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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Reskin: come e perché cambiare aspetto alle regole

The Stroy

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Nel gergo del gioco di ruolo, reskin significa cambiare la descrizione di qualcosa senza toccare le meccaniche che stanno dietro la narrazione.
Il vantaggio di questo procedimento è che consente di utilizzare le stesse regole per fare cose diverse.
In altre parole, il reskin permette di giocare personaggi e usare capacità che non sono presenti nel gioco base, senza correre il rischio di sbilanciarne l'equilibrio.

In D&D, l'esempio più ovvio dell'utilità del reskin è quello di un giocatore che vuole giocare una classe poco adatta all'ambientazione.
Il monaco wuxia da manuale è fuori luogo in un'ambientazione di stampo norreno, ma bastano pochi tocchi per trasformarlo in un lottatore brutale dotato di capacità druidiche.
Un'altra applicazione utilissima del reskin è quella di caratterizzare i personaggi con il minimo sforzo: basta cambiare le descrizioni per avere uno stregone che evoca spiriti composti di energia esplosiva, invece del solito blaster generico #6, o per trasformare un chierico in un esperto di medicina paranormale.

Oltre a essere così utile, il reskin è anche uno strumento davvero semplice da padroneggiare.
Bastano due mosse: ridurre allo scheletro e rivestire con la pelle.

1. Ridurre allo scheletro

La prima metà del reskin consiste nel ridurre la capacità al proprio scheletro meccanico.
Virtualmente ogni cosa in un manuale di GdR può essere etichettata come "regola" oppure come "colore": in questo passaggio, si separa il colore dalle regole e lo si elimina.
In generale, una buona massima per determinare se qualcosa è una regola è domandarsi: "Contiene un numero o un termine tecnico?". Se la risposta è no, allora probabilmente non è una regola.

Spoiler

Ad esempio, l'incantesimo ragnatela di D&D 5e dice che "se la ragnatela [creata dall'incantesimo] non è ancorata fra due superfici solide, collassa su se stessa". Questa parte del testo sembra regolare il funzionamento dell'incantesimo ma non contiene numeri né termini tecnici, e infatti, in termini di regole, non significa nulla.
La parte rilevante del testo è "Se la ragnatela non è ancorata fra due superfici solide [...] l'incantesimo termina all'inizio del prossimo turno dell'incantatore", che infatti contiene un termine tecnico, "turno".

Questa fase serve per isolare le parti della capacità che non vanno toccate per evitare di sbilanciare l'equilibrio di gioco, e per disfarsi di tutte quelle parti che, invece, potrebbero ostacolare il reskin.

Spoiler

Applicando questo procedimento a palla di fuoco, sempre in D&D 5e, si ottiene una capacità che permette di usare un'azione per scegliere un punto visibile entro 150 piedi e infliggere 8d6 danni da fuoco a tutte le creature in un raggio di 20 piedi da quel punto, oppure la metà di tali danni se le creature passano un tiro salvezza su Destrezza. L'incantesimo può essere potenziato aumentando il livello dello slot, a un ritmo di 1d6 aggiuntivo per ogni livello di slot.

Palla di fuoco dà fuoco agli oggetti incustoditi, ma da nessuna parte nel regolamento è spiegato cosa questo implica esattamente: quanto ci mette un oggetto incustodito a prendere fuoco, quanti danni infligge a chi gli è vicino, per quanti round brucia, eccetera.
Visto che questa parte di regole, di fatto, non è una vera regola, si può considerare "morbida" e mantenere a discrezione.

2. Rivestire con la pelle

Dopo aver ridotto il tutto alle nude regole, il passaggio successivo è rivestirle con un nuovo colore.
Il modo più semplice è limitarsi a descrivere la capacità in maniera leggermente diversa, ad esempio cambiandone in nome e la forma, ma ci si può anche sbizzarrire: l'unico limite è non toccare lo scheletro di regole, visto che è quello a mantenere l'equilibrio.
In questa fase, può essere utile avere un tema da seguire per il personaggio. Modificando tutte le capacità del PG per adattarle al tema, si avrà un PG coerente sotto l'aspetto narrativo, senza il bisogno di sacrificare scelte meccaniche interessanti ma non ovvie.

Spoiler

Rivestendo la palla di fuoco in diversi modi si possono ottenere varianti più o meno riconoscibili:

  • Una serie di pilastri di fiamme compaiono sotto le creature nell'area, danneggiandole
  • Un gigantesco serpente di fuoco erutta dall'aria e si avvolge su se stesso, bruciando tutte le creature avvolte fra le sue spire
  • Una colata di lava erutta dal nulla, si dilata nell'area ed evapora all'istante
  • Un'onda di energia invisibile sollecita le molecole delle creature nell'area, mettendole in agitazione e surriscaldandole fino a temperatura letale
  • Le creature nell'area esplodono in torce viventi, per autocombustione
  • Una bomba esplode e rilascia una pioggia di aghi arroventati che dilaniano le creature nell'area
  • Un elementale di fuoco compare al centro dell'area, vomita fiamme intorno a sé e svanisce

Alcune di queste rivisitazioni potrebbero richiedere qualche aggiustamento meccanico, ma non sono indispensabili.

Se si desidera, comunque, questa è una linea guida abbastanza affidabile per D&D 5e, almeno per le capacità che infliggono o guariscono danni.
Si possono modificare i seguenti aspetti meccanici, ognuno dei quali vale un certo numero di punti:

Spoiler

2 punti: categoria di dado
1 punto: gruppo del danno, raggio d'azione, area d'effetto
0 punti: forma

Le categorie di dado sono: 1, d3, d4, d6, d8, d10, d12.
I gruppi del danno sono: gruppo 1 (contundente/perforante/tagliente, forza, necrotico, psichico, radioso, sonico), gruppo 2 (acido, elettricità, fuoco, gelo) e gruppo 3 (contundente/perforante/tagliente non magico, veleno). Il gruppo 1 è il migliore, il gruppo 3 il peggiore.
I raggi d'azione 0-10 piedi, 11-60 piedi, 61+ piedi.
Le aree d'effetto (valide per cerchio, cilindro, cubo e sfera) sono: 1-10 piedi, 11-60 piedi e 61+piedi.
Le forme sono: gruppo A (cerchio, cilindro, cubo e sfera) e gruppo B (cono e linea).

Modificando una capacità, si possono alterare a piacimento questi aspetti.
Al termine della modifica, si fa una somma algebrica, aggiungendo tutti i fattori che sono stati migliorati e sottraendo tutti quelli che sono stati peggiorati.
Se il risultato è 0 o -1, la capacità è bilanciata, altrimenti rischia di essere troppo forte o troppo debole. Un modo semplice per eliminare un risultato di -1 dagli incantesimi è aumentare la categoria di dado di un punto, ma solo per i dadi lanciati grazie a un aumento di slot.

Ad esempio:

Spoiler

Capacità originale: palla di fuoco
+2: categoria di dado - d6 > d8
+1: tipo di danno - Gruppo 2 (fuoco) > Gruppo 1 (tagliente magico)
-2: raggio d'azione - 120 piedi > 60 piedi > 0 piedi
-1: 
area d'effetto - 20 piedi > 5 piedi
0: 
totale

La nuova capacità infligge 8d8 danni taglienti e magici a tutti gli avversari in mischia con il personaggio e, invece che come una palla di fuoco, è descritta come un potente fendente circolare: con una serie di alterazioni di questo tipo, un Guerriero Eldritch Knight può diventare una sorta di Warblade, un esperto di tecniche marziali avanzate che sfiorano il soprannaturale.

Visto che altera le capacità meccanicamente (anche se di poco), una modifica di questo tipo per definizione non è reskin, ma una sua naturale derivazione.

C'è un'ultima regola che è bene seguire durante il reskin: non impuntarsi.
Sicuramente alcune delle modifiche grafiche proposte dai giocatori porteranno vantaggi marginali al PG: un simbolo sacro tatuato invece che impugnato, un'arma innestata nell'armatura e difficile da disarmare, un incantesimo appena più selettivo, o che non necessita di una certa componente.
In questi casi, non impuntarsi. Si parla quasi sicuramente di un dettaglio meccanico che potrebbe essere significativo una volta nell'intera campagna, o non esserlo affatto. È meglio concedere al giocatore la possibilità di descrivere come gli pare che conservare l'integrità di non-regole come quella del prendere fuoco - e poi eventualmente appoggiarsi ai risvolti negativi della nuova descrizione (e ci saranno) per creare difficoltà interessanti.

Questo dovrebbe essere più o meno tutto.
Sono sicuro che qui in mezzo ci siano cose con cui qualcuno di voi non sarà d'accordo: nella (fin troppo lunga) inserzione non avevo spazio per difendere in anticipo le mie posizioni, ma vi attendo nei commenti!

 

Rubrica musicale: Deafheaven - Sunbather (Blackgaze)



29 Comments


Recommended Comments



Grande The Stroy!! Dopo questo articolo ti stimo ancora di più!!! :D

Davvero ben scritto e utile, comunque. Molto utile la parte in cui suggerisci come eseguire i leggeri ritocchi meccanici.

Edited by SilentWolf
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Secondo me il reskin deve comunque mantenere leggermente il "feel" originario quindi trasformare una palla di fuoco in un fendente circolare lo vedo un po esagerato. Ho apprezzato comunque molto la seconda parte dell'articolo che personalmente ritengo molto utile per creare nuove abilità partendo da vecchie senza perdere troppo tempo; un sistema pratico e indubbiamente veloce ma che io personalmente non classificherei nel reskin che a mio avviso non dovrebbe andare a cambaire la meccanica di base della capacità che si va a cambiare.

In ogni caso un ottimo articolo.

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@celebris

Non sono d'accordo sul mantenere il "feel", secondo me il bello del reskin è il disaccoppiamento tra meccaniche e descrizione.

È poter giocare un cane parlante che mozzica la gente che come regole è un halfling ladro, un mago che combatte in corpo a corpo spammando aoe protetto da incantesimi difensivi che come regole è un guerriero che distribuisce gli attacchi su più nemici, un cowboy che usa le balestre come pistole, un combattente nudo con due coltelli con cui para tutti i colpi che come regole indossa armatura pesante, scudo e spada lunga, e fa due colpi perché ha extra attack, un androide che spara raggi laser dagli occhi che in realtà è uno stregone blaster, un maestro ubriaco che è un barbaro e quando beve entra in ira, e dimezza i danni perché schiva con mosse imprevedibili...

Puoi fare il cavolo che ti pare, e puoi anche cambiare la descrizione ogni volta, anche se come regole stai facendo sempre la stesso attacco identico con la lancia, però una volta tiri una testata e hai la testa a cono, un'altra ti spuntano aghi dall'armatura, un'altra ti si allunga il **** così tanto che colpisce e fa danno...

Inoltre risolvi il problema delle build multiclasse difficili da giustificare: non devi giustificare un tubo, multiclassi quanto ti pare, prendi tutte le capacità che vuoi e poi dai una descrizione del personaggio nel suo insieme, che magari non c'azzecca niente con nessuna delle classi che lo compongono.

O ancora, c'è una regola che non ti sembra realistica? Bene, cambia la descrizione in modo che ti soddisfi.

Cioè, è una semplice norma da adottare, ma cambia tutto. Ti fa pure il caffè (dove l'effetto del caffè è un reskin della carica che ti dà questo mare di possibilità, chiaramente :)).

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@Azer la tua visione è un filo esagerata. Come master sono un amante del reskin, a patto che questo comporti:
1) Divertimento
2) Una modifica minima delle regole
3) Coerenza interna al Reskin

Ora, i tuoi esempi forse sono dettati solo dall'entusiasmo. Ma io come Master non ne accetterei molti. Un halfling non può essere usato come "cane parlante", è una modifica seria che porta in gioco molte regole (nemico favorito..conti come animale o come halfling? l'equipaggiamento? etc etc). Ancora, l'uomo nudo che in realtà indossa un'armatura pesante...come descrivi il fatto che in acqua va a fondo come un piombo?

Invece, gli esempi di TheStory sono molto più sensati: il monaco di Pathfinder in molte mie campagne l'ho rifluffato come combattente tribale, atleta olimpionico, casta di guardie del corpo...senza toccare una regola (salvo l'allineamento, ma mettevo un allineamento diverso come limite, quindi nessun problema)
 

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@Pippomaster92

Hai ragione, alcuni esempi (anzi quasi tutti) sono stati pensati in 2 secondi e infatti hanno poco senso, volevo rendere l'idea di libertà.
Però credo anche che una spiegazione si trovi per tutto, con più o meno difficoltà.
Ad esempio il cane potrebbe essere considerato halfling come nemico favorito, e non animale, perché è un essere intelligente e si comporta come un umano (sa anche parlare), per l'equipaggiamento potrebbe avere un'armatura che in realtà è la sua pelle che diventa più spessa, (ha speso i soldi per farsela ispessire da un ispessitore di pelli) o lui che schiva meglio i colpi (ha speso i soldi per fare un corso di schivate), potrebbe avere una spada che in realtà sono i suoi denti taglienti (incisivi?), una mazza che sono i suoi denti contundenti (molari?) e un pugnale che sono i suoi denti a punta (canini? boh non conosco i denti), se lo disarmano perde i denti ma poi li può riattaccare perché ha la mascella modificata (gli è costata dei soldi)...
L'uomo nudo, be'... I pugnali sono pesantissimi...
Dai ce la si fa, ed è anche divertente. Io pensando a cosa risponderti mi sto divertendo come un stolto.

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Certo che lo è, ma infatti sono casi estremi.

Aspetta questa devo dirla perché mi fa troppo ridere: il cane tank con lo stile Protection, che aggra perché abbaia così tanto che tutti lo vogliono ammazzare :dog:

Edited by Azer
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Pippomaster, gli esempi di Azer sono in parte dettati dall'entusiasmo e in parte dalla voglia di dimostrare come nelle nostre partite cose come quelle elencate sono perfettamente accettabili, ma il mio caro amico si è scordato di dire come spesso accompagniamo con piccoli interventi regolistici i reskin proprio per evitare i problemi che hai elencato tu. Ad esempio, la faccenda delle armature che "ti mandano a fondo" è semplicemente ignorata. In 5a edizione perché le regole non ne fanno cenno e quindi non si sta ignorando proprio nulla, in 3.5 perché le armature sono (per ammissione dei designer ed evidenza dei fatti) una delle regole peggio pensate e potenziarle un po' non le sbilancia affatto. Altri giochi di solito non li giochiamo o non prendono proprio in considerazione il problema (come FATE).
Allo stesso modo cose come l'equipaggiamento che possa portare un cane o il fatto di non poter essere disarmati vengono alterate con semplici modifiche, il più possibile limitandosi sempre a reskinnare (sacche da portare sui fianchi come quelle per i cavalli?), a volte con minimi interventi regolistici (il fatto di non poter essere disarmati può "valere" una riduzione della categoria di dado).

Edited by Drimos

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@celebris:

In effetti avrei dovuto specificarlo meglio, ma la modifica alla fireball non è un reskin, visto che tocca le regole.
Però è una prosecuzione naturale del reskin, e ho pensato valesse la pena di mettere qua lo schema, visto che ce l'avevo e forse può tornare utile a qualcuno.
Mantenere il feeling originale ha senso a seconda di quello che si vuole fare: se uno vuole giocare un mago è meglio rimanere su qualcosa di simile a un incantesimo, ma per un PG completamente diverso (come il "warblade" in questione) ha molto più senso alterare parecchio. In particolare perché qualcosa di (pesantemente) reskinnato è più facilmente bilanciato rispetto a qualcosa creato da zero.

@pippomaster:

Gli esempi di Azer sono chiaramente esagerati e demenziali ma, posto che al gruppo stiano bene, vale l'ultima norma: non impuntarsi - con un addendo: nel dubbio, chiedi a chi lo gioca.
Il cane conta come halfling o come animale? Chiedi al giocatore. La soluzione non ti va immediatamente a genio? Non impuntarti. Il 99% delle volte non cambierà nulla, e il rimanente 1% è fatto di casi in cui sarebbe dovuto cambiare qualcosa in un modo e invece cambierà in un altro.

Attenendomi all'esempio più plausibile dell'armatura non-armatura (che poi è come giochiamo noi) non cambierà nulla nel 99% dei casi (cioè tutti gli attacchi che il giocatore subisce).
Nell'1% dei casi, invece, otterrà qualche vantaggio (cade in acqua e non affonda) ma avrà un differente 1% di svantaggi (i cavalieri che dovrebbe impressionare gli rideranno in faccia, vedendolo mezzo nudo). Insomma, il giocatore ha il PG che vuole senza essere indebolito, e il master si limita a creare una difficoltà invece di un'altra.

Fidati, gioco con le armature più astratte che si può e funzionano benissimo :)

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Probabilmente è anche il sistema che lo permette, già una cosa del genere in Pathfinder richiederebbe un minimo di reskin delle regole, dato che si applicano dei malus considerevoli (e giusti) alle prove di nuotare o scalare.

Comunque, il succo del discorso l'ho capito e concordo. Semplicemente, bisogna stare attenti a cosa è vero reskin (come hai scritto nell'articolo, per esempio) e cosa invece è alterare le regole in modo arbitrario per giocare qualcosa che non si potrebbe normalmente giocare. 

Ma queste sono questioni molto "personali" e dipendono dallo stile di gioco. Per esempio, se uno volesse giocare un cane parlante, probabilmente mi metterei con lui per stabilire come creare una "razza cane parlante" invece che rifluffare un halfling. Forse richiede più tempo, ma in molti sistemi è un metodo più preciso e a lungo termine crea meno problemi. Posso capire che la 5ta edizione sia semplice e fluff-friendly, ma non vale per tutti i giochi.

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Chiaro, in un sistema semplice le regole sono più visibili, le cose sono più vicine al loro scheletro meccanico e le interazioni sono meno, per cui il reskin è più semplice.

Va detto che anche alterare le regole in modo arbitrario per giocare qualcosa che non si può fare è un procedimento corretto, se fatto onestamente e bene.
Bisogna comunque distinguerlo dal reskin, più che altro perché se non lo si fa si rischia di fare danni al sistema.

(Per la cronaca, pure la 5e tiene conto delle armature nelle prove per nuotare e così via, ma lo fa con le regole di peso trasportato e ingombro, invece che con un sottosistema aggiuntivo come la penalità di armatura alla prova)

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Come credo si sia già un po' notato attraverso almeno un mio Articolo e diversi topic, io invece sono decisamente sulla posizione di Azer. :D
Secondo me la pratica del Reskin è un'ottima opportunità per giocare con un regolamento noto (il vantaggio primario del reskin è proprio questo, il poter usare regole che si conosce bene) a Campagne legate a generi e setting anche molto diversi da quelli descritti nel gioco base.

Personalmente non avrei alcun problema, ad esempio, a usare il reskin per giocare con un D&D a Campagne Fantascientifiche (cose come lo Steam Punk, il Cyberpunk, la Space Opera, il Science fantasy ecc.), alle campagne ambientate nel Medioevo europeo (presto vedrò di aprire almeno un topic a riguardo), Campagne Gotico-Vittoriane (le storie cupe nell'Inghilterra o negli USA del XIX secolo), Campagne di tipo fiabesco-fatato, (più sullo stile dei miti dell'europa settentrionale e delle fiabe medievali, che su quello alla D&D tradizionale), fino a Campagne nel Mondo Contemporaneo (Horror Moderno, Urban Fantasy e in generale campagne ambientante nel nostro mondo di oggi).
Il bello di questa tecnica è che consente di esplorare la propria creatività, riducendo il tradizionale ostacolo rappresentato da un regolamento pensato solo per uno specifico genere.

Ovviamente, questo non significa assolutamente che anche altre visioni e utilizzi del Reskin siano meno valide. ;-)
Ciò che conta, alla fine, è che si scelga di giocare a ciò che ci diverte.

Edited by SilentWolf
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Quello che proponi tu, SilentWolf, non è nulla di troppo gravoso, e un gioco del genere mi vedrebbe decisamente felice. Si tratta di un refluff più che di un reskin. Usare le regole del nano per descrivere un alieno da un pianeta a gravità diversa è semplice. Ha sempre due braccia (o sei, ma solo due abbastanza robuste per usarle come braccia...le altre donano la tipica stabilità nanica), è robusto, ha una storia di inimicizia con alieni piccoli  e proliferi, simili a insetti purulenti (goblin, in questo caso) ed ha una passione per le pesanti armi laser a due lame parallele (ascia bipenne). 
Cosa cambia, sotto l'aspetto di equilibri interni? Nulla. Però non ho fatto modificheparticolari. Non ho stabilito che l'ascia bipenne sia una specie di coda ossea del mostro (no disarm) o che questa creatura possa volare.

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Ma il reskin in genere è proprio un refluff: come dice The Stroy nel suo post, in genere è togliere il colore da una meccanica così da potergliene dare un'altro.
Ovviamente, capita più che volentieri che cambiare il Colore porti a cambiare anche la relazione che una meccanica può avere con il mondo di gioco, aprendo alla possibilità di modifiche meccaniche. In genere, però, questi cambiamenti tendono a rimanere davvero sottili, questione di sfumature, finchè si sceglie di mantenere una meccanica all'interno del suo tradizionale ambito di utilizzo.

Ad esempio, trasformare un'ascia in un altra arma da mischia non creerà grossi problemi, mentre trasformare un'ascia in una pistola o in una coda, invece, potrebbe determinare cambiamenti che impattano anche molto seriamente sulle meccaniche.

La soluzione a mio avviso migliore per gestire il Reskin è quella, appunto, di mantenere una meccanica all'interno del suo stesso ambito, cercando di non modificarne troppo lo scopo. Un'arma da mischia rimane un'arma da mischia, un effetto che fa danno ad area rimane un effetto che fa danno ad area, una Razza rimane una Razza, ecc. Finchè si effettuano solo piccoli aggiustamenti si rimane nell'ambito del Reskin, mentre se ci si trova nella necessità di modificare in maniera significativa una meccanica si cade nell'ambito delle HR.

Con questo non significa che il Reskin possa comunque consentire di determinare cambiamenti radicali, pur lasciado la meccanica inalterata. Ad esempio, nulla vietà di trasformare un incantesimo Palla di Fuoco in un Arma Lanciamissili. ;-)

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Reskin e refluff sono la stessa cosa, ho usato reskin perché mi piaceva di più.
Come dicevo, se tocca le meccaniche non è un reskin.

Quanto alle modifiche, è vero che si esce dall'ambito del reskin, ma finché non si tocca roba cruciale (numeri e termini tecnici, in sostanza) secondo me non è il caso di farsi troppe paranoie, a meno di non stare giocando una campagna fortemente tattica e meccanica.
Nell'esempio dell'arma trasformata in appendice, per dire, il nano non può essere disarmato, ma può avere altre difficoltà. Ad esempio, se viene mutilato perde l'arma per sempre.
Se si tiene molto al dettaglio, comunque, si può concedere di disarmare la coda come si farebbe con un'arma regolare: in sostanza, la si colpisce così forte che finché il "nano" non usa un'azione per riprendersi dal dolore, la coda diventa inservibile.
Perché non si può fare con altre appendici? Esattamente per la stessa ragione per cui si può Spezzare il collo di un'idra ma non quello di un umano: perché la coda è un'eccezione.

Edited by The Stroy

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Sono felice che sia nata una bella discussione. Il Mio commento, non so se si era capito non era una critica al post di The Stroy ma una semplice puntualizzazione.

Io ci vado a nozze con i reskin, sono il modo più semplice per giocare ciò che si vuole senza andare ad impelagarsi cercando regole nuove o giochi differenti. Quello su cui volevo porre l'attenzione è che non bisogna comfondere l'alterazione di una regola per accompagnare un reskin con il reskin stesso, sono due cose molto differenti. Perchè comed etto da The stroy il reskin non va a toccare le regole, altrimenti la prima operazione cioè quella di separare la "fluffa" dalla parte meccanica sarebbe completamente inutile. Ribadisco che la seconda parte del suo articolo è comunque molto utile e sicuramente la ho apprezzata per als emplicità con cui ti permette di creare nuove abilità partendo da vecchie, ma ripeto, non è reskin!

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C'è una cosa che non ho ben capito: nell'esempio della ragnatela, il dover essere tra due superfici solide è una limitazione all'uso dell'incantesimo. Perché invece dici che non significa nulla?

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La parte che non significa nulla è "collassa su se stessa", che in termini di gioco non vuol dire niente.
La parte significativa è "Se la ragnatela non è ancorata fra due superfici solide [...] l'incantesimo termina all'inizio del prossimo turno dell'incantatore" che spiega in termini tecnici cosa vuol dire che collassa. La prima metà è necessaria per definire la seconda, dunque significa qualcosa, anche se non è strettamente tecnica.

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Io gioco a Pathfinder attualmente, cosa c'è di carino è che si va verso la classe intesa come insieme di meccaniche e la personalizzazione di come "funzionano i poteri visivamente" può essere interpretata come si vuole.

Nel 3,5 invece la personalizzazione del personaggio era data dalle classi di prestigio scelte soprattutto e le possibilità ruolistiche erano limitate un po' dal manuale.

Secondo me, quando si sceglie che personaggio o png fare bisogna liberare la mente dai nomi delle classi e poi vedere quali meccaniche aiutano di più a cosa si ha in testa, il reskin (mai avevo sentito questo termine o mai pensavo ce ne fosse una definizione), quando sta nelle regole è ottimo (sempre nel pathfinder).

Ad esempio mi fanno sorridere quelle persone che pensano ancora che il ladro debba rubare per forza o altri pregiudizi ormai insiti nell'immaginario consuetudinario del gioco di ruolo.

Un plauso a @The Stroy che come sempre, con la sua elasticità mentale ed esperienza, riesce a creare degli ottimi articoli che fanno interpretare tutte le possibilità che un gioco offre, in questo caso, creando anche delle costruttive conversazioni atte a migliorare il gioco di tutti.

Edited by Zaorn
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Grazie (in ritardo) per i complimenti!

In realtà in 3.5 si possono cambiare flavor e aspetto delle classi a volontà e anche una build complessa può essere reskinnata facilmente, soprattutto se la si considera come un insieme organico ("Tizio che usa magia e armi") invece che come una successione di cose ("Tizio che prima si addestra nelle armi, poi nella magia, poi fa la miniquest e si addestra in una roba che fa entrambi e poi entra in un ordine e si addestra in un'altra cosa che fa entrambi, ma in maniera diversa").

Sicuramente è più difficile che con la costruzione monoblocco di PF, ma si può fare.

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