Nocciolupo

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Informazioni su Nocciolupo

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    Esperto
  • Compleanno 17/04/1991

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    Genova

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  1. Stili di Gioco

    @Hicks Grazie, sia i consigli che l'articolo mi hanno abbastanza chiarito le idee, soprattutto la teoria dei tre indizi mi sembra ottima per la gestione di questo tipo di avventure. Ovviamente per adesso sono solo considerazioni teoriche, ma penso che siano un buon punto di partenza.
  2. DnD 5e

    IAN NK667 "Quindi fatemi capire bene, se la città dovesse rifiutare la vostra proposta non ci sarebbero regole di ingaggio? Proprio nessuna nessuna?" Mi volto verso Jelal "Signor Kon Ghedak associato attendo solo una parola. Una sola..." Mi mordo le labbra fino a farle sanguinare. Calmati Ian, calmati, sta per cominciare, ci siamo quasi. Oh si se ci siamo quasi...
  3. Stili di Gioco

    Certo, però il punto di partenza è sempre lo stesso (c'è stato il caso X) ed anche il punto di arrivo è lo stesso (il colpevole è Y), quello che mi chiedo veramente è: in avventure veramente investigative, quindi probabilmente con sistesmi dedicati (penso ad esempio a Cthulhu), questo tipo di impostazione rigida dell'avventura è un peso? È l'unico modo possibile per gestirla? O esistono altri modi che mi sfuggono?
  4. Stili di Gioco

    Premetto che come sistema volevo utilizzare una variante del basic rpg (lo stesso di Stormbringer, Cthulhu e alla base di Runequest) e quindi i punti esperienza non sarebbero un problema perché proprio non esisterebbero. Quello che avevo in mente era una campagna ad episodi, senza necessariamente una trama generale; pensavo di fare che i pg erano tutti parte di una squadra di investigatori della omicidi e di volta in volta si trovassero di fronte ai vari casi, e qui arriva la mia paura di railroad. Quello che temo è che così la campagna non sia libera, ma sia piuttosto un proseguire in maniera più o meno lineare verso la verità del caso: ad esempio se l'assassino è il proverbiale maggiordomo (esempio stupido) i giocatori possono investigare in maniera inaspettata ma alla fine si arriverarà comunque al fatto che l'assassino è il maggiordomo che ha ucciso il barone in biblioteca usando un candelabro. È questo più di tutto che in parte mi trattiene, la paura cioè di avere una trama (intesa come storia del singolo caso) già decisa che i personaggi si limitano a svelare.
  5. Stili di Gioco

    Recentemente mentre stavo guardando un anime (Psycho Pass ndr) mi è venuta voglia di provare a masterare un'avventura (o possibilmente una serie di avventure) a tema cyberpunk-investigativo. Ora, non essendomi mai cimentato nel genere investigativo, la mia perplessità sarebbe: è possibile condurre un avventura fatta su questo tema? Le mie paure sono da un lato quella che diventi troppo railroad (che però mi sembra un tratto indissolubile da questo tipo di gioco) dall'altra il fatto che un avventura incentrata principalmente su dialogo, risoluzione di misteri e con combattimenti veloci e letali (e quindi rari e se possibile da evitare) possa risultare sulle lunghe noiosa o stancante. Qualcuno ha mai giocato avventure di questo tipo e può darmi consigli?
  6. DnD 5e

    Cavoli mi dispiace, qualunque cosa sia successa spero possa risolversi per il meglio.
  7. Ambientazione

    Idee varie: Se gli alberi sono così giganteschi (io mi sono immaginato alberi in scala montagne, quindi dai 1000m in sù) le varie razze potrebbero usare animali e bestie giganti come mezzi per spostarsi o addirittura come villaggi semoventi. Potrebbe esistere una razza che costruisce insediamenti tipo "alveari" appesi ai rami. Per nutrirsi le razze utilizzano principalmente la caccia, l'allevamento, la raccolta dei frutti che crescono spontaneamente sugli alberi e potrebbero anche utilizzare una sorta di rugiada/resina/nettare che è la linfa dell'albero (potrebbe avere infinite applicazioni: alimentazione, medicina, forgiatura di utensili, perchè no magia). In un ambiente così verticale ma con pochi grossi spazi aperti in cielo credo che il miglior modo per spostarsi volando sia cavalcando creature che possono andare in "hoving" tipo api o insetti giganti.
  8. DnD 5e

    IAN NK667 Sogghigno alla vista di questi pomposi blasonati, persone ancora convinte che si possa risolvere questa situazione con qualche bella parolina. Quando il sangue inizierà a scorrere forse si ricrederanno, ma ormai sarà troppo tardi. Ma dopotutto questo non è un mio problema... "Hey signor Taydd, che ne diresti di darmi un'arma?" Squadro Jelal con lo sguardo più innocente che sono in grado di assumere, ovviamente sono consapevole che nessuno lo troverebbe uno sguardo innocente "Non vorrai lasciarmi disarmato in mezzo a tutti quei cattivoni..."
  9. Da uno che non è un gran fan nè di Eberron nè dell'artefice devo dire che questo UA mi è piaciuto, in particolare la sottoclasse dell'alchimista. Le mie uniche perplessità sono riguardo al gunsmith che è totalmente votato al combattimento come capacità, in contrasto con la linea che generalmente ha preso quest'edizione nella struttura delle sottoclassi di alternare opzioni in combat ad altre out of combat.
  10. Meccaniche

    No, in questa edizione soltanto il bonus di competenza (ed eventualmente gli slot di incantesimi) salgono in base al livello del personaggio, tutto il resto (incluso l'aumento di danni dell'attacco furtivo) sale insieme all'avanzamento nella classe che ha garantito la capacità.
  11. Magia

    Aggiungo inoltre che una delle cose che iconicamente rende potente il mago è proprio la sua versatiltà: poter volare, diventare invisibile, evocare creature e lanciare palle di fuoco tutto nella stessa giornata. Utilizzando tutti gli slot per creare un'armata di non morti stai praticamente giocando un guerriero con pochi punti ferita e tanti attacchi, non dico che sia debole, ma la quantità di situazioni che un normale mago può risolvere semplicemente utilizzando l'incantesimo adatto non mi pare valga assolutamente questo scambio.
  12. DnD 5e

    Si è vero, ma a questo motivo esistono apposta le legendary e le lair actions, questa cambiano drasticamente le carte in tavola dando molte più azioni al mostro (che alla fine sono quelle che mancano, altrimenti il mostro agisce una volta contro le 4-5 del gruppo) PS: lo scontro di cui ho parlato prima era contro una viverna "custom" a cui avevo maxato i pf e dato legendary e lair actions, e devo dire che ha decisamente detto la sua.
  13. DnD 5e

    Da quanto ho potuto vedere fino ad ora (sto giocando una campagna arrivata al sesto livello e masterizzandone una per un party di 4°) l'edizione mi pare abbia tirato su l'asticella della mortalità rispetto alla 3e, in tutti i sensi. Provo a spiegarmi meglio, sia i personaggi che i mostri hanno la capacità di infliggere molti danni in molto poco tempo, e avversari che un tempo erano risibili (ad esempio i goblin) sono diventate sfide di tutto rispetto in questa edizione. Personalmente mi piace questo stile leggermente più letale, che spinge maggiormente alla pianificazione degli scontri e soprattutto al domandarsi se sia effettivamente necessario combattere o se invece si possano trovare altre soluzioni al mero combattimento. Infine non mi dispiace il sistema dei ts morte, quella che io chiamo la "roulette russa", ho notato come si passi molto velocemente dalla sicurezza alla paura concreta di poter morire "tranquillo chierico non curarmi ho solo un fallimento [...] Oddio curami subito sono a due fallimenti!" Come ultima nota aggiungo che nell'ultima sessione che ho masterizzato due personaggi non ce l'hanno fatta.
  14. DnD 5e

    Ian quello che aveva da dire l'ha detto, anche io resto in attesa.
  15. DnD 5e

    IAN NK667 Del discorso della Taydd non mi importa granché, ma l'idea di poter incontrare chiunque stia attaccando la città mi intriga. Ci sono così tante cose potrebbero andar storte, e penso sia quasi inevitabile che qualcuno finisca col farsi del male. È da così tanto tempo che trattengo la mia rabbia che a stento riesco a contenermi dall'esplodere in una risata in mezzo alla stanza. Fremo di eccitazione, e non vedo l'ora di potermi scatenare. Ma devo calmarmi, il mastino dei Taydd mi sta addosso, e non posso permettere che decida di ributtarmi dentro, non ancora almeno... Nel mentre do una rapida occhiata a quello che sembra parlare da solo, ha un che di strano e disturbato, il che immagino sia tutto un dire visto che sono io a pensarlo.