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Cosa c'è Di Nuovo su Kickstarter: Ptolus

Benvenuti a Ptolus, un città di misteri, segreti e storie oscure. Ptolus giace da sempre all'ombra di una gigantesca spirale di roccia che sale ad altezze impossibile nel cielo, al tempo stesso un enigma e un memento di mali passati. Sotto a Ptolus si estende un dedalo apparentemente infinito di antichi dungeon che attirano avventurieri da ogni angolo dell'Impero.

Introduzione
A Ptolus il sovrannaturale è la norma e i tradimenti si nascondono dietro ogni angolo. Oppure la norma sono i tradimenti e il sovrannaturale si nasconde dietro ogni angolo? In ogni caso la città di Ptolus è piena di pericoli, magie, intrighi e soprattutto avventure.
E il segreto più grande ed importante della città altro non è che ciò che incombe sulla testa di tutti coloro che vi abitano, ovvero l'antica fortezza di Jabel Shammar. Questo luogo leggendario non è stato costruito in cima alla spirale di roccia che si staglia sopra la città, ma è nata prima la fortezza. La guglia rocciosa è semplicemente la manifestazione della volontà della terra stessa di allontanarsi il più possibile da sè stessa il male terrificante nascosto in questo luogo sinistro.

Ptolus è un'ambientazione urbana, ma è anche adatta ad essere usata per l'esplorazione di dungeon e sotterrani. Le vostre campagne a Ptolus possono passare da spedizioni nei dungeon alle avventure urbane come meglio preferite. Per la parte urbana ci sono tantissime organizzazioni e personaggi che danno vita e spessore a questa città fantasy fuori dagli schemi.
Il Prodotto
Ptolus: Monte Cook's City by the Spire è qualcosa di incredibile. Non solo è fisicamente enorme (672 pagine di manuali più svariate centinaia di elementi e documenti extra), ma ha ridefinito gli standard per la produzione fisica di un manuale. Dalla sua copertina a rilievo agli svariati segnalibri in raso, tutto quello che riguarda Ptolus è di grande qualità. Illustrazioni eccellenti e numerose mappe riempiono le pagine e in varie buste sono raccolti indizi per i PG, mappe per i giocatori e poster di varie dimensioni. La rilegatura è eccellente e supera gli standard di ogni altro prodotto per GdR esistente.

E tutto questo si riferisce all'edizione originale del manuale del 2006. Questo è lo standard da cui vogliamo partire e chissà quali migliorie riusciremo ad apportare sulla base degli obiettivi raggiunti da questo Kickstarter.
E nonostante le dimensioni titaniche Ptolus non è un tomo indecifrabile, ma è stato progettato appositamente per i DM. Svariati indici e glossari vi aiutano a gestire tutti i contenuti. Ai margini delle pagine trovate riferimenti alle mappe relative. Per ogni distretto sono presenti tabelle riassuntive e sommari per sapere cosa vi succede, chi vi abita e l'atmosfera generale del luogo.
In aggiunta alle due nuovi versioni (per D&D 5E e Cypher System) di Ptolus: Monte Cook's City by the Spire, questa campagna Kickstarter vuole sovvenzionare anche una versione in stampa o PDF della Ptolus Player's Guide. Si tratta di un volume di 32 pagine che fornisce una visione generale dell'ambientazione ai nuovi giocatori e li aiuta a pensare ai personaggi che potrebbero volerci giocare. Come ogni altro prodotto legato a Ptolus è ricco di dettagli che danno vita all'ambientazione, trasmettendo ai giocatori non solo un senso della geografia, degli eventi e delle fazioni della città, ma anche l'atmosfera dell'ambientazione.
Potete trovare qui una versione preliminare in PDF della suddetta Player's Guide.
Storia del Prodotto
Il prodotto originale Ptolus: Monte Cook's City by the Spire fu pubblicato nel 2006 per D&D 3E. All'epoca (e quasi sicuramente ancora oggi) era il singolo prodotto per GdR più grande mai realizzato. Una visione unica e di insieme permea l'intero manuale e si manifesta in ogni pagina.

Questa ambientazione è stata costruita sulla base della storica campagna personale di Monte Cook in persona, da lui gestita mentre, assieme ai suoi giocatori, stava sviluppando D&D 3E. I giocatori (tra cui Bruce Cordell e Sean Reynolds) erano tutti sviluppatori, editori e manager facenti parte del team di sviluppo di tale gioco e la loro influenza si rispecchia in ogni angolo di Ptolus. E possiamo tranquillamente dire che la campagna di Ptolus ha influenzato lo sviluppo della 3E.
L'edizione originale di Ptolus: Monte Cook's City by the Spire è uno dei prodotti del nostro hobby ad oggi ancora più ricercati. Dopo la pubblicazione il prodotto venne praticamente subito esaurito ed è da allora diventato un pezzo da collezione. Al momento è disponibile (nella sua versione originale) sia come PDF che come print-on-demand su DriveThruRPG, ma ciò che vi vogliamo offrire è una nuova versione adattata ai sistemi di gioco del giorno d'oggi e magari, con il vostro aiuto, degli elementi aggiuntivi mai visti prima.
Link alla pagina del Kickstarter: https://www.kickstarter.com/projects/montecookgames/ptolus-monte-cooks-city-by-the-spire/description
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Aggiornamento sui Talenti Più Popolari per la 5E

Articolo di Morrus del 15 Febbraio
I ragazzi di D&D Beyond hanno pubblicato sulla loro piattaforma le nuove statistiche sui talenti più popolari a livello di uso.
Sembra che la percentuale di personaggi che usa i talenti sia aumentata leggermente dal 2018 ad oggi:


 
Ecco i talenti più popolari nel 2018 e oggi.


Ed eccoli infine divisi per classi.


Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/d-d-beyond-revisits-popular-feats.670311/
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Cosa fare quando non si riesce ad aprire una porta

Articolo di J.R. Zambrano del 04 Febbraio
Lo so, ci siamo passati tutti. Tutto sta andando perfettamente, non solo sono venuti tutti quanti a giocare, ma non si stanno neppure facendo distrarre dal video sul cagnolino carino. I telefoni e i laptop sono lontani e, sorpresa delle sorprese, i PG vogliono davvero andare avanti nell'avventura che avete creato per loro invece che spendere metà del tempo facendo spese, mentre l'altra metà sta litigando su quale sia il modo migliore per arrivare al dungeon. Infatti, sono già nel bel mezzo del dungeon quando arrivano di fronte a lei...la temibile porta chiusa a chiave.

E certo, volevate che fosse un po' impegnativa. Perciò la CD per aprirla è un po' più alta, ma dovrebbe essere abbastanza facile per il ladro da apr...ops, come non detto, non riesce a fare un tiro al di sopra del 3. Okay. Bene, adesso la serratura è rotta, ma il resto del dungeon sta chiamando gli avventurieri all'esplorazione. OPPURE, il gruppo potrebbe solamente starsene lì impalato per le successive tre ore cercando di capire come "hackerare la porta" in modo da attraversarla.
Sapete, vero, quale di queste due opzioni sceglierà il gruppo, nove volte su dieci? Ecco perché oggi parleremo di come riprendersi dopo un fallimento, e di cosa fare quanto il gruppo sembra non riuscire ad andare oltre una determinata porta.

Adesso, giusto per intenderci, questa non deve essere necessariamente una porta reale, potrebbe essere una porta metaforica. Per alcuni, la porta che non riescono ad aprire potrebbe essere la timidezza, per altri una mancanza di educazione...ma per noi la porta che non possiamo aprire è una porta reale. E stiamo per parlare di di come riuscire ad attraversarla.
Un fallimento solo da un certo punto di vista

La prima cosa di cui dobbiamo parlare è cosa rappresenti quel tiro abilità. D&D funziona come un sistema binario. Avete due situazioni quando fate un tiro in scassinare per aprire la porta: o ce la fate o fallite. Se ce la fate, la porta si apre. Se fallite, non si apre. Se fallite alla grande non potete più riprovarci, mi dispiace ragazzi, vi hanno bucato il pallone.
Altri giochi di ruolo fantasy non hanno questo problema. Che sia il metodo del D20 System di avere successo ad un costo o l'idea del successo parziale delle regole di Apocalypse World, non c'è un aut aut. Non c'è una gamma che misuri successi o fallimenti. Il che non è necessariamente una brutta cosa, ma pone alcune limitazioni nel vostro modo di pensare. Dopo tutto, se la porta si apre o non si apre, quel tipo di struttura Successo/Fallimento inquadra la situazione in una questione di sì o no.
Ma la questione è che, come DM, voi potreste volere che i giocatori entrino nella stanza. Specialmente se ne hanno bisogno per avanzare nell'avventura. La stessa cosa accade nel caso debbano assolutamente acchiappare un ladro o trovare una certa reliquia. Cosa fare allora? Riformulare l'intero concetto.

Invece di guardare alla porta come un tiro in arnesi da scasso, o come qualcosa che i giocatori devono sfondare, pensate a cosa quel tiro rappresenti. Invece di fallire ad aprire la porta, pensatela come un fallire ad aprire la porta nel modo che sia più conveniente per loro. Ci dovrebbe comunque essere un modo per aprire la porta, ma magari adesso significa trovare la persona o mostro che ne possiede la chiave. O trovare una pergamena di Scassinare in un laboratorio da Mago da qualche parte nel dungeon.
Nessuna conseguenza

Ora che avere riformulato il dilemma, pensate a quali potrebbero essere le conseguenze di un fallimento. Se scassinare la serratura vuol essere un modo facile e silenzioso per entrare, magari adesso quell'approccio non è più disponibile per i personaggi e tutti gli altri modi di entrare dentro la stanza comportano fare rumore o attirare attenzioni indesiderate.
O magari potrebbe costargli qualche risorsa extra. In pratica pensate a quali costi/risorse i giocatori potrebbero avere, in modo da spenderli per aprire la porta. Potrebbero essere oggetti magici, potrebbero essere punti ferita, se stanno combattendo un nemico che custodisce la chiave. Potrebbe persino essere l'elemento sorpresa: adesso che le persone nel dungeon sanno dei PG prenderanno delle precauzioni extra. Potete rendere un tiro fallito portatore di conseguenze indesiderate senza interrompere il flusso di gioco.
Un altro punto di svolta, una biforcazione della strada

Un altro modo di considerare come entrare nella stanza potrebbe essere trovare un'entrata alternativa. C'è una consuetudine che si trova in certi giochi come Skyrim e Fallout quando una porta è bloccata da un lato, di solito c'è un altro modo per entrare. Bisogna solo trovarlo. Se non riescono ad aprire la porta dal lato in cui si trovano, magari buttate lì qualche indizio su un'altra entrata. Magari una porta segreta o, meglio ancora, se riuscite a farli proseguire all'interno del dungeon preparate un percorso che torni indietro fino a un passaggio segreto che porta all'interno della stanza.
Circolare prego

Questo è l'altro grande trucco. Cercate modi per incoraggiare il gruppo a proseguire quando non riescono ad oltrepassare la porta. Potete indicare dettagli come l'ornamentazione della serratura e del buco di quest'ultima, o parlare di come potrebbe esserci un'entrata segreta più avanti nel dungeon. Se questo non funziona, potete sempre fare affidamento sulla vostra fidata tabella degli incontri casuali per avere qualcosa che vagherà proprio dove si trovano i PG. Qualunque cosa serva per evitare che finiscano impantanati su un particolare ostacolo.
Dategli degli amici dall'altro lato

Naturalmente, parlando di conseguenze e mostri erranti, se i giocatori sono veramente bloccati, è probabile che faranno rumore. L'attenzione può sempre arrivare dall'altro lato della porta invece che da un mostro errante. Io userei questo trucco con parsimonia però, o i giocatori si abitueranno al fatto che le cose siano facili e tutto vada liscio, e questa è l'ultima cosa che volete. Idealmente, stanno facendo una partita a un gioco che è organizzato interamente per loro, ma che deve sembrare non lo sia.
Buone Avventure! Cosa fate quando il vostro gruppo è bloccato in un impasse? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-what-to-do-when-you-cant-get-through-that-door.html
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Old School Essentials sarà pubblicato in Italia da Need Games

Old School Essentials è basato sulla versione B/X (Base/Expert) di Dungeons&Dragons a cura di Tom Moldvay (Base) e David Cook (Expert) rilasciata nel 1981 dalla TSR. Per chi non lo sapesse la B/X è la versione di Basic D&D precedente al BECMI (quella con la famosa Scatola Rossa, anche se sarebbe più corretto parlare di BECM visto che l'Immortal Set non fu mai tradotto in Italia), il quale fu la prima versione ad arrivare in Italia.

Le differenze tra le due versioni sono minime e ciò permette a Old School Essentials di essere compatibile anche col materiale che fu pubblicato in Italia all'epoca dalla Editrice Giochi.

Old School Essentials, nella sua versione originale, è un gioco modulare composto da 7 supplementi:
Core rules: con le regole base del gioco. Genre Rules: dove si trovano le classi giocabili (Guerriero, Mago, Chierico, Ladro) assieme ad Elfo, Nano ed Halfling (che sono classi e non razze in questo regolamento). Treasures: con la descrizione di tesori ed oggetti magici. Monsters: il Manuale dei Mostri. Advanced Fantasy Genre Rules: con le regole per emulare la prima edizione di Advanced Dungeons&Dragons, scindendo le razze dalle classi ed aggiungendo classi come il Paladino, l'Assassino, il Bardo, il Ranger, l'Illusionista e il Barbaro. Cleric and Magic User Spells: il libro degli incantesimi di Maghi e Chierici. Druid and Illusionist Spells: il libro degli incantesimi di Druidi ed Illusionisti. Oltre alla versione in 7 supplementi esiste anche la versione in tomo unico, al momento non si sa quale delle due versioni verrà pubblicata dalla Need Games.

Per celebrare l'evento, Gavin Norman, il creatore di Old School Essentials, sarà presente alla NeedCon (ribattezzata quest'anno NeedPunk) la convention organizzata dalla Need Games per presentare i suoi prodotti e le sue novità. L'evento si terrà il 22 Febbraio 2020 presso la Casa dei Giochi a Milano, in Via Sant’Uguzzone 8 con il seguente programma:
Ore 10:00, apertura porte Ore 15:00, presentazione di Old School Essentials Ore 15:30 -19:00, partita a Old School Essentials con Gavin Norman come DM. Old School Essentials sarà disponibile in Italia a partire da Settembre 2020.

Annuncio ufficiale del NeedPunk sul sito della Need Games: https://www.needgames.it/eventi/needpunk2020/
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5 Cose che Fortunatamente D&D si è Lasciato alle Spalle

Articolo di J.R. Zambrano del 08 Febbraio
Al giorno d'oggi se entrate in un negozio di giochi potete godervi l'enorme gamma ed evoluzione dei giochi moderni. Volete darvi alle avventure fantasy? Potete scegliere quello che volete, con Pathfinder e D&D presenti praticamente ovunque, ma con svariati altri sistemi disponibili. Non vi ispira il fantasy? Ci sono una gran varietà di giochi sci-fi. Non siete ancora soddisfatti? Perché non provare un gioco dove siete dei punk che distruggono dei centri commerciali? O magari dove interpretate un lavoratore part-time? O ancora potreste esplorare le stranezze degli anni '80 di una linea temporale alternativa.
A qualunque cosa decidiate di giocare, non ci sono dubbi che l'hobby in generale abbia fatto passi da gigante. E perché possiate meglio apprezzare cosa abbiamo a disposizione al giorno d'oggi, diamo uno sguardo alle cose che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle.
Doversi Colorare i Propri Dadi

Questa categoria potrebbe anche chiamarsi set incompleti, alternative cartacee ai dadi o in generale scarsità di prodotti. Nel momento in cui erano arrivati alla quarta ristampa, se volevate comprarvi un set di OD&D era probabile che sareste diventati gli orgogliosi possessori di un sacchetto con sei dadi non colorati e una matita di cera bianca o nera da usare per delineare voi stessi i numeri.
Già questa cosa non era il massimo. Ma man mano che gli anni passarono le cose non migliorarono certamente e, anzi, la cosa divenne ancora più comune. Si poteva praticamente vedere la scorta di dadi della TSR diminuire a vista d'occhio. Nel 1979 le scorte finirono e dovettero includere dei cartoncini con dei "dadi da ritagliare", dei foglietti di cartone con quadratini con sopra vari numeri da ritagliare e pescare casualmente

Al giorno d'oggi o prendete un set completo della Chessex o li ordinate a peso. Si possono comprare dadi di ogni forma e dimensioni, con simboli speciali di ogni genere. Io stesso possiedo un set di dadi con simboli di ossa per quando gioco un necromante o per generiche cose da cattivo. Viviamo davvero in un'epoca di abbondanza.
Requisiti Differenziati per Salire di Livello

Qui sopra ne ho inclusi solo due di esempio, ma 'c'è stato un tempo (AD&D) durante il quale ogni classe cresceva di livello ad un ritmo differente. Quindi anche se riuscivate a fare sì che tutti i giocatori si presentassero ad ogni sessione finivate comunque ad avere delle discrepanze di livello. Perché niente è così divertente come rimanere uno o due livelli indietro rispetto al resto del gruppo e rischiare di morire ancora più facilmente.
Vale lo stesso discorso con i limiti massimi di classe/razza. Certo le prime edizioni del gioco erano volutamente umanocentriche, ma questo limitava anche in parte il divertimento. Al giorno d'oggi si può scegliere una qualsiasi combinazione di razze e classi, e si sale di livello tutti allo stesso ritmo. Il che implica doversi preoccupare solo di assegnare al meglio le caratteristiche.
THAC0

Parlando di matematica prendiamo la cosa "preferita" di tutti riguardo a D&D, ovvero il determinare quali numeri sommare tra di loro. Assicuriamoci, quindi, che i giocatori debbano fare un ulteriore passaggio di calcolo da poi confrontare con un altro valore.
Siamo sinceri, la questione è ancora presente (anche se non così terribile alla fine, solo noiosa). Semplicemente quel passaggio di calcolo ulteriore viene saltato visto che la CA è presentata come numero bersaglio invece che calcolata a livello astratto da uno 0. Questo ha anche il bonus aggiunto di fare sì che tutti i bonus che ottenete salendo di livello siano ad incrementare. E d'altronde ottenere dei numeri sempre più grandi non è forse da sempre alla base del voler salire di livello?
Miniature di Piombo

Le miniature sono molto migliorate con gli anni. Certo c'è comunque un certo fascino nostalgico nelle miniature "vecchia scuola" di piombo. Forse è il peso o il chiedersi se potrebbe essere il caso di farsi un richiamo del tetano se ci si graffia sopra un dito cercando di montare le ali ad un gargoyle.
Per il resto di noi ci sono tantissime miniature di plastica leggere, dettagliate e soprattutto (relativamente) economiche a disposizione sul mercato al giorno d'oggi. Che si tratti di miniature già dipinte (che è sicuramente l'andazzo del futuro) o dei prodotti della Reaper's Bones, le miniature moderne sono molto più variegate e particolari e sono più semplici da gestire.
Satana

Nessuno oggi pensa che il nostro hobby sia satanico, ma c'è stato un periodo in cui c'era chi lo pensava Che si tratti della volta in cui D&D ha traumatizzato Tom Hanks...

O di quella volta che i giornali hanno deciso che D&D era roba da stregoni...

C'è stato un periodo in cui giocare a D&D implicava essere un adoratore del diavolo e un membro degli Illuminati. Come per ogni altro franchise che è stato travolto da un panico moralista, tutto quello che queste notizie fecero fu rendere miserabile la vita di molte persone per un lungo tempo e non aiutarono certo chi pretendevano di voler aiutare.
Ad ogni modo al giorno d'oggi il futuro del nostro hobby appare radioso.
Ci sono altri aspetti del nostro hobby che siete contenti siano caduti in disuso? Pensate che ci siamo sbagliati e che la THAC0 fosse in realtà una gran cosa? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-five-trends-gaming-left-behind-for-good-reason.html
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La legge dello schermo: come ottenere di più con meno

The Stroy

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Due personaggi entrano in un dungeon. Il primo apre la porta, fa un passo all'interno e precipita dentro un trabocchetto, finendo impalato su una serie di lance avvelenate. Il secondo, dopo aver osservato un minuto di silenzio, scavalca il buco e si fa largo nella stanza. Un'altra botola lo attende, con il suo fondo pieno di bocche sputafuoco.
Quello che l'avventuriero non sa è che la botola non esiste: non si trova in un punto preciso della stanza, ma in una sorta di limbo da cui il DM la tirerà fuori nel momento in cui gli servirà, vale a dire quando il personaggio inizierà a esplorare la stanza.

Questo trucco, la botola di Schrödinger, è solo una delle applicazioni della legge dello schermo, che recita: "Il giocatore non sa quello che succede dietro lo schermo del master" e ha come corollario: "Se il personaggi non vedono una cosa, la cosa non esiste".

Questa regola, in apparenza molto semplice, ha applicazioni che consentono un grandissimo risparmio di tempo e materiale:

Applicazioni relative all'ambiente:

Se il DM non colloca la botola in una casella precisa, ma "nella stanza", può farla trovare quando vuole. Questo significa che il materiale, la preparazione e il gioco legati alla botola, ad esempio il numero di danni che infligge la caduta, l'idea di riempirla di sputafuoco e il divertimento di scovare la trappola o cadervi, non vanno mai sprecati. Inoltre, la botola può "comparire" proprio nel momento più drammatico, magari quando il PG sta fuggendo a rotta di collo verso l'uscita, assicurando una scena più memorabile.

Benefici simili si possono ottenere con il terreno di scontro: se ci sono sabbie mobili nascoste, ma i PG e i nemici non ci cadono, è come se non ci fossero. Se invece di essere nei quadretti da A2 a C4, le sabbie mobili sono "al centro del campo di battaglia", è praticamente garantito che entreranno in gioco. Il trucco di non localizzare le cose con precisione consente di creare scontri più dinamici con un terreno più rilevante, richiedendo al tempo stesso meno materiale e tempo di preparazione.

In questi casi, può fare comodo un metodo imparziale per risolvere situazioni che altrimenti richiederebbero una grossa dose di arbitrio.
Ad esempio, si può lanciare 1d4 per determinare quale dei quattro PG che esplorano la stanza rischia di cadere nella botola, oppure 1d20 per stabilire (con 10+) che il pezzo di terreno attraversato dal personaggio in carica era proprio quello con le sabbie mobili.

Applicando lo stesso principio alla scala della mappa, invece che a quella della griglia, ci si accorge che, se i PG non sanno che un luogo è in un certo punto, allora quel luogo non è in quel punto, né in nessun altro. Questo significa che il DM può (ri)collocare quel luogo secondo le proprie necessità, risparmiando materiale e dando più fluidità alla campagna.
Ad esempio, se aveva deciso che il santuario infestato da non-morti si trovava nella strada fra il dungeon e la città, ma i PG si sono diretti al villaggio, può rapidamente "spostarlo" nei pressi del villaggio, evitando di gettare il materiale e il gioco che vi sono legati, e al tempo stesso risparmiandosi un tempo morto, visto che il DM sa già cosa fare.

Relative agli avversari:

A meno che i giocatori non siano il tipo che si segna i risultati di ogni tiro di dado per calcolare le probabilità di colpire il nemico, è difficile che si rendano conto se la sua CA è 14 o 16, e ancora più difficile è che realizzino che la CA di un mostro è uguale al suo tiro d'attacco. Visto che i giocatori non riusciranno praticamente mai a capire i valori delle statistiche di una creatura, si può risparmiare parecchio tempo riducendo il numero di quei valori. Ad esempio, invece di avere sei valori per le caratteristiche, si possono avere un valore di Fisico e uno di Mente, riducendo i tempi di calcolo delle caratteristiche di due terzi.

Lo stesso vale per la build dell'avversario: i giocatori non si renderanno conto dell'80% delle scelte fatte dal DM nel momento di buildare, e del rimanente 20% ne uscirà solamente la metà, soprattutto in giochi come D&D 3e o Pathfinder, dove le build sono complesse e piene di dettagli. Visto che quello che non si vede non esiste, si può risparmiare molto tempo riducendo la build degli avversari ai dati essenziali e utilizzando solo quelli.

Estendendo all'estremo questi ragionamenti, si arriva a un risultato che può sconcertare: il bestiario essenziale, una tabella in cui sono forniti hp, CA, tiro di d20 (buono per tutto, dai tiri d'attacco alle prove di abilità) e danni per mostri di diverso grado di sfida, da usare per improvvisare o preparare rapidamente le sfide, concentrandosi su altro che non su build e numeri.
Il mio bestiario essenziale per D&D 5e contiene mostri offensivi, regolari e difensivi di vari CR da 1/8 a 30.

Queste applicazioni possono spaventare. A loro favore, posso dire che ho giocato la seconda metà della mia campagna di Pathfinder preparando solo un quarto della scheda di ciascun avversario e i giocatori non hanno mai notato nulla. In 5e, utilizzo i mostri con d20 universale da mesi e il bestiario essenziale da settimane, e nessun giocatore se ne è mai accorto.
In compenso me ne sono accorto io, che dalle sei-otto ore necessarie per preparare una scheda di alto livello in Pathfinder sono passato ai dieci secondi necessari a preparare un mostro di 5e con il bestiario essenziale.

Relative al gioco:

Se il PG riceve un bonus per una buona giocata, ma il giocatore non lo sa, il bonus perde metà della propria efficacia.
Ad esempio, un personaggio tenta di arrampicarsi su una parete a mani nude, mentre un altro usa il rampino. Il DM può assegnare una CD 15 al primo e una CD 10 al secondo, oppure assegnare una CD 15 a entrambi e dare un +5 al PG con il rampino. La differenza è che, nel secondo caso, il giocatore sa che la sua azione ha avuto effetti, e tenderà a ripeterla e ad applicare lo stesso principio (aiutarsi con un oggetto) in altre situazioni.
Lo stesso discorso, naturalmente, vale per le penalità.

Tutto il materiale e le scene, per quanto interessanti, non esistono se non entrano in gioco. In altre parole, non bisogna esitare a scagliare addosso ai PG personaggi, avversari, trappole, situazioni ed eventi, perché altrimenti la probabilità è che il momento buono passi, o che vengano altre idee e le prime vengano scartate, finendo sprecate.
A meno che non sia un Grande Colpo di Scena o qualche altro espediente che necessita di essere anticipato e preparato, va usato immediatamente, o non sarà usato affatto.

Nota: se usate questi consigli, è meglio non farlo sapere ai vostri giocatori, che potrebbero trovarsi espulsi dalla sospensione dell'incredulità, vedendo esplicitamente quello che in fondo già sanno, vale a dire che il mondo di gioco esiste solo nella testa del DM.

Pro:

  • Risparmio di tempo anche enorme
  • Il materiale non viene sprecato
  • Il DM può concentrarsi su trama, personaggi e narrazione sia in fase di preparazione che di gioco
  • L'esplorazione e il combattimento sono più fluidi, dinamici e pieni di eventi
  • Vengono incentivate l'improvvisazione e il rinforzo positivo

Contro:

  • Può sconcertare, in particolare le applicazioni relative agli avversari
  • Il DM può percepire il mondo come non stabile
  • Il gioco tattico e di building è penalizzato
  • Gli stili di gioco competitivo, arcade e alcuni tipi di sandbox sono penalizzati
  • Si perdono sfumature che al DM possono piacere, in particolare con le applicazioni relative agli avversari

Consiglierei: le applicazioni relative al gioco e all'esempio del santuario a chiunque, le applicazioni relative all'ambiente a chi non gioca casella-per-casella o in generale preferisce un ambiente avventuroso a uno strategico e le applicazioni relative agli avversari a chi vede il combattimento tattico e il building come secondari, anche solo per uno scontro. Potrebbe essere una buona idea iniziare con un'introduzione graduale accompagnate da sondaggi di fine sessione presso i giocatori, per rendersi conto che in realtà loro molte differenze non le notano affatto

Sconsiglierei: le applicazioni relative agli avversari a chiunque ami il costruire gli avversari e gli scontri, le applicazioni relative agli ambienti a chi gioca con la griglia e ama il combattimento tattico e competitivo, l'esempio del santuario a chi gioca un sandbox da videogioco open world e le applicazioni relative al gioco ai gruppi che non sono per niente sicuri con l'improvvisazione



3 Comments


Recommended Comments

Suona assai utile. Però ho dei dubbi riguardo al funzionamento dell'ambiente: Il cadere nelle trappole/terreni vari è "deciso" dal DM a quanto ho letto, dico bene?

Perchè io ho a che fare con giocatori abbastanza "Inquisitori", che in tali casi mi chiederebbero se potevano notare il terreno differente oppure no.

Altra cosa: le schede "prefatte" dei mostri mi ispirano un sacco ma ho difficoltà a decifrarle. Un minimo di spiegazione sarebbe molto utile. Detto questo, credo che le proverò di brutto con i miei giocatori :)

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Personalmente lo trovo un sistema abbastanza efficace, ma devo dire che col mio gruppo (causa un DM bastardissimo ) siamo ormai abituati a dire "cerco delle trappole" appena entrati in un dungeon. Detto questo, mi ispira un sacco il sistema del bestiario essenziale, ma mi aggrego a @Monolente nel dire che è di difficile comprensione, e che un chiarimento sarebbe di grosso aiuto. Il bestiario, poi, non ho capito se è da Pathfinder o 5e.

Detto questo, ottimo articolo!

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Innanzitutto, grazie per i complimenti

Per il bestiario, che è per 5e, immaginavo fosse confuso, ma la spiegazione avrebbe richiesto un'inserzione apposta.
Ora che ho visto che interessa, comunque, la farò (non rimanete incollati allo schermo, comunque, ci vorrà un po').

Per quanto riguarda la trappola, il DM sa che la trappola nella stanza c'è, dunque, se il PG la cerca, il DM può dire che la trova, mentre se non la cerca, può dire che ci casca.
Più o meno come di base, solo che invece che attivare la trappola perché calpesti la casella D7, la attivi perché esplori la stanza.
Nota che trappole in luoghi precisi (ad esempio davanti a una porta) sono localizzate precisamente, non genericamente.

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