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[Fading Suns] L'ultima alba [Sempre aperto per nuovi PG da inserire]

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Vi risvegliate all'interno delle vostre rispettive vasche criogeniche (da qualche parte in fondo al vostro ipotalamo giace il ricordo di cosa sia una vasca criogenica): siete immersi in un liquido denso e trasparente, qualcosa di sintetico vi preme sul volto, non dolorosamente ma saldamente. Non riuscite a muovere la testa per guardarvi intorno, sentite che gli arti, il busto, il bacino, sono bloccati; tubicini e aghi sono inseriti nei vostri muscoli e nelle vene, non riuscite a vederli ma sapete che sono lì. Lentamente, poco per volta, sentite piccole scariche elettriche attraversare il vostro corpo.

Siete a un passo dal panico, completamente impotenti in un ambiente per voi alieno, nessun senso dell'orientamento, nessuna sensibilità: ma un frammento di razionalità vi dice che è tutto a posto, che i tubi vi hanno mantenuto in vita, che respirate aria pura, e che le scariche elettriche stanno riavviando i vostri muscoli atrofizzati.

Vi calmate, rallentate il respiro, focalizzate i pensieri... sul vetro di fronte a voi appaiono delle scritte e dei diagrammi: sono sempre stati lì, ma per voi sono una sorpresa. Lentamente, riuscite a leggere cosa vi è scritto

Funzioni Fisiche/Fisiologiche: 78%

Funzioni Psico/Cognitive: 62%

Disfunzioni critiche. Contattare supporto medico.

Un attimo dopo scatta qualcosa, e il liquido inizia a defluire. La maschera che premeva il volto si stacca, e iniziate a boccheggiare, riempendo i polmoni di aria vera, libera. Gli aghi e i tubi si ritraggono dolcemente, lasciandovi solo una sgradevole sensazione in tutto il corpo. Il portello in sintovetro della vasca si apre, e una leggera luminescenza alogena inizia a diffondersi, tenue all'inizio, ma sempre più chiara, rivelando i contorni di una stanza dai colori chiari, bianco, grigio, azzurro. Con i dettagli arriva anche il senso dell'orientamento, siete sdraiati nella vasca: sporgendovi cautamente oltre il bordo, vedete una comoda e accogliente poltrona bianca alla vostra destra, mentre alla sinistra c'è un cubo, sempre in morbido materiale bianco, il cui lato superiore si sta sollevando.

Una voce femminile, ma indubbiamente sintetica, risuona nell'aria, con un tono che probabilmente vorrebbe essere suadente e amichevole.

Ben risvegliati, oggi è il giorno ERRORE, NON COMPUTABILE dell'anno ERRORE, NON COMPUTABILE. Il vostro sonno criogenico è durato ANOMALIA DI SISTEMA, IMPOSSIBILE ELABORARE, PREGO CONTATTARE PERSONALE TECNICO.

Attenzione, abbiamo riscontrato gravi insufficienze nelle vostre condizioni psico/fisiche, vi preghiamo di attendere nelle vostre vasche l'arrivo del personale medico.

Vi preghiamo di attendere nelle vostre vasche l'arrivo del personale medico.

Vi preghiamo di attendere nelle vostre vasche l'arrivo del personale medico.

Vi preghiamo di attendere nelle vostre vasche l'arxyktzzzt.....

Bypass protocolli di accoglienza attivato.

Una seconda voce si intromette, sempre femminile, sempre sintetica, ma in qualche modo più rassicurante.

Bypass protocolli sanitari attivato. Attenzione, riavvio impostazioni di sistema, profilo I.A. Atena, in esecuzione. L'operazione potrebbe richiedere alcuni minuti. Vi preghiamo di attendere.

Quello che segue è solo silenzio... completamente spaesati, vi guardate attorno, ancora nelle vostre vasche, ancora bagnati. La stanza è molto grande di forma rettangolare; tutti gli angoli sono smussati e arrotondati, per dare un aspetto più morbido e accogliente. Lungo le pareti sono allineate venti vasche, tutte identiche, ma solo tre si sono aperte.

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Ancora affacciato al boprdo della vasca sento le voci delle donne che mi dicono qualcosa, incamero tutto ma non vi presto più di tanta attenzione. Il liquido che mi ha lasciato bagnato ora mi sta dando una leggera sensazione di freddo, anche se la camera sembra accogliente i piccoli brividi mi ricordano o forse mi fanno sembrare che tutto sia minaccioso. Non ho memoria di cosa sia successo né di quando e gli errori "di computo" che ho sentito poc'anzi non mi hanno aiutato. Lentamente riprendo coscienza di me, tento di alzarmi ma non riesco e resto seduto ancora un pò. Poi con il passare dei minuti sembra che le membra rispondano meglio, ancora non dico niente anche se penso che le altre due celle debbano contenere altrettanti esseri nella mia stessa condizione e decido di mettermi seduto sulla poltrona. E' faticoso, seppur riesca a comandare il corpo lo sento ancora parzialmente estraneo e la poltrona su cui mi siedo mi sembra la cosa più comoda del mondo.

Prendo fiato.

Infine decido:

Ehi voi! Siete vivi?

Attendo qualche istante, pochi per la verità, per poi ripetere con voce più forte:

EHI VOI! SIETE VIVI?

Questa volta aspetto un pò di più, qualche minuto, non voglio credere che sia l'unico vivo qui dentro.

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Il liquido defluisce e poco per volta riaccquisto il senso dell'orientamento, per primo, e via via anche gli altri. I peli delle braccia si "sollevano", per via della frescura percepita che mi fa venire un pò di pelle d'oca. Quindi decido di sporgermi, a fatica, dalla vasca, per guardare meglio l'ambiente in cui mi trovo.

E poco dopo la voce sintetica della prima donna fa irruzione nelle mie orecchie, seguita da una seconda voce.

Non comprendo bene cosa sta succedendo o cosa abbiano riferito quelle due voci. Ho ascoltato ma le informazioni si sono momentaneamente perse chissà dove, mentre mi riadagio sulla vasca criogenica, perché i muscoli trapezi e gli sternocleidomastoidei del collo cominciano a vibrare e a farmi male.

Ed è in quel momento che sento rumori provenienti da una delle due vasche che si sono aperte come la mia.

Resto in silenzio. Ascolto.

E tento di muovermi, riprendere conoscenza del mio corpo.

E in fine la voce di un uomo.

Attendo ancora qualche secondo, dopo che l'uomo ha urlato più forte: Si, ci sono...

Mi alzo a sedere e squadro l'uomo, mentre muovo il collo e faccio schioccare una vertebra. Dopo di che, notando che anche lui è nelle mie stesse condizioni, anchio mi alzo e a fatica, con un pò di fiatone, mi vado a sedere vicino a lui...

Aspetto per bene di essermi ripreso e poi gli domando: Dove? Lascio la frase incompleta, ma dopo un respiro profondo, finisco: Dove siamo?

@DM:

Spoiler:  
Siamo nudi come mamma c'ha fatto immagino? XD

@Tutti:

Spoiler:  
Descrizione di Carter:

Ai vostri occhi si presenta come un uomo in buona forma fisica, bello robusto ma non eccessivamente, alto circa 1.85 metri. Gli occhi sono di color castano mentre i capelli sono corti e con un ciuffo ribelle un pò più lungo, e sono di colore bianco, mentre le basette hanno ancora del colore "naturale", castano, come gli occhi...

PS: a breve posterò un immagine del mio PG, magari appena avrò qualche dettaglio in più sul genere di personaggio che ne voglio fare...

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@tutti

Spoiler:  
esatto, siete completamente nudi :oops:

ad ogni modo questo è l'ultimo dei vostri pensieri, non ve ne siete quasi neanche accorti

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Freddo. Anche se non sono ancora completamente sveglio, nel torpore della semi incoscienza sento freddo. Mi attanaglia le viscere, mi circonda come l'abbraccio della morte. Rumori, suoni ovattati. Voci. Per lunghi istanti il mio cervello, pur non trovando la forza di riportarmi alla realtà, mi scuote con segnali d'allarme, fremo scosso dalle convulsioni, dopodiché, finalmente, apro gli occhi e grido. Ho ancora freddo, e ho paura, sono preda di una sensazione che è quasi una certezza: stavo morendo, se soltanto non fossi riuscito a svegliarmi, sarei morto.

Mi guardo attorno in preda al panico, sento di essere immobilizzato in una specie di bara, no... qualcos'altro, una cella criogenica. Come ci sono arrivato? E chi sono?

Voci, voci di persone attorno a me, cautamente mi sporgo oltre il bordo per guardarmi attorno. altre celle simili a bare, quasi tutte chiuse.

Chi c'è? Perché mi avete fatto questo? Dove sono?

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Non so dove siamo, ad essere onesto non so nemmeno chi io sia. Faccio appena in tempo a rispondere al primo degli altri "scongelati" che già il secondo chiama con altre domande senza risposa oltre a quella a cui ho già risposto:

Non siamo stati noi a metterti lì amico, siamo appena usciti anche noi da altre due vasche e siamo nella tua stessa condizione. E sul dove siamo... bhè... non ne abbiamo idea.

Se ce la fai vieni qui altrimenti vengo ad aiutarti. Sono uscito da qualche minuto e sembra che le gambe inizino a rispondermi abbastanza bene.

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Dopo i primi minuti, i muscoli e le articolazioni riprendono a rispondere come dovrebbero; l'aria che entra nei polmoni liberamente, e non forzata da un tubo di plastica, vi aiuta a schiarire le idee, e in qualche modo vi rilassa. La stanza è fredda, ma poco per volta sentite che si sta riscaldando. Nel silenzio totale riuscite a percepire un leggero sibilo provenire dal tetto, un sibilo che in qualche modo richiama alla memoria il concetto di "aria condizionata".

Siete tutti e tre completamente nudi, ma guardandovi attorno vedete che il cubo alla vostra sinistra contiene degli oggetti: una bottiglia di plastica, un altro contenitore cubico, qualcosa che sembra un tessuto plastico accuratamente piegato.

Vi rendete conto di essere denutriti, le labbra secche e spaccate dalla pressione della maschera vi suggeriscono immediatamente che avete sete; muscoli, nervi e articolazioni sono estremamente deboli, ma non avvertite alcun dolore interno.

Spoiler:  
In questo momento avete tutte le caratteristiche a 8. Do per scontato che conosciate tutti il regolamento D20, quello di D&D 3.5 per intenderci, o qualcuno vuole spiegazioni?

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@Tutti:

Spoiler:  
Si, il regolamento d20 lo conosco;

Vorrei fare notare una cosa: Ho cambiato nome al PG!

Mi sono accorto che preferivo cambiarlo, e in fin dei conti dovevo ancora dirlo a qualcuno, quindi non dovrebbero esserci problemi! :D

Se è un problema, master, dimmi che rimodifico il post iniziale...

Ascolto, mentre rimango assorto nei miei pensieri e cerco di ricordare qualcosa di più sul mio passato, ma c'è solo nebbia, oscurità. Vuoto.

Mi passo una mano sui capelli e poi le porto entrambe a coprirmi il viso mentre mi piego in avanti, "chiudendomi" a riccio per un attimo su me stesso. Quando riassumo una posizione più normale, mi strofino gli occhi prima di poggiare le mani sulle ginocchia, osservandomi intorno e squadrando anche il nuovo "arrivato": noto degli oggetti sulla mia sinistra. Fessurizzo un attimo gli occhi come per metterli meglio a fuoco e poi, lentamente, mi alzo e mi avvicino, per controllare cosa siano...

Sono titubante, ma alla fine tocco lentamente prima quello che pare un tessuto plastico e poi, il contenitore cubico. Lo provo ad aprire.

Riprendo in mano quello che pare tessuto e lo apro, per controllare cosa sia esattamente e se può essere utile in qualche maniera... sono curioso, come se quelle cose le vedessi per la prima volta... sto esplorando quel mondo come se fossi appena nato e al tempo stesso ho ricordi che mi spiegano che quelle da cui sono uscito sono celle criogeniche e il sibilo leggero nell'aria è quello di un condizionatore... è una cosa strana, un senso di smarrimento mi pervade, lentamente...

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Il tessuto al tatto è plastico e al tempo stesso poroso, molto elastico e morbido, di colore bianco latte; si tratta di più oggetti, piegati e impilati in ordine perfetto. Sono un paio di grossi asciugamani, più porosi degli altri tessuti, una piccola tutina, che sembra fatta per un bambino, e quelle che sembrano un paio di calze, anche queste molto piccole. Maneggiando la tuta però vede che in qualche modo reagisce alle vostre sollecitazioni, e allo stesso tempo il tessuto, dove è a contatto con la vostra pelle, si scurisce e indurisce, per poi tornare subito normale. Inoltre sembra sufficientemente elastica da essere allargata abbastanza da essere indossata da una persona adulta, a dispetto dell'apparenza minuta.

Il contenitore cubico di plastica invece si apre con facilità, e rivela contenere alcune pastiglie e una specie di gelatina verde. La presenza di un cucchiaio suggerisce che si tratti di cibo commestibili, ma non ha alcun odore.

@John Arkam

Spoiler:  
Nessun problema per il nome, ma adesso devi correggere anche la firma :)

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Attonito, mi guardo attorno osservando, intimorito, gli altri due uomini che si sono svegliati nella stanza. Poi considero che, essendo nelle mie condizioni, non possano essere dei nemici, e mi calmo, almeno un po'. Emulando ciò che ha appena fatto uno degli altri, osservo gli oggetti sul piccolo cubo, rendendomi conto di avere fame e sete.

Incerto, sollevo la bottiglia di plastica e svito il tappo, annusando l'odore del contenuto.

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La bottiglia contiene un liquido inodore, come l'acqua; sebbene non possa dare un indizio di cosa contiene, al tempo stesso rassicura il fatto di non sentire odori nauseanti o sgradevoli.

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Dopo un'iniziale esitazione, trangugio un sorso del liquido che sta nella bottiglia. In fondo, realizzo, se avessero voluto uccidermi lo avrebbero fatto mentre ero ibernato, e al momento sento di avere fame e sete. Apro anche la scatola, osservando il contenuto, non ho idea di cosa possa essere, ma il fatto che ci sia una specie di cucchiaio mi suggerisce qualcosa. Lentamente, stacco un pezzo di gelatina e la metto in bocca, masticandola con apprensione.

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@DM:

Spoiler:  
Hehe è vero, grazie, ora ho corretto anche quella! :P

Al contrario dell'ultimo uomo "risvegliato", la prima cosa che faccio, nonostante la sete o la fame, è quella di analizzare meglio il tessuto che si indurisce e allunga, tentando infine di infilarmi la stessa tutina minuta, prima ovviamente dandomi una asciugata con gli asciugamani forniti con questa...

Compio gesti lenti e quasi calcolati, che in realtà sono dati principalmente dalla mia forma fisica ancora debilitata dopo il risveglio criogenico...

Una volta cosi vestito, controllo che sia tutto in ordine, compio movimenti distensivi delle braccia e delle gambe per vedere se la tuta da segni di cedimento o simili e controllo pure le parti sollecitate se si sono indurite o meno... e solo una volta vestito seguo l'esempio degli altri stappando lentamente la mia bottiglia e comincio a sorseggiarne il contenuto, e successivamente a masticare una pillola e trangugiare la gelatina, il tutto in rigoroso silenzio...

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Come immaginavate, la tuta, anche se le dimensioni iniziali sembravano adatte a un bambino, si adatta alla vostra corporatura quando la indossate. Il tessuto sintetico e morbido e confortevole, copre dal collo alle caviglie e fino ai polsi. Una volta indossata, il tessuto inizia a ispessirsi, aderendo alla perfezione al corpo, e da bianco muta in grigio chiaro. In corrispondenza di giunture e articolazioni, la tuta si irrigidisce ulteriormente: gomiti, ginocchia, spalle, fianchi, sono rivestiti da una protezione maggiore, che assume il colore nero.

Infine, una volta completata la vestizione, in corrispondenza del cuore si attivano tre linee colorate, che da violetto scuro cambiano rapidamente colore. La prima diventa arancione, la seconda si ferma al colore rosso mentre la terza sfuma nel verde. Una volta finito di indossare la tuta, notate che è presente anche un sistema di chiusure simile al velcro, ma micromolecolare, che permette di aprire e staccare la parte delle gambe e le maniche.

La bottiglia di plastica contiene un liquido salato, ma non sgradevole; benchè non sia particolarmente fresco, vi sentite subito dissetati, non più disidratati e anche il dolore alle labbra spaccate sembra affievolirsi.

Anche la gelatina ha uno strano sapore salato, ma a parte questo non vi lascia alcuna sensazione di gusto. In compenso, vi fa sentire subito meglio, più in forze, anche se non fa nulla per alleviare la fame che iniziate a sentire. Quando ingoiate le pastiglie, non percepite alcun effetto immediato.

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Ritemprato, finisco la gelatina e bevo fino a sentirmi a posto e dissetato, mentre butto un occhio sul colore che prende la tuta: solo in un secondo momento mi accorgo delle tre linee... le osservo, con attenzione mentre mando giù l'ultimo sorso di quell'acqua salata, accompagnata da una delle pillole.

Ci passo un dito sopra, come a tastarne rilievi od altro; quindi osservo i miei compagni e chiedo: E queste che sarebbero? Il nostro stato di salute?

Mi passo una mano nel ciuffo di capelli bianchi e attendo, sperando che almeno uno di loro sappia darmi una risposta...

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Benché sia sato il primo ad uscire dalla camera criogenica sembra che gli altri siano molto più intraprendenti di me, il timore che mi aveva fatto sorvolare sul guardare nel cubo pian piano va scomparendo quando vedo che i due mangiano, bevono e si vestono. Decido quindi che non potrà certo farmi male.

Mi pulisco, mi vesto, magio e mi disseto e quando uno dei due parla gli rispondo l'unica cosa che so per certo:

Io non so niente di tutto ciò, so solo che è la prima volta che vedo queste cose, è la prima volta che vedo voi, è la prima volta che vedo queste mura.

Per quanto ne so potrei essere nato oggi.

@DM

Spoiler:  
Io purtroppo non so di cosa parli e vorrei sapere cosa dovremmo sapere del D20

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@Magoselvaggio

Spoiler:  
Il D20 System altro non è che D&D 3.5, per cui lo conosci anche tu :D. Quando hanno iniziato a fare nuove ambientazioni gli hanno dato questo nome, ma la base di partenza è sempre D&D, tant'è che in quasi tutte le ambientazioni aggiungono qualche talento nuovo, ma ti rimandano sempre al Manuale del Giocatore per gli altri talenti.

Ora che iniziate a sentirvi meglio, siete asciutti, vestiti e in qualche modo nutriti, concedete un'analisi più attenta alla sala in cui vi trovate. È una camera molto ampia, grossomodo di 20 metri di lato; lungo le pareti sono allineate le venti vasche, chiuse, silenziose e buie, a parte le vostre tre, ma adesso notate anche la presenza di schermi e pannelli, tutti spenti. Lo spazio interno è vuoto, ma notate le tracce di due sagome ottagonali sul pavimento. L'illuminazione alogena giunge dal soffitto, che è completamente illuminato.

Infine, su una delle pareti vedete la sagoma di una porta; ai lati vi sono due piccoli pannelli, che a differenza di tutto il resto sono accesi. Ossservandoli da vicino, vedete che sono due semplici placche a pressione retroilluminate.

Ripristino profilo I.A. Atena in corso, 30%, attendere prego...

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La risposta del primo dei risvegliati non mi sono di conforto o aiuto e quindi mi ammutolisco nuovamente, mentre mi giro e comincio ad ispezionare pian piano la stanza... controllo le vasche criogeniche e vedo che sono oltre che spente, vuote... ma le sagome ottagonali catturano la mia attenzione: mi avvicino e tento di esaminarle meglio, per vedere se hanno una funzione precisa o meno...

@DM:

Spoiler:  
provo a schiacciarle, tirarle e a muoverle, se sono in rilievo... hem, non so se posso o meno, ma prendo 20... :)

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Osservo i miei compagni in silenzio, gettando un occhio, di tanto in tanto, alle tre linee sulla tuta. Poi, incerto, comincio a muovere i primi passi, tentando di mantenere l'equilibrio, mi rendo conto che la debilitazione è dovuta al sonno criogenico, ma non ho idea di come io ci sia finito.

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Osservo costantemente i miei compagni forzati manon mi tiro indietro dal fare un giro nella stanza. Quello che mi atira di più è andare vie e la porta sembra essere l'unico modo quindi mi dirigo ad ispezionarla però senza aprirla.

Prima o poi dovremo uscire di qui. questo sembra essere l'unico modo. Semmai non arrivasse nessuno nelle prossime ore io dico di uscire ed esplorare questo posto. Magari però prima ci prendiamo tutti gli oggetti che ci possono essere utili, compresi altri pasti dagli altri cubi.

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Quando osservate le altre vasche notate con un senso di raccapriccio che non sono vuote come pensavate in un primo momento, bensì contengono tutte altri uomini e donne... tutti assolutamente immobili, intrappolati come insetti nell'ambra nella sostanza che per voi era liquido, ma per loro è allo stato solido. Sul vetro della vasca, in colore viola scuro, leggete un messaggio inequivocabile:

Funzioni Fisiche/Fisiologiche: OFFLINE

Funzioni Psico/Cognitive: OFFLINE

Rassegnati all'ineluttabilità della situazione, controllate meglio le sagome sul pavimento: sono molto grandi, 4 o 5 metri di lato, tanto da occupare buona parte della superficie, ed esaminandole più attentamente vi rendete conto che sono delle fessure nel pavimento. Adesso che vi siete ambientati meglio e che osservate da vicino, potete scorgere attorno alle due più grandi, altre sagome analoghe, ma quasi invisibili: si tratta di venti circonferenze disposte attorno ai due ottagoni in maniera geometrica, dieci per parte, e anche queste sono delle fessure nel pavimento, ma molto più sottili. Ad ogni modo, non reagiscono in alcun modo alle vostre sollecitazioni: non potete premerle, o tirarle, o smuoverle in alcuna maniera.

Quella che ritenete essere la porta è una sagoma rettangolare, non molto dissimile da quelle sul pavimento, ma molto più marcata e quindi visibile. Anche questa non reagisce in alcun modo, ma i due pannelli ai lati sono retroilluminati. Sono entrambi poco più grossi di una mano aperta, quello a sinistra è diviso in due parti, mentre quello a destra è composto di una superficie unica.

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esamimando i due pannelli a fianco alla porta mi viene un'idea:

Forse sarà una sciocchezza ma secondo me questo pannelo unico comanda l'apertura della porta mentre questi due comandano l'aprirsi di quelle fessure nel pavimento.

Dicendo ciò mi avvicino col la faccia al pannello doppio ed alla fine incuriosito tocco una delle due parti.

@DM

Spoiler:  
Non hai specificato se sia diviso orizzontalmente, verticalmente, diagonalmente, se siano concentrici o se uno sia più grande dell'altro quindi ti do delle ipotesi:

Se sono divisi Orizzontalmente tocco quello sotto.

Se Verticalmente quello a Dx

Se Diagonalmente quello con la parte "più grossa" a Dx

Se Concentrici quello più esterno

Se di diverse Dimensioni quello più grande

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@Magoselvaggio

Spoiler:  
Non avevo architettato nulla di così complicato e pericoloso :)

Nel momento in cui Sam Dardan preme il pannello, sentite un leggero sibilo, aria compressa viene rilasciata da qualche parte sotto il pavimento, e una parte delle sagome inizia a sollevarsi. Si tratta di un grande tavolo ottagonale, circondato da dieci poltrone cilindriche in sintopelle bianca: quando il tavolo è in posizione, completamente sollevato dal pavimento, la superficie opaca si illumina debolmente, in maniera analoga al soffitto, sebbene più tenue.

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E quindi quest'altro... Dico premendo anche l'altro pulsante.

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Nella mia ispezione del pavimento mi avvicino ad una delle altre vasce e ne rimango scosso: quelle scritte in viola sono solo una costatazione di quello che i miei occhi vedono... indietreggio e rimango in silenzio mentre assisto alla trovata esatta di Sam, e, come a voler pensare a qualcos'altro, guardo il tavolo alzarsi e in fine illuminarsi...

Infine trovo la forza di parlare e domando, osservando prima uno, poi l'altro uomo:Uhm... Come... come vi chiamate? Ve lo ricordate?

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