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Un annuncio ufficiale riguardo il canone di Dungeons & Dragons 5E

Dopo le dichiarazioni di Jeremy Crawford sul canone di Dungeons & Dragons i D&D Studios hanno rilasciato un post pubblicato sul loro blog in merito a ciò che viene considerato canonico per il gioco.

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I romanzi, i videogame e i manuali precedenti alla 5a Edizione non sono considerati canonici per D&D 5E

Jeremy Crawford, lead designer e responsabile della 5a Edizione di D&D, ha dichiarato che tutto il materiale legato alle passate edizioni non è considerato canonico ai fini della 5E.

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Alfeimur: Uscite per il 2021

Scopriamo assieme le novità per il 2021 della linea di Alfeimur Quinta Edizione.

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Humble Bundle: 13th Age

Un nuovo Humble Bundle, questa volta a tema 13th Age, è stato reso disponibile in collaborazione con la Pelgrane Press.

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Nar-Chaos
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no fantatrash - soprattutto m.s.:evil:

Ma come non considerare il genio della letteratura italiana!Ma va bene cosi lui è al di sopra di queste quisquillie :D.

La mia lista sarebbe oltremodo ridotta,visto che su una mano si contano quelli che mi piacciono,vedrò di rispondere:

1)Tolkien,ovviamente

2)Terry Brooks,ovviamente

3)Lovecraft,anche se tendenti all'orrore,i suoi racconti sono fantastici(di definizione e di fatto)

4)Hamilton

5)Micheal Ende

6)Stroud

7)Rowling

8)Martin

9)Anne rice (:P)

10)Le storie della wizard,quelle anche con le carte di magic,sono storie carinissime

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1)tolkien- il signore degli anelli

2) george macdonald

3) a parimerito - lo hobbit

4) silvana de mari: l'ultimo elfi

5) pratchett

6) l'autore di il guardiano di innocenti

7)martin

8) alessandro forlani con tristano

9)il mago di oz - dite quel che volete ma per me quello è proprio fantasy

10) tanti altri..

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Trovo molto offensivo che nessuno abbia ancora nominato il carrido.

Tornando seri, oltre ai nomi già tirati in ballo, chiedo a chi di fantasy ha letto più di me. Come mai Stephen King, in particolar modo per la saga della Torre Nera, non è ancora saltato fuori? Non lo considerate fantasy, non vi era venuto in mente o semplicemente non vi convince?

Fra i nomi che sono già stati fatti ci sono sicuramente degli intramontabili "big" del fantasy (Tolkien su tutti), nomi più nuovi, ma che comunque trovo siano meritevolissimi di un posto nelle classifiche (Martin, che magari non è del tutto fantasy, magari sì, qui è poi questione personale), ma mi chiedevo come mai King non fosse stato preso in considerazione. Ok, non avrà scritto tutti e solo libri eccelsi, ma la saga della Torre Nera mi sembra molto, molto valida.

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Trovo molto difficile elencare addirittura dieci scrittori di fantasy, dunque mi limiterò a nominarne cinque che per me hanno grande importanza, spiegando le mie motivazioni (e specificando tra parentesi quali opere della loro produzione me li facciano piazzare in una certa posizione: se di Tolkien considerassi solo Il cacciatore di draghi forse dovrei escluderlo).

5) Rowling (la saga di Harry Potter): personalmente non sono un grande fan ma le riconosco il grande merito di aver creato una moda tale da invogliare i ragazzini di un'intera generazione a leggere, e non è poco. Un po' ruffiana, stilisticamente traballante: se fosse solo per la qualità dell'opera non la includerei ma la considero per l'impatto sociale;

4) Lovecraft (il ciclo di Cthulhu): forse non è uno scrittore fantasy propriamente detto ma l'impatto delle sue opere sul fantasy è talmente vasto che non si può non considerarlo un pilastro del genere (e poi io aborro le divisioni nette tra opere, via): Lovecraft ha segnato l'immaginario di tantissimi, e l'ha fatto in regioni oscure della mente che poi hanno saputo fortunatamente contaminare pagine su pagine di opere distantissime ma influenzate;

3) King (la saga della Torre Nera): King viaggia con quest'opera lungo la frontiera tra il suo solito horror "corporeo" e il fantasy, l'epica, e a mio avviso ci riesce benissimo. Inoltre ha fatto sì che questa saga sia -similmente alla Torre stessa- un crocevia tra Universi: attraverso i libri della Torre Nera unisce IT, The Stand, Salem's Lot e tantissime altre opere, creando di fatto un multiverso originale (fantasy western horror) e gigantesco;

2) Martin (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco): intanto ha avuto sugli adulti lo stesso impatto che la signora Potter ha avuto sui bambini grazie alla fama raggiunta dalla propria opera (ha sdoganato il fantasy per adulti in TV, e non è poco), poi ha uno stile che se non propriamente originalissimo è certamente efficace, curato, accattivante. E' un'opera mastodontica e curatissima, forse in certi punti meno alta ma in media di livello egregio. Ed è piena di nani, mignotte, incesti e violenza: lontanissimo dai cliché che anzi rivisita con sarcasmo;

1) Tolkien (Silmarillion - Lo Hobbit - Il Signore degli Anelli): non avrà inventato il genere ma c'è andato molto vicino. Ha gettato fondamenta su cui quasi tutti quelli che hanno seguito hanno fatto affidamento, e almeno per l'Italia ha rappresentato l'opera di rottura, la prima opera fantasy accettata nonostante il rigetto iniziale verso il genere perché ritenuto fascistoide da molti (se non capite di che io parli fate due conti su quanto tempo sia passato tra la prima edizione dell'opera e l'importazione nel nostro Paese, e chiedetevi il perché). Meno scassacocomeri di Lewis e del suo simbolismo apertamente religioso, praticamente immortale e sopratutto opera di riferimento per moltissimi (non solo tra i lettori ma anche tra gli autori, vedasi il citato King). Non voglio dire che molti di quelli che non mettono Tolkien in prima posizione lo facciano per essere parvenue, ma ne ho il forte sospetto.

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Io ho un po' l'impressione che si abbia paura di non nominarlo.

Personalmente, penso che sul podio ci debbano assolutamente essere lui, Moorcock e Martin. Non saprei dire in quale ordine.

A ruota King e Lovecraft (il secondo ha dei lampi di genio assurdi nelle descrizioni, ma sono appunto spesso poco più che lampi), e naturalmente Pullman.

Per gli altri posti, BOH.

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Allora: cosa volete sapere di preciso? Nel senso che se parliamo di coloro che hanno costruito il fantasy per come lo conosciamo devo dire che la scaletta inizia così:

1) Tolkien

2) Howard

3) Lovecraft

4) Herbert (se mi passate il fantasy futuristico)

detto questo, posso ampiamente dire senza voler offendere nessuno che mi piace solo Lovecraft dei precedenti: mi piace il suo pantheon e il significato delle sue divinità fantastiche (sono infatti metafore della sua vita vissuta e di quello che considerava il male).

Forse volete sapere chi ha venduto di più allora? Questo non lo so, forse mi viene da dire Margaret Weis e Tracy Hickman: Le cronache e gli eroi di Dragonlance della vecchia TSR. Harry Potter? Anne Rice? Collodi? Boh...

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Per me utilizzare il termine Fantasy è quasi un dispregiativo. Metti nello stesso genere Elric ed Eragon (magari un affianco all'altro, in ordine alfabetico)

Comunque, dovendo fare questa classifica, inserisco quelli che mi sono piaciuti di più finora senza un preciso ordine:

-Moorcock: cioè, razzo, Elric;

-Jordan: La ruota del tempo è un romanzo epico. "Si prepara al lancio dei fischi e delle uova": secondo me è anche meglio di Tolkien.

-Martin: La dimostrazione che i bravi scrittori di fantasy non sono altro che scrittori di fantascienza sotto mentite spoglie.:lol:

Sono piuttosto nuovo del genere (lo leggo da circa 7-8 mesi) avendo preferito sempre la fantascienza. Tuttavia mi sto informando. Non ho inserito autori che meritano di cui ho letto solo un libro, come Sanderson (di cui ho letto solo "Warbreaker" perché lo ha messo gratis sul suo blog) e lo stesso Tolkien.

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- Tolkien ovviamente, il padre del fantasy moderno

- Martin, di cui apprezzo lo stile low fantasy

- Terry Brooks, di cui ho letto solo un libro ma che mi ha molto appassionato

- Eoin Colfer, con Artemis Fowl che mi è molto piaciuto, il suo stile è unico (fantasy-moderno)

- Rowling, si contende il titolo di quarto posto con Eoin, ma alla fine l'ho messa perchè alcuni suoi libri (soprattutto gli ultimi) mi hanno deluso

- Cristopher Paolini, ultimo nella classifica dei miei preferiti, non so cosa ne pensate di Eragon ma io lo trovo leggibile e scorrevole

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Eragon non l'ho letto e non perso che lo farò mai mi, hanno dissuaso le parole di un mio amico:

"Ho letto Eragon e non mi è piaciuto, poi ho visto il film ed ho iniziato a pensare che il libro non fosse così male"

Ecco c'è una spiegazione logica e razionale per questo effetto:

IL FILM FA SCHIFOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOoooooooooo......................

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    • By Dracomilan
      Mese di celebrazioni. 
      La fantasy classica – quella di Robert E. Howard, Edgar Rice Burroughs, Clark Ashton Smith e Jack Vance – trovò la sua migliore definizione nel luglio del 1961 sulle pagine della fanzine Amra, nelle parole di Fritz Leiber in risposta a Michael Moorcock.
      BusinessWeekly celebra l'anniversario ricordando alcune delle opere più significative - e i giochi di ruolo ad esse ispirati.
      L'articolo prosegue qua: https://businessweekly.it/recensioni-libri-business/60-anni-di-sword-and-sorcery-il-business-della-fantasy-classica/
    • By Nyxator
      "Spoiler": Geralt e Ciri arrivano a Kaer Morhen dopo metà dicembre.
       
      Ah, già...per i fans dell'animazione e dei prequel, la data per The Witcher Nightmare of the Wolf è il 23/8😄
    • By Omicron galaxy
      Ciao a tutti! Ho inventato un nuovo modo di giocare ai GDR online. Ho inventato un universo di nome Omicron. E' un mondo narrativo interattivo distopico / fantascientifico ambientato su un pianeta alieno in un lontano futuro. Una serie di romanzi che verranno influenzati dagli utenti iscritti al sito ufficiale del pianeta.
       
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      Attraverso questa tipologia di comunicazione, si può arrivare a vedere il proprio personaggio comunicare con i protagonisti dei romanzi. Più gli utenti saranno partecipi, più la propria versione virtuale diventerà importante, potendo diventare egli stessa protagonista attiva di Omicron. Nel frattempo continueranno ad uscire storie, racconti,romanzi e news, che terranno l'universo costantemente vivo. Il primo romanzo serve per introdurre le persone alla realtà immaginaria.
      Ho bisogno di iscritti per rendere viva la mia creaturina, e spero di ottenere man forte da voi.
      Vi lascio il link del sito, dove ogni singola domanda o chiarimento sulla storia principale e le sottotrame sono sviscerate.
      In futuro avremo a disposizione un GDR e un gioco di carte ufficiale.
      Inoltre questo progetto è aperto a tutti. Ogni idea degli iscritti al sito verrà sempre e comunque presa in considerazione, in quanto ogni singolo avvenimento sarà considerato sempre e comunque on game.  www.cronachediomicron.com è il sito. Ovviamente TUTTO GRATUITO! È nato tutto per condividere una nuova idea con le persone amanti della fantascienza e del mondo ludico 
       
    • By MadLuke
      All'inferno sono trascorsi numerosi millenni da quando Lucifero è caduto dall'Alto, insieme agli ex-angeli, ora trasformati in orrendi demoni dalla loro bramosia. Di lui non si ha traccia e il governo è affidato al legittimo reggente, il principe Belzebù, che governa la capitale Dis. Oltre a lui spicca il gran demone Sargatanas che governa Adamantirax, seconda città del regno; ma mentre Belzebù è ancora in preda alla superbia e governa nell'intento di creare la più grande città di sempre, ancorché terrificante e corrotta, per dimostrare che non ha bisogno del Paradiso, Sargatanas invece è conscio della loro presunzione e del fatto che è stato vittima dell'affascinante retorica di Lucifero. Governa quindi con ferocia, ma al solo scopo di realizzare una soluzione dignitosa.
      Col passare del tempo Sargatanas arriva però alla conclusione che per quante terre possa conquistare, e per quanti dannati possa possedere, nulla lo potrà mai ripagare di quello che ha perso, si rende conto che non esiterebbe a distruggere tutto quello che ha creato nei millenni "solo per poter rivedere per un momento il viso di Lui".
      Ancorchè vittima di pesanti dubbi, primo fra tutti quello di star peccando di presunzione, esattamente così come fece Lucifero prima della sua caduta, intraprende la più grande guerra sia mai stata condotta all'inferno, direttamente contro Belzebù, animato solo da una flebile speranza, che dall'Alto possano vederlo, che si rendano conto che lui è pronto ad annientarsi per rinnegare gli sbagli del passato, e magari possano nuovamente accettarlo tra loro.
      Non so quanto il romanzo sia rispettoso delle tesi della teologia cristiana ufficiale, quello che più mi ha colpito ed emozionato è la ricerca della bellezza da parte del protagonista, il demone Sargatanas, pure nel contesto più corrotto e decrepito che possa esistere, mi ha dato la certezza che non è mai troppo tardi per cambiare, per ricominciare a essere uomini.
      Voto: 5/5
    • By MadLuke
      Ho voluto leggere questa trilogia su consiglio di un amico, e perché avevo già letto con gran soddisfazione quella del Mare Infranto (anche se pubblicata successivamente). Dopo un poco di delusione nei primissimi capitoli, derivante dall'assistere alla comparsa di personaggi che sembravano piazzati a caso, l'intreccio entra rapidamente nel vivo. I personaggi acquistano rapidamente sia spessore psicologico (anche se non quanto quelli della saga di George Martin, ad eccezione dell'inquisitore Glotka di cui leggiamo anche i pensieri) che ruolo nello svolgimento degli intrighi e guerre che incombono. I colpi di scena si susseguono ma senza mai scadere nell'eccesso, e le scene si tingono di rosso sangue (decisamente più di quanto succeda nella saga di Martin, per fare un ultimo paragone), sia nelle battaglie che nei duelli, resi con grande varietà e nitidezza di dettagli ognuno, sia nelle trame oscure che sottendono alla vita di corte.
      Tra i principali meriti dell'opera io ne ho apprezzati principalmente due: senza mai tradire l'ambizione epica, viene costantemente palesato il dubbio di tanti personaggi, molto diversi tra loro, sul senso ultimo delle loro azioni. Su come bene e male siano concetti che si prestano facilmente a intepretazioni relative, mai pienamente sostenibili senza ammantarli con almeno un poco d'ipocrisia, in fin dei conti sempre sostenuta dal nostro ego, dalle piccole ambizioni e meschinità personali. E poi l'opera catartica che svolge la morte, l'unica vera foriera di pace interiore, l'unica in grado di sottrarre gli uomini alla fatica e all'angoscia di vivere, anche di restituirgli un po' di umanità vera o apologetica che sia, mentre chi sopravvive è suo malgrado svelto nel reimmergersi nelle stesse solite abitudine, vizi e debolezze.
      Preziosi aforismi sulla bocca dei personaggi, o anche famose citazioni storiche a presentazione delle diverse parti, sintetizzano perfettamente i temi che vanno a svolgersi nei capitoli successivi, e offrono uno spunto di riflessione in più per il lettore.
      Voto: 5/5
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