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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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premetto che sono un profano in materia di informatica etc etc

quest'estate sono passato da un windows al MacOs(leopard)

beh.

Leopard>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>XP.

io quello che cerco è velocità e semplicità e in entrambi leopard è anni luce avanti.

adesso non mi tocca più aspettare 1 minuto per accendere il pc e 30 secondi perchè partsa word.

in 4-5 secondi si accendi e in 1-2 apre i programmi anche pesanti.

la grafica è anni luce avanti. installare programmi è di una facilità disarmante e si può ovviare la problema di compatibilità con una virtualbox o con Wine.

ps: piccola aggiunta dal fratello che si è convertito a Ubuntu:

Linux Rules!

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Su windows: scarichi un programma, fai doppio clic e installi.

Su linux: devi mettere il programma nelle "repository", oppure andare in riga di comando sulla console, ecc ecc.

No, questo va fatto solo per programmi non open-source, come skype/flash e via dicendo.

Il giorno in cui da linux potrò scaricare tutti i programmi e con un semplice doppio clic installarlo allora gli utenti win non avranno più scuse per non passare al lato open source della forza. Fino a tal momento win batte linux (per utOnto medio :-D )
non sara` mai cosi` perche` su linux non si fa cosi`: su linux si apre il programma di gestione dei pacchetti installati, si cerca il programma, si dice "installa" e lui scarica tutte le dipendenze necessarie.

La differenza e` abissale, ed e` tutta a favore di linux.

Una volta con Ubuntu era un casino leggere mp3/dvd/flash e altro, adesso basta installare UN pacchetto, che aggiunge il supporto per tutto, e che non c'e` di default per motivi di licenza.

Cercare un programma, scaricarlo, fare doppio clic ed installarlo e` PREISTORIA.

Quando uscirà una versione di linux ubuntu che qualunque programma io scarichi o cerchi mi basterà un doppio clic per installarlo, farò una grande festa. Fino a quel momento win batte linux (solo su questo, però lo batte)
Cosa cerchi che non c'e` nei repository?

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Cosa cerchi che non c'e` nei repository?

skype, umtsmon (che è anche da configurare a seconda della chiavetta usb da utilizzare), intanto.

Ho i pacchetti, ma ogni volta devo aspettare che il buon molmoth sia disponibile per aiutarmi (o meglio farmi il lavoro).

Voglio dire, alla fine mi toccherà chiedere a qualcuno che ne sa di insegnarmi passo passo e di persona come si installano le varie cose in modo da essere autonomo le prossime volte.

Ribadisco però che per quanto "preistoria" possa essere, l'utente medio che il computer sa solo accenderlo (e che è l'80% di coloro che comprano pc) non passeranno a linux anche e soprattutto per questo motivo.

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skype, umtsmon (che è anche da configurare a seconda della chiavetta usb da utilizzare), intanto.

skype: http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=46954 e comunque una volta scaricato il deb basta fare tasto destro->installa

umtsmon sara` implementato in NetworkManager, o almeno dovrebbe esserlo.

Ribadisco però che per quanto "preistoria" possa essere, l'utente medio che il computer sa solo accenderlo (e che è l'80% di coloro che comprano pc) non passeranno a linux anche e soprattutto per questo motivo.
Affari loro: quando cambiano cellulare si leggono un manuale di 200 pagine e se cambiano sistema operativo non vogliono leggersi 2 pagine di documentazione (la faq di ubuntu)? Amen.

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Affari loro: quando cambiano cellulare si leggono un manuale di 200 pagine e se cambiano sistema operativo non vogliono leggersi 2 pagine di documentazione (la faq di ubuntu)? Amen.

A volte i tuoi commenti fanno paura Dusdan, e sono di un arroganza o ignoranza piuttosto esagerate.

Affari loro ?

Cioè, Merin (e tu confermi) ti individua un grosso problema di Linux e tu non solo lo ignori, dici che è "preistoria", e poi butti la colpa sugli utenti.

Spero proprio che non dirigerai mai un impresa, per il suo bene. O meglio, che tu vada a guidare Microsoft ;-)

Ripartendo indietro:

io non conosco, e non ho mai provato, Linux.

Conosco i Mac.

Ho sempre usato Windows, e non mi è mai piaciuto.

Ho letto tutti gli interventi, e avevo una domanda, che porrò alla fine, infatti.

Di sicuro, però, da quel che leggo, non posso che concordare con Merin:

se passare a Linux implica che perdo tutta un automaticità di installazione o plug & play ecc, allora io sono piuttosto raffredato al suo riguardo.

Sono un utente medio ?

Credo di si, anche se non sono un utente medio-medio, ma medio-alto. So cos'è un BIOS, come ci si entra, e ho fatte, rare volte, modifiche.

In ufficio se c'è un problema e il sistemista non c'è chiamano me. Ma rimango un ignorante in materia.

E' solo che mi piaciono i computer, e che il primo, dopo l'Apple IIC, era un PC con MS-DOS e credo Windows 3.1 (forse, magari no).

Quindi mi ricordo i tempi dove tutto non era automatico.

Ma ora, come Merin, ne so di meno.

Non ho tempo da dedicare ANCHE al computer. Più è automatico, meglio è.

E più vai avanti con gli anni, più è cosi, non solo per l'utente medio, ma per chiunque. Chiunque, cioè, che non fa del computer il suo lavoro o la sua passione.

Se io, che già me la cavo, ma che rimango un utente medio, cerco l'automatismo, allora è OVVIO (lo sottolineo perchè non capisco come questo semplice concetto non ti sia chiaro) che lo sarà per qualsiasi società di S.O. che guarda al mondo come un mercato globale (e quindi, all'utente medio, che è BEN al DI SOTTO dei miei standards di conoscenza).

"Affari loro" ?

Spero proprio di no, altrimenti Linux muore.

Concordo quindi pienamente con Merin.

Non servirà a niente la sacenza di potere dire "Affari loro" quando la loro società sarà in bancarotta. Avevano ragione ? il loro modo era migliore. Forse, ma non rispondeva alle esigenze di mercato.

E qui non c'entra più niente i monopoli MS. Anche a ruoli invertiti, con Linux come LA piattaforma, e Windows come l'outsider, se Windows rimanesse l'unico "automatico e semplice" d'installazione, Linux perderebbe fette di mercato, continuamente.

Però io sono fiducioso.

Linux 10 anni fa si sentiva a malapena.

Ora si sente molto di più.

La gente, le nuove generazioni, sono più spinte verso l'informatica. Verso anche la comparazione degli standards.

Vista fa schifo ?

Beh, come per un film mediocre, la voce si è sparsa in giro. E infatti ora corrono (in maniera sbieca) ai ripari.

Cavoli, anche dove lavoro si RIFIUTANO di usare Vista, e usano ancora XP.

Quindi questo mi spinge a dire, che, forse un giorno, magari non cosi vicino, vedremo MS perdere, si spera, la sua posizione favorita.

Tornando a noi, la mia domanda è (e questo dovrebbe permettervi anche di capire un pò meglio l'utente medio, che usa ma odia Windows, e che non sa se passare a Linux):

Uno stesso computer, se viene installato Linux, può usare anche Windows (se non riesce a fare funzionare alcuni programmi) ?

Se si, è complicato?

Inoltre, qual'è la differenza di prestazione tra i due S.O. ? (fate anche un paragone)

In altre parole, Linux cambia tutto (non è un parasita mangia-risorse come Windows) oppure cambia poco ? Quanto ?

Grazie delle risposte.

P.S: capiate comunque che si, a volte usate del gergo che io non conosco.

Non so cos'è una distro.

Un kernel si, o meglio, lo sapevo quando smanettavo di più, ma ora non più.

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A volte i tuoi commenti fanno paura Dusdan, e sono di un arroganza o ignoranza piuttosto esagerate.

Affari loro ?

Cioè, Merin (e tu confermi) ti individua un grosso problema di Linux e tu non solo lo ignori, dici che è "preistoria", e poi butti la colpa sugli utenti.

In passato ho provato a discutere con quelli che si arenano perche` al posto di due click devi farne uno o perche` non trovano explorer, poi mi sono rotto le balle: chi vuole provare a cambiare avra` tutto il mio aiuto e la mia disponibilita`, chi vuole la pappa pronta puo` anche arrangiarsi

Spero proprio che non dirigerai mai un impresa, per il suo bene. O meglio, che tu vada a guidare Microsoft ;-)
Fino a prova contraria io non ci guadagno niente dal risolvere problemi ad amici, conoscenti o semplici utenti del forum che hanno qualche problema, lo faccio perche` so che ogni tanto e` difficile trovare una soluzione e se vedo gente che si sforza la aiuto volentieri.

I soldi me li guadagno in un altro modo.

Di sicuro, però, da quel che leggo, non posso che concordare con Merin:

se passare a Linux implica che perdo tutta un automaticità di installazione o plug & play ecc, allora io sono piuttosto raffredato al suo riguardo.

Merin parlava di programmi particolari, la stragrande maggioranza e` gia` installata e il restante si installa con un clic. Quando attacchi una periferica non devi andare a cercarti il driver perche` il driver c'e` gia`, da molti punti di vista e` anni luce avanti a windows, il problema e` in alcuni casi la compatibilita` hw, ma questo e` un problema delle aziende produttrici.

Però io sono fiducioso.

Linux 10 anni fa si sentiva a malapena.

Ora si sente molto di più.

10 anni fa, come oggi, la maggior parte dei server usavano una qualche variante di Unix

Uno stesso computer, se viene installato Linux, può usare anche Windows (se non riesce a fare funzionare alcuni programmi) ?

Se si, è complicato?

Si`, con varie opzioni:

- dual boot

- macchina virtuale tipo vmware

- wine (non e` detto che funzionino tutti i programmi, anzi)

Inoltre, qual'è la differenza di prestazione tra i due S.O. ? (fate anche un paragone)
Linux e` molto piu` veloce di Vista, e molti programmi sono piu` efficienti su Linux che su Win. Direi che globalmente e` come un XP appena installato, pero` senza i problemi dei virus e del registro che si intasa.

Non so cos'è una distro.

Un kernel si, o meglio, lo sapevo quando smanettavo di più, ma ora non più.

Distro e` l'abbreviazione di distribuzione, cioe` un insieme di programmi kernel/driver/librerie/ambiente grafico/applicativi che viene, appunto, distribuito insieme.

Linux (o GNU/Linux) e` il kernel

Ubuntu (ad esempio) e` la distribuzione

Ubuntu 8.10 e` la versione, che indica la data di uscita, cioe` ottobre 2008.

Una cosa potentissima di Ubuntu e` che se tu hai, ad esempio, la 8.10, quando ad aprile uscira` la 9.04 tu potrai premere due bottoni mentre la stai usando, lui scarica ed installa tutta la roba nuova mentre tu continui a lavorare, fai reboot e hai la distro aggiornata.

(Questa procedura l'ho eseguita piu` volte, ed a parte un bug in non mi ricordo che versione e` sempre andata a buon fine)

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@Merin: se vuoi un approccio più "rassicurante" all'installazione, prova a dare un'occhiata al sistema 1-click-install di OpenSuSE: io uso al momento Ubuntu e OpenSuSE stessa, oltre che Xandros che se Dio vuole piallerò tra pochissimo, su tre macchine differenti. Il motivo della mia "tripartizione" è che su ciascuna macchina ho hardware e necessità differenti. Altro punto a favore di GNU/Linux: me lo scelgo da me. Windows è Windows, "Linux" è K/X/Edu/Ubuntu, è OpenSuSE, è Gentoo, è... insomma, ci sono decine di valide opzioni, non si tratta di scegliere tra Windows Vista Home o Windows Vista Professional (o poco via).

@Kottin: in realtà non sono così vecchio: mi ricordo ancora Windows 3.1, ho usato pc fin da piccolissimo (ai tempi in cui usare un pc voleva dire potenzialmente mandare a pu**ane tutto, niente interfaccia grafica o mouse :-)) e sporadicamente potevo accendere qualche Mac preistorico di amici, ma non ho vissuto la cosa direttamente. Ricordo quando il problema del computer di casa era un fusibile saltato, ricordo i floppy veramente floppy, e ricordo anche i primi giochi "pesanti" tipo Doom, che si installava con otto floppy disk da 3,5 pollici, ma all'epoca sicuramente non mi interessavo particolarmente a mercati e mazzi vari: sono nato nell'1984, mica nel 1956 come Dusdan. :-p

Solo mi sono sempre informato molto: sono uno che studia, mettiamola così. ;-)

Sulla nostra ormai radicata questione complottistica, ti faccio un esempio di frase formulata con un metodo simile al tuo: "Non mi piacciono le reti RAI: hanno programmi noiosi, quelli interessanti sono relegati a orari impossibili, e in più ci lavora Pippo Baudo, che secondo me è in realtà un androide."

Chiaro che l'ho buttata sul grottesco, ma in linea di principio sarebbe o non sarebbe giusto rispondermi "Guarda che secondo me quella di Pippo Baudo è una cavolata, e prima di usare la sua natura robotica come lato negativo delle reti RAI dovresti assicurarti che sia vero"? Mica potrei risponderti "Tu devi dimostrarmi che Pippo Baudo non è un androide prima di contestare", perché da un lato Aasimov ha dimostrato che gli androidi possono camuffarsi molto bene, e dall'altro la tua non sarebbe un'obiezione alla mia tesi, bensì un'obiezione all'uso di elementi non provati a supporto della stessa.

Per inciso, che Pippo Baudo sia un androide è la verità, l'ho perfino letto su un libro. :mrgreen:

Sul monopolio, mi chiarisco con una metafora: ipotizziamo un'immaginaria gara automobilistica con giri infiniti (o comunque sufficientemente numerosi) tra piloti che guidano auto alimentate con un carburante di antimateria. Non sto a esporre gli immaginari dettagli della fisica di questo gran premio, pongo solo come condizione che l'anti-carburante abbia peso negativo: più ne ho nel serbatoio e più leggero (dunque più veloce) corro.

Supponiamo che si disputino il titolo fondamentalmente quattro piloti: c'é Ignacio Binetti-Moreno (campione di classe e grande serietà), c'è William Microsons (un pilota per niente straordinario, gregario di Binetti-Moreno), c'è Apollo MacLeod (davvero in gamba ma giovane e un po' inesperto), e infine c'è Gianni Linetti (che è un tipo semisconosciuto arrivato un po' in sordina, ma eclettico e bravo).

Supponiamo che all'inizio Linetti rimanga subito staccato perché nemmeno parte, che MacLeod parta alla grande, che I.B.M. si posizioni subito in testa con superiorità schiacciante e che Microsons lo segua in scia, sorpassando diverse auto di quelle che tanto si sa già che finiranno presto il carburante. A un certo punto, l'imprevisto: I.B.M. si trova di colpo con poco carburante: al secondo pit stop i suoi meccanici si sono sbagliati, gli han riempito il serbatoio di carburante normale (pesante!) e hanno invece fatto un doppio pieno di anti-carburante a Microsons, che ora corre come un matto. Come se non bastasse, I.B.M non si accorge di avere Microsons alle spalle (si era sempre comportato da buon gregario senza pretese) e questo fa un sorpasso azzardatissimo. I.B.M. si schianta fuori pista: ci vorranno ore per rimetterlo in carreggiata (se mai potrà rientrare). Apollo MacLeod per schivare I.B.M. e per evitare Microsons che sta tirando come un pazzo frena bruscamente e perde terreno. Linetti fa il suo tranquillamente, ma ha poca benzina e un'auto messa su alla bell'e meglio, poveretto: ok, a ogni pit stop fanno qualche riparazione in corsa, ma non è pronto per sostenere i ritmi di gara, e in fondo a lui non importa ancora arrivare primo.

La situazione è questa: Microsons in testa con grandissimo vantaggio (immeritato), MacLeod rallentato, Linetti che va avanti tranquillo per la sua senza accelerare più di tanto. Altri concorrenti minori continuano per la loro. I.B.M. schiantato.

Mettiti nei panni di Microsons: davvero tu rallenteresti? ;-)

Microsons non ha rallentato, ha mantenuto il vantaggio per diversi giri. Ora, dopo anni, MacLeod sta riuscendo a far valere la propria bravura, Linetti a forza di dai sta correndo più di tutti e recupera terreno.

Io la vedo così.

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Tra i miei conoscenti più giovani chi tiene windows lo fa perchè usa il pc anche (o solo) per giocare, ovvio che i miei conoscenti non siano tutto il mercato, ma è una cosa che non avete considerato, quindi la posto.

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Tra i miei conoscenti più giovani chi tiene windows lo fa perchè usa il pc anche (o solo) per giocare, ovvio che i miei conoscenti non siano tutto il mercato, ma è una cosa che non avete considerato, quindi la posto.
Mi pare che qualcuno l'abbia scritto, comunque quello e` in effetti il vero limite: i giochi e i programmi che girano solo su Win, il piu` delle volte perche` scritti da dementi (vedere skype, che ha tre linee di sviluppo indipendenti)

Mozilla, OpenOffice, Gimp e altri hanno dimostrato che si possono fare ottimi programmi che girano allo stesso modo sulle tre principali piattaforme grafiche (Win, Quartz e X11)

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chi vuole provare a cambiare avra` tutto il mio aiuto e la mia disponibilita`, chi vuole la pappa pronta puo` anche arrangiarsi

Capibilissimo.

Sicuramente ti farò un fischio, allora.

In quanto, malgrado non avere dovuto formattare il mio PC da 3 anni (grazie appunto a pulitori di registri ecc.) vedo l'accrescersi dei problemi, inesorabile, sul mio computer.

I primi blocchi si fanno vedere (ora con Firefox), anche.

Visto che ho un amico che non ha un soldo, e che mi deve dei soldi, ma che lavora in un PC center, pensavo quindi di ricuperare il recuperabile con un nuovo PC (e a questo punto, passsare per Linux).

Merin parlava di programmi particolari, la stragrande maggioranza e` gia` installata e il restante si installa con un clic. Quando attacchi una periferica non devi andare a cercarti il driver perche` il driver c'e` gia`, da molti punti di vista e` anni luce avanti a windows, il problema e` in alcuni casi la compatibilita` hw, ma questo e` un problema delle aziende produttrici.

Mi rassicuri un pò.

Anche che diamine, il fatto che Skype non sia tra i programmi automatici da da pensare.

Si`, con varie opzioni:

- dual boot

- macchina virtuale tipo vmware

- wine (non e` detto che funzionino tutti i programmi, anzi)

Linux e` molto piu` veloce di Vista, e molti programmi sono piu` efficienti su Linux che su Win. Direi che globalmente e` come un XP appena installato, pero` senza i problemi dei virus e del registro che si intasa.

C'è un costo in termini di prestazioni per il semplice fatto di avere installato una delle tue soluzioni (anche se non si utilizza) ?

Per il resto, molte grazie delle risposte.

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Anche che diamine, il fatto che Skype non sia tra i programmi automatici da da pensare.
E` un problema di licenze: Canonical (la ditta che produce Ubuntu) non lo distribuisce con Skype o con nessun altro software non compatibile con la licenza, nello stesso modo in cui Os X viene distribuito solo con roba Apple e Win solo con roba MS. La differenza e` che una installazione pulita di Ubuntu ha praticamente tutto quello che ti serve, installando un altro pacchetto si hanno le poche cose mancanti (a parte skype che richiede un altro paio di click)

C'è un costo in termini di prestazioni per il semplice fatto di avere installato una delle tue soluzioni (anche se non si utilizza) ?
Il dual boot mangia spazio, la macchina virtuale RAM (a seconda di quanta gliene dai) e CPU perche` e` in esecuzione simultanea, wine nulla.

Per il resto, molte grazie delle risposte.
Di nulla, sempre disponibile. :bye:

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Vedo che siete andati molto avanti con la discussione oggi, mi fa piacere. :-)

Ho letto con interesse tutti gli interventi e devo dire che sono molto d'accordo con ciò che dicono Merin e Elayne, che era poi un po' il mio punto di partenza. Ci sono delle logiche, dei meccanismi, anche e soprattutto mentali, che fanno da scoglio insormontabile per il momento alla diffusione soprattutto di Linux (Mac è un altro discorso, più economico). Faccio un altro esempio, stavolta sul software visto che finora ho solo parlato di hardware che con Linux non mi funzionava. La mia ragazza usa VoipCheap per chiamare casa (in Africa), quando ho provato Ubuntu Dusdan è stato molto gentile a indicarmi come fare funzionare l'account VoipCheap con una procedura un po' complicata, ma diciamo alla mia portata. Tutto contento mostro il risultato alla mia ragazza e lei mi dice: "Ok, ma i miei contatti dove sono?". Ho cercato su Internet, mi sono un po' sbattuto, ma non ho avuto altre risposte da darle che non "devi riscriverteli tutti". Diciamo che non ho passato una serata "piacevole". ;-)

Evidentemente è solo un esempio, avrei certamente potuto fare di più, avrei certamente potuto fare di meglio, la mia ragazza avrebbe potuto accontentarsi e rimboccarsi le maniche, ma considerato che il tempo che dedico al computer per motivi personali sono (quando va bene) le due ore che mi restano la sera stanco marcio, anche no, grazie.

Sono in gran parte d'accordo anche con quello che dice Aerys, anche se sono scettico sul fatto che le cose andranno come figura lui. Ho l'impressione che il vantaggio e la potenza di Microsoft permetterà loro di rilanciare prima di essere superati. Chiaramente devono cambiare strada, devono dimostrarsi nuovamente all'altezza, ma hanno da questo punto di vista un vantaggio incolmabile a mio parere.

Vi chiedo inoltre una cosa da non conoscitore della storia dell'informatica e delle prassi Microsoft: il fatto di fare uscire Windows 7 in beta ampiamente prima del suo rilascio ufficiale e il fatto di aprirsi alle opinioni degli utenti globali (questo è quanto ho letto) non è una novità per Microsoft? Se così fosse, vedo in questa operazione un tentativo (seppur fittizio, possiamo fare congetture fino al prossimo Natale) di andare in una direzione diversa e un inizio di quel rilancio che personalmente mi aspetto.

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Evidentemente è solo un esempio, avrei certamente potuto fare di più, avrei certamente potuto fare di meglio
avresti potuto chiedere a me ;-)

Sono in gran parte d'accordo anche con quello che dice Aerys, anche se sono scettico sul fatto che le cose andranno come figura lui. Ho l'impressione che il vantaggio e la potenza di Microsoft permetterà loro di rilanciare prima di essere superati. Chiaramente devono cambiare strada, devono dimostrarsi nuovamente all'altezza, ma hanno da questo punto di vista un vantaggio incolmabile a mio parere.
Il punto e` che tecnicamente non lo sono mai stati all'altezza.

Vi chiedo inoltre una cosa da non conoscitore della storia dell'informatica e delle prassi Microsoft: il fatto di fare uscire Windows 7 in beta ampiamente prima del suo rilascio ufficiale e il fatto di aprirsi alle opinioni degli utenti globali (questo è quanto ho letto) non è una novità per Microsoft? Se così fosse, vedo in questa operazione un tentativo (seppur fittizio, possiamo fare congetture fino al prossimo Natale) di andare in una direzione diversa e un inizio di quel rilancio che personalmente mi aspetto.
Mi pare l'abbiano fatto anche con Vista, ma se non altro indica la voglia folle che hanno di cancellare il nome Vista dai loro listini e dalle teste degli utenti.

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ma cosa accadrà ora a chi usa vista? Un amico comprando un pc portatile con vista era speranzoso che con il passare del tempo e delle release avrebbe raggiunto quantomeno l'efficienza di xp (!)... adesso che esce 7, vista verà definitivamente scaricato come un coccodrillo qualsiasi a newyork?

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ma cosa accadrà ora a chi usa vista? Un amico comprando un pc portatile con vista era speranzoso che con il passare del tempo e delle release avrebbe raggiunto quantomeno l'efficienza di xp (!)... adesso che esce 7, vista verà definitivamente scaricato come un coccodrillo qualsiasi a newyork?

Ma no!

Potrà sempre pagare e ottenere il nuovo upgrade a Windows 7! :mrgreen:

:whistle:

Più seriamente il supporto a Windows XP è continuato anche con Vista, quindi suppongo che il supporto per Vista ci sarà anche con Windows 7.

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Io ho sempre usato windows, non perchè adoro questo sistema, ma semplicemente ho sempre pensato esistesse solo questo. (e questo già fa pensare) si a volte mi capitava di sentire linux... linux.... ma era qualcosa di eccesivamente vago ed etereo... poi da non molto tempo la voce si è fatto più insistente. e allora ti informi leggi incominci a capire che non esiste solo windws ma che in realtà si potrebbe scegliere. Ora è da un mesetto che uso Ubuntu. E sarò sincero mi si è aperto un mondo. Lo trovo nettemente superiore MS, non parlo di di Mac perchè non l'ho mai usato.

Però diciamo una cosa. non tanto insatallare, ma settare bene linux all'inizio non è stato facile.

Ho dovuto sbatterci un po', trova i driver della scheda video. poi quella della scheda wireless

vai su internet informati leggi chiedi ( A dusdan l'ho martellato abbastanza, e mi è stato di grande aiuto)

però l'ho fatto con piacere con una certa voglia.

Anche per quanto riguarda l'installare i programmi, scaricare i codec, trovare il programma giusto che ti fa funzionare la web cam.... è tutto nuovo, però dopo un po' ci ho preso la mano ho capito vaire cose.... e come andare alla scoperta!

Ora ho ancora qualche piccolo problemino abbastanza irrilevante ma confido di poterli risolvere,

Comunque. Io nonstante un po' di inghippi iniziali lo preferisco a windows (soprattutto a Vista)

per la grafica, la velocità, la sicurezza e la stabilità...

Il problema non è tanto la difficoltà di utilizzo a mio parere... tutto si impara.. ma la poca conoscenza che si dell'alternativa. se sui computer fosse pre-installato linux, e windows non si conoscesso molto sarebbe la stessa consa ma al contrario, lo so è un ovvietà però e così.

Io credo e spero nella crescita esponenziale di linux, i vantaggi sono davvero tanti.

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Io comuque penso che linux sia poco usato anche perchè all'utente medio causa molti sbattimenti: insallarlo è facile, ma settarlo correttamente no, personalmente trovare i driver nvidia non è stato facile, e i video su internet a schermo intero scattano ancora (con windows non succede), infine non sono riuscito a far funzionare il microfono in maniera decente. Con windows metto il cd, seguo le istruzioni, poi vado sul sito del mio pc, scarico i driver e tutto va a meraviglia, subito.

Windows ogni tanto si inchioda, attira fiumi di virus, ma neanche linux è perfetto, quando sono passato da ubuntu 8.04 a 8.10 tramite i "due bottoni" citati da Dusdan il sistema ha crashato e ho perso tutti i dati.

Ora, a me linux piace proprio per questo, è una "bestia selvaggia" che ho più o meno domato da solo, pur essendo un quasi ignorante in materia informatica, però se devo essere onesto non è che mi dia tanti vantaggi, almeno per quello che devo fare io, ovvero navigare, scrivere qualcosa con word, ascoltare un po' di musica, giocare alla boiata di turno, e masterizzare qualche CD come diceva kottin e poco più.

Siccome l'utente medio col pc ci fa più o meno quel che ci faccio io (almeno imho) penso che linux sia nettamente indietro rispetto a windows: se non avessi molto tempo da perdere penso che avrei cestinato il pinguino abbastanza rapidamente.

Infine per quel che riguarda il discorso virus, io, da profano, penso che linux sia (quasi) immune solo perchè ha una fetta di mercato molto piccola, chi vuole infettare più pc possibili programma roba anti-windows. Se linux fosse il sistema dominante probabilmente dominerebbe anche come numero di virus.

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personalmente trovare i driver nvidia non è stato facile
su ubuntu dovrebbe essere abbastanza semplice, se be ricordo

, e i video su internet a schermo intero scattano ancora (con windows non succede),
colpa di flash

infine non sono riuscito a far funzionare il microfono in maniera decente.
Se ti puo` consolare io ho cercato di far andare il microfono integrato del mio pc per mesi, finche`ad un certo punto ha cominciato ad andare e non so perche` (cosa che mi crea molto fastidio)

quando sono passato da ubuntu 8.04 a 8.10 tramite i "due bottoni" citati da Dusdan il sistema ha crashato e ho perso tutti i dati.
potresti essere piu` preciso? Mi sembra improbabile che tu perda i dati, perche` le partizioni non vengono formattate.

Infine per quel che riguarda il discorso virus, io, da profano, penso che linux sia (quasi) immune solo perchè ha una fetta di mercato molto piccola, chi vuole infettare più pc possibili programma roba anti-windows. Se linux fosse il sistema dominante probabilmente dominerebbe anche come numero di virus.
Non e` cosi`, il discorso e` piu` tecnico, ma si puo` dire a grandi linee che:

- per Linux e per Os X e` piu` difficile scrivere virus che facciano danni

- Essendo Linux frammentato e` difficile che il baco sia presente in tutte le macchine a causa delle differenti versioni.

Se tutti avessero la stessa versione di Ubuntu e si trovasse un baco si potrebbe sfruttare, ma se la gente ha Ubuntu 8.04, Ubuntu 8.10, Suse 10, Suse 11, Gentoo dell'utente 1, Gentoo dell'utente 2 (sono tuttte diverse) e via dicendo e` difficile trovare bachi condivisi.

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potresti essere piu` preciso? Mi sembra improbabile che tu perda i dati, perche` le partizioni non vengono formattate.

Onestamente ricordo poco, stavo usando un qualche programma durante l'aggiornamento (pensavo che il problema fosse quello), quasi alla fine il pc si è bloccato, dopo poco lo ho spento (probabilmente altro errore mio) e quando si riaccendeva dava un qualche errore che non ricordo. Poco male, comunque, dato che ho un server sul quale tengo i backup, quindi alla fine non ho perso nulla.

colpa di flash

....

Se ti puo` consolare io ho cercato di far andare il microfono integrato del mio pc per mesi, finche`ad un certo punto ha cominciato ad andare e non so perche` (cosa che mi crea molto fastidio)

Queste cose possono consolare me (magari fra poco il microfono andrà anche a me :cry:), però l'utente medio preferisce windows, che questi problemi non li da. Io stesso sono costretto a tenere minuscole partizioni con xp per usare degnamente skype...

Ritornando ai virus: se linux si imporrà, imvho lo farà principalmente con una distro, già ora il niubbo è portato a provare quasi esclusivamente ubuntu, dato che su internet si legge che è il più user friendly.

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    • By MattoMatteo
      Ok, per farla breve: il mio vecchio pc (10-12 anni) è morto!
      Si tratta quasi certamente di un problema hardware (hard-disk o scheda madre, ancora non sò) e, data la vecchiaia del computer, probabilmente ripararlo mi costerebbe più che comprarne uno nuovo... quindi, già che ci sono, ho cominciato a guardarmi intorno alla ricerca di un sostituto.
      Mi servirebbero pertanto dei consigli a riguardo:
      Processore: AMD, Pentium o Celeron?
      Memoria ram: 4 o 8 gb?
      Hard-disk: 500, 1.000 o 2.000 gb? A dischi o a stato solido?
      Scheda video: integrata o esterna? E nel secondo caso, quale?
      Tenete presente che il computer lo userei solo per: navigare su internet, leggere notizie e posta (entrambe on-line), guardare filmati (youtube e film in streaming), scrivere testi e fare calcoli (word ed excell), manipolare immagini (photoshop), ascoltare musica (vecchi mp3), leggere pdf. Come potete notare non è niente di serio e/o professionale (nemmeno nel caso di photoshop!); inoltre i documenti che mi preme salvare, sul mio vecchio hd, dovrebbero ammontare appena a 10-20 gb.
      Quì ci sono 3 computer che ho trovato, e che mi sembrano buoni: 299 euro, 349 euro, 379 euro. Quale vi sembra meglio?
      Altra cosa: tutti e 3 i computer hanno Win 10 Home pre-installato, quindi sono preoccupato che alcuni programmi (di cui ho i cd di installazione: Microsoft Word 2007, Microsoft Excell 2007, Adobe Photoshop 7.0) non funzionino... è possibile?
      Vi sarei grato se poteste rispondermi entro lunedì mattina, quando porterò il mio vecchio pc a riparare (o, quanto meno, a recuperare i miei vecchi documenti... sono l'unica cosa di cui mi importa veramente).
      Grazie mille in anticipo per la cortese attenzione.
    • By Tenente Eric Galli
      Da qualche tempo il monitor del portatile presenta delle fastidiosissime righe che compaiono su metà dello schermo ad intermittenza, quindi immagino per qualche contatto danneggiato. In più, pigiando appunto da dietro il monitor, queste righe aumentano di intensità fintanto che tengo premuto.
      Se come penso io (poi correggetemi se conoscete il problema) il danno è al monitor, quanto può costare ripararlo?
    • By MattoMatteo
      Sò che esistono già due discussioni a riguardo (1 e 2), ma sono entrambe molto vecchie e molto specifiche, quindi preferisco partire da zero.
      Mia madre naviga un pò su internet (film, notizie, cucina e artigianato creativo: decoupage, anelli, collane, bamboline di feltro, spille, eccetera); prima usava un mini-portatile (Asus eee-pc 900); quando quello ha cominciato ad avere seri problemi (circa 3 mesi fà), è passata ad un'altro portatile (Acer Aspire 3690); ora anche questo stà avendo problemi (entrambi erano miei, e piuttosto vecchi... il primo era del 2008, il secondo addirittura del 2005!), quindi dietro suggerimento dei miei zii (sua sorella e il marito) stava pensando di comprarsi un tablet.
      Le caratteristiche che ci interessano sono:
      schermo 7-10 pollici (si trovava meglio con portatile piccolo che con quello grosso). buona risoluzione (per vedere bene i film). semplice da usare (non è un'esperta, e come detto prima le interessano solo poche cose... non chatta, non ha un'account facebook, gioca solo col solitario... il sito più complesso che ha, tra i preferiti, è Pinterest!). economico (max 300 euro, meglio ancora sotto i 200). solo wi-fi (lo userebbe esclusivamente a casa). almeno un'ingresso usb (per collegare mouse e tastiera... anche se in realtà basterebbe il mouse). il gps (per usarlo come navigatore satellitare) sarebbe interessante, ma non indispensabile. Il problema è che finora non mi sono mai interessato molto dei tablet, quindi non me intendo molto... e ce ne sono davvero un'infinità!
      Se poteste darmi un consiglio ve ne sarei immensamente grato.
      P.S.: quale browser mi consigliereste di mettere, sul tablet?
    • By cwell
      Ciao a tutti,
      l'inverno scorso ho iniziato una campagna online,  usando roll20,  ma il mio vecchio laptop  (un hp pavilion con processore Intel i7 4gb ram, scheda video ATI radeon 9milaequalcosa) andava spesso in protezione per alta temperatura.
      Avendo fatto il suo tempo, stavo pensando di  cambiarlo, ma ho il terrore di prendere un laptop che possa avere lo stesso problema, quindi chiedo a voi: giocate su roll20 con un laptop, usando tutte le sue funzionalità  (mappe, segnalini,  schede, tiri di dado in 3d, e 5 videoconferenze aperte)? Se si, vi ha ai dato problemi ilpc? Se no, mi dite esattamente marca modello e caratteristiche principali ?  grazie!
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