la madre dello scomparso Will) e alcuni ragazzi più grandi (Nancy Wheeler, sorella di Mike, Jonathan Byers, fratello di Will e Steve Harrington, ragazzo di Nancy) inizieranno indipendentemente le loro indagini, contribuendo a riunire tutti i pezzi del puzzle.
All’inizio della seconda stagione siamo nel 1984, alle porte della festa di Halloween. Il piccolo gruppo di ragazzini tenta di ritrovare la pace di una vita normale, anche se Mike non riesce a dimenticare quanto successo a Undici, mentre Will è costretto a vivere le conseguenze di un prolungato soggiorno in un’altra dimensione. Sua madre Joyce e suo fratello Jonathan cercano di stargli vicino, preoccupati per il suo stato di salute. Steve e Nancy si godono finalmente l’occasione di vivere la loro relazione romantica, anche se Nancy non riesce a dimenticare quello che è successo a Barb. Due nuovi misteriosi e irrequieti ragazzi, Billy e la sua sorellastra Max, si sono invece da poco trasferiti in città con la propria famiglia. Lo sceriffo Hopper, nel frattempo, si trova costretto a caricarsi sulle sue sole spalle pesanti responsabilità, nel tentativo di riportare la pace e la sicurezza nella cittadina di Hawkins. Un’ombra oscura, tuttavia, compare improvvisamente all’orizzonte tra fosche nubi di tempesta, minacciando tetramente di riportare il caos.

 
COME LA STORIA CONTINUA
Stranger Things 2 Soundtrack - Scorpions - Rock You Like A Hurricane
Stranger Things 2 Soundtrack - Pat benatar - Love Is A Battlefield
Dopo lo straordinario successo della prima stagione, i Fratelli Duffer si sono ritrovati di fronte a una sfida enorme: creata originariamente con un basso budget e animata principalmente, oltre che dall’ottimo cast, dallo straordinario amore dei due autori per gli anni ’80, nessuno si aspettava che la serie potesse raggiungere un simile riscontro tra pubblico e critica. Questo, dunque, ha reso il compito di progettare un seguito una sfida ancora più ardua di quanto già lo sia normalmente. I Fratelli Duffer, tuttavia, con questa seconda stagione hanno ancora una volta dato prova della loro notevole abilità nella scrittura e, soprattutto, hanno dimostrato di saper resistere agli effetti dell’improvviso successo.
Nonostante, infatti, come anche accaduto nella prima stagione, gli autori abbiano deciso di costruire la loro trama a partire da numerose citazioni di opere e fenomeni culturali degli anni ’80 (citazioni che oramai sono diventate un vero e proprio segno distintivo di questa serie TV, tanto da spingere il pubblico alla “caccia al riferimento nascosto”), Stranger Things rivela ancora una volta di essere molto più di un semplice collage di opere altrui. La serie parte, sì, da idee e atmosfere del passato, ma solo allo scopo di trovare in esse l’ispirazione per creare una propria storia, un proprio mondo e, dunque, una propria identità.
Ed è seguendo questa logica che i Fratelli Duffer in questa seconda Stagione si sono posti l’obbiettivo di espandere l’ambientazione di Stranger Things, in particolar modo il Sottosopra, l’oscura e sinistra dimensione alternativa che ha tanto inquietato e conquistato il pubblico. Alla fine della prima stagione conosciamo ben poco di questa dimensione, visto che la serie fino a quel punto si era concentrata principalmente sul descrivere l’interessante gruppo di personaggi e sul dare concretezza alla piccola cittadina di Hawkins. Inevitabilmente, dunque, nella seconda stagione i Fratelli Duffer hanno dovuto iniziare a diradare un po’ le ombre che compongono il Sottosopra, in modo da soddisfare le aspettative di un pubblico naturalmente sempre più desideroso di svelare il mistero e di esplorare quel luogo alieno. Durante la nuova stagione, quindi, cominciano ad essere mostrati maggiori dettagli sulla natura del Sottosopra, su alcune sue creature e sul modo in cui esso rappresenta una minaccia per la sopravvivenza del nostro mondo.
Naturalmente una buona storia di mistero svela solo un po’ per volta i propri trucchi e segreti, motivo per cui molte cose rimangono ancora avvolte nell’oscurità. Stranger Things mira ad andare avanti ancora per diverse stagioni (Netflix e gli autori al momento ipotizzano un totale di 4 o 5 stagioni, anche se nulla è ancora definitivo) e, dunque, è normale che non possa mostrarci tutto subito. Se nella prima stagione ci è stata data l’occasione di vedere solamente un barlume della “Valle delle Ombre”, occupati com’erano i personaggi a difendersi dal Demogorgone e dagli uomini del laboratorio, in questa seconda stagione è come se a noi spettatori fosse stato consentito di sostare un po’ più a lungo sulla soglia di quel portale da incubo fatto di carne e neri viticci, così da poter guardare con maggiore attenzione quello che si trova dall’altra parte: ora possiamo finalmente notare più dettagli, ma c’è ancora molto che il nostro sguardo non è in grado di raggiungere.
Eppure, nonostante quello che ci viene mostrato sia solo la punta dell’iceberg, dal modo in cui sono strutturate le nuove puntate è possibile capire quanto sia complesso rivelare un intero nuovo mondo, anche se un pezzo per volta. Fornire agli spettatori anche solo una manciata delle regole che governano un’altra dimensione, infatti, richiede tempo e un minimo di buona scrittura (così da evitare quello che scrittori e sceneggiatori conoscono con il nome di “Spiegone”, ovvero un momento in cui uno o più personaggi fermano la storia per letteralmente spiegare allo spettatore significative parti di quest’ultima; simili spiegazioni tipicamente sono considerate dimostrazione di poca abilità narrativa, visto che risultano lunghe, pedanti e noiose, mentre è più elegante e coinvolgente spiegare le cose tramite gli eventi della storia stessa). I Fratelli Duffer, tuttavia, dimostrano di sapere quello che fanno e, dunque, le nuove caratteristiche del loro mondo ci vengono fornite un po’ per volta tramite gli eventi e l’azione dei personaggi. Ma proprio perché il fornire nuove informazioni agli spettatori richiede tempo, l’espansione dell’ambientazione di Stranger Things in questa stagione occupa molto dello spazio su schermo, riducendo i momenti dedicati all’approfondimento dei personaggi rispetto alla stagione precedente. Non che questo abbia ridotto in particolar modo la qualità dei personaggi o della loro interpretazione; semplicemente, per poter sviluppare adeguatamente in poche puntate una trama più corposa rispetto a quella della stagione precedente, alcuni personaggi hanno dovuto sacrificare una parte del proprio spazio su schermo.
Rispetto alla precedente stagione, dunque, i momenti fantascientifici e horror prendono leggermente il sopravvento (soprattutto nelle ultime puntate) su quelli riguardanti le vicende personali dei protagonisti o su quelli dedicati alla ricreazione della pura atmosfera anni ’80 (che comunque rimane centrale in questa serie tv). Nonostante ciò, Stranger Things non perde la sua identità e rimane un prodotto di ottimo livello, capace sia di far sorridere (complici in particolare i piccoli protagonisti, sempre genuini e divertenti), che di emozionare e di creare suspense. Per quanto riguarda quest’ultima, in particolare, la nuova stagione riesce a catturare l’attenzione dello spettatore e a fargli desiderare di guardare tutte le puntate una di fila all’altra. L’intera stagione, infatti, è un crescendo costante di tensione, capace di trascinare lo spettatore dall’inizio alla fine. Unico momento di stacco è rappresentato dalla puntata 7 che, desiderosa di rivelarci nuove possibili direzioni che la serie potrebbe seguire nelle prossime stagioni, decide di mostrarci una storia nettamente separata dal resto della trama. Questa decisione lascia un po’ spiazzati, ma permette alla serie d’introdurre alcune idee i cui sviluppi nella terza stagione potrebbero rivelarsi interessanti.
Il risultato complessivo è un’ottima stagione, diversa dalla precedente, sicuramente non perfetta (in particolare a causa della gestione di alcuni personaggi), ma ugualmente capace di emozionare, intrattenere e divertire, dimostrandosi all’altezza di quanto abbiamo visto l’anno scorso. I Duffer Brothers continuano a rivelarsi ottimi autori, capaci di creare storie avvincenti ed emozionanti, donando inoltre nuova vita a idee del passato. La speranza è che la medesima qualità continui anche con le stagioni che verranno.

 
PERSONAGGI E INTERPRETAZIONE
Stranger Things 2 Soundtrack - Paul Engemann - Scarface (Push It To The Limit)
Stranger Things 2 Soundtrack - Metallica - The Four Horseman
Se c’è un elemento che ha consentito e che consente ancora a Stranger Things di conquistare il cuore di milioni di spettatori, è l’ottima capacità attoriale dei suoi interpreti. Se, infatti, già nella prima stagione gli attori di Stranger Things erano riusciti a dimostrare grande abilità, questo secondo appuntamento televisivo conferma decisamente l’ottima scelta fatta dai Fratelli Duffer per quanto riguarda il cast.
Tra tutti gli attori, risaltano in particolare i giovani Finn Wolfhard (Mike Wheeler), Millie Bobby Brown (Eleven/Undici), Noah Schnapp (Will Byers), Gaten Matarazzo (Dustin Henderson), Caleb McLaughlin (Lucas Sinclair) e la nuova arrivata Sadie Sink (Max “Mad Max” Mayfield). Non è strano che i giovani attori si rivelino ancora inesperti, proprio perché si trovano agli inizi della loro vita e della loro carriera. Eppure, nonostante la loro età, i ragazzini di Stranger Things continuano a dimostrare grande abilità e professionalità.
In questa seconda stagione spiccano in particolare Millie Bobby Brown e Noah Schnapp che, dopo una prima stagione nella quale i loro personaggi erano stati un po’ sacrificati (Will disperso in un’altra dimensione e Eleven/Undici che parlava a monosillabi), hanno finalmente ottenuto l’occasione di dimostrare il loro valore. Il personaggio di Will è ancora fortemente limitato nel suo potenziale per ragioni di trama, ma nonostante ciò Noah Schnapp riesce a colpire per la sua bravura. Millie Bobby Brown, invece, se già nella stagione scorsa aveva lasciato il segno, quest’anno dimostra di essere ulteriormente maturata come attrice, riuscendo a donare al suo personaggio una incredibile intensità anche quando recita poche parole. Pure Gaten Matarazzo e Caleb McLaughlin quest’anno riescono a distinguersi, potendo contare sul fatto che Dustin e Lucas riescono ad ottenere i propri momenti importanti e a uscire dall’ombra ingombrante del loro amico Mike. Pur ottenendo meno spazio rispetto ai suoi coetani, anche la nuova arrivata Sadie Sink si rivela una buona scelta, grazie a un personaggio (Max) interessante e ben interpretato, nonostante i Fratelli Duffer non ne abbiano ancora sfruttato appieno il potenziale. Tra i ragazzini, invece, il vero sacrificato della stagione è il Mike Wheeler di Finn Wolfhard: dopo una prima stagione in cui il personaggio si era dimostrato centrale, nelle nuove puntate è costretto a subire un forte ridimensionamento per esigenze di trama; nonostante ciò, Finn Wolfhard continua a dimostrarsi una delle giovani promesse della realtà televisiva e cinematografica americana (cosa confermata anche dalla qualità della sua interpretazione nel recente IT di Andy Muschietti).
Se i ragazzini, come era accaduto l’anno scorso, sono riusciti a rubare la scena, non da meno è stata ancora una volta l’interpretazione degli attori adolescenti e adulti, in particolare Winona Ryder (Joyce Byers), David Harbour (lo sceriffo Jim Hopper), Joe Keery (Steve Harrington), Natalia Dyer (Nancy Wheeler), Charlie Heaton (Jonathan Byers) e i nuovi arrivati Sean Astin (Bob Newby), Paul Reiser (Dr. Sam Owens) e Dacre Montgomery (Billy Hargrove, il fratello di Mad Max). Winona Ryder e David Harbor sono protagonisti di alcune delle scene più intense della seconda stagione, oltre ad essere ovviamente al centro degli eventi: nonostante in questa stagione i loro personaggi sono coinvolti in alcuni momenti abbastanza frustranti per lo spettatore (in particolare Hopper), la qualità nell’interpretazione da parte di questi attori non è calata minimamente rispetto all’anno scorso (anzi, in particolare nel caso di David Harbour è ulteriormente aumentata). Anche Sean Astin e Paul Raiser, colpiscono nel segno, non solo per essere stati entrambi attori protagonisti di film cult degli anni ’80 (i Goonies il primo, Aliens il secondo), ma anche per la grande qualità dei loro personaggi in questa serie tv e per la loro ottima rappresentazione.
Un po’ più debole, invece, è la resa dei personaggi adolescenti, non a causa dell’abilità degli attori, quanto piuttosto per il fatto che le loro storie sono messe questa volta un po’ più in ombra rispetto alla trama principale o agli eventi collegati agli altri personaggi. Un po’ schiacciati dalla rilevanza di altri eventi della trama sono, in particolare, i personaggi Nancy Wheeler e Jonathan Byers, anche se pure loro saranno protagonisti di sviluppi davvero importanti e interessanti. Grande sorpresa, invece, è il caso di Steve Harrigton che, grazie ad alcune scene davvero ben costruite, riesce a sviluppare un’ottima alchimia con il giovane Dustin e a dare vita con quest’ultimo ad alcuni dei momenti più simpatici dell’intera stagione. Il personaggio più sacrificato della seconda stagione, invece, è Billy, il fratello di Max: la cosa è davvero un gran peccato, perché il personaggio - straordinariamente interpretato da Dacre Montgomery - ha dimostrato di avere davvero un ottimo potenziale. Sembra quasi che, avendo troppa carne sul fuoco da dover gestire durante questa annata, i Fratelli Duffer non siano riusciti a trovare il modo di dare a questo interessantissimo antagonista il giusto spazio. La speranza è che, come anche nel caso di Max e degli altri nuovi personaggi, le basi introdotte in questa stagione possano almeno servire a creare nuovi straordinari sviluppi nella prossima.

 
I RIFERIMENTI AGLI ANNI ‘80
Stranger Things 2 Soundtrack - Ray parker Jr. - Ghostbusters
Stranger Things 2 Soundtrack - Bon Jovi - Runaway
La serie tv Stranger Things è interamente una grande citazione degli anni ’80 (o di ciò che andava di moda in quel periodo). Questo omaggio non si manifesta solamente nel tentativo di ricreare le atmosfere di quegli anni, ma anche attraverso l’inserimento di numerosi riferimenti più o meno nascosti a opere cult di quel periodo. Nella seconda stagione continuano, infatti, i rimandi a opere quali La Cosa, IT (oggi celebre per il recente film di Andy Muschietti), E.T., Fenomeni Paranormali Incontrollabili (dal romanzo L'Incendiaria di Stephen King) e Stand By Me, già ampiamente citati nella prima stagione. Tra i nuovi riferimenti, invece, spiccano Aliens - Scontro finale (meglio conosciuto come Alien 2), Jurassic Park (nonostante sia degli anni ’90 come il videogame Silent Hill, quest’ultimo spunto fondamentale per l’ideazione del Sottosopra), L’Esorcista, I Goonies (chi meglio di Sean Astin può essere protagonista di una caccia al tesoro?), Ghostbusters, la serie Mad Max (il soprannome della protagonista e una certa auto che viene usata verso la fine), Halloween e Gremlins (mai dare da mangiare al proprio animaletto dopo la mezzanotte). Numerosi, poi, sono i vari rimandi minori, come Terminator, il videogioco Dragon’s Lair, Dracula di Francis Ford Coppola (anche questo anni ’90; Winona Ryder che balla con un vampiro), Footloose (due genitori che attendono all’esterno mentre i giovani partecipano a un ballo), Indiana Jones e il Tempio Maledetto, Incontri ravvicinati del Terzo Tipo e Bella in Rosa (film cult adolescenziale degli anni ’80, con protagonista l’icona di quegli anni Molly Ringwald). Numerose, poi, sono le citazioni che richiamano invece la vita americana di quegli anni, come la catena di negozi Radio Shack, le elezioni presidenziali con protagonisti Reagan e Mondale, la paura della minaccia russa, la cultura punk e quella heavy metal. Se volete discutere dei vari rimandi o avete trovato altre citazioni che ci sono sfuggite, scrivete pure nei commenti.

 
IL LEGAME CON D&D
"Io sono il Paladino, Will il Chierico, Dustin il Bardo, Lucas il Ranger e Undici è la nostra Maga".
– Mike Wheeler, Stranger Things 2, Puntata 3 "Il girino"
Come era accaduto l’anno scorso, Dungeons & Dragons torna ad essere uno dei grandi protagonisti di Stranger Things. Nella prima stagione il Gdr più famoso al mondo non solo compariva nella forma di due partite di ruolo concretamente giocate dai piccoli protagonisti della serie, ma costituiva anche una delle principali fonti d’ispirazione che i Fratelli Duffer hanno usato per dare vita al loro mondo sovrannaturale. Come ricorderete, infatti, la Valle delle Ombre di D&D (più precisamente, ciò che oggi conosciamo con il nome di Coltre Oscura, in inglese “Shadowfell”) è stata palesemente usata come riferimento per descrivere il Sottosopra, mentre il celebre Demogorgone (originariamente in D&D uno dei Demoni più potenti e temuti) è stato usato per dare un nome al terribile mostro che infesta Hawkins nella prima stagione. E giunti alla seconda stagione, ancora una volta i nostri piccoli eroi decideranno di mettere mano ai manuali di D&D per trovare alcune delle risposte necessarie a combattere l’oscurità che li circonda (in questo caso non vi dirò qual è la citazione utilizzata, per non rovinarvi il divertimento; posso dirvi, però, che il collegamento è davvero interessante!).
Il bello di Stranger Things, tuttavia, non è solo il fatto che omaggia uno dei nostri passatempi preferiti, ovvero il Gdr, ma anche che – tramite quelle citazioni – ci consente di immaginare come potrebbe essere giocare a una campagna di D&D ambientata nel nostro mondo contemporaneo. Certo, i Fratelli Duffer non ripropongono le creature o le dimensioni di D&D esattamente come descritti nei manuali, dunque non si può parlare di un vero e proprio mix tra ambientazioni ufficiali di D&D e mondo reale. Utilizzando dirette citazioni provenienti dal Gdr, però, la serie TV ci consente di pensare al suo mondo immaginario come a una possibile nuova ambientazione per le nostre campagne di ruolo…. una ambientazione nella quale la Valle delle Ombre/Coltre Oscura è la dimensione alternativa conosciuta anche come Sottosopra, mentre il Demogorgone non è il demone a due teste D&Desco, ma una terribile creatura extra-planare capace di aggredire un bersaglio da un piano di esistenza all’altro. Dopotutto, lo stesso Mike Wheeler nella puntata 3 della seconda stagione descrive sé stesso e i suoi amici Will, Dustin, Lucas e Undici/Eleven come rispettivamente un Paladino, un Chierico, un Bardo, un Ranger e una Maga. A questo punto, non è difficile immaginare anche gli altri protagonisti come a dei personaggi di D&D.
Uno dei pregi di questa serie TV, dunque, è che ci permette di considerare l’utilizzo dei nostri cari manuali di D&D (o di Pathfinder) per giocare a una campagna del tutto particolare, non ambientata nel classico mondo fantasy-medievale ma in una realtà molto simile alla nostra, solo piagata dall’esistenza di dimensioni e creature soprannaturali. Come sarebbe scoprire che nel nostro mondo esiste davvero una dimensione oscura come il Sottosopra? E come sarebbe riutilizzare le regole di D&D o di Pathfinder per ricreare personaggi tipici di un mondo contemporaneo? Il personaggio di Lucas può essere, in effetti, descritto come un Ranger di basso livello armato di fionda invece che di un arco o di una balestra, mentre Undici/Eleven può equivalere a una Maga, a una Stregona o a una Psionica di basso livello che sta iniziando a scoprire i suoi poteri. Steve può essere descritto come un Guerriero di basso-medio livello armato di mazza da baseball chiodata, mentre lo sceriffo Hopper può essere un Guerriero di medio-alto livello esperto nelle armi da fuoco. Certo, l’ambientazione di Stranger Things è Low Magic, motivo per cui solo pochi personaggi avranno accesso alla magia. Le Classi più tipicamente utilizzabili, dunque, sarebbero quelle del Guerriero, del Ladro, del Barbaro, del Monaco, o qualunque altra Classe non dotata di poteri magici o soprannaturali. In alternativa, è possibile reskinnare (dunque rinarrare) le regole delle Classi magiche, in maniera da descrivere i poteri magici come capacità del tutto comuni: manovre acrobatiche, trucchi di prestigio, gadget o equipaggiamento di vario tipo, l’istruzione in una qualche disciplina di studio (medicina, fisica, chimica e così via),  ecc. Oppure ancora, è possibile decidere che le persone comuni, a prescindere dalla loro età e dalla loro professione, inizino come PG di basso livello, andando poi a descrivere il loro avanzamento nelle Classi magiche come il loro progressivo addestramento nell’uso del sovrannaturale contro i propri nemici. Nulla vi vieta, inoltre, di reinterpretare i poteri magici delle Classi in modo da renderli più coerenti con il soprannaturale tipico di Stranger Things: una Joyce Byers, ad esempio, potrebbe essere descritta come una sorta di Chierica che, invece del classico Scacciare Non Morti, possiede la capacità di percepire la presenza del soprannaturale attorno a lei; un Mike Wheeler, invece, può essere gestito come un Paladino capace di infondere nuova energia ai propri alleati non tramite una Imposizione delle Mani, ma attraverso discorsi che incitano al coraggio, mentre la sua cavalcatura non sarebbe un destriero ma una bicicletta. Tutti questi discorsi, naturalmente, possono essere applicati ai personaggi da voi creati per giocare a una simile campagna.
Per quanto riguarda, invece, le oramai celebri creature di Stranger Things, avete diverse opzioni di fronte a voi: potete vedere se è possibile riutilizzare le statistiche di qualche mostro originale di D&D o Pathfinder attribuendogli una diversa descrizione narrativa, potete crearli utilizzando le regole descritte nei manuali in vostro possesso, oppure potete cercare sulla rete per vedere se qualcuno ha già provveduto a realizzarle (ad esempio, il blog NewbieDM ha creato le statistiche del Demogorgone di Stranger Things per D&D 5e).
Se avete bisogno di altri spunti e consigli su come procedere nella creazione di una campagna di D&D o di Pathfinder ambientata nel mondo di Stranger Things, soprattutto per quel che riguarda la conversione del regolamento, potete utilizzare i consigli da me forniti nell’articolo “Giocare Fantasy Contemporaneo con D&D e Pathfinder”.
Ma voi come giochereste una simile campagna? Seguireste le vicende di un altro gruppo di abitanti della piccola Hawkins nell’Indiana? Ambientereste la vostra storia in altre parti degli Stati Uniti? Cerchereste di addentrarvi nel Sottosopra, inviando i vostri personaggi ad esplorare di una dimensione aliena dalla quale potrebbero non tornare? Tentereste di approfondire la cospirazione governativa che ha dato il via al terribile incidente del Laboratorio di Hawkins? Oppure vi chiedereste cosa significherebbe scoprire che un portale per il Sottosopra si è aperto non lontano da casa vostra? Fateci pure sapere le vostre idee nei commenti.

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Xanathar: Chi Era Costui?

Sotto la movimentata città di Waterdeep un signore del crimine beholder tiene sott’occhio tutti e tutto – o così pensa il beholder. Conosciuto come lo Xanathar, o anche l'Occhio nella sua incarnazione principale, questo bizzarro essere crede di poter raccogliere informazioni su tutto il multiverso e desidera conoscere tutto! Ma non importa quello che lo Xanathar scopre o quali tesori acquisisca, il suo bene più prezioso in tutto il multiverso rimarrà il suo pesce rosso, Sylgar.
Lo Xanathar è uno dei beholder più ignobili dei Reami ed è il signore del crimine dell’omonima Gilda dei Ladri di Skullport (un alveare di malvagità che si trova nelle profondità della terra al di sotto di Waterdeep, precisamente nel terzo livello sotterraneo di un immenso dungeon chiamato Sottomonte). Lo Xanathar vive all’interno di un complesso fortificato a Skullport, ma ha anche un grande rifugio nelle fogne di Waterdeep, collegato con l'altra tana grazie ad un portale attivabile con una parola segreta.

Andiamo ora a scoprire la storia dell’Occhio, l’origine ed evoluzione dello Xanathar e il ruolo dell’organizzazione omonima.
Storia
L’Occhio, come era originariamente conosciuto, era un beholder anziano, rugoso e paranoico proveniente dall’alveare dei Picchi Grigi.
L’Occhio arrivò a Skullport nel 1205 DR, già uno schiavista, in cerca di un mercato più prospero. Nel corso del tempo, ebbe successo e mise in piedi un’organizzazione sempre più grande. Ad un certo punto, ristrutturò la sua organizzazione in un sistema semi-autonomo e si ritirò dietro le quinte, diffondendo voci sulla sua morte o su un suo ritiro a vita agiata. La maggior parte della gente ben presto dimenticò il beholder schiavista e nel 1304 gli Agenti dell’Occhio erano semplicemente un grande circolo di schiavisti a Skullport, senza alcuna associazione con i beholder.
Nel frattempo, l’Occhio indagò sulla Gilda dei Ladri dello Xanathar, una potente gilda di ladri, e con il tempo scoprì che anch’essa era guidata da un beholder, proveniente da un alveare differente. Così l’Occhio decise di prendere il controllo di quell’organizzazione, uccidendo in segreto l’avversario e assumendone la posizione. L’Occhio scoprì tutti i segreti dello Xanathar originale e contemporaneamente manipolò un altro beholder di Skullport, Uthh, convincendolo della necessità di uccidere lo Xanathar. Alla fine, Uthh combatté lo Xanathar nella sua tana ma venne ucciso da quest'ultimo. Lo Xanathar, però, era rimasto troppo indebolito dalla lotta e non poté resistere all’attacco a sorpresa dell’Occhio. L’Occhio uccise lo Xanathar originale, ne assunse in segreto il nome ed ereditò tutte le sue proprietà.
L'Occhio finse quindi di essere il suo predecessore e, per evitare problemi, decise di proclamare che "lo Xanathar" era solo un titolo. Successivamente, l'Occhio fece fondere in un’unica organizzazione gli Agenti dell'Occhio e la Gilda dello Xanathar. L’anziano beholder non si avventurò più fuori dal suo duplice nascondiglio, preferendo lavorare esclusivamente tramite degli intermediari. Veniva accompagnato in ogni momento da sciami di strangolatori in agguato e dai suoi simili, i beholder.

L'Occhio poté quindi creare e controllare un'estesa operazione di schiavisti a Skullport, rivaleggiata solo dall'Anello di Ferro e dai recentemente rinati Ladri dell’Ombra. Si aprì anche un varco nelle operazioni di contrabbando a Skullport, a scapito del suo rivale beholder, Misker il Tiranno Pirata.
L'Occhio estese il suo controllo su tutti i beholder del Sottomonte, costringendo coloro che si erano rifiutati di inchinarsi al suo dominio a fuggire nel sottosuolo o sulla superficie. Il suo solo rivale rimasto, Misker, fu costretto a fuggire nelle profondità, nascondendosi nel Cimitero di Trobriand.
Nel 1379, uno dei suoi servi, Shynlar Draal, fu catturato dai mercenari della Spada Irremovibile, ingaggiati dallo schiavista Lanador insieme ad altri elfi; lo Xanathar assunse un gruppo di avventurieri della Guardia Cittadina per investigare sulla la questione e sconfiggere lo schiavista.
Si vocifera che in realtà l'Occhio, dopo aver assunto il titolo di Xanathar, fosse a sua volta stato ucciso da un gruppo di avventurieri sotto l’ordine dei Signori di Waterdeep e segretamente aiutati da un altro beholder, che assunse poi l'identità di Xanathar.
Questo terzo Xanathar sarebbe poi stato ucciso più tardi in una lotta con un suo ex agente, un lich di nome Avaereene.
In seguito altri beholder presero il titolo Xanathar, alcuni per un breve periodo. Fino al 1479 governò un beholder precedentemente chiamato Izulktur. Quell'anno, Izulktur si annoiò della vita da signore del crimine e decise di ritirarsi. Il nuovo Xanathar fu Zushaxx, un beholder giovane e ambizioso, che faceva parte dello stesso alveare di Izulktur. Con il sostegno del suo servo drow, Kal'dir, Zushaxx si insediò rapidamente come nuovo Xanathar.
Nel 1491 Zushaxx, che lavorava con il mind flayer chiamato Suthool e l'agente di Asmodeus chiamato Belvarra Bowmantles, sostenne le trame del Signore Mascherato Braethan Cazondur per distrarre la Guardia Cittadina e il Lord Senza Maschera dalle proprie operazioni a Skullport, e per ottenere così il potere di espellere gli Zhentarim da Waterdeep.
La Gilda dello Xanathar sotto l’Occhio

Il simbolo utilizzato dalla Gilda dello Xanathar
La Gilda dello Xanathar è un gruppo di ladri e taglia-gole che operano dalle viscere di Waterdeep. Questa rete schiavista è la più potente sulla Costa della Spada e spesso ha agito sbaragliando violentemente le altre organizzazioni malvagie. Nei suoi uffici principali a Skullport, la Gilda dello Xanathar mantiene diversi portali che conducono, tra le altre destinazioni, a un vicolo di Waterdeep, ad una superficie rocciosa nei pressi di Calimport e ad un piccolo magazzino di proprietà della Gilda a Westgate.
La Gilda è guidata da un anziano beholder chiamato Lo Xanathar. L’Occhio è stato quanto meno la seconda creatura della sua specie ad aver reclamato il titolo, dal momento che ha ucciso il suo predecessore prendendone il posto. Pochi, al di fuori della cerchia ristretta dei Maestri della Gilda, conoscono la vera natura dello Xanathar, dato che l’Occhio è un tipo solitario e si tiene circondato di non-morti. Ciascuno degli undici Maestri della Gilda controllano un aspetto dell’organizzazione: assassinio, ricatti, mantenimento dei libri contabili, esecuzioni, estorsioni, raccolta di informazioni, difese magiche, mercenari, schiavismo, contrabbando e furti. La maggior parte del lavoro della Gilda riguarda la schiavitù o i furti.
Ogni membro della Gilda è ben addestrato ed esperto in furtività, tattica e riservatezza. Hanno armi e armature eccellenti, e quelli che hanno bisogno di usare i portali come parte del loro lavoro possiedono qualche livello da incantatore, o sono perlomeno addestrati a lanciare incantesimi rudimentali. Le truppe d'élite che lavorano per l’organizzazione (conosciute come le Mani dell'Occhio) sono almeno di 4° livello. La comunicazione adottata dalla gilda è di tipo “verticale”: i membri di livello più basso ricevono ordini direttamente da un membro di livello più alto, e così via, fino ad arrivare agli ordini emanati direttamente dal vertice della “piramide”.
Per diventare un membro, l’eventuale candidato deve dimostrare la sua spietatezza ed obbedienza in una prova di lealtà, che di solito comporta l’omicidio o la vendita di un amico o un familiare agli schiavisti, oltre a pagare un dazio di ingresso di 300 MO. L'agente tipico della Gilda guadagna una quota di 60 MO al mese.

I membri principali della Gilda e il loro capo
Avaereene (LM Maga umana) è la Prima Mano e la Maestra della Magia, una donna bella e crudele che ha lavorato con lo Xanathar per anni e che parla in vece del beholder nella maggior parte degli affari della Gilda. Colstan Rhuul (LM Chierico di Bane umano) è la Seconda Mano e il Maestro degli Assassini, un uomo paziente e calcolatore che gestisce tutte le attività della Gilda collegate agli assassinii e che guida personalmente una squadra d'élite di killer. Ahmaergo (LM Guerriero Nano) è la Terza Mano e il Maestro degli Schiavisti. Noto come “il nano cornuto” e per la sua corazza a piastre rifletti incantesimo, sta pensando di scindere i suoi seguaci dalla Gilda per formare un altro gruppo di schiavisti.
Non è invece chiara quale sia l'origine di Sylgar, il pesce rosso cui l'Occhio è così tanto affezionato, né quale sia la causa di tale profondo legame. Tuttavia è cosa comune per i beholder avere delle stranezze comportamentali senza apparente ragione, dato che sono soventi affetti da qualche forma di pazzia. La cosa certa è che, data la vita breve dei pesci rossi, specie in rapporto all'estrema longevità di un beholder, i membri della Gilda sono costretti a fare i salti mortali per sostituire di nascosto "Sylgar" ogni volta che uno di essi muore, per far sì che lo Xanathar non venga colto da un terribile accesso di ira distruttiva.
 
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Messaggio consigliato


30 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

Travelers!

Sempre pensato di tirarci fuori una storia, anche se credo vada bene solo per una singola campagna. L'idea mi alletta non poco. 
Prima o poi...

Colpito nel segno! :grin:
Non perfetta come serie TV, ma sicuramente un ottimo spunto per una campagna. Lasciando perdere il plot originale della serie, da questo tipo di concept è possibile tirarci fuori anche una campagna bella lunga o magari più di una, sempre che ci si metta bene a progettare i dettagli dell'ambientazione. Sta tutto nel modo in cui ci si mette a sviluppare i motivi o le organizzazioni che hanno spinto i PG a trasmigrare e le organizzazioni che, invece, si oppongono ai PG. Durante la campagna, i personaggi potrebbero scoprire informazioni che prima non conoscevano, complotti o addirittura potrebbero farsi coinvolgere dalle vite delle persone con cui entrano in contatto. Gli spunti possono essere innumerevoli. ;-)

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3 minuti fa, SilentWolf ha scritto:

Colpito nel segno! :grin:
Non perfetta come serie TV, ma sicuramente un ottimo spunto per una campagna. Lasciando perdere il plot originale della serie, da questo tipo di concept è possibile tirarci fuori anche una campagna bella lunga o magari più di una, sempre che ci si metta bene a progettare i dettagli dell'ambientazione. Sta tutto nel modo in cui ci si mette a sviluppare i motivi o le organizzazioni che hanno spinto i PG a trasmigrare e le organizzazioni che, invece, si oppongono ai PG. Durante la campagna, i personaggi potrebbero scoprire informazioni che prima non conoscevano, complotti o addirittura potrebbero farsi coinvolgere dalle vite delle persone con cui entrano in contatto. Gli spunti possono essere innumerevoli. ;-)

Secondo me il problema "grave" della serie sta nel voler giocare con i viaggi nel tempo. 
Le premesse sono ok, ovvero che non potendo spostarsi fisicamente, il viaggio viene compiuto solo dalla coscienza.

Ma il sistema di azione-reazione è traballante. Infatti ti viene da chiederti: se sanno come funzionano i viaggi nel tempo, l'effetto ripercussione per le varie azioni...perché continuano a mandare manciate di persone allo sbaraglio? Il rischio di fare danni è molto più alto!

 

Bah, a parte il rant contro la serie (che in realtà mi è piaciuta per lo sviluppo di alcuni personaggi), l'idea si presta bene per due sotto-opzioni.

  1. Non sono viaggi nel tempo, ma viaggi tra dimensioni. I personaggi vengono da Terra 1, e si trasferiscono su Terra 2 per una specifica missione. Potrebbe essere "impedire a quelli di Terra 2 di scoprire come fare a saltare tra le dimensioni, così abbiamo solo noi il controllo della tecnologia". Introdurrei a questo punto, a metà della storia, quasi sicuramente una Terra 3 (e una Terra 4, dove sono tutti cattivi e il doppio del pg scienziato ha una barbetta ben curata...signor Spock!).
  2. I personaggi possono spostarsi in un nuovo corpo, ma lo fanno nello stesso tempo e nello stesso mondo in cui vivono. Magari un incidente di laboratorio li ha semplicemente spostati da un corpo all'altro...il soldato nel fisico dello scienziato (ah-ah), il politico anziano e paralitico nel corpo del giovane assistente, e così via. Oppure la tecnologia permette di entrare in corpi diversi da usare come copertura e "fantocci". Morire non sarebbe un problema per i personaggi, a meno che non venga distrutto il corpo originale. Ma morire comporta la perdita di un corpo utile, e risvegliarsi magari a miglia e miglia di distanza dal luogo delle operazioni, trovare un nuovo corpo ospite, abituarsi al suo stile di vita, ritrovare i compagni.

Sono interessanti anche possibili complicazioni.

  • Dopo ogni passaggio, diventa un po' più difficile tornare al corpo originario. E qualche ricordo minore va perso qui e là. Se togli un libro da una biblioteca, questa resta una biblioteca. Se ne togli dieci, è sempre una biblioteca...quanti libri devi togliere, prima che smetta di esserlo? Lo stesso vale con ciò che compone l'identità di una persona. (problema divertente con giocatori moolto addentro la narrazione e l'interpretazione, che accettano la sfida di vedersi cambiare il personaggio sotto le mani).
  • I corpi non possono essere scelti. E non è un problema da poco...non possono essere scelti del tutto, quindi puoi risvegliarti nell'identità di chissà chi e chissà dove.
  • E se mentre sei un un altro corpo, il tuo viene ucciso?
  • In realtà, come faccio a sapere se i miei compagni di squadra sono chi dicono di essere? Quante volte si può fare il salto con questa tecnologia? E se qualcuno si è sostituito al mio migliore amico prima che questi si sostituisse a sua volta ad un altro soggetto per una missione? Effetto matrioska.

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@Pippomaster92 In effetti il principale difetto di Travellers riguarda il modo in cui gestisce i viaggi nel tempo: lo sviluppo della storia in questo senso è decisamente debole.
Preciso, comunque, che l'altro grande spunto che ha ispirato il mio post in questo topic è l'inizio del 2° libro della saga La Torre Nera (La chiamata dei Tre), libro che ho appena cominciato. Dopo poche pagine c'è una bellissima e abbastanza originale rappresentazione di una trasmigrazione corporea, in questo caso di tipo dimensionale (da una dimensione a un'altra).
:D

In effetti concordo che i viaggi nel tempo tendono a creare un bel po' di problemi, anche se secondo me rimangono un'idea molto interessante da sperimentare.
Sicuramente, le altre due opzioni da te descritte sono una strada più sicura e magari anche più soddisfacente.
Ecco come personalmente le gestirei: ;-)

  1. viaggio dimensionale: i PG vengono da un'altra dimensione e usano i corpi come mezzo per esplorare una nuova realtà di cui non conoscono molto.
    In alternativa, i viaggi interdimensionali e intra-corporei in realtà stanno avvenendo da decenni o addirittura da secoli. Nel tempo, tuttavia, alcuni dei primi esploratori hanno iniziato a tradire, dando vita a una fazione il cui intento è rimanere nella nuova realtà e sfruttarla per i propri scopi personali. Tra questa fazione e quella originaria è, dunque, scoppiata una guerra segreta, in cui i comuni esseri umani sono usati come pedine.
     
  2. Trasmigrazione corporea all'interno della stessa realtà: Una corporazione, azienda od organizzazione scientifica ha sviluppato la tecnologia per consentire la possessione corporea. Questa tecnologia risulta perfetta per potenziare le strategie di spionaggio, motivo per cui il governo ne ha acquisito il controllo e ora la usa per scopi miltitari e strategici. I PG sono soldati e spie assunti per compiere missioni sotto copertura, durante le quali essi devono temporaneamente acquisire il controllo di alcuni soggetti e usare i loro corpi per portare a compimento gli obbiettivi della missione. Una fazione avversaria, tuttavia, ha iniziato a denunciare l'immoralità e la pericolosità di questa tecnologia, motivo per cui ha iniziato a sviluppare una propria tecnologia utile a identificare gli agenti che trasmigrano nel corpo delle persone e a estrarli a forza dalle loro vittime.
    In alternativa, i PG sono un gruppo di evasi che, venuti per caso in contato con una tecnologia sperimentale o sorprendentemente vittima di un evento straordinario, si sono improvvisamente ritrovati proiettati nel corpo di alcune persone a caso. Da quel momento, le forze dell'ordine danno loro la caccia, mentre essi devono fare del loro meglio per cercare di tenersi nascosti, per capire cosa è successo e per trovare il modo di assicurarsi quella nuova libertà.


Riguardo alle complicasioni che hai descritto, davvero interessanti. ;-)

Aggiungo un mio particolare spunto, che è anche una complicazione:

  • La trasmigrazione ha permesso di scoprire il modo di scindere ciò che molti chiamano "spirito" dal corpo materiale. Ed è quest'ultimo a invecchiare, mentre il primo sembra essere immune da qualunque tipo di decadimento conosciuto. Di fatto, la trasmigrazione dei corpi ha permesso di scopire il segreto dell'immortalità....basta semplicemente continuare a trasmigrare da un corpo all'altro, ingannando la morte cercando nuovi corpi più giovani. Ma questa nuova possibilità che effetto ha sulla morale di chi ne fa utilizzo? Cosa significa diventare immortali al costo delle vite altrui? Dopotutto, per essere immortali è necessario rubare il corpo di un altra persona e impedirgli di vivere la propria vita, condannandola a un coma perenne fino alla morte. Alcuni dei primi trasmigratori potrebbero aver iniziato a perdere addirittura ogni traccia di umanità. Che "creature" si troveranno di fronte i PG, quando incontreranno alcune di questi trasmigratori? E come vivranno loro stessi il concetto del rubare la vita agli altri per praticare la loro missione? Saranno pure loro tentati dalll'idea di poter conquistare l'immortalità?

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Questa idea della trasmigrazione corporea la vedo bene per creare l'ambientazione di un generico tipo il Cypher....potrebbe essere un'alternativa a The Strange.

Twist che mi vengono in mente:

1) Quando si passa in un nuovo corpo la propria coscienza si fonde con quella dell'ospite e si perdono temporaneamente i propri ricordi. Questi ritornano lentamente in froma di sogni, visioni ecc. Pensato per una campagna in cui i pg partono come persone comuni e scoprono gradulamente di essere viaggiatori dimensionali. Interessante anche perchè interessi, amori ed amicizie dell'ospite diventano parte integrante del nuovo io che si viene a creare....

2) Non si può prendere i controllo totale dell'ospite ma si possono condizionare i suoi pensieri proponendo azioni da compiere e influenzandone i sentimenti....come una specie di voce interiore. Magari nel farlo si è incompetizione con un altro 'parassita' che da indicazioni contrastanti e segue altri fini....

Modificato da Hero81

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Non è propio un'idea da sviluppare, ma volevo riportare un pò in alto la discussione, e questo mi sembrava il modo giusto.

Siete patiti (come me) di costruzione di mondi (soprattutto nel senso di "sistemi solari")?
Allora un sito che non può mancare è il canale youtube di Artifexain.
L'unica nota negativa è che i suoi filmati sono un pò troppo veloci (soprattutto se ti basi solo sui sottotitoli, come faccio io)... se qualcuno conosce il modo per rallentarli un pò, gliene sarei grato.

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17 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

... se qualcuno conosce il modo per rallentarli un pò, gliene sarei grato.

Compà in basso a destra c'è l'icona di "allarga schermo", prima di quella c'è la rotellina di impostazioni, cliccala e seleziona velocità e metti tipo 0.75 no? Hai provato?

 

Btw bella 'sta discussia

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4 ore fa, Lord Karsus ha scritto:

Compà in basso a destra c'è l'icona di "allarga schermo", prima di quella c'è la rotellina di impostazioni, cliccala e seleziona velocità e metti tipo 0.75 no? Hai provato?

AHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!!!!!!!
Ma sai che non c'avevo mai fatto caso?
Son proprio un tordo... ^_^'

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Idea ispirata da una discussione letta su "Giant in the playground".

La storia di tutte le razze fantasy (almeno quelle più civilizzate... e qui metto gli orchi, ma non i goblinoidi, tra le civilizzate) di questo mondo parte esattamente nello stesso giorno di X anni fà (da 1.000 a 5.000 anni fà); quel giorno ampi gruppi di creature senzienti, sparsi per il mondo, si svegliano contemporaneamente, nudi ma dotati istintivamente di una serie di abilità innate (lingua, lavorazione dei materiali più semplici, eccetera) necessarie alla sopravvivenza; nel giro di poco tempo cominciano a sorgere i primi villaggi, poi le città, le coalizioni di città, i regni e gli imperi.
In pratica il "giorno del risveglio" è, secondo le parole dei sacerdoti, il giorno in cui gli dei hanno creato il mondo... e le varie razze, ciascuna di esse ad immagine e somiglianza dei propri dei. Prima di quella data, non esiste nulla, e affermare il contrario è considerato eresia pressochè da chiunque.

Potete immaginare lo sconcerto provocato dalla scoperta di antichissimi ruderi sotterranei (i dungeon), con prove dell'esistenza di civiltà altamente evolute antecedenti quelle attuali, e risaltenti a PRIMA del "giorno del risveglio"!
Peggio ancora, la scoperta di questi ruderi ne fà fuoriuscire mostri mai visti prima... alcuni dei quali, addirittura, che sembrano mostruose e perverse parodie delle razze civilizzate: bugbear per gli orchi, hobgoblin per gli umani, derro per i nani, drow per gli elfi, goblin per gli gnomi, coboldi per gli halfling.

Le implicazioni religiose di queste scoperte sono traumatiche: quali dei hanno creato queste creature, e per quale motivo? Quegli essere, e le rovine da essi abitate, sono forse la prova di una precedente creazione da parte degli dei, di cui quella attuale è la seconda... o, peggio ancora, solo l'ultima di una lunga serie? Perchè gli dei dovrebbero fare una cosa del genere? Perchè non distruggere le creazioni precedenti? Perchè non forniscono nessuna risposta a riguardo, tramite i loro usuali oracoli?

Se da un lato le chiese sono ansiose di mettere a tacere (e/o demonizzare) questi problemi, dall''altro lato i governanti si trovano ad affrontare un duplice problema; se è vero che la soluzione più semplice, per arginare il problema di questa invasione, sarebbe cercare di "mettere un tappo" alle rovine risigillandole (quello che chiedono di fare i sacerdoti), è altrettanto vero che questi mostri sembrano più che capaci di aprire questi "tappi" dall'interno, o addirittura trovarsi un'altra uscita... per non parlare dei tesori e conoscenze che potrebbero nascondersi in questie rovine!

In una simile ambientazione, gli avventurieri probabilmente non sarebbero dei liberi professionisti, ma membri di "truppe d'elite" dell'esercito, con i seguenti compiti:

  1. pattugliare il regno, per eliminare mostri che si siano insediati stabilmente sulla superficie;
  2. pattugliare il regni, alla ricerca di nuovi dungeon... o di nuove entrate per vecchi dungeon;
  3. esplorare i dungeon, per ripulirli dai mostri e recuperare ogni oggetto di valore.

I chierici sarebbero aggregati, oltre che per curare, anche come "consiglieri spirituali"... per evitare che qualche soldato possa sviluppare, a causa dell'ambiente in cui si trova e delle domande che esso fà porre, "pensieri eretici" contrari alla dottrina ufficiale.

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Ok, questa probabilmente è già uscita.
Mi è venuta in mente stamattina mentre aggiornavo la lista degli anime visti/da vedere. 
E mi è ricapitato sotto mano "Tower of Druaga". A prescindere dalla qualità dell'anime, mi è tornato in mente un buon "what if..."

E se il mondo conosciuto fosse un megadungeon? Alcune parti, le più "facili" un tempo popolate da creature deboli, sono ora state conquistate dagli umani/elfi/nani che le abitano. Alcune stanze più grandi ospitano intere comunità, altre sono spezzettate in piccole sale. Le trappole sono state accuratamente eliminate, così come i mostri.

Ma ai livelli successivi (superiori se pensiamo ad una torre, inferiori se pensiamo ad un dungeon sotterraneo) sono sempre più difficili e pericolosi. Creature malvagie come orchi e goblin le popolano, e ogni tanto si incontrano scheletri e altri nonmorti. Qui gli avventurieri alle prime armi si recano per farsi le ossa, e per cercare cibo e altri beni di prima necessità. Tra l'altro, molti mostri e molte trappole si rigenerano misteriosamente nell'arco di un periodo di tempo predeterminato: perciç popolare queste zone è praticamente impossibile.

Ancora oltre ci sono livelli pieni di creature davvero letali, alcune delle quali intelligenti, e ci sono un sacco di trappole ed enigmi. Ma anche tesori, oggetti magici e risorse. 
C'è chi dice che in cima/fondo al dungeon ci sia una ricompensa divina. 

Questa idea funziona solo se ci sono alcune premesse

  • il dungeon è isolato, ed uscirne è impossibile o controproducente. Potrebbe essere un semipiano, oppure l'esterno è invivibile. 
  • di conseguenza, il dungeon è un sistema chiuso. Nulla entra e nulla esce. 
  • le risorse dentro il dungeon non sono abbondanti, ma nemmeno finite. Oltre a rudimentali forme di allevamento/agricoltura, è possibile raccogliere cibo dalle creature che saltuariamente respawnano ai livelli successivi.
  • trappole, mostri e alcuni tipi di oggetti con il tempo ricompaiono. Non sembra essere impossibile impedire ciò, ma farlo richiede una grande spesa in energia/risorse. 

A seconda di quanto è grande il dungeon, ci possono essere vere e proprie nazioni al suo interno, in lotta tra loro per il raggiungimento dell'ultimo livello del dungeon (o per la mera sopravvivenza!).

Ma cosa potrebbe esserci qui? Una vera ricompensa divina? L'uscita da questo luogo da incubo? Il creatore del dungeon? Oppure un mostro che va sconfitto e viene poi sostituito da chi lo ha ucciso, per creare una continuità (come Sin in FFX, per capirci). 
E che luogo è davvero, questo? Un mondo nato in questo modo, una trappola gigantesca, il risultato di un gruppo molto numeroso di avventurieri intrappolato in un dungeon (e in grado di procreare in modo esteso fino a formare una popolazione di tutto rispetto)? Una maledizione, oppure una punizione divina? L'esperimento di un mago?

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12 ore fa, Pippomaster92 ha scritto:

Ok, questa probabilmente è già uscita.

In effetti mi sembra di averla già letta... ma, sinceramente, al momento non ho la benchè minima voglia di sbattermi per controllare se era quì o su un'altro sito! :-D
Ma l'idea mi pare troppo buona per non svilupparla, quindi rimbocchiamoci le maniche, e vediamo cosa possiamo fare:

  1. Quanto sono il diametro e l'altezza di ogni singolo piano? E' importante sapere se le stanze sono alte a sufficenza da permettere la crescita di alberi da frutto e/o da legno... e, tra l'altro, con quale fonte di luce crescono le piante? Se stiamo parlando di stanze di decine di km2, con soffitti alti centinaia di metri, non è impossibile immaginare vere e proprie città costruite dentro ogni stanza.
  2. Ci sono stanze accedibili non lateralmente (cioè da altre stanze sullo stesso piano) ma solo da sopra e/o da sotto? Se questa situazione si ripete su più piani, si ottengono delle vere e proprie "torri nella torre"... certo, in tal caso bisogna fare in modo che i muri non possano essere perforati in nessun modo (nemmeno tramite la magia), sennò addio.
  3. Usando un dungeon, invece di una torre, si può pensare ad un "multi-dungeon": più dungeon, ognuno distinto e separato dagli altri (magari addirittura a livello climatico/ambientale: c'è quello artico, quello composta da una giungla, quello desertico, eccetera), collegati tra loro da una serie di gallerie... ovviamente, per non rendere le cose troppo facili, ogni dungeon è fornito di molte di queste "uscite" (minimo una mezza dozzina, direi), rendendo difficili sorvegliarle efficacemente (soprattutto se sono molto grandi, al punto di permettere il passaggio di mostri molto grossi).

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Mentre voi definite i dettagli della vostra idea, io propongo la mia... ;-)

Avete presente quando nei romanzi o nei film si parla di montagne affilate come zanne, catene montuose simili a gigantesche spine dorsali o di rilievi costieri che rammentano l'immagine di enormi teschi?
Beh, in questo mondo non si tratta di semplici immagine evocative, ma di scheletri veri e propri.
Il mondo, infatti, è un gigantesco cimitero, un gigantesco campo di battaglia cosparso dai resti di antiche, colossali, mostruose e misteriose creature. I vari rilievi della terra che le persone comunemenete chiamano montagne, colline, valli, gole, canyon, caverne e paesaggi costieri altro non sono che una testimonianza di ciò che resta di creature morte da secoli, se non da millenni. Foreste, distese d'erba e paludi le hanno ricoperte, così come laghi, fiumi e mari hanno riempito gli spazi da loro lasciati. Nonostante il mascheramento della natura, tuttavia, ciò che i vari popoli chiamano casa altro non sono che giganteschi scheletri, disposti scompostamente sulla superficie della terra. Intere città si ergono all'interno di quella parte del cranio che un tempo ospitava un o'cchio, mentre lunghissime e importantissime strade saettano tra i possenti pilastri costituiti dalle costole di una creatura colossale.

Nessuna sa che cosa sia effettivamente successo secoli o millenni fa. Si sa solo che lo scontro tra le numerose creature dev'essere stato devastante, tanto da aver contribuito a plasmare il mondo come è oramai conosciuto. Le creature i cui corpi definiscono il paesaggio sono spesso considerate divinità o, al limite, entità cosmiche di potenza inaudita: in entrambi i casi verre e proprie religioni sono nate attorno a loro, tra chi crede che gli spiriti di simili entità aleggino ancora là dove ora giacciono le loro tombe e chi, invece, ritiene che quelle possenti creature siano destinate un giorno a risorsegere e a reclamare ciò che è loro di diritto, ovvero il mondo intero. Pochi sanno cosa davvero sia successo. Miti e leggende hanno provato in ogni modo a formulare una risposta, ma il mistero aleggia su quelle titaniche ossa come una nebbia impenetrabile. Centinaia di migliaia di persone sono morte nel tentativo di spiegare l'origine del Grande Massacro, come i vecchi saggi spesso chiamano il periodo della creazione del mondo, ma al momento nessuno è riuscito a trovare una risposta definitiva. Anzi, c'è chi crede che a furia di scavare nelle profondità del mondo, alla ricerca di preziose informazioni sul passato, si finirà con lo scoperchiare verità scomode e orrori antichi, oramai perduti negli eoni del tempo, capaci di innescare lo stsso disastro che portò quelle antiche creature a distruggersi a vicenda molto tempo fa.

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9 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Mentre voi definite i dettagli della vostra idea, io propongo la mia... ;-)

Avete presente quando nei romanzi o nei film si parla di montagne affilate come zanne, catene montuose simili a gigantesche spine dorsali o di rilievi costieri che rammentano l'immagine di enormi teschi?
Beh, in questo mondo non si tratta di semplici immagine evocative, ma di scheletri veri e propri.
Il mondo, infatti, è un gigantesco cimitero, un gigantesco campo di battaglia cosparso dai resti di antiche, colossali, mostruose e misteriose creature. I vari rilievi della terra che le persone comunemenete chiamano montagne, colline, valli, gole, canyon, caverne e paesaggi costieri altro non sono che una testimonianza di ciò che resta di creature morte da secoli, se non da millenni. Foreste, distese d'erba e paludi le hanno ricoperte, così come laghi, fiumi e mari hanno riempito gli spazi da loro lasciati. Nonostante il mascheramento della natura, tuttavia, ciò che i vari popoli chiamano casa altro non sono che giganteschi scheletri, disposti scompostamente sulla superficie della terra. Intere città si ergono all'interno di quella parte del cranio che un tempo ospitava un o'cchio, mentre lunghissime e importantissime strade saettano tra i possenti pilastri costituiti dalle costole di una creatura colossale.

Nessuna sa che cosa sia effettivamente successo secoli o millenni fa. Si sa solo che lo scontro tra le numerose creature dev'essere stato devastante, tanto da aver contribuito a plasmare il mondo come è oramai conosciuto. Le creature i cui corpi definiscono il paesaggio sono spesso considerate divinità o, al limite, entità cosmiche di potenza inaudita: in entrambi i casi verre e proprie religioni sono nate attorno a loro, tra chi crede che gli spiriti di simili entità aleggino ancora là dove ora giacciono le loro tombe e chi, invece, ritiene che quelle possenti creature siano destinate un giorno a risorsegere e a reclamare ciò che è loro di diritto, ovvero il mondo intero. Pochi sanno cosa davvero sia successo. Miti e leggende hanno provato in ogni modo a formulare una risposta, ma il mistero aleggia su quelle titaniche ossa come una nebbia impenetrabile. Centinaia di migliaia di persone sono morte nel tentativo di spiegare l'origine del Grande Massacro, come i vecchi saggi spesso chiamano il periodo della creazione del mondo, ma al momento nessuno è riuscito a trovare una risposta definitiva. Anzi, c'è chi crede che a furia di scavare nelle profondità del mondo, alla ricerca di preziose informazioni sul passato, si finirà con lo scoperchiare verità scomode e orrori antichi, oramai perduti negli eoni del tempo, capaci di innescare lo stsso disastro che portò quelle antiche creature a distruggersi a vicenda molto tempo fa.

Bello! Quando ero un bimbetto mi divertivo un sacco a immaginare che tipo di creature fossero le colline che vedevo intorno a casa mia, o quando facevo qualche gita. Non troppo distante da dove vivo c'è un mammut, e un gargantuesco teschio di tirannosauro!
 

10 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

In effetti mi sembra di averla già letta... ma, sinceramente, al momento non ho la benchè minima voglia di sbattermi per controllare se era quì o su un'altro sito! :-D
Ma l'idea mi pare troppo buona per non svilupparla, quindi rimbocchiamoci le maniche, e vediamo cosa possiamo fare:

  1. Quanto sono il diametro e l'altezza di ogni singolo piano? E' importante sapere se le stanze sono alte a sufficenza da permettere la crescita di alberi da frutto e/o da legno... e, tra l'altro, con quale fonte di luce crescono le piante? Se stiamo parlando di stanze di decine di km2, con soffitti alti centinaia di metri, non è impossibile immaginare vere e proprie città costruite dentro ogni stanza.
  2. Ci sono stanze accedibili non lateralmente (cioè da altre stanze sullo stesso piano) ma solo da sopra e/o da sotto? Se questa situazione si ripete su più piani, si ottengono delle vere e proprie "torri nella torre"... certo, in tal caso bisogna fare in modo che i muri non possano essere perforati in nessun modo (nemmeno tramite la magia), sennò addio.
  3. Usando un dungeon, invece di una torre, si può pensare ad un "multi-dungeon": più dungeon, ognuno distinto e separato dagli altri (magari addirittura a livello climatico/ambientale: c'è quello artico, quello composta da una giungla, quello desertico, eccetera), collegati tra loro da una serie di gallerie... ovviamente, per non rendere le cose troppo facili, ogni dungeon è fornito di molte di queste "uscite" (minimo una mezza dozzina, direi), rendendo difficili sorvegliarle efficacemente (soprattutto se sono molto grandi, al punto di permettere il passaggio di mostri molto grossi).

Nell'anime si tratta di una torre, ma talmente vasta che al suo interno sorgono praticamente piccole nazioni. 

Il punto due è necessario in ogni caso: non deve essere possibile uscire dal dungeon tramite "trucchi sporchi" tipo forarne le mura (potrebbero essere infinite) o teletrasportarsi fuori da esse. Il punto tre è valido anche nella torre, se questa è molto grande! 

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6 ore fa, Pippomaster92 ha scritto:

Nell'anime si tratta di una torre, ma talmente vasta che al suo interno sorgono praticamente piccole nazioni.

Ho sentito parlare di "Tower of Druaga" ma non l'ho mai visto, quindi non sapevo com'era fatta la torre.
Quindi mi confermi che il mio "stanze di decine di km2, con soffitti alti centinaia di metri" è la descrizione giusta, esatto?

 

6 ore fa, Pippomaster92 ha scritto:

Il punto due è necessario in ogni caso: non deve essere possibile uscire dal dungeon tramite "trucchi sporchi" tipo forarne le mura (potrebbero essere infinite) o teletrasportarsi fuori da esse.

Si, ma io non parlavo solo delle mura esterne, ma anche di quelle interne... sempre che ogni piano sia suddiviso in più stanze, ovviamente.

 

15 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Mentre voi definite i dettagli della vostra idea, io propongo la mia... ;-)

Anche la tua idea è molto interessante.
Riprendendo il mito greco della gigantomachia, potrebbero essere i resti delle precedenti divinità, uccise da quelle attuali.

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8 ore fa, Pippomaster92 ha scritto:

Bello! Quando ero un bimbetto mi divertivo un sacco a immaginare che tipo di creature fossero le colline che vedevo intorno a casa mia, o quando facevo qualche gita. Non troppo distante da dove vivo c'è un mammut, e un gargantuesco teschio di tirannosauro!

Io una cosa simile la faccio anche adesso...:-D
Si tratta di uno dei trucchi per trovare spunti per le proprie storie: osservare il mondo con una prospettiva inusuale; introdurre nel reale un pizzico di straordinario. ;-)

 

1 ora fa, MattoMatteo ha scritto:

Anche la tua idea è molto interessante.

Riprendendo il mito greco della gigantomachia, potrebbero essere i resti delle precedenti divinità, uccise da quelle attuali.

Grazie, come lo sono anche le vostre. ;-)

Sì, anche la versione simile alla Gigantomachia è un'ottima idea per sviluppare una campagna. Nel mio caso, invece, ero partito  con l'idea che quelle antiche creature fossero in qualche modo morte perchè si sono massacrate a vicenda in una terrificante e incommensurabile battaglia....una battaglia talmente atroce e devastante da ave contribuito con il riplasmare il mondo intero.
Questa seconda possibilità mi piace molto perchè introduce un bell'alone di mistero su ciò che è accaduto. Perchè le creature cosmiche/divinità si sono massacrate in quel modo all'inizio dei tempi? Cosa è successo di così terribile da spingerle a un simile massacro? E cosa succederrebbe se al mondo esistesse ancora una qualche creatura di quelle dimensioni, capace di abbattere interi regni al suo semplice passaggio?

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Se si volesse rendere il mondo dungeon un lugo veramente surreale (e probabilmente artificiale) ad ogni livello potrebbero cambiare anche caratteristiche e/o leggi fisiche come la gravità, lo scorrere del tempo ed eventuali leggi magiche.

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3 ore fa, Nocciolupo ha scritto:

Se si volesse rendere il mondo dungeon un lugo veramente surreale (e probabilmente artificiale) ad ogni livello potrebbero cambiare anche caratteristiche e/o leggi fisiche come la gravità, lo scorrere del tempo ed eventuali leggi magiche.

Mi fa venire in mente una puntata dell'ultima stagione di Doctor Who. :-D
Ottima idea, secondo me. ;-)

Modificato da SilentWolf

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4 ore fa, Nocciolupo ha scritto:

Se si volesse rendere il mondo dungeon un lugo veramente surreale (e probabilmente artificiale) ad ogni livello potrebbero cambiare anche caratteristiche e/o leggi fisiche come la gravità, lo scorrere del tempo ed eventuali leggi magiche.

Su una falsa riga similare consiglio di dare un'cchiata a Made in Abyss un manga (e di recente anime) basato intorno all'omonimo Abyss, un titanico pozzo verticale che scende nelle profondità della terra per più di 20000 metri (non è mai stato completamente esplorato), con un'intera città in superficie intorno all'accesso del pozzo che basa la propria economia sul ritrovamento degli vendita di artefatti di un'antica civiltà che abitava (e forse ha creato) l'Abisso. L'Abisso è diviso in vari "livelli" lascamente definiti con differenti geologie, ecologie, caratteristiche ambientali (in un livello la gravità è invertita) e, nei livelli più profondi, di scorrimento del tempo. Il grosso problema è che se già la discesa implica affrontare tutta una serie di ostacoli letali(tra cui le strane creature che popolanlo l'Abisso) l'ascensione è ancora più problematica dato che fa scattare la cosidetta Maledizione dell'Abisso, che è tanto più forte tanto più si è scesi in profondità, tanto che risalire dai livelli più profondi comporta mutazioni del corpo o morte. La società presente in superficie ruota attorno ai Cave Raiders, i coraggiosi esploratori che rischiano la vita per recuperare gli artefatti ed esplorare l'Abisso. La protagonista è l'orfana (una dei tanti, gli orfanotrfi abbondano) di una delle più celebri Cave Raiders che decide di andare alla ricerca della madre, data per morta, e di seguirne le orme. Preparatevi psicologicamente a mazzate emotive tremende (il design dei personaggi è....questionabile....ma i fondali sono di una bellezza impressionante).

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Nella cosmogonia fantasy standard, ci sono degli dei che creano gli uomini (e spesso altre razze). Un'alternativa è qualche forma di panspermia galattica o universale, oppure un'antica specie intelligente che ha creato le specie contemporanee. Nella fantascienza più hard, invece, è spesso l'evoluzione più o meno darwiniana ad aver creato la vita e in ultimo le specie moderne.

In certe religioni, essere insetti, uomini o dei è solo una parte del ciclo delle reincarnazioni.

 

E se invece gli dei stessi, e il concetto stesso di divinità, fossero parte di un processo evolutivo generale insieme a tutto il resto? Come sarebbe l'universo?

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3 ore fa, Alonewolf87 ha scritto:

Su una falsa riga similare consiglio di dare un'cchiata a Made in Abyss un manga (e di recente anime) basato intorno all'omonimo Abyss, un titanico pozzo verticale che scende nelle profondità della terra per più di 20000 metri (non è mai stato completamente esplorato), con un'intera città in superficie intorno all'accesso del pozzo che basa la propria economia sul ritrovamento degli vendita di artefatti di un'antica civiltà che abitava (e forse ha creato) l'Abisso. L'Abisso è diviso in vari "livelli" lascamente definiti con differenti geologie, ecologie, caratteristiche ambientali (in un livello la gravità è invertita) e, nei livelli più profondi, di scorrimento del tempo. Il grosso problema è che se già la discesa implica affrontare tutta una serie di ostacoli letali(tra cui le strane creature che popolanlo l'Abisso) l'ascensione è ancora più problematica dato che fa scattare la cosidetta Maledizione dell'Abisso, che è tanto più forte tanto più si è scesi in profondità, tanto che risalire dai livelli più profondi comporta mutazioni del corpo o morte. La società presente in superficie ruota attorno ai Cave Raiders, i coraggiosi esploratori che rischiano la vita per recuperare gli artefatti ed esplorare l'Abisso. La protagonista è l'orfana (una dei tanti, gli orfanotrfi abbondano) di una delle più celebri Cave Raiders che decide di andare alla ricerca della madre, data per morta, e di seguirne le orme. Preparatevi psicologicamente a mazzate emotive tremende (il design dei personaggi è....questionabile....ma i fondali sono di una bellezza impressionante).

I casi della vita, pensavo di iniziarlo domani!

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