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Cosa c'è Di Nuovo su Kickstarter: Ptolus

Benvenuti a Ptolus, un città di misteri, segreti e storie oscure. Ptolus giace da sempre all'ombra di una gigantesca spirale di roccia che sale ad altezze impossibile nel cielo, al tempo stesso un enigma e un memento di mali passati. Sotto a Ptolus si estende un dedalo apparentemente infinito di antichi dungeon che attirano avventurieri da ogni angolo dell'Impero.

Introduzione
A Ptolus il sovrannaturale è la norma e i tradimenti si nascondono dietro ogni angolo. Oppure la norma sono i tradimenti e il sovrannaturale si nasconde dietro ogni angolo? In ogni caso la città di Ptolus è piena di pericoli, magie, intrighi e soprattutto avventure.
E il segreto più grande ed importante della città altro non è che ciò che incombe sulla testa di tutti coloro che vi abitano, ovvero l'antica fortezza di Jabel Shammar. Questo luogo leggendario non è stato costruito in cima alla spirale di roccia che si staglia sopra la città, ma è nata prima la fortezza. La guglia rocciosa è semplicemente la manifestazione della volontà della terra stessa di allontanarsi il più possibile da sè stessa il male terrificante nascosto in questo luogo sinistro.

Ptolus è un'ambientazione urbana, ma è anche adatta ad essere usata per l'esplorazione di dungeon e sotterrani. Le vostre campagne a Ptolus possono passare da spedizioni nei dungeon alle avventure urbane come meglio preferite. Per la parte urbana ci sono tantissime organizzazioni e personaggi che danno vita e spessore a questa città fantasy fuori dagli schemi.
Il Prodotto
Ptolus: Monte Cook's City by the Spire è qualcosa di incredibile. Non solo è fisicamente enorme (672 pagine di manuali più svariate centinaia di elementi e documenti extra), ma ha ridefinito gli standard per la produzione fisica di un manuale. Dalla sua copertina a rilievo agli svariati segnalibri in raso, tutto quello che riguarda Ptolus è di grande qualità. Illustrazioni eccellenti e numerose mappe riempiono le pagine e in varie buste sono raccolti indizi per i PG, mappe per i giocatori e poster di varie dimensioni. La rilegatura è eccellente e supera gli standard di ogni altro prodotto per GdR esistente.

E tutto questo si riferisce all'edizione originale del manuale del 2006. Questo è lo standard da cui vogliamo partire e chissà quali migliorie riusciremo ad apportare sulla base degli obiettivi raggiunti da questo Kickstarter.
E nonostante le dimensioni titaniche Ptolus non è un tomo indecifrabile, ma è stato progettato appositamente per i DM. Svariati indici e glossari vi aiutano a gestire tutti i contenuti. Ai margini delle pagine trovate riferimenti alle mappe relative. Per ogni distretto sono presenti tabelle riassuntive e sommari per sapere cosa vi succede, chi vi abita e l'atmosfera generale del luogo.
In aggiunta alle due nuovi versioni (per D&D 5E e Cypher System) di Ptolus: Monte Cook's City by the Spire, questa campagna Kickstarter vuole sovvenzionare anche una versione in stampa o PDF della Ptolus Player's Guide. Si tratta di un volume di 32 pagine che fornisce una visione generale dell'ambientazione ai nuovi giocatori e li aiuta a pensare ai personaggi che potrebbero volerci giocare. Come ogni altro prodotto legato a Ptolus è ricco di dettagli che danno vita all'ambientazione, trasmettendo ai giocatori non solo un senso della geografia, degli eventi e delle fazioni della città, ma anche l'atmosfera dell'ambientazione.
Potete trovare qui una versione preliminare in PDF della suddetta Player's Guide.
Storia del Prodotto
Il prodotto originale Ptolus: Monte Cook's City by the Spire fu pubblicato nel 2006 per D&D 3E. All'epoca (e quasi sicuramente ancora oggi) era il singolo prodotto per GdR più grande mai realizzato. Una visione unica e di insieme permea l'intero manuale e si manifesta in ogni pagina.

Questa ambientazione è stata costruita sulla base della storica campagna personale di Monte Cook in persona, da lui gestita mentre, assieme ai suoi giocatori, stava sviluppando D&D 3E. I giocatori (tra cui Bruce Cordell e Sean Reynolds) erano tutti sviluppatori, editori e manager facenti parte del team di sviluppo di tale gioco e la loro influenza si rispecchia in ogni angolo di Ptolus. E possiamo tranquillamente dire che la campagna di Ptolus ha influenzato lo sviluppo della 3E.
L'edizione originale di Ptolus: Monte Cook's City by the Spire è uno dei prodotti del nostro hobby ad oggi ancora più ricercati. Dopo la pubblicazione il prodotto venne praticamente subito esaurito ed è da allora diventato un pezzo da collezione. Al momento è disponibile (nella sua versione originale) sia come PDF che come print-on-demand su DriveThruRPG, ma ciò che vi vogliamo offrire è una nuova versione adattata ai sistemi di gioco del giorno d'oggi e magari, con il vostro aiuto, degli elementi aggiuntivi mai visti prima.
Link alla pagina del Kickstarter: https://www.kickstarter.com/projects/montecookgames/ptolus-monte-cooks-city-by-the-spire/description
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Aggiornamento sui Talenti Più Popolari per la 5E

Articolo di Morrus del 15 Febbraio
I ragazzi di D&D Beyond hanno pubblicato sulla loro piattaforma le nuove statistiche sui talenti più popolari a livello di uso.
Sembra che la percentuale di personaggi che usa i talenti sia aumentata leggermente dal 2018 ad oggi:


 
Ecco i talenti più popolari nel 2018 e oggi.


Ed eccoli infine divisi per classi.


Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/d-d-beyond-revisits-popular-feats.670311/
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Cosa fare quando non si riesce ad aprire una porta

Articolo di J.R. Zambrano del 04 Febbraio
Lo so, ci siamo passati tutti. Tutto sta andando perfettamente, non solo sono venuti tutti quanti a giocare, ma non si stanno neppure facendo distrarre dal video sul cagnolino carino. I telefoni e i laptop sono lontani e, sorpresa delle sorprese, i PG vogliono davvero andare avanti nell'avventura che avete creato per loro invece che spendere metà del tempo facendo spese, mentre l'altra metà sta litigando su quale sia il modo migliore per arrivare al dungeon. Infatti, sono già nel bel mezzo del dungeon quando arrivano di fronte a lei...la temibile porta chiusa a chiave.

E certo, volevate che fosse un po' impegnativa. Perciò la CD per aprirla è un po' più alta, ma dovrebbe essere abbastanza facile per il ladro da apr...ops, come non detto, non riesce a fare un tiro al di sopra del 3. Okay. Bene, adesso la serratura è rotta, ma il resto del dungeon sta chiamando gli avventurieri all'esplorazione. OPPURE, il gruppo potrebbe solamente starsene lì impalato per le successive tre ore cercando di capire come "hackerare la porta" in modo da attraversarla.
Sapete, vero, quale di queste due opzioni sceglierà il gruppo, nove volte su dieci? Ecco perché oggi parleremo di come riprendersi dopo un fallimento, e di cosa fare quanto il gruppo sembra non riuscire ad andare oltre una determinata porta.

Adesso, giusto per intenderci, questa non deve essere necessariamente una porta reale, potrebbe essere una porta metaforica. Per alcuni, la porta che non riescono ad aprire potrebbe essere la timidezza, per altri una mancanza di educazione...ma per noi la porta che non possiamo aprire è una porta reale. E stiamo per parlare di di come riuscire ad attraversarla.
Un fallimento solo da un certo punto di vista

La prima cosa di cui dobbiamo parlare è cosa rappresenti quel tiro abilità. D&D funziona come un sistema binario. Avete due situazioni quando fate un tiro in scassinare per aprire la porta: o ce la fate o fallite. Se ce la fate, la porta si apre. Se fallite, non si apre. Se fallite alla grande non potete più riprovarci, mi dispiace ragazzi, vi hanno bucato il pallone.
Altri giochi di ruolo fantasy non hanno questo problema. Che sia il metodo del D20 System di avere successo ad un costo o l'idea del successo parziale delle regole di Apocalypse World, non c'è un aut aut. Non c'è una gamma che misuri successi o fallimenti. Il che non è necessariamente una brutta cosa, ma pone alcune limitazioni nel vostro modo di pensare. Dopo tutto, se la porta si apre o non si apre, quel tipo di struttura Successo/Fallimento inquadra la situazione in una questione di sì o no.
Ma la questione è che, come DM, voi potreste volere che i giocatori entrino nella stanza. Specialmente se ne hanno bisogno per avanzare nell'avventura. La stessa cosa accade nel caso debbano assolutamente acchiappare un ladro o trovare una certa reliquia. Cosa fare allora? Riformulare l'intero concetto.

Invece di guardare alla porta come un tiro in arnesi da scasso, o come qualcosa che i giocatori devono sfondare, pensate a cosa quel tiro rappresenti. Invece di fallire ad aprire la porta, pensatela come un fallire ad aprire la porta nel modo che sia più conveniente per loro. Ci dovrebbe comunque essere un modo per aprire la porta, ma magari adesso significa trovare la persona o mostro che ne possiede la chiave. O trovare una pergamena di Scassinare in un laboratorio da Mago da qualche parte nel dungeon.
Nessuna conseguenza

Ora che avere riformulato il dilemma, pensate a quali potrebbero essere le conseguenze di un fallimento. Se scassinare la serratura vuol essere un modo facile e silenzioso per entrare, magari adesso quell'approccio non è più disponibile per i personaggi e tutti gli altri modi di entrare dentro la stanza comportano fare rumore o attirare attenzioni indesiderate.
O magari potrebbe costargli qualche risorsa extra. In pratica pensate a quali costi/risorse i giocatori potrebbero avere, in modo da spenderli per aprire la porta. Potrebbero essere oggetti magici, potrebbero essere punti ferita, se stanno combattendo un nemico che custodisce la chiave. Potrebbe persino essere l'elemento sorpresa: adesso che le persone nel dungeon sanno dei PG prenderanno delle precauzioni extra. Potete rendere un tiro fallito portatore di conseguenze indesiderate senza interrompere il flusso di gioco.
Un altro punto di svolta, una biforcazione della strada

Un altro modo di considerare come entrare nella stanza potrebbe essere trovare un'entrata alternativa. C'è una consuetudine che si trova in certi giochi come Skyrim e Fallout quando una porta è bloccata da un lato, di solito c'è un altro modo per entrare. Bisogna solo trovarlo. Se non riescono ad aprire la porta dal lato in cui si trovano, magari buttate lì qualche indizio su un'altra entrata. Magari una porta segreta o, meglio ancora, se riuscite a farli proseguire all'interno del dungeon preparate un percorso che torni indietro fino a un passaggio segreto che porta all'interno della stanza.
Circolare prego

Questo è l'altro grande trucco. Cercate modi per incoraggiare il gruppo a proseguire quando non riescono ad oltrepassare la porta. Potete indicare dettagli come l'ornamentazione della serratura e del buco di quest'ultima, o parlare di come potrebbe esserci un'entrata segreta più avanti nel dungeon. Se questo non funziona, potete sempre fare affidamento sulla vostra fidata tabella degli incontri casuali per avere qualcosa che vagherà proprio dove si trovano i PG. Qualunque cosa serva per evitare che finiscano impantanati su un particolare ostacolo.
Dategli degli amici dall'altro lato

Naturalmente, parlando di conseguenze e mostri erranti, se i giocatori sono veramente bloccati, è probabile che faranno rumore. L'attenzione può sempre arrivare dall'altro lato della porta invece che da un mostro errante. Io userei questo trucco con parsimonia però, o i giocatori si abitueranno al fatto che le cose siano facili e tutto vada liscio, e questa è l'ultima cosa che volete. Idealmente, stanno facendo una partita a un gioco che è organizzato interamente per loro, ma che deve sembrare non lo sia.
Buone Avventure! Cosa fate quando il vostro gruppo è bloccato in un impasse? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-what-to-do-when-you-cant-get-through-that-door.html
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Old School Essentials sarà pubblicato in Italia da Need Games

Old School Essentials è basato sulla versione B/X (Base/Expert) di Dungeons&Dragons a cura di Tom Moldvay (Base) e David Cook (Expert) rilasciata nel 1981 dalla TSR. Per chi non lo sapesse la B/X è la versione di Basic D&D precedente al BECMI (quella con la famosa Scatola Rossa, anche se sarebbe più corretto parlare di BECM visto che l'Immortal Set non fu mai tradotto in Italia), il quale fu la prima versione ad arrivare in Italia.

Le differenze tra le due versioni sono minime e ciò permette a Old School Essentials di essere compatibile anche col materiale che fu pubblicato in Italia all'epoca dalla Editrice Giochi.

Old School Essentials, nella sua versione originale, è un gioco modulare composto da 7 supplementi:
Core rules: con le regole base del gioco. Genre Rules: dove si trovano le classi giocabili (Guerriero, Mago, Chierico, Ladro) assieme ad Elfo, Nano ed Halfling (che sono classi e non razze in questo regolamento). Treasures: con la descrizione di tesori ed oggetti magici. Monsters: il Manuale dei Mostri. Advanced Fantasy Genre Rules: con le regole per emulare la prima edizione di Advanced Dungeons&Dragons, scindendo le razze dalle classi ed aggiungendo classi come il Paladino, l'Assassino, il Bardo, il Ranger, l'Illusionista e il Barbaro. Cleric and Magic User Spells: il libro degli incantesimi di Maghi e Chierici. Druid and Illusionist Spells: il libro degli incantesimi di Druidi ed Illusionisti. Oltre alla versione in 7 supplementi esiste anche la versione in tomo unico, al momento non si sa quale delle due versioni verrà pubblicata dalla Need Games.

Per celebrare l'evento, Gavin Norman, il creatore di Old School Essentials, sarà presente alla NeedCon (ribattezzata quest'anno NeedPunk) la convention organizzata dalla Need Games per presentare i suoi prodotti e le sue novità. L'evento si terrà il 22 Febbraio 2020 presso la Casa dei Giochi a Milano, in Via Sant’Uguzzone 8 con il seguente programma:
Ore 10:00, apertura porte Ore 15:00, presentazione di Old School Essentials Ore 15:30 -19:00, partita a Old School Essentials con Gavin Norman come DM. Old School Essentials sarà disponibile in Italia a partire da Settembre 2020.

Annuncio ufficiale del NeedPunk sul sito della Need Games: https://www.needgames.it/eventi/needpunk2020/
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5 Cose che Fortunatamente D&D si è Lasciato alle Spalle

Articolo di J.R. Zambrano del 08 Febbraio
Al giorno d'oggi se entrate in un negozio di giochi potete godervi l'enorme gamma ed evoluzione dei giochi moderni. Volete darvi alle avventure fantasy? Potete scegliere quello che volete, con Pathfinder e D&D presenti praticamente ovunque, ma con svariati altri sistemi disponibili. Non vi ispira il fantasy? Ci sono una gran varietà di giochi sci-fi. Non siete ancora soddisfatti? Perché non provare un gioco dove siete dei punk che distruggono dei centri commerciali? O magari dove interpretate un lavoratore part-time? O ancora potreste esplorare le stranezze degli anni '80 di una linea temporale alternativa.
A qualunque cosa decidiate di giocare, non ci sono dubbi che l'hobby in generale abbia fatto passi da gigante. E perché possiate meglio apprezzare cosa abbiamo a disposizione al giorno d'oggi, diamo uno sguardo alle cose che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle.
Doversi Colorare i Propri Dadi

Questa categoria potrebbe anche chiamarsi set incompleti, alternative cartacee ai dadi o in generale scarsità di prodotti. Nel momento in cui erano arrivati alla quarta ristampa, se volevate comprarvi un set di OD&D era probabile che sareste diventati gli orgogliosi possessori di un sacchetto con sei dadi non colorati e una matita di cera bianca o nera da usare per delineare voi stessi i numeri.
Già questa cosa non era il massimo. Ma man mano che gli anni passarono le cose non migliorarono certamente e, anzi, la cosa divenne ancora più comune. Si poteva praticamente vedere la scorta di dadi della TSR diminuire a vista d'occhio. Nel 1979 le scorte finirono e dovettero includere dei cartoncini con dei "dadi da ritagliare", dei foglietti di cartone con quadratini con sopra vari numeri da ritagliare e pescare casualmente

Al giorno d'oggi o prendete un set completo della Chessex o li ordinate a peso. Si possono comprare dadi di ogni forma e dimensioni, con simboli speciali di ogni genere. Io stesso possiedo un set di dadi con simboli di ossa per quando gioco un necromante o per generiche cose da cattivo. Viviamo davvero in un'epoca di abbondanza.
Requisiti Differenziati per Salire di Livello

Qui sopra ne ho inclusi solo due di esempio, ma 'c'è stato un tempo (AD&D) durante il quale ogni classe cresceva di livello ad un ritmo differente. Quindi anche se riuscivate a fare sì che tutti i giocatori si presentassero ad ogni sessione finivate comunque ad avere delle discrepanze di livello. Perché niente è così divertente come rimanere uno o due livelli indietro rispetto al resto del gruppo e rischiare di morire ancora più facilmente.
Vale lo stesso discorso con i limiti massimi di classe/razza. Certo le prime edizioni del gioco erano volutamente umanocentriche, ma questo limitava anche in parte il divertimento. Al giorno d'oggi si può scegliere una qualsiasi combinazione di razze e classi, e si sale di livello tutti allo stesso ritmo. Il che implica doversi preoccupare solo di assegnare al meglio le caratteristiche.
THAC0

Parlando di matematica prendiamo la cosa "preferita" di tutti riguardo a D&D, ovvero il determinare quali numeri sommare tra di loro. Assicuriamoci, quindi, che i giocatori debbano fare un ulteriore passaggio di calcolo da poi confrontare con un altro valore.
Siamo sinceri, la questione è ancora presente (anche se non così terribile alla fine, solo noiosa). Semplicemente quel passaggio di calcolo ulteriore viene saltato visto che la CA è presentata come numero bersaglio invece che calcolata a livello astratto da uno 0. Questo ha anche il bonus aggiunto di fare sì che tutti i bonus che ottenete salendo di livello siano ad incrementare. E d'altronde ottenere dei numeri sempre più grandi non è forse da sempre alla base del voler salire di livello?
Miniature di Piombo

Le miniature sono molto migliorate con gli anni. Certo c'è comunque un certo fascino nostalgico nelle miniature "vecchia scuola" di piombo. Forse è il peso o il chiedersi se potrebbe essere il caso di farsi un richiamo del tetano se ci si graffia sopra un dito cercando di montare le ali ad un gargoyle.
Per il resto di noi ci sono tantissime miniature di plastica leggere, dettagliate e soprattutto (relativamente) economiche a disposizione sul mercato al giorno d'oggi. Che si tratti di miniature già dipinte (che è sicuramente l'andazzo del futuro) o dei prodotti della Reaper's Bones, le miniature moderne sono molto più variegate e particolari e sono più semplici da gestire.
Satana

Nessuno oggi pensa che il nostro hobby sia satanico, ma c'è stato un periodo in cui c'era chi lo pensava Che si tratti della volta in cui D&D ha traumatizzato Tom Hanks...

O di quella volta che i giornali hanno deciso che D&D era roba da stregoni...

C'è stato un periodo in cui giocare a D&D implicava essere un adoratore del diavolo e un membro degli Illuminati. Come per ogni altro franchise che è stato travolto da un panico moralista, tutto quello che queste notizie fecero fu rendere miserabile la vita di molte persone per un lungo tempo e non aiutarono certo chi pretendevano di voler aiutare.
Ad ogni modo al giorno d'oggi il futuro del nostro hobby appare radioso.
Ci sono altri aspetti del nostro hobby che siete contenti siano caduti in disuso? Pensate che ci siamo sbagliati e che la THAC0 fosse in realtà una gran cosa? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-five-trends-gaming-left-behind-for-good-reason.html
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I sette passi: come costruire un mondo (4-7)

The Stroy

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Con i primi tre passi dello schema, il creatore di ambientazioni configura il criterio base di tutto il processo: se non serve per il gioco, ignoralo.
Una volta stabilito perché e come si gioca, e dunque cosa non serve alla campagna e al mondo, si hanno in mano gli elementi richiesti per costruire un’ambientazione adeguata alle esigenze del gruppo e della campagna, senza produrre (e costringere a studiare) materiale inutile.

È ora di passare alla:

Fase di creazione

La fase di creazione è quella in cui avviene la costruzione vera e propria del mondo e comprende i passi 4, 5, 6 e 7. Il settimo passo va tenuto per ultimo, ma gli altri tre possono essere svolti nell'ordine che si preferisce, anche se personalmente consiglio quello qui presentato.
Durante questa fase, il criterio permette di escludere tutto il materiale che non è necessario per iniziare a giocare, e che può essere inserito senza difficoltà a campagna in corso.

4. Creature

Con questo passo si stabilisce in linea generale che sorta di popoli, razze, mostri, organizzazioni, divinità e altro abiteranno l'ambientazione.
Sembrerebbe più logico cominciare dalla geografia e per poi popolare la mappa, ma cominciare con le creature offre alcuni vantaggi. Innanzitutto, nella campagna media le interazioni e la trama sono legate più alle creature e alle fazioni che non all'ambiente, dunque le prime sono un punto di partenza migliore. Inoltre, molti giochi offrono ai giocatori la possibilità di scegliere fra diverse razze, affiliazioni, clan, eccetera, che dunque necessitano di essere inseriti nel mondo di gioco. Riguardo la mappa, invece, i giochi o non hanno requisiti particolari, oppure la forniscono loro stessi (e le altre necessità ambientali di base sono già soddisfatte dalla scelta del genere).
In questa fase, il criterio inizia a risparmiare molto lavoro al gruppo. Un buon criterio è definire in maniera sintetica le razze o fazioni giocabili e riassumere il resto al semplice concetto - da una a tre frasi per le prime e altrettante parole per le seconde.
Non è ancora il momento di inserire singole creature o personaggi: per quello c'è tempo durante il settimo passo o direttamente durante la preparazione delle avventure.

Spoiler

Su Midgard ci sono quattro razze principali, divise in diverse sottorazze, dettagliate sullo stile di "Gli elfi delle Torri sono versati per la magia arcana e per il combattimento con le lame. Rune luminescenti ruotano come aureole intorno alle loro teste. Hanno capelli rossi, gialli o arancioni". Sono importanti anche gli Dei e le fazioni, che vengono descritti sullo stesso stile.
Per quanto riguarda le altre creature, ci basta sapere che esistono: l'ambientazione avrà sicuramente non-morti, draghi, demoni, spiriti e uomini-pesce - tutti potenziali nemici dei PG per le avventure.

Ur, pur concedendo ai giocatori di usare le statistiche di qualsiasi razza, le "ridipinge" tutte come umani. In questa ambientazione sono importanti le fazioni, principalmente gli arcanisti, i ribelli e, anche se i giocatori non lo sanno, i druidi. Tenere segreta l'esistenza di una fazione in genere è uno spreco di potenziale, che però nel caso di una campagna sui binari può essere compensato dal gusto del colpo di scena.
Le creature tipiche sono i vermi che abitano il deserto di sale che circonda la città, i soldati al soldo del Triumvirato e gli esperimenti degli arcanisti (principalmente aberrazioni e costrutti).

Forca dei Corvi concede le razze allo stesso modo di Ur. Gli abitanti che popolano il villaggio e i suoi dintorni non sono organizzati in fazioni, ma si dividono comunque in diverse tipologie, fra cui esiliati e diseredati, avventurieri senza altro da perdere, evangelizzatori e barbari pagani.
Visto il genere dark e low power, possiamo aspettarci che le creature più appariscenti come i draghi siano assenti, e che invece abbondino demoni (più simili a quelli sottili della tradizione che a quelli distruttori di D&D) e non-morti, con qualche mostro dal sapore nordico come streghe e troll.

5. Mappa

Dopo aver deciso quali fazioni, popoli e gruppi abitano il mondo, basta distribuirli nello spazio per avere un abbozzo della mappa.
In questa fase, è importante stabilire la scala dell'ambientazione, che può andare dall'intero universo a una singola stanza (anche se la maggior parte delle ambientazioni è compresa nella forbice fra "pianeta" e "regione"). La scala dice quali elementi sono troppo piccoli o troppo grandi per essere accettabili secondo il criterio: se la campagna è sulla scala di un mondo, solamente le nazioni e gli ecosistemi saranno grandi abbastanza da importare realmente - regioni, città e simili vanno creati in un secondo momento, cioè quando diventeranno rilevanti per la campagna.
Dopo aver localizzato l'obbligatorio (vale a dire le creature) si possono inserire anche elementi non abitati che interessano al gruppo - purché rientrino nella scala. In caso contrario, si rimanda al passo 7 o alla creazione delle avventure.

Spoiler

Midgard è un'ambientazione della scala di un continente ed è divisa in diverse regioni, meno civilizzate tanto più ci si allontana dal regno centrale, Arcadia. Le regioni intorno al Regno sono abitate dalle razze non-umane del gioco - elfi a est, orchi a sud e nani a ovest - e da un tipo di umano diverso rispetto a quelli del Regno, i devoti abitante della Repubblica dell'Orsa, a nord.
Le Terre Selvagge, invece, sono create basandosi sull'ambiente e non sui suoi abitanti. Da nord-ovest, in senso orario: artico, vulcani, desolazione, giungla, deserto, oceano.
Siccome Midgard è un'ambientazione fantasy, le ore di lavoro necessarie per dividere la mappa in fasce climatiche e calcolare un ecosistema realistico - che i giocatori non avrebbero notato - sono risparmiate con due semplici accorgimenti: evitare di affiancare climi incompatibili e giustificare le eventuali bizzarrie come effetti del campo magico del pianeta.

Ur tecnicamente sarebbe un pianeta, ma l'unica parte abitata e interessante è l'omonima metropoli, delle dimensioni di una regione.
Conoscendo le fazioni che la governano, è sufficiente dividerla in distretti controllati da ciascuna di esse e dettagliare un minimo ciascuno ("Gli arcanisti vivono in un distretto circondato da un muro su cui si ergono tre torri triangolari alte qualche chilometro") per avere la mappa necessaria a giocare. Tutto il resto del pianeta è letteralmente un deserto di sale.

Forca dei Corvi è un villaggio circondato da un altopiano desolato e coperto da un cielo perennemente nuvoloso - anche in questo caso, la scala di una regione.
Visto che non ci sono fazioni precise e che le creature non vengono da un posto preciso, ma si manifestano secondo le necessità delle avventure, la mappa serve soprattutto a definire qualche luogo da cui possano provenire i personaggi e dove possano andare all'avventura.
In questa fase, non serve scendere nei dettagli: "all'estremo est dell'altopiano, su un passo montuoso, sorge il Forte della Campana, abbandonato" è tutto quello che serve. Il Forte sarà approfondito quando i personaggi decideranno di (o saranno spinti a) esplorarlo.

6. Storia

La creazione della mappa dà una visione bidimensionale del mondo, e la Storia la rende tridimensionale.
Anche in questo caso, a seconda del livello di dettaglio e dell'ampiezza temporale che interessa, il criterio verrà configurato in base a una scala, che va dall'intera esistenza del multiverso al tempo di Planck. Ovviamente, questa scala va proporzionata al tipo di campagna che si intende giocare: un'avventura realistica, ad esempio, può probabilmente limitarsi a una storia di pochi anni, senza bisogno di una linea temporale che risale fino alla Creazione del mondo - linea che invece può essere utile nel caso in cui l'avventura abbia un respiro epico o tratti temi cosmici.
Il criterio elimina il materiale sproporzionato rispetto alla scala e soprattutto che non serve realmente per il gioco: se il gruppo non è interessato a esplorare la storia dell'ambientazione nei particolari, non è necessario dettagliare anno per anno gli eventi dalla Creazione al tempo di gioco - anzi, è uno spreco di tempo. L'approfondimento si può comunque preparare in un secondo momento, fra una sessione e l'altra, nel caso in cui i personaggi inizino per qualche ragione a indagare gli eventi passati.

Spoiler

Midgard è un'ambientazione dal tono roboante ed eccessivo, per cui la sua storia non può che prendere le mosse dalla Creazione del mondo. Siccome però l'elemento storico serve per creare spunti d'avventura e dare spessore, ma non è il focus della campagna, la scala non è approfondita nel dettaglio, ma semplicemente divisa in tre Epoche descritte sulla falsariga di: "Durante l'Epoca dei Giganti (o dei Draghi, a seconda dell'interlocutore) wyrm e antichi giganti si combatterono per il dominio del mondo, fino a distruggersi a vicenda, riducendosi sull'orlo dell'estinzione e causando la fine di un'era di magia potentissima di cui oggi non rimangono che tracce".
Il materiale che serve per creare oggetti, mostri, dungeon e nemici, e per legare i personaggi al passato dell'ambientazione è tutto qua, senza bisogno di una scansione anno-per-anno della guerra, che avrebbe portato pochissimi benefici effettivi al costo di una grandissima spesa di tempo.

La storia di Ur è importantissima per la campagna, eppure è limitata a un unico evento: il momento in cui gli arcanisti hanno intrappolato il corpo immortale di Dio nella luna e gli hanno rubato il cuore per usarlo come fonte di energia, diventando i dominatori del mondo, ma riducendolo a un deserto salato.
Tutta la campagna prende le mosse da questo singolo evento, per cui non c'è bisogno di stabilire che altro è successo, visto che non serve per la trama.

Forca dei Corvi è immersa in un eterno presente. La storia serve unicamente per creare atmosfera, per cui si limita al fatto che il Regno un tempo era potente, ma ormai è in decadenza da secoli, in modo che il villaggio di Forca si trova su una frontiera ormai abbandonata.

7. Idee

Come da tradizione, il settimo passo nella creazione di un mondo consiste nel riposarsi: in questa fase, chi ha creato l'ambientazione si limita a inserire le idee che già aveva e ancora non ha usato - ovviamente tenendo a mente il criterio.
Questo passaggio si ricollega alla creazione della campagna e cambia in base all'impostazione di questa e a chi ha effettivamente creato l'ambientazione:

  • Campagna sui binari in ambientazione creata dal master: per proporre al gruppo una campagna di questo tipo, il master deve avere in mente una trama. Gli basta inserire nell'ambientazione quegli elementi indispensabili per la sua storia che non ha ancora inserito e ha tutto ciò che serve per giocare - e, per il criterio, non gli serve altro
  • Campagna sui binari in ambientazione creata dal gruppo: in genere, il bello delle campagne railroad sono i colpi di scena, che non esistono se tutti hanno contribuito alla stesura della trama, ma, se un'avventura del genere esistesse, varrebbero le stesse considerazioni che per una campagna sui binari in ambientazione creata dal master
  • Campagna libera in ambientazione creata dal master: una difficoltà delle campagne sandbox è fare in modo che il gruppo sia interessato all'avventura senza avere una trama o un obiettivo centrale a motivarlo. Il modo più semplice per risolvere questa difficoltà è fare in modo che siano i giocatori stessi a stabilire il proprio obiettivo: mentre stilano il background, aggiungono elementi all'ambientazione, che per definizione li interesseranno per forza. Il master deve solamente approvare quegli elementi per avere, sempre per il criterio, tutto il materiale necessario all'ambientazione
  • Campagna libera in ambientazione creata dal gruppo: come sopra, si sfrutta il fatto che più cervelli lavorano meglio di uno e che le proposte dei giocatori li interessano per forza per riempire l'ambientazione con una grande quantità di elementi automaticamente interessanti

Personalmente consiglio il primo o il terzo metodo: il primo ha il vantaggio di conservare i colpi di scena indispensabili per una buona campagna railroad e il terzo consente al master di risparmiare molto tempo e fatica, e ai giocatori di divertirsi nella fase di creazione e investire nel mondo di gioco, conservando però la maggior parte dell'elemento sorpresa (dato che non sanno cosa hanno inventato gli altri giocatori).

Spoiler

Midgard è stata creata con un metodo a metà fra il terzo e il quarto: il master (io) ha preparato la base dell'ambientazione, cioè il materiale negli spoiler di cui sopra, e qualche altro elemento (la capitale di Arcadia, il nome del re e poco altro) e i giocatori hanno inserito nel mondo tutti gli altri elementi, collegandoli ai background dei loro personaggi o ai loro obiettivi e, spesso, legando i personaggi fra loro.

Ur è un'ambientazione del primo tipo: il master (io) aveva in mente una trama e ha creato un'ambientazione per accoglierla, e i giocatori vi hanno inserito e legato i personaggi, senza modificare il mondo o la storia, ma divertendosi grazie ai colpi di scena e alla scenografia spettacolare.

Anche Forca dei Corvi è stata creata con il primo metodo, con la differenza che la trama non era scritta per l'intera campagna, ma declinata volta per volta in singole sessioni episodiche e scollegate.

Lo schema della creazione di un’ambientazione da gioco in sette passi è questo:

Spoiler
  • 0. Criterio
  • 1. Genere
  • Genere prevalente
  • Inclusione o esclusione di tropi
  • 2. Stile
  • Sandobx / Railroad
  • Combattimento / Narrazione / Interpretazione
  • 3. Tono
  • Verosimile / Spettacolare
  • Impegnativo / Rilassato
  • Crudo / Leggero
  • 4. Creature
  • Razze, entità o fazioni principali
  • Razze, entità o fazioni secondarie
  • 5. Mappa
  • Scala geometrica
  • Inserimento delle creature
  • Progettazione degli ambienti
  • 6. Storia
  • Scala temporale
  • Eventi rilevanti per la campagna
  • 7. Idee
  • Idee del creatore
  • Idee degli altri

È uno schema riassuntivo, e sintetico è tutto il metodo: se avere dubbi o vorreste espandere certi punti, scrivete pure nei commenti.

 

Rubrica musicale: Departures – Teenage Haze (Post-Hardcore)



15 Comments


Recommended Comments

Comunque, Ur sembra dannatamente interessante, mentre Forca dei Corvi risveglia il giocatore amante dei livelli bassi che è in me...sembra un posto gritty e crudele.
Mi ricorda molto la campagna a lungo termine che gioco dal vivo, dove il Narratore ha creato un continente soffocato da un Bosco malvagio e cupo, che ha isolato le genti conducendole alla disperazione...tre anni, ancora al lv7, ma la cosa mi piace.

Commento così, en passant. 

Però se un giorno ti andasse di fare un PbF di Forca dei Corvi o di Ur, sai chi contattare XD!
 

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Articoli molto interessanti. In effetti aiutano molto a imparare come gestire una parte del ruolo di DM tra le più stressanti in assoluto (ho conosciuto molti DM, infatti, che alla fin fine hanno rinunciato a creare campagne fatte in casa e hanno scelto di proporre solo Avventure già pronte, perchè non se la sentivano di perdersi in progetti titanici). In effetti la regola del "se non serve al gioco, ignoralo" è qualcosa di fondamentale, che dovrebbe essere scritta in qualunque manuale.

Se interessa, visto gli argomenti che stai trattando, avrei un paio di suggerimenti riguardo a ciò che potresti approfondire una volta terminata la spiegazione dei 7 Passi, @The Stroy:

  • Come creare e gestire una Campagna Sandbox. Si tratta di uno delle esperienze più problematiche per un DM in erba, soprattutto perchè i manuali (in particolare quelli di D&D) non aiutano mai a capire come bisogna procedere per ottenere qualcosa di gestibile. Molti DM, ad esempio, finiscono con il confondere il Sandbox con "lascio fare ai PG tutto quello che vogliono e improvviso", finendo con il farli girare a caso e senza una meta, portando i giocatori ad annoiarsi.
     
  • Come creare una Ambientazione assieme ai giocatori. Si tratta di una delle esperienze più sottovalutate nell'ambiente dei giocatori di D&D, per quello che mi è capitato di notare. Sarebbe molto utile, secondo me, una guida che aiuti a comprendere fino in fondo cosa può significare creare una Ambientazione, dunque la Campagna, assieme ai propri giocatori, passando ovviamente con lo spiegare cosa fare, come organizzarsi, ecc.

Detto questo, sempre complimenti per gli articoli, The Stroy. ;-)

Edited by SilentWolf

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@Pippomaster: Forca dei Corvi l'abbiamo giocata fissa al livello 3, infatti, ed era decisamente crudele.
I pbf purtroppo non sono nelle mie corde, ma non intendo accampare diritti d'autore sulle ambientazioni: se qualcuno ci si vuole basare per fare qualcosa, basta chiedere.

@SilentWolf: grazie per le idee, gli spunti sono sempre benvenuti!
Metto le proposte in lista d'attesa (se vuoi essere sicuro al 100% di avere prima o poi qualcosa, casomai ripetile nell'inserzione The Stroy Goes On, è una specie di wishlist)

@Anderas II: le mappe dovrebbero essere l'argomento della prossima inserzione, anche se non penso di poter dire qualcosa sul come legare le mappe al tipo di gioco.
Quello di cui probabilmente parlerò sarà il modo in cui io faccio le mappe, che potrebbe piacere o meno a seconda dello stile (ma sugli stili diversi dal mio non saprei cosa dire).

Ovviamente, come sempre, grazie a tutti per gli interventi e i complimenti!

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Ho appena finito di leggere la guida nelle sue due parti, innazitutto complimenti^^

La prima parte è molto interessante, ti permette di avere le prime grandi linee su cui basarti. Solitamente la saltavo completamente e partivo direttamente dalla fase di creazione, probabilmente questo è uno dei motivi per cui le mie ambientazioni e  avventure erano spesso poco 'compatte'.

La fase di creazione che hai proposto è leggermente diversa dalla mia, solitamente io iniziavo creando una mappa per poi inserire mostri/creature in base ai luoghi e alle regioni e in contemporanea pensavo a una prima bozza della storia, che in seguito avrei ampliato in base alle esigenze. Partivo dalla mappa perché così avevo già una 'base' su cui poggiarmi per inserire creature varie, stessa cosa per la storia. Alla fine buttavo giù tutte le idee che avevo riguardante l'avventura, ritoccando di volta in volta l'ambientazione.

La prossima volta che ne scriverò una proverò a partire dalle creature, magari poi ti faccio sapere come mi sono trovato.

Ora attendo trepidante l'inserzione riguardante le mappe.

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Grazie anche a te dei complimenti!

Come dicevo, i passi 4, 5 e 6, vale a dire quelli più propriamente creativi, si possono svolgere un po' nell'ordine che uno preferisce.
La parte fondamentale non è seguire la procedura alla lettera, ma creare materiale e, se ci si trova più comodi con un ordine diverso, si fa solo bene a seguire quello.
Cambiare paradigma e focalizzarsi su cose diverse o procedere in un ordine non abituale, d'altra parte, può aiutare a ragionare in modi nuovi e a rinfrescare le idee e la creatività, per cui vale la pena provarci.

Cita

Ora attendo trepidante l'inserzione riguardante le mappe.

C'avete troppe aspettative, secondo me (ma fa piacere).

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beh ottimo allora aspetto il post sulle mappe...ultimamente mi trovo in difficoltà sulle dimensioni da dare alle varie aree e i tempi di viaggio per percorrerle...fosse per me lascerei il tutto piu libero e indefinito possibile.... dannati giocatori che mi chiedono la mappa della regione :expressionless:

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@Dracomilan: come sai, possiedo Alfeimur e mi piace moltissimo, per cui sono decisamente lusingato dei complimenti :)
Devo dire, dato che ci ho pensato durante la stesura dell'inserzione, che le logiche dietro la creazione di un'ambientazione cambiano parecchio a seconda che ci si voglia giocare o la si voglia pubblicare. Ad esempio, una cronologia dettagliatissima è qualcosa che nell'inserzione sconsiglio, ma che in Alfeimur è uno dei punti che ho apprezzato di più.

@Anderas: io pure lascio tutto molto indefinito, per cui probabilmente il mio metodo non è una soluzione diretta ai tuoi problemi.
Fino a che non esce l'inserzione, comunque, il mio consiglio è di usare gli esagoni per dividere il territorio. Sembra una cosa scontata, ma io ci ho messo anni prima di farlo e scoprire che risparmia davvero molto tempo.

 

  • Like 1

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In breve, ci vuole molto meno a contare gli esagoni che i centimetri, e funzionano meglio dei quadretti per il movimento diagonale. 

Sembra una sciocchezza, ma, provato, per me è risultato sei volte più comodo.  

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È superflua, ma risparmia tante piccole banalità come misurare i centimetri mentre disegni la mappa, portarsi dietro (e dimenticare) il righello, tirarlo fuori e misurare.
Aiuta anche a piazzare i luoghi, dato che limita le posizioni in cui puoi farlo (ad esempio, se gli esagoni misurano una giornata di marcia, sarà naturale piazzare tutto a X giornate di marcia di distanza, senza calcolare le frazioni).
È difficile da spiegare perché si tratta, appunto, di banalità. Secondo me l'unica è provarli e vedere come ti trovi.

  • Like 2

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Ottimi articoli, molto importanti per i world builder. Non mi trovo troppo d'accordo sul punto: "Se non serve al gioco, ignoralo". Ovviamente non si sta scrivendo un romanzo, per cui conviene non indugiare nei dettagli, che nel migliore dei casi è onanismo intellettuale. Tuttavia penso che convenga sviluppare anche alcune cose (es. distribuzione delle risorse materiali nel mondo) che, per quanto non abbiano un impatto diretto sul gioco, irrobustiscono la struttura dell'ambientazione, migliorandola quindi in coerenza. Avevo letto che l'ambientazione è un iceberg: se ne vede solo la punta, ma gli 8/9 sono nascosti. Considerando che comunque si sta parlando di un'ambientazione fatta in casa per un GDR, cosa ne pensi?

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Conta che con "servire al gioco" non intendo solo "è necessario per creare avventure o arbitrare le regole".
Se un dettaglio serve a migliorare l'immersione, ad esempio se i giocatori si interessano alla distribuzione delle risorse, o a far sentire il master più sicuro delle proprie basi, allora serve al gioco e vale la pena di inserirlo.
Allo stesso modo, la creazione dell'ambientazione è parte del gioco, e anche solo "mi diverte pensare a questi dettagli" è una ragione sufficiente per farlo.

Il modo migliore, secondo me, per occuparsi di questi dettagli è farlo in funzione del gioco: la distribuzione delle risorse può servire perché può, non so, far scoppiare la guerra fra due regni e dare il via alle avventure - ma, a questo punto, è più funzionale fare il contrario, cioè partire dal fatto che si vuole giocare un'avventura di guerra e trovare un pretesto (in questo caso la distribuzione delle risorse).
Altrimenti, rischieremmo di distribuire le risorse e poi non farcene nulla.

Il succo è che bisogna stare attenti a non credere indispensabili cose che in realtà non lo sono, magari perdendoci dietro molto tempo.
Secondo me di quegli 8/9 di iceberg che non si vedono è sufficiente preparane uno, gli altri si possono improvvisare al tavolo e poi approfondire fra una sessione e l'altra.

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