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Pausa Estiva degli Articoli

Vi annunciamo che visto l'arrivo dell'estate le rubriche regolari di articoli e news che vi vengono presentati dalla D'L saranno sospesi fino a Settembre, così da dare allo Staff possibilità di godersi delle meritate vacanze.
Una buona estate e buon gioco a tutti quanti.
Lo Staff D'L.
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Una Estate in Città - Lankhmar, la Città dell'Avventura

Articolo di J.R. Zambrano del 04 Luglio 2019
Volgiamo lo sguardo verso il passato e verso una delle più grandi e vivaci città di D&D. Se siete affamati di avventure urbane, date un’occhiata a Lankhmar, la Città dell'Avventura.
Ogni eroe proviene da un qualche luogo. Nascosta nelle profondità del regno di Nehwon, troverete una delle città più interessanti di sempre. Potete dire che è interessante perché dei borseggiatori vi attendono per derubarvi del vostro oro, è piena di distretti, trame, intrighi e risse, e sicuramente si tratta di una delle più influenti ambientazioni di D&D, ma non per la ragione alla quale state pensando.
Possiamo affermare con tranquillità che, anche se non avete mai letto nessuno dei racconti di Fritz Leiber su Fafhrd e il Gray Mouser, ne siete comunque stati influenzati. Come nota a margine, se non li avete letti dovreste comunque concedere una possibilità alla prima raccolta: sfogliarla e leggerla dopo aver giocato a D&D è un'esperienza affascinante. È qualcosa di similare al tornare indietro e vedere Robin Hood: Il Principe dei Ladri, ma solamente dopo aver visto Robin Hood: Un Uomo in Calzamaglia. Inizierete a vedere le radici storiche e tutti i piccoli riferimenti presenti nel gioco.

Anche solo l’idea stessa di “avventuriero”: Fafhrd e il Gray Mouser venivano spesso assunti e non erano schizzinosi sul chi lo faceva. Di fatto erano sovvenzionati da una coppia di arcanisti: Ningauble dai Sette [di solito sei] Occhi e Sheelba dal Volto Senza Occhi (tra i due ottenete un numero di occhi leggermente più normale della media, ma comunque entro parametri accettabili). Ma molto di ciò che pensiamo in relazione ai personaggi di D&D proviene da questa coppia: Fafhrd, un alto Barbaro che è abile nell’arte della spada e con le canzoni, e il Gray Mouser, un agile ladro che conosce sia l’arte della spada che quella della magia. La loro amicizia è leggendaria. Se volete, potete considerarli i primi murder-hobo.
E la città che chiamano casa può essere definita un personaggio tanto quanto loro due: profondamente corrotta, questa città marittima è la dimora di briganti e banditi nascosti dietro giusto un velo di apparenza sociale. Lankhmar di facciata è governata da un Sovrano e dalla nobiltà che lo segue, ma ci sono anche una potente Gilda dei Ladri, della quale i nostri (anti?)eroi fanno parte, una città sotterranea popolata da magici ratti senzienti e nomi evocativi che invitano ad esplorarla ulteriormente: Via del Buon Mercato, Vicolo delle Ossa (oppure l’incrocio tra Vicolo dell’Omicidio e Vicolo della Morte).
Se avete mai vissuto un’avventura urbana in D&D, è in larga parte per merito di Lankmar (che ha anche dato ad Ankh-Morpork un po’ di vita). Dunque fate attenzione ai lacci delle vostre borse E all’odore, e addentriamoci nella città di Lankhmar.
Nehwon

Posta nel mondo di Nehwon (oppure Nowhen per quelli di voi che non pronunciano compulsivamente nomi bizzarri al contrario per vedere se sono degli indizi)* Lankhmar è, come dicevamo, una città marittima, segnata come (40) nella porzione più a nord del continente isola centrale, che si chiama a sua volta Lankhmar, così chiamato proprio in virtù della sua più grande e celebre città.
Gran parte del mondo di Nehwon è sottomarino. I mari sono vasti e hanno inghiottito gran parte della terra, lasciando solo una ridotta parte del mondo da esplorare. E sebbene i personaggi possano immergersi al di sotto delle acque con l’aiuto della magia, finirebbero solamente per imbattersi nel Re dei Mari, che è tanto capriccioso quanto potente, per cui le visite di lunga durata non sono consigliabili.
Esplorando la superficie di Nehwon troverete un’ampia varietà di continenti che sembra stiano solo aspettando degli avventurieri che li deprivino dei loro tesori (il che, dato che il mondo esisteva affinché Fafhrd e il Gray Mouser potessero vivere della avventure nello stesso, ha senso). Che si tratti della perduta e arcana Simorgya, che affondò, come Atlantide, al di sotto delle onde, lasciando in vita solo sopravvissuti amareggiati per la loro antica gloria; degli imponenti picchi della Rampa delle Stelle, una gigantesca montagna che si dice sia la casa di un certo numero di creature invisibili con strane abilità magiche (o di cinque maghi dotati di un dubbio senso dell’umorismo) o della città di Ool Hrusp (una delle Otto Grandi Città, ora governate da un tiranno folle a cui piacciono tutti i tipi di combattimento gladiatorio), troverete sicuramente qualcosa per il quale vale la pena avventurarsi nel mondo.
Lankhmar
Ma nessun luogo è migliore di Lankhmar, la Città della Toga Nera (non chiedete). Diamo un’occhiata:

Diamine, c’è davvero di tutto. Osservando la città dall’alto, potete vedere come è decisamente piena di strade principali e di svariati vicoli ciechi, capolinea e zone affollate. Proviamo a farci un’idea di alcuni di questi luoghi spostandoci di distretto in distretto. Per prima cosa esaminiamo il Distretto del Parco
Distretto del Parco

Così chiamato per l’infame Parco del Piacere, un luogo trascurato e trasandato che ha la funzione di centro per incontri sotto banco e attività illegali. Gode della reputazione di “territorio neutrale” per gli incontri del mondo malavitoso e al contempo della reputazione, legata al proprio nome, di luogo perfetto per gli incontri degli amanti, leciti od illeciti che siano.
Il distretto del Parco attira così tante attenzioni illecite perché è anche la sede di tutte le gilde in città, il che include la Gilda dei Gioiellieri, la Gilda dei Carpentieri, la Gilda dei Sarti con la sua illustre storia e rituali, i Carrai e i Granai. Se può essere d’aiuto al funzionamento della città, lo trovate in questo luogo. E proprio per questo ci sono anche i ladri.
Distretto delle Feste

Aha, adesso si ragiona. Un intero distretto dedicato alle Feste e, diversamente dagli altri distretti dove si prova a nascondere con nomi bizzarri il fatto che ci siano vari tipi di attività illegali in ballo, il Distretto dei Festival è esattamente ciò che viene affermato nel nome. In questo distretto potete sempre trovare una qualche celebrazione che si sta svolgendo. Solitamente ben illuminato e adornato con molti alberi, il Distretto delle Festa è la casa di arbusti in fiore, gruppi di statue e di tutti gli altri elementi cardine che potreste desiderare per una "scena di inseguimento".
Altri luoghi degni di nota in questo distretto includono il Forno di Yun, un’attività nota per l’eccellente qualità dei prodotti sfornati e per la generosità (non è però noto il fatto che i suoi proprietari sono seguaci del Dio Ratto e agenti dei ratti della Lankhmar di Sotto che un giorno potrebbero insorgere per vedere la città cadere), la Lontra Allegra, una locanda che fa da casa ai viaggiatori ed è curata da uno staff paziente e adattabile, che è abituato a cambiare approccio per adattarsi alla celebrazione del giorno.
Distretto della Palude

Poi viene il Distretto della Palude, il più piccolo e povero tra i distretti di Lankhmar. Qui tutto è in rovina. Trattandosi di una versione fantasy dei bassifondi, gli edifici del Distretto della Palude si trovano in vari stati di degrado e alcuni hanno spesso anche grossi buchi nei muri oppure sono privi di parti del tetto. L’odore di vegetazione marcescente riempie l’aria, eccetto nei momenti in cui si leva lo Smog Notturno, che costituisce una temporanea e asfissiante tregua dall’odore di cavolfiore marcio.
Poiché è decisamente povero, le Guardie di Lankmar preferiscono starne alla larga, lasciando le varie bande a gestirsi da sole. Cosa che in gran parte effettivamente fanno. Nel Distretto della Palude chiunque è un potenziale nemico (o alleato). La necessità è madre dell'ingegno, ma porta anche ad avere strani compagni di letto.
Distretto della Piazza

Casa della Piazza delle Delizie Tenebrose, questo distretto ospita anche il mercato che gli dà il nome, così come molte gilde minori, santuari, maghi elusivi, ladri e un Magistrato molto ricco e corrotto. Questo distretto è decisamente cosmopolita per gli standard di Lankhmar. Di giorno, il luogo di mercato che dà il nome al distretto è una normale piazza piena di umani, anche se si dice che sia il più grande dei mercati di Lankhmar.
Ma di notte, la Piazza delle Delizie Tenebrose tiene fede al proprio nome. Nuovi venditori prendono posto alle bancarelle e una luce rossa soffusa illumina i volti mascherati e velati di avventori che passeggiano per il mercato, facendo acquisti illeciti e cercando la necessaria privacy. La versione notturna della Piazza presenta ogni tipo e forma di bevanda e alcolico, insieme a strane, ma potenti pozioni, fini polveri e oggetti incantati. La Piazza vanta la fama di essere in grado di trovare qualcosa per tutti, non importa quanto siano oscuri oppure… ecco… particolari… i loro gusti.
Distretto del Contante

Tutti in questo distretto camminano sul filo del rasoio…
Anche in questo caso sono all'opera le care vecchie convenzioni onomastiche proprie di Lankhmar e dei suoi abitanti. Questo distretto è infatti quello finanziario. Qui vi sono banche, prestatori di denaro (quando non sono visitati da spiriti passati, presenti e futuri), cambiavalute, ricettatori, usurai, banchi dei pegni. Di base se è coinvolto del denaro, ci sono buone probabilità che stiate negoziando con qualche nel Distretto del Contante.
Punti di interesse comprendono la Gilda dei Finanziatori, un opulento edificio su quattro piani che è protetto da elaborati lucchetti, trappole, bestie e guardie armate che si trovano lì per fornire un’elevata e non necessaria sicurezza ai già scarsi contenuti del caveau dell’edificio - ovvero gli incassi della gilda. Questo è anche il luogo più sicuro per le guardie, che in questo distretto hanno ben poco da fare oltre che godersi il ricco paesaggio e ripulire l’occasionale intrigo andato male.
Meno male, abbiamo a stento terminato i primi distretti e le cose sono già andate per le lunghe. Dunque per ora la chiuderemo qui. Ci rivediamo la prossima settimana per la seconda parte di questo articolo. Scaveremo un po’ più a fondo tra i distretti e parleremo un po’ di più di alcuni dei racconti di Fafhrd e del Gray Mouser che hanno aiutato ad ispirare Dungeons and Dragons.
Per saperne di più su Lankhmar
Nel frattempo, mi chiedo cosa potrebbe celarsi nel distretto del Filetto?
*Guardate che semplicemente non volevo essere fregato da Dracula, questo è tutto, e sì, sto guardando te Alucard.
Link all’articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/07/dd-summer-in-the-city-lankhmar-city-of-adventure.html
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I Migliori Moduli per la 1E

Articolo di J.R. Zambrano del 10 Luglio 2019
Torniamo indietro nel tempo, ai giorni dorati in cui è ambientato Stranger Things 3, quando tutto ciò che si voleva fare era giocare a D&D e vedere Joe Keery essere la miglior persona possibile. Negli ingenui anni '80, quando si pensava che le riforme economiche di Reagan avrebbero funzionato e quando le spalline erano così grandi da poterci far atterrare degli elicotteri, D&D 1E stava prendendo piede. C'erano avventure sperimentali pensate per i tornei, avventure più vecchie ereditate dai primi anni dell'edizione e alcune avventure che mostravano accenni di ciò che sarebbe stata la 2E. Delle moltissime avventure per D&D in giro per il mondo una parte sostanziale sono del periodo della 1E. Oggi daremo uno sguardo al passato e a queste prime avventura, scegliendo cinque tra le migliori.
Quindi appendete al muro le vostre luci natalizie, mettendoci vicine delle lettere e tenetevi pronti.
Il Tempio del Male Elementale (The Temple of Elemental Evil)

Cominciamo con un grande classico, uno che si è ripetuto per un motivo. Si tratta di uno dei dungeon più iconici di sempre. Se avete giocato a D&D è facile che abbiate sentito parlare del Tempio del Male Elementale. Esso riassume perfettamente l'esperienza da 1E, con i giocatori che passano da essere avventurieri di basso livello "deboli, provati e praticamente senza soldi" fino a diventare abbastanza potenti da poter sfidare la demone Zuggtmoy.
Non si può essere più 1E di così. L'avventura comprende una cittadina dove gli avventurieri possono recuperare scorte e provviste e un dungeon multilivello pieno di mostri, trappole e pericoli che diventano sempre più grandi man mano che si scende.
Il Sinistro Segreto di Saltmarsh (The Sinister Secret of Saltmarsh)

Non è certo un segreto, sinistro o meno, che io adori la serie di Saltmarsh. Se Il Tempio del Male Elementale racchiude il concetto base dell'esperienza con la 1E, allora Saltmarsh rappresenta un distaccarsi da essa, avventurandosi in un mondo narrativo più vasto.
Invece di essere concentrati su un singolo dungeon, i giocatori si trovano immischiati nei problemi di una piccola cittadina e devono investigare misteri, organizzare alleanze con dei Lucertoloidi, combattere orde di Sahuagin e molto altro, mentre fanno crescere la propria reputazione e sono liberi di scegliere le proprie azioni e perseguire i loro scopi. Avventure come queste sono ciò che rende D&D così popolare al giorno d'oggi.
Ravenloft

Se Saltmarsh era un passo verso le avventure narrative, allora Ravenloft è stato un salto a piè pari verso gli abissi di quel genere e le storie basate sui personaggi. Si tratta di un modulo che ha cambiato il corso della storia di D&D. Tracy Hickman e Laura Curtis, marito e moglie, già all'epoca creatori di alcune delle migliori avventure di D&D, decisero di affrontare la sfida di creare una storia basata sui miti e sugli archetipi legati ai vampiri, senza far diventare il tutto un banale cliché.
Da allora Ravenloft ha dato vita ad una propria ambientazione, è stato riadattato in Curse of Strahd e continua ad essere uno dei punti di riferimento per i GdR gothic horror, cosa che fa capire quanto fosse di qualità tale modulo, dove è anche apparso per la prima volta nella storia di D&D Strahd von Zarovich.
Quando Cade una Stella (When a Star Falls)

Questo potrebbe essere uno dei moduli meno conosciuti di questa lista, ma è davvero una della migliori avventure in circolazione. Scritta dalla TSR UK, When a Star Falls è un avventura piena di sorprese e colpi di scena, che vede i giocatori alla ricerca di una stella caduta con l'intento di riportarla ai suoi veri proprietari. Questa avventura porta i personaggi in territori leggendari, catturando un senso di fantastico e di fiabesco in un'avventura che lascia il segno.
Regina dei Ragni (Queen of the Spiders)

Questo è il primo "supermodulo" di avventure, che racchiude al suo interno sette differenti avventure, cominciando con Steading of the Hill Giant Chief (ovvero la prima parte di Against the Giants) per finire con La Regina della Fossa delle Ragnetele Demoniache (Queen of the Demonweb Pits). I giocatori parteciperanno ad una di quelle avventure high fantasy che rendono D&D così divertente, sfidando giganti, scendendo nel Sottosuolo per combattere Drow, Derro e Kuo-toa per finire nell'Abisso dove affronteranno Lolth in persona (anche se solo nella forma di semi-dea).
Si tratta della prima avventura davvero epica della storia D&D e si nota.
Quali moduli pensiate siano i migliori della storia di D&D? Come si raffrontano con la nostra lista? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/07/dd-the-best-1st-edition-modules.html
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Gli Artefatti di Ravnica sulla DMs Guild

Artefatti di Ravnica, scritto da Luca Maffia e ora disponibile sulla DMs Guild, introduce 10 Oggetti Magici appartenenti al mondo di Magic the Gathering, riadattati per essere utilizzati in Dungeons & Dragons. Inoltre, in questo compendio completamente illustrato, sono descritti altri 26 Oggetti Magici originali ispirati al piano di Ravnica, tra cui:
10 Armi da Fuoco Magiche. 2 Oggetti Meravigliosi per potenziare le evocazioni dei personaggi. 3 set di Oggetti Magici che donano proprietà aggiuntive se indossati al completo. Nuove pozioni da portare nelle vostre avventure. Artefatti di Ravnica è disponibile in lingua italiana.

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Scopriamo gli Old School Essentials e Dolmenwood

Articolo di Charles Dunwoody del 04 Luglio
Garvin Norman ha fondato la Necrotic Gnome per produrre regole, avventure e ambientazioni per D&D Basic/Expert. Ha iniziato a giocare a D&D da bambino negli anni '80 ed è tornato a giocare da adulto con D&D 4E e Pathfinder. Dato che D&D Basic non ha regole per ogni cosa, richiede delle discussioni tra i giocatori e il DM, cosa che Gavin apprezza. Invece di tirare per cercare le trappole i giocatori descrivono cosa e dove stiano cercando, un altro aspetto che gradisce. Ha quindi deciso che vuole tornare a giocare con un sistema più semplice e più "aperto".

Anche se Gavin usa le regole basilari di Basic D&D così come sono scritte, adora creare classi, oggetti magici, incantesimi e mostri. Il suo primo lavoro pubblicato, il The Complete Vivimancer, è una classe che modifica i corpi per i propri fini. La sua passione per la creazione lo ha portato al suo primo Kickstarter, dove offre le regole di Basic/Expert non solo come un manuale rilegato, ma anche in cinque volumi separati. Mano a mano che la Necrotic Gnome pubblicherà altro materiale, le classi potranno essere scambiate con quelle vecchie o mischiate insieme. Le altre regole possono essere tranquillamente tolte od aggiunte. La modularità degli Old-School Essentials è fondamentale per il suo continuo sviluppo.
Gli Old-School Essentials, sviluppati e discussi con impegno nel blog della Necrotic Gnome, sono stati creati partendo dai B/X Essentials, una diretta riproduzione delle regole originali del 1981. Old-School Essentials include varie coppie di pagine con regole correlate, così che il manuale possa essere aperto e messo sul tavolo dando al DM tutto ciò di cui avrà bisogno.
Altri nuovi manuali sono già in fase di sviluppo, con classi e incantesimi da Advanced D&D 1E che stanno venendo convertite agli Old-School Essentials e altre regole in cantiere. Inoltre, Gavin ha creato un'ambientazione chiamata Dolmenwood in una serie di riviste.
Un eccitante novità è che Dolmenwood verrà rilasciata sia per gli Old-School Essentials che per D&D 5E. Il suo secondo Kickstarter riguarderà un manuale sull'ambientazione, con dettagli sulla storia e sul background e con 184 "esagoni" descritti (probabilmente espansi in un secondo libro). Un manuale del giocatore e uno dei mostri verranno pubblicati di lì a breve. Dolmenwood può anche essere inserita come luogo in un'ambientazione già esistente.
Un mondo composto da varie fiabe frammentate e mischiate, Dolmenwood unisce il raccapricciante, il bizzarro e lo psichedelico in una sorta di pozione stregata che viene rovesciata su una foresta piena di miti. Questo strano bosco arcano è la casa di signori ultraterreni degli elfi, di animali parlanti e di streghe volanti dotate di magie in grado di catturare i viandanti innocenti che passano nella foresta.
Dolmenwood è stata descritta solo in delle riviste ed avventure fino ad ora, ma il futuro manuale riceverà il "trattamento deluxe". Gavin si è posto come obiettivo di avere delle illustrazioni a colori per ogni mostro che sarà presentato nell'eventuale bestiario.
Galvin ha pianificato di sviluppare parallelamente le nuove regole per gli Old-School Essentials mentre lavora su Dolmenwood. Sta lavorando a delle regole post-apocalittiche, su mostri avanzati e tesori, su delle avventure e si sta mettendo d'accordo con i produttori di terze parti per il loro sviluppo. 
Gavin ha detto che tutte le edizioni di D&D hanno il loro fascino, i loro pro e le loro particolarità. Vale la pena provarle tutte, facendo tesoro delle differenti esperienze che possono offrire all'interno del mondo dei giochi di ruolo fantasy. E spera che i giocatori delle nuove edizioni di D&D provino le atmosfere delle origini con gli Old-School Essentials.
Gavin consiglia questo prodotto proprio ai giocatori di D&D 5E e Pathfinder, per capire come fosse giocare con le prime edizioni del gioco, pur mantenendo un aspetto moderno e un lavoro attento di editing. Ha un forte rispetto per le nuove edizioni di D&D, ma non per questo ignora quelle più vecchie. Vuole incoraggiare i giocatori a provare uno stile più rilassato e a parlare e disquisire con i propri DM, mentre il mondo viene esplorato con l'improvvisazione e le descrizioni.
Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/forum/content.php?6305-Gavin-Norman-Necrotic-Gnome-Talks-Old-School-Essentials-and-D-D-5E-Dolmenwood
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Non barare: come mai?

The Stroy

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Molti manuali di gioco consigliano ai master di violare le regole se interferiscono con la storia.
Io consiglio di non farlo.

Le regole esistono per tre ragioni: mantenere l'equilibrio, consentire decisioni informatestabilire come funziona il gioco.

Mantenere l'equilibrio
L'equilibrio di gioco può essere declinato in modi diversi a seconda del sistema, ma rimane sempre vitale, che si parli di danni per round o di autorità narrativa.
Per dirla in breve: se un giocatore può "fare meno cose" di un altro, quel giocatore si diverte meno degli altri.
Siccome lo scopo del gioco è divertirsi, se qualcuno si diverte di meno, significa che il gioco funziona male.
Ogni modifica al regolamento, soprattutto quelle fatte al volo per "migliorare" la storia, rischia di spezzare l'equilibrio, ed è dunque un rischio.

Consentire decisioni informate
Prendere decisioni è impossibile se le conseguenze seguono un rapporto di causa-effetto completamente arbitrario.
Se la difficoltà delle prove cambia a seconda dell'umore del master, se certi nemici sono immuni a certe capacità per i primi round di uno scontro, se i colpi critici sono negati per graziare qualche personaggio, i giocatori non possono muovere i personaggi in maniera razionale, perché in primo luogo non sono razionali le conseguenze.
Questo tipo di modifiche rimane scorretto anche nel caso in cui i giocatori non se ne accorgano: primo, perché è paternalistico pensare che il master abbia una consapevolezza maggiore rispetto ai giocatori di ciò che è "meglio" (è un gioco di gruppo, non un romanzo) e, secondo, perché prima o poi i giocatori se ne accorgono.

Stabilire come funziona il gioco
Scegliendo di usare un certo gioco, si accetta anche di giocare a un certo genere (ludico, non letterario).
Esistono sistemi molto generici, vero, ma anche quelli hanno degli strumenti per spingere un certo tipo di gioco (moduli, tier, regole opzionali).
Se le regole spingono a un tipo di gioco diverso da quello che si desidera, la soluzione non è violarle all'improvviso, ma adattarle, modificandole a tavolino e apertamente, oppure cambiando direttamente sistema.
Questo vale anche nel caso in cui le regole blocchino un gioco che dovrebbe essere fluido: il modo giusto di approcciare la cosa non è decidere per buonsenso, ma affidarsi al sistema di risoluzione generico che ogni gioco dal 2000 in avanti incorpora (+/-2 in D&D 3e e Pathfinder, vantaggio/svantaggio in D&D 5e, sistema frattale in FATE, CD standard in 13th Age, 10 difficoltà nel Cypher System, eccetera) per poi eventualmente rivedere la decisione a mente fredda, in gruppo e lontani dal tavolo.

Se una regola non funziona?
Si discute in gruppo ed eventualmente si modifica.
Avere regole aperte che spingono a un certo tipo di gioco, oltre a limitare i rischi di cui sopra, è decisamente più produttivo che non barare e basta.

Esempio classico: i boss che muoiono al primo turno sono un anticlimax.
Premesso che si voglia un certo stile di gioco (che lo si voglia tutti, non solo il master che deve "salvare l'incontro") questo può essere un problema.

Spoiler

Soluzione 1: i PG lanciano sul boss una capacità in grado di eliminarlo e lo colpiscono.
Il master però decide che il boss è immune, ha tirato alto sul dado o comunque non viene colpito. Tanto la Regola Zero dice che non sta barando.
In realtà, sta imbrogliando non solo contro le regole (la Regola Zero è una non-regola) ma anche contro i giocatori, venendo meno a quanto stabilito all'inizio del gioco.
Se i giocatori non se ne accorgono, ha "semplicemente" fatto railroad (dunque ha implicitamente dichiarato che le sue idee sono così buone che non vale nemmeno la pena di discuterle). Se se ne accorgono, si arrabbiano, e hanno ragione.

Soluzione 2: il master conosce il sistema e sa che un'eventualità come quella in questione può verificarsi.
Stabilisce che in certe battaglie entra in gioco il dado escalation, che dà un bonus crescente turno-per-turno agli attacchi dei personaggi, e propone la regola ai giocatori, che approvano.
Da quel momento in avanti, saranno i giocatori stessi a conservare le loro capacità migliori per le fasi avanzate dello scontro, quando saranno più efficaci, creando combattimenti scenografici come desiderato.
I giocatori non si sentiranno mai ingannati e il master ha anche meno lavoro da fare.

Come sempre, ho cercato di stare breve. Come sempre, non ce l'ho fatta.
Attendo i vostri commenti!

 

Rubrica musicale: Murubutu - La bellissima Giulietta e il suo povero padre grafomane (Rap)



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Recommended Comments



Aò, son più di 20 anni che esistono i gdr, e mo bisogna ancora dire che non si deve rubare?!?!?

Siamo proprio italiani!

Mi viene da raccontare questa, facevo il master da poco, arriva un demone bastardo e incazzato ad affrontare i pg, il primo di iniziativa guarda sto mostro incazzato e bavoso, poi guarda me e mi dice: "congedo, ts volontà cd X".

Io tiro il dado, lo guardo e gli dico: "fallito che succede?"

"Il mostro torna dove è venuto!"

Io: "e basta?"

Giocatore: "Essì, basta!"

Io: "Ok il mostro va a casa sua, ma te vai a fanxxxx!"

 

Edited by Zaorn
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Mi è successa esattamente la stessa cosa qualche tempo fa (Banishment cortesemente fornito da @Azer) e per me è stata una figata.
Ha risolto l'incontro in un round, e allora? Ci avrò messo cinque minuti a prepararlo, fuori uno, sotto l'altro, e intanto abbiamo una storia divertente da raccontare.

(comunque di GdR sono in giro da 40+ anni, ormai :) )

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Cita

Soluzione 2: il master conosce il sistema e sa che un'eventualità come quella in questione può verificarsi.
Stabilisce che in certe battaglie entra in gioco il dado escalation, che dà un bonus crescente turno-per-turno agli attacchi dei personaggi, e propone la regola ai giocatori, che approvano.
Da quel momento in avanti, saranno i giocatori stessi a conservare le loro capacità migliori per le fasi avanzate dello scontro, quando saranno più efficaci, creando combattimenti scenografici come desiderato.
I giocatori non si sentiranno mai ingannati e il master ha anche meno lavoro da fare.

L'escalation dice (usato per la prima volta, credo, da 13th Age) è l'idea migliore, secondo me... ma io sono un patito dei combattimenti in stile "manga/anime", in cui il meglio è sempre alla fine. ;)

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Confermo, l'escalation die è di 13th Age (e, che io sappia, l'hanno usato solo lì).

A me in realtà non fa impazzire, appunto per il tono manga o cinematografico che dà, ma è una soluzione comodissima se ti piace quel genere, e ha legate un sacco di meccaniche divertentissime, soprattutto in termini di capacità dei mostri.
Vale veramente la pena di darci un'occhiata, se ci si interessa di game design.

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Sono capitato su questo blog per caso, spulciando un po’ il sito: innanzitutto complimenti per l’iniziativa perché noto che vengono trattato temi diversi e, a mio parere, molto interessanti.

Se mi è permesso dire la mia su questo argomento specifico, credo che tutti sappiano come la questione del barare o non barare in un gioco di ruolo risalga alla notte dei tempi e sia molto spesso una faccenda, per così dire, “spinosa”.

Personalmente ritengo che non possa esistere una posizione assoluta sulla questione perché inevitabilmente il discorso cambierebbe passando da un gruppo di gioco a un altro.

Io faccio il master di D’n’D da più di 30 anni e ho masterizzato decine di giocatori diversi, dagli amici di scuola ai perfetti sconosciuti di un torneo pubblico e ho sempre cercato di farlo (e non è detto che via sempre riuscito, per carità) provando a entrare in sintonia con essi senza però snaturare il mio stile di “arbitraggio”.

Il nocciolo della questione, secondo me, è che la bellezza di un gioco di ruolo sia proprio quella di essere diverso da un classico gioco da tavolo.

Sebbene io non mi ritenga un nostalgico della “old school” (anche se ricordo con estremo piacere gli anni in cui da ragazzino mi sbizzarrivo con i “vecchi” D’n’D), penso che il codice (passatemi il termine) della terza edizione, in cui c’è stato il tentativo di normare ogni situazione di gioco, abbia fatto un po’ da spartiacque tra due modalità di gioco: la prima, in cui le regole erano solo delle guidelines (e ricordo bene un post su di un altro forum in cui Frank Mentzer, il “creatore” del BECMI, lo scriveva esplicitamente) e il secondo in cui invece vi è un regolamento da seguire in maniera decisamente più rigida (non fosse altro perché ci sono regole per tutto!).

Chiariamoci: non ho la benché minima intenzione di screditare la terza edizione, ho giocato alla 3.0 e alla 3.5 per oltre un decennio ed è un ruleset che per certi versi apprezzo tuttora, sebbene ora reputi la quinta edizione molto più godibile per i miei gusti e per quelli delle persone con cui gioco oramai da decenni.

Detto ciò, per me un master non bara se ignora un tiro di dado fatto da dietro lo schermo (provate a leggere la mia firma!) o se, tanto per dire, fa morire un mostro nonostante abbia ancora 20 PF, se però ciò viene fatto solo ed esclusivamente per il bene della storia e soprattutto a favore del divertimento suo e degli altri giocatori!

Io penso che barare sia far colpire ripetutamente un PG da un mostro nonostante i tiri per colpire a vuoto di questo ultimo soltanto perché il giocatore che usa quel PG ci sta antipatico, magari perché ha fatto la spia durante il compito in classe o perché è primo in classifica al Fantacalcio, oppure, per esempio, non cancellare di proposito le cariche di una bacchetta magica perché “tanto il master non se ne accorge”.

In buona sostanza, credo tutto dipenda dalla maturità delle persone riunite intorno al tavolo e dalla conoscenza e intimità che c’è tra di esse.

Chiaramente, giocare by the book mette al riparo da ogni potenziale conflitto (anche se, per esperienza personale, non direi che sia sempre così scontato), ma, nello stesso tempo, non demonizzerei troppo chi invece decida di avere un approccio diverso.

EDIT: a scanso di ogni possibile equivoco, ci tengo a precisare che ciò resta soltanto la mia opinione personale sull'argomento, senza nessuna pretesa di essere la "verità assoluta" o altre banalità del genere.

Edited by Checco
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27 minuti fa, Checco ha scritto:

Detto ciò, per me un master non bara se ignora un tiro di dado fatto da dietro lo schermo (provate a leggere la mia firma!) o se, tanto per dire, fa morire un mostro nonostante abbia ancora 20 PF, se però ciò viene fatto solo ed esclusivamente per il bene della storia e soprattutto a favore del divertimento suo e degli altri giocatori!

Io penso che barare sia far colpire ripetutamente un PG da un mostro nonostante i tiri per colpire a vuoto di questo ultimo soltanto perché il giocatore che usa quel PG ci sta antipatico, magari perché ha fatto la spia durante il compito in classe o perché è primo in classifica al Fantacalcio, oppure, per esempio, non cancellare di proposito le cariche di una bacchetta magica perché “tanto il master non se ne accorge”.

Se ho capito bene l'inserzione, "barare" è inteso come "ignorare le regole", quindi volendo utilizzare lo stesso lessico in tutti i tuoi esempi c'è qualcuno che bara, non è questione di opinioni.

A proposito di opinioni, invece: per me quella firma è da denuncia :grin:.

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1 ora fa, Azer ha scritto:

Se ho capito bene l'inserzione, "barare" è inteso come "ignorare le regole", quindi volendo utilizzare lo stesso lessico in tutti i tuoi esempi c'è qualcuno che bara, non è questione di opinioni.

A proposito di opinioni, invece: per me quella firma è da denuncia :grin:.

Proprio all'inizio della discussione, @The Stroy ha scritto che "Molti manuali di gioco consigliano ai master di violare le regole se interferiscono con la storia." e penso sia possibile violare una regola di proposito solo se la si conosce, quindi non credo che in tale contesto barare possa essere inteso come "ignorare le regole".

Nei miei esempi c'è qualcuno che viola delle regole, ma a volte si ha come fine quello di favorire il divertimento (o almeno, in buona fede, l'intenzione è quella), altre volte c'è la malizia di farlo per il proprio tornaconto personale o simili.

EDIT: se poi per "ignorare" intendi in questo caso il non applicare consapevolmente una regola, allora è chiaro che nei miei esempi ci sia qualcuno che bara, questo è fuori discussione, ma credo che il punto non sia soffermarsi sul significato lessicale del verbo "barare" quanto se sia il caso di attenersi sempre strettamente alle regole o a volte concedersi qualche "strappo" a favore del divertimento.

Io non metto in discussione che ci sia qualcuno che bari, ma quando dico che per me barare equivale a questo o quello è ovvio che ciò vada contestualizzato ai giochi di ruolo i cui regolamenti, in molti casi, "consigliano al master di violare le regole se interferiscono con la storia".

Oh, se poi continuo a non capire il significato della discussione, chiedo venia e delucidazioni! :grin:

Edited by Checco

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Rispondendo in breve, il senso della discussione è proprio quello: che barare (anche nel senso di "non usare le regole") per il bene della storia e del divertimento rimane barare, e non va fatto, secondo me per ragioni abbastanza obiettive.
Chiaramente barare in cattiva fede è peggio che farlo in buona fede, ma due torti non fanno una ragione. Barare è e barare rimane.

Senza dilungarmi troppo, mi sembra evidente che, potendo ottenere gli stessi effetti ignorando le regole oppure inserendone di nuove, sia meglio la seconda.
Banalmente, anche solo stabilire che il master ha diritto a un intervento arbitrario a sessione e dichiararlo ai giocatori è meglio che farlo e basta.
Se si vuole ottenere un effetto, meglio usare regole che lo producano, piuttosto che forzarlo ignorando il regolamento che c'è già: si gioca insieme e a carte scoperte, invece di pesare unicamente l'opinione (magari occulta) di un singolo giocatore.

Pensa alla differenza che c'è fra dire "non uso dito della morte al primo turno perché tanto il master lo annulla" o "perché se no magari entra e sai che brutto", invece di dire "non uso dito della morte al primo turno perché il nemico avrà qualche protezione" o "perché se prima lo indeboliamo riceve una penalità ai TS".
Le seconde sono scelte ragionate, le prime sono becero metagame.

C'è poi il discorso legato al come fa il master a sapere che una cosa è meglio per il divertimento di tutti?
Per dire, probabilmente anziché far morire il mostro a 20 pf sarebbe più divertente farlo fuggire, arrendere o cambiare tattica, anche senza considerare il valore aggiunto del rispettare il regolamento che tutti a inizio campagna si è accettato di rispettare.

Se si vogliono gestire molte situazioni diverse, è meglio avere un sistema flessibile (5e) piuttosto che uno arbitrario (AD&D): è più coerente, consente ai giocatori di prendere decisioni informate, risparmia al master dei ragionamenti su argomenti in cui magari non è ferrato ed evita discussioni al tavolo.

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A pensarci bene, però, quando è un manuale di regole che ti dice che è possibile violare le regole stesse se esse interferiscono con la storia e tu le violi, paradossalmente stai giocando by the book, ti stai attenendo alle regole.

Ovviamente è un ragionamento forzato e che probabilmente lasca il tempo che trova, lo capisco benissimo, ma questo per dire che secondo me un gioco di ruolo alla D'n'D si differenzia anche per questo aspetto rispetto ai giochi tradizionali.

Molto dipende dall'ambiente in cui si gioca, dalla maturità dei giocatori, come ho già detto, e anche dalla conoscenza che hanno uno dell'altro.

Se devo arbitrare degli sconosciuti a un evento pubblico mi comporterò in un modo, ma se arbitro i miei compagni di scuola la cosa sarà completamente diversa.

Questo per dire che è sempre salutare contestualizzare la faccenda e non essere mai netti su di una posizione.

6 minuti fa, The Stroy ha scritto:

C'è poi il discorso legato al come fa il master a sapere che una cosa è meglio per il divertimento di tutti?

Con l'esperienza; se devo masterizzare persone che non conosco, magari chiacchiero con loro prima di giocare e chiedo loro di espormi il loro modo di giocare, le loro priorità e ciò che maggiormente li diverte e poi mi regolo di conseguenza; se invece conosco bene i giocatori allora è una pacchia: io conosco loro e loro conoscono me, sanno che mi piace attenermi alle regole (a volte sono davvero pignolo!) e che non amo molto le house rules e non si sognerebbero mai di non fare dito della morte "perché tanto il master lo annulla", questo perché sanno che, anche se io "barassi" lo farei nell'interesse della storia, della campagna, di tutti i giocatori e non solo per penalizzare o favorire un giocatore o un altro o per il mero piacere di sentirmi "onnipotente".

In soldoni: cerco di applicare al meglio delle possibilità il regolamento che uso, sforzandomi di conoscerlo per bene e nei minimi particolari (e spingo sempre i giocatori a fare lo stesso), ma se qualche volta ignoro un tiro di dado per non rovinare l'atmosfera di gioco o magari per evitare di bloccare una splendida azione concitatissima e piena di gioco di ruolo allo stato puro, beh, non mi sembra nulla di "grave".

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Per me il peccato venale di aggirare un dado fortunato o sfigato ci può stare, ma quando un master lo deve fare ripetutamente non è capace lui.

Io ho giocato con diverse persone, ma quando si fanno le cose secondo le regole, alla fine si va d'accordo tutti.

Poi è divertente anche la giocata in cui un colpo di genio o un incantesimo "one shot" risolve la cosa, altrimenti perchè uno si deve prendere un certo incantesimo che risolve una situazione se poi non ha effetto?

A sto punto si parla chiaro subito e non si concede la scelta di poteri che non si è in grado di gestire.

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Riformulo la domanda, visto che in effetti era poco chiara: come fa il master a sapere che la sua decisione arbitraria migliorerà la storia, invece di peggiorarla?
Giocando da tempo, saprai che il flusso del gioco è imprevedibile, se non viene pilotato. Chi dice che una scelta apparentemente buona non si ritorca contro il divertimento di tutti, o che una scelta negativa non abbia impatto zero o addirittura positivo sul gioco?
Bada che non parlo di situazioni in cui è meglio agire rapidamente che con precisione (per quelle, comunque, non si bara, ma ci si affida ai sistemi di risoluzione rapida che ormai qualsiasi gioco incorpora) ma proprio della classica situazione in cui "se il boss muore al primo round, sai che spreco? È nell'interesse della storia e dei giocatori tenerlo in vita".

Esistono tre modi per risolvere questo problema: barare, inserire le regole o usare quelle che ci sono già.
Che vantaggi ci sono a risolvere le cose post facto, barando, piuttosto che proporre al gruppo qualche HR per evitare situazioni di questo tipo (HR che comunque sbilanciano meno rispetto a un provvedimento volante o all'onnipotenza arbitraria) o direttamente agire all'interno del sistema, usando le regole che già ci sono per impedire che la situazione avvenga (interdizione alla morte)?

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come fa il master a sapere che la sua decisione arbitraria migliorerà la storia, invece di peggiorarla?

Nel dubbio la fa andare come pensa lui perchè fa figo o perchè non saprebbe come reagire alla situazione. In realtà il gioco è costruire l'avventura insieme, anche se ovviamente la traccia la dà il master. E' più bello al limite stoppare il gioco e dire: "ragazzi scusate, ma o faccio un ricalcolo o proprio non so cosa fare..."

Giocando da tempo, saprai che il flusso del gioco è imprevedibile, se non viene pilotato. Chi dice che una scelta apparentemente buona non si ritorca contro il divertimento di tutti, o che una scelta negativa non abbia impatto zero o addirittura positivo sul gioco?

Non lo sa o predilige il fatto che gli rovinerebbe il gioco (a sè stesso o a suo modo di vedere).

Che vantaggi ci sono a risolvere le cose post facto, barando, piuttosto che proporre al gruppo qualche HR per evitare situazioni di questo tipo (HR che comunque sbilanciano meno rispetto a un provvedimento volante o all'onnipotenza arbitraria) o direttamente agire all'interno del sistema, usando le regole che già ci sono per impedire che la situazione avvenga (interdizione alla morte)?

Nessuno perchè oltretutto se percepito fa crescere il malcontento e fa diminuire la fiducia nel master. :-( 

 

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1 ora fa, The Stroy ha scritto:

come fa il master a sapere che la sua decisione arbitraria migliorerà la storia, invece di peggiorarla?

Non può saperlo se non ci prova (sempre con le migliori intenzioni, sia chiaro); allo stesso modo non ci si può essere certi che una HR funzioni come sperato senza prima averla provata sul campo.

1 ora fa, The Stroy ha scritto:

 Chi dice che una scelta apparentemente buona non si ritorca contro il divertimento di tutti, o che una scelta negativa non abbia impatto zero o addirittura positivo sul gioco?

Anche qui non puoi avere nessuna certezza, ma sbagliando s'impara, ci si affiata sempre più con i propri giocatori e si affina in maniera esponenziale la propria "abilità" da master; sono convinto che facendo esperienza si incominci a sviluppare un certo intuito che, sebbene non ti possa dare la sicurezza al 100% che tu faccia sempre la scelta giusta a 360°, di certo ti consente di saper gestire le situazioni senza bisogno di alcuna regola aggiuntiva in quanto tale.

1 ora fa, The Stroy ha scritto:

Che vantaggi ci sono a risolvere le cose post facto, barando, piuttosto che proporre al gruppo qualche HR per evitare situazioni di questo tipo (HR che comunque sbilanciano meno rispetto a un provvedimento volante o all'onnipotenza arbitraria) o direttamente agire all'interno del sistema, usando le regole che già ci sono per impedire che la situazione avvenga (interdizione alla morte)?

Dipende dalle situazioni: se non c'è un flusso di azione/i in corso, è chiaro che si possa discutere e magari proporre un HR nero su bianco, ma se siamo in una fase da "adrenalina pura" o se per esempio si è riusciti tutti assieme a creare una fantastica atmosfera gotica mentre il gruppo viaggia spedito nel castello di Dracula, beh, io non interromperei il gioco per dire "hey, ragazzi, che ne dite se facciamo così perché poi, è meglio che...", faccio ciò che reputo giusto in assoluta buona fede, sforzandomi di essere imparziale e di usare il buon senso prendendomi ovviamente sempre le "responsabilità" di ogni mia scelta.

Detto ciò, se posso permettermi, come sicuramente ben sai, perché da ciò che scrivi sul sito mi sembri proprio una persona competente sul tema GdR, l'errore che spesso fa un neofita è vedere la figura del master come quella del nemico da abbattere o di chi trama alle spalle dei giocatori, ma in un GdR non ci sono sconfitti e non ci sono vincitori e se il master tira un po' per i capelli le regole per cercare nei suoi propri limiti di far divertire i giocatori che sta arbitrando (senza mai abusarne sia chiaro e senza mai farlo tanto per farlo), io penso stia facendo solo il suo "dovere".

EDIT: scusami, ma avevo saltato il passaggio dei "tre modi": giusto per amore di chiarezza, io propendo sempre per il terzo, ossia quello di cercare prima una soluzione nel sistema che già c'è, ma come ben sai non sempre ci si riesce.

Edited by Checco
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@Checco o altri, potete fare un esempio di una situazione dove se non ci dai na spintarella gli altri giocatori non si divertono?

Perchè forse secondo me sta cosa di dover "barare" potrebbe essere una malattia del tipo "ansia da prestazione da master"!

Per la serie: se duro poco i giocatori godono solo a metà!

Edited by Zaorn

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4 ore fa, The Stroy ha scritto:

Riformulo la domanda, visto che in effetti era poco chiara: come fa il master a sapere che la sua decisione arbitraria migliorerà la storia, invece di peggiorarla?
Giocando da tempo, saprai che il flusso del gioco è imprevedibile, se non viene pilotato. Chi dice che una scelta apparentemente buona non si ritorca contro il divertimento di tutti, o che una scelta negativa non abbia impatto zero o addirittura positivo sul gioco?
Bada che non parlo di situazioni in cui è meglio agire rapidamente che con precisione (per quelle, comunque, non si bara, ma ci si affida ai sistemi di risoluzione rapida che ormai qualsiasi gioco incorpora) ma proprio della classica situazione in cui "se il boss muore al primo round, sai che spreco? È nell'interesse della storia e dei giocatori tenerlo in vita".

Esistono tre modi per risolvere questo problema: barare, inserire le regole o usare quelle che ci sono già.
Che vantaggi ci sono a risolvere le cose post facto, barando, piuttosto che proporre al gruppo qualche HR per evitare situazioni di questo tipo (HR che comunque sbilanciano meno rispetto a un provvedimento volante o all'onnipotenza arbitraria) o direttamente agire all'interno del sistema, usando le regole che già ci sono per impedire che la situazione avvenga (interdizione alla morte)?

Il problema è che la maggioranza delle volte in cui un DM bara in buona fede è quando si trova a improvvisare.

Premetto fin da subito che, in linea generale, io mi trovo d'accordo con il tuo:

Cita

Se una regola non funziona?
Si discute in gruppo ed eventualmente si modifica.
Avere regole aperte che spingono a un certo tipo di gioco, oltre a limitare i rischi di cui sopra, è decisamente più produttivo che non barare e basta.

Leggendo su vari forum, in vari topic dedicati alla discussione teorica del modo in cui applicare il Gdr, ho notato che una delle cose che per la maggioranza delle volte si sottovaluta è che il Gdr, nel momento in cui lo si applica, diventa spettacolo: l'arte dell'intrattenere un pubblico vivo, in diretta, che si aspetta divertimento, coinvolgimento e magari emozione.
La maggioranza delle analisi che mi è capitato di leggere, anche giustissime, sezionano il Gdr come se fosse un campione di realtà replicato in laboratorio: una realtà perfettamente teorica, ricostruita nelle condizioni necessarie al dibattito.

Il problema è che, quando si gioca, le cose non sono quasi mai come nella teoria.
Si deve improvvisare e si devono fare delle scelte in un nano-secondo.
Una cosa su cui sono assolutamente d'accordo è che, quando è possibile, bisogna decisamente interpellare il gruppo. Un'altra cosa in cui sono d'accordissimo è che, se le regole ci sono (regole del manuale o HR approvate dal gruppo), vanno seguite.

Ma ci sono momenti in cui una regola non è perfettamente chiara perchè i designer non sono riusciti a scriverla in modo cristallino, ci sono momenti in cui ai giocatori frega che tu non rovini il momento d'atmosfera (perchè, per quanto i giocatori possano pretendere di avere voce in capitolo in certe decisioni, allo stesso tempo pretendono da te il massimo coinvolgimento nella finzione del gioco, dunque nella storia, nell'atmosfera, nella scena del momento) e tu hai la necessità in quel mezzo secondo di decidere cosa fare.

Perchè barare? Magari semplicemente per non rovinare il flusso del gioco in quel dato momento.
Sia ben inteso che io non difendo e non sto difendendo il barare a spada tratta, azione che spesso ritengo non necessaria e immotivata.
Certo, posso, interpellare i giocatori riguardo a una data decisione, ma al prezzo di interrompere il coinvolgimento nella finzione.

Come fa il master a sapere che la sua decisione arbitraria migliorerà la storia, invece di peggiorarla?
Non sempre e, anzi, quasi mai è una questione di migliorare o peggiorare la storia, quanto assicurarsi di garantire ai giocatori ciò che vogliono, mantenerli coinvolti nello sviuppo della situazione. Io sono il primo a dire che, quando c'è qualcosa che non va, la cosa migliore è interpellare i giocatori, ma non bisogna sottovalutare il fatto che questa scelta ha un prezzo: spezzare l'incantesimo della finzione. Non bisogna dare per scontato che la cosa che i giocatori vogliono di più sia assicurarsi che il regolamento sia applicato alla perfezione. Non raramente all'applicazione perfetta i giocatori preferiscono un gioco coinvolgente, durante il quale possano non rendersi conto dei meccanismi retrostanti alle situazioni di gioco.
E' come andare a vedere un film: allo spettatore non frega niente se il regista ha eseguito correttamente o meno un movimento di camera, ma solo che la storia lo conquisti tanto da fargli dimenticare che si tratta di una finzione.

 

Certo, non barare è meglio che barare.
Ma secondo me nella vita vera non ci sono gli assoluti. Spesso barare è una necessità che sei costretto a prendere al volo per motivi vari (dal regolamento impreciso, dalla circostanza imprevista, dalla necessità di non rovinare l'atmosfera ai giocarori, all'evitare un disastro per un errore di calcolo, ecc.). Non bari perchè vuoi barare, ma bari perchè devi prendere una scelta al volo. E magari nemmeno te ne accorgi.

 

@Zaorn: esempi di barate in situazioni in cui i PG non si divertono non si possono facilmente fare, perchè ciò che diverte i giocatori è qualcosa che dipende dal gusto di ognuno. Ogni giocatore si diverte per cose diverse.
Detto questo, un giocatore potrebbe non divertirsi (così come il gruppo intero), se tu gli facessi improvvisamente notare che l'azione stra-figa e super scenica, che gli hai fatto compiere e che ha esaltato tutto il gruppo, in realtà non sarebbe possibile perchè ti sei appena accorto di aver letto male una regola. Il gruppo potrebbe non divertirsi a scoprire che l'avventura è stata mal calibrata dai designer e che il gruppo è irrimediabilmente destinato al Total Party Kill durante uno scontro. Il gruppo potrebbe non divertirsi a scoprire che il loro piano supe figo, su cui ci hanno speso grandi energie e che si è rivelato davvero una intelligente soluzione a cui hanno contribuito tutti i giocatori, fallisce per la sfiga di un solo tiro di dado. E ancora meno i giocatori potrebbero divertirsi se gli fai capire che il loro piano è, alla fine, riuscito solo perchè hai corretto un tiro per farli sentire soddisfatti: stai zitto e fai in modo che si galvanizzino per ciò che hanno conseguito, premiandoli per la loro ottima idea.

Barare ad ogni costo è sbagliato. Barare quando non è necessario è sbagliato. Barare per agire contro i giocatori è sbagliato.
Ma ciò non significa che applicare sempre le regole alla perfezione o avvertire sempre i giocatori di ciò che sta succedendo, sia meglio. A volte - meglio il meno possibile - ritoccare la situazione o fingere può essere utile.

Almeno, questa è la mia opinione personale, su cui potete tranquillamente essere in disaccordo.

Edited by SilentWolf
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ciao! Io la vedo abbastanza come the stroy. In passato baravo molto, anzi mooooolto, e posso garantire che i giocatori dopo un po' (ma neanche tanto) se ne accorgono. É una cosa che ti prende la mano. E alla fine é abbastanza triste. I giocatori vengono per scontrarsi con pericolose sfide e invece finiscono come dei bambini nel cortile dell'asilo, sempre tenuti d'occhio dalla maestra. E poi rovina il gioco. Prendiamo per esempio il GS, mi sono arrovellato tante volte sul perché incontri che avrebbero dovuto far sudare freddo i giocatori venivano risolti senza difficoltà ed ecco la risposta: Per colpa mia. Pf dei mostri decurtati, CA abbassata di qualche punto,critici che sparivano...

in poche parole barare é un po' come giocare a gta con i trucchi. Che divertimento c'è se sai che al momento giusto puoi fullarti la barra della vita premendo due tasti?

Non barare invece rende le cose interessanti. Esempio: I pg stanno cercando la leva per la porta segreta nel tempio dei non morti. Fanno un check ma esce 10 quando la CD é 15. Barare: La CD si abbassa magicamente di 5 punti, chi ha costruito questo tempio dopotutto non si é sprecato molto per nascondere i passaggi segreti. Non barare: I pg falliscono la prova e attirati dai loro rumori un gruppo di ghoul irrompe nella stanza, se avranno l'accortezza di lasciarne uno vivo per interrogarlo troveranno la leva, se no dovranno inventarsi qualcos'altro. Secondo voi i pg ricorderanno di più "la stanza della leva nascosta bene e dell'assalto dei ghoul" o " la stanza della leva facile da trovare"?

(Io sono/ero uno che bara a favore dei pg, ma il discorso vale anche per chi bara "contro" i pg)

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10 ore fa, Zaorn ha scritto:

@Checco o altri, potete fare un esempio di una situazione dove se non ci dai na spintarella gli altri giocatori non si divertono?

Ecco il primo esempio che mi è passato per la testa.

Il gruppo ha dato fondo a quasi tutte le proprie energie e il tempo stringe. Oramai tra gli avventurieri e la creatura cui essi stando dando la caccia da molti giorni (aka molte sessioni di gioco) è rimasto solo un breve tratto di giungla.

È il momento di fare un check incontri et voilà eccone uno: tiro sulla tabella apposita e vien fuori il combattimento contro un XY, un bel mostraccio cattivo, una creatura che ha già dato del filo da torcere ai PG quando erano "a palla", figuriamoci ora che sono feriti, hanno usato gran parte dei mezzi del proprio arsenale e sono già con la testa al "mostro finale".

Mi prendo qualche secondo e osservo i giocatori: li vedo concentrati a discutere la tattica da usare per la resa dei conti, parlano di come il nemico usi magie di fuoco e di come prediliga quelle ad area...qualcuno già sogna vagonate di artefatti maggiori.

Valuto al volo la situazione: secondo me un altro combattimento adesso sarebbe un disastro. Dò uno sguardo ai miei appunti e osservo la situazione generale del gruppo. Mi dico: però, sono stati bravi, si sono saputi conservare questo e quello in vista dello scontro finale...mhmh solo che se adesso combattessero sarebbero guai seri. Che si fa?

Dopo qualche secondo di riflessione, dico: avanzate tra la vegetazione e d'un tratto...etc...etc...e rinvenite il corpo straziato di un XY...ha segni evidenti di gravi ustioni e il fogliame intorno a lui è bruciato; inoltre, nell'aria c'è un pungente odore di zolfo....

Ho barato?

Sì (anche se questo termine continua a non piacermi in questo contesto, non fosse altro che per la sua accezione assolutamente negativa), perché, secondo il volere dei dadi, i PG avrebbero dovuto combattere contro XY.

I giocatori si sarebbero divertiti anche se avessero fatto il combattimento contro XY?

Probabilmente sì, ma in quel preciso momento non ne avevo la certezza. Avevo invece la certezza che si sarebbero divertiti se finalmente fossero arrivati dinanzi al loro nemico numero uno e avessero potuto finalmente mettersi alla prova contro di esso.

Quindi ho fatto la mia scelta ed è andata bene perché i giocatori si sono divertiti.

E se si divertono loro mi diverto anche io.

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54 minuti fa, Anderas II ha scritto:

ciao! Io la vedo abbastanza come the stroy. In passato baravo molto, anzi mooooolto, e posso garantire che i giocatori dopo un po' (ma neanche tanto) se ne accorgono. É una cosa che ti prende la mano. E alla fine é abbastanza triste. I giocatori vengono per scontrarsi con pericolose sfide e invece finiscono come dei bambini nel cortile dell'asilo, sempre tenuti d'occhio dalla maestra. E poi rovina il gioco.

...

Io non mi sono mai fatto prendere la mano e il "barare" non ha mai rovinato il gioco, né il mio né dei giocatori che arbitro: di sicuro ci saranno stati episodi spiacevoli quando ero ragazzino e oltretutto inesperto, ma ti assicuro che oggi come oggi a 40 anni, di cui da 30 master, uso un certo giudizio e un certo raziocinio nel farlo e ho diversa esperienza per saperlo gestire e per capire se sia o non sia eventualmente il caso di farne uso, perlomeno con gli amici che arbitro da decenni.

Nella campagna in corso da quasi un anno, per esempio, non ho mai "barato": non è una cosa che si deve fare a prescindere, deve essere considerata solo come una possibilità come le altre.

Mettiamola così: @The Stroy parlava di tre punti con cui gestire le situazioni, io direi che sono 4; ora, a seconda di tutta una serie di valutazioni, per me il "barare" non è tra le prime scelte, ma non è nemmeno un qualcosa di così orribile se fatto per i motivi che ho più volte esposto.

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Oddio, la situazione mi è sfuggita di mano (ma fa piacere).

@SilentWolf:
Per improvvisare, praticamente sempre vanno bene i sistemi di risoluzione universale. d20 + caratteristica + competenza, vantaggio/svantaggio e tre CD standard di 5e, per intenderci.
Quando si tratta di risolvere le regole ambigue in fretta, nella mia esperienza in genere succede che il giocatore dice "secondo me funziona così" e il master dice "ci guardiamo dopo, per ora funziona cosà". Insomma, se è gestita bene è una cosa aperta e dichiarata, dunque non rientra nell'uso stretto della regola zero che definisco "barare", visto che ha l'approvazione dell'intero gruppo.

I sistemi di risoluzione generici vanno benissimo anche per risolvere le situazioni in fretta senza doversi inventare le cose d'ufficio.
Ne volete un paio che non si limitino alle prove ma anche alle situazioni narrative? GM intervention del Cypher System e Punti anticipazione di @Drimos.

Va poi anche fatto un distinguo per barare per favorire i PG (che potrei anche accettarlo, anche se esistono i punti eroe e il fail forward per fare la stessa cosa nelle regole) e barare per migliorare la storia o il divertimento, che non dà reali garanzie.

@checco:
Barare non è "orribile" in molti casi, è semplicemente la soluzione peggiore fra le quattro (se la conti).
Giusto per chiarire: il mio intento non è demonizzare l'idea del barare in buona fede, ma proporre alternative più funzionali per ottenere gli stessi effetti.
Alternative che, a tutti gli effetti, rendono inutile barare virtualmente nel 100% dei casi.

Per inciso, il caso dell'incontro casuale non lo considererei barare, quanto adattare.
Non hai violato nessuna regola: al di là dei tecnicismi (non era specificato che la creatura fosse viva o che l'incontro fosse di combattimento) gli incontri casuali rimangono una parte del design dell'avventura, che non fa parte del regolamento che tutti si accetta quando si inizia a giocare.
Allo stesso modo in cui non è barare far succedere qualcosa nel mondo di gioco, o muovere un PNG in un certo modo (all'interno delle sue possibilità, naturalmente).

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In questo momento, The Stroy ha scritto:

...

Giusto per chiarire: il mio intento non è demonizzare l'idea del barare in buona fede, ma proporre alternative più funzionali per ottenere gli stessi effetti.

Mi trovi d'accordo! Fai benissimo a proporre alternative,

 

In questo momento, The Stroy ha scritto:

Alternative che, a tutti gli effetti, rendono inutile barare virtualmente nel 100% dei casi.

Per quanto mi riguarda questo non è sempre vero; ovviamente posso solo affermarlo in base al mio vissuto da giocatore di ruolo: ovvio che tu possa aver avuto altre esperienze e che esse possano condurti a pensarla (legittimamente) così.

Sull'ultima questione, dipende molto dal regolamento che si utilizza: alcuni sono flessibili altri hanno tabelle precise che, seguite alla lettera, non lasciano molto spazio all'interpretazione; comunque potrei fare centinaia di altri esempi (come detto, quello è ciò che mi è venuto in mente al volo e magari può non essere calzante dal tuo punto di vista), ma non credo che fare altri esempi aiuterebbe ad apportare qualcosa di costruttivo alla discussione che, al di là delle divergenze di opinioni, spero tu stia apprezzando: credo che il mio punto di vista oramai sia chiaro.

Ovviamente, resta intesa come io non abbia nessuna pretesa di insegnare nulla a nessuno né nessuna velleità di essere depositario delle verità assoluta, sono soltanto un giocatore di ruolo come tanto altri, che gioca da tanto tempo e ne ha viste davvero di cotte e di crude, al punto da aver maturato l'idea che non sia possibile avere e una posizione così netta e rigida sulla questione.

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Chiaro, questa è un discorso soprattutto teorico. Al tavolo, soprattutto quando si è alle prime armi o si usano regolamenti complessi, le regole prima o poi si violano.
L'importante, secondo me, è evitare di farlo in ogni modo possibile, usando soluzioni alternative e più efficaci.
È un tipo di ragionamento che si può fare, e che vale la pena di fare, proprio perché siamo qua, non al tavolo, e abbiamo tempo per discuterne.

Un altro modo, che in effetti nell'inserzione non ho evidenziato, è  far evolvere la storia, invece di lavorare sui numeri.
La situazione dell'incontro casuale di cui parli la considererei un esempio per certi versi molto calcato di questa soluzione.

Un altro potrebbe essere la situazione in cui i PG si trovano davanti a un nemico invincibile (per un errore di calcolo del master).
Invece di diminuire i pf del mostro, che non sarebbe una scelta che condannerei, il master può agire in modo diverso, ad esempio facendo capire ai giocatori che il mostro è invincibile e portandoli a trovare soluzioni alternative, che poi accetta.
Si può fare in maniera bruta ("I vostri PG si rendono contro che l'avversario è al di fuori della loro portata: dovete escogitare qualcosa o finite male") o più sottile, il senso comunque è cambiare il paradigma dello scontro da combattimento tattico a qualcos'altro (fuga o contrattazione, per dire) e farlo dicendo di sì alle proposte dei giocatori.

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Io dico che non bisogna avere paura dei momenti troppo positivi o troppo negativi, in fondo se il party sconfigge facilmente un mostro per fortuna, chi ha fatto il tiro fortunato esulterà per le scelte fatte sulla costruzione del pg, se invece c'è un evento negativo tipo l'uccisione totale del gruppo, l'importante è creare un seguito dove tornano.

Una volta ho fatto giocare i pg nel piano celestiale ed è stato bellissimo...

Insomma, da cosa nasce cosa!

Non è neanche bello che dei giocatori possano pensare di essere invincibili perchè il master li grazia o perchè non è contemplato di perdere, al master sta far si che anche la sconfitta faccia sentire felici i giocatori della giocata.

@Checco, vale quello che ho scritto qui, se non gliela facevano sarebbero tornati a vendicarsi dopo magari un'avventura di preparazione... ad esempio!

@SilentWolf, a volte è anche più realistico non darle tutte vinte, la fiducia è molto più importante e comunque il gioco permette di andare avanti qualsiasi cosa succeda. Per carità, non voglio passare per purista, però quasi sempre c'è una soluzione per andare avanti qualsiasi cosa succeda! Se proprio non esiste una soluzione coerente (e mi sembra strano), si può dar na spintarella, ma il master dovrebbe essere pronto anche agli scenari più tragici. Il rischio di perdere certi scontri anzi aumenta la tensione e rende più intrigante il gioco, perchè i giocatori sanno che i pg rischiano veramente.

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Vedi, i giocatori che arbitro abitualmente non si sentono invincibili né sono convinti di non rischiare mai perché tanto gliela farò passare sempre liscia (dovresti dare un occhio al mio "Catalogo dei Morti", un raccoglitore nero ad anelli in cui inserisco le schede dei PG che crepano...).

Non so davvero con quali altre parole poter esprimere le mie riflessioni sulla faccenda, ma faccio un ultimo tentativo (sperando che interessi a qualcuno).

Nelle ultime sedute della campagna che sto arbitrando è in corso una tremenda guerra e su questo sfondo i PG hanno dei ruoli chiave nella vicenda.

Bene, non abbiamo tirato nessun dado per almeno un paio di sedute, ma ci sono stati combattimenti, battaglie campali...ecc. ecc.

Era tale l'atmosfera creatasi, i giocatori erano così tanto nel personaggio che, senza che ci dicessimo nulla, ce ne siamo altamente fregati di punteggi passivi da confrontare o CD da eguagliare o sorpassare, di CA o PF e ci siamo divertiti tantissimo.

È stata una salutare parentesi dallo stile ordinario di giocare, una modalità di gioco in cui tutti hanno deliberatamente ignorato le regole e "vissuto" l'esperienza con il sorriso sulle labbra.

Ecco, mi chiedo, abbiamo barato?

Secondo me no: di sicuro ci siamo divertiti tutti e credo questa sia la cosa davvero importante.

EDIT: comunque, ripeto, per quel che conta, continuo a trovare davvero fuorviante la parola "barare" in un contesto del genere.

Edited by Checco

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Ovvio che i tuoi interventi ci interessano, se no mica saremmo qua a parlarne :)

Quello che avete fatto nelle sessioni in questione non era barare (dico barare soprattutto perché è più corto di "ignorare le regole dalla parte del GM") perché la modifica al regolamento era palese e tutti eravate d'accordo.

In altre parole, avete usato una delle alternative di cui parlavo nell'inserzione: volevate ottenere un determinato effetto (immagino "concentrarsi sulla narrazione") e avete modificato il regolamento di conseguenza.
In pratica avete applicato un'HR al volo.

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