Lord Harold Saerildor
Chr 6 di Iomedae
Umano
Personaggio:
Lord Harold non ha la stoffa dell'eroe, e lo sa bene. Era un buon sacerdote per la sua chiesa, era membro del capitolo della Cattedrale di Stolhardburg, la sua città. Uomo brillante, di famiglia nobile, assai abile nella diplomazia, ha ereditato il titolo di Conte, titolo che ormai è da generazioni un titolo onorario per la sua famiglia, in quanto dei possedimenti di famiglia rimane solo un vecchio castello: le restanti terre sono state vendute quando il nonno del trisavolo di Lord Harold venne nominato siniscalco del Duca e stabilì di vendere le terre per non doverle più gestire e per potersi trasferire in città. Uno scandalo (il padre di Harold, pochi anni dopo la morte della moglie, fu condannato per aver complottato contro il Duca) fece sì che i Saerildor perdessero il titolo di siniscalchi; Harold rifiuta da allora ogni contatto col padre, che ora è in esilio. Iniziò con fede la sua carriera nel clero di Iomedae, e ben presto divenne un sacerdote apprezzato, riscattando il buon nome della famiglia. Oltre a far parte del capitolo, dopo alcuni anni di servizio nella Cattedrale, cominciò anche a viaggiare per conto della Chiesa, tra varie abbazie e chiese in città e paesi del ducato, come messaggero, come emissario delle gerarchie, talvolta come "ispettore" per controllare l'operato di alcuni chierici in piccoli templi di campagna.
Ancora molto giovane si sposò con una giovane ragazza di Stolhardburg, una giovane musicista, di famiglia non nobile. Le cose non furono facili, per lui: innanzi tutto, non voleva rivelarle di essere nobile, per non correre il rischio che lei lo accettasse solo per il suo titolo e ritrovarsi poi una moglie infedele, pertanto l’ha corteggiata a lungo, e ha impiegato moltissimo tempo per essere ricambiato. Quindi ha dovuto superare l’ostilità della famiglia di lei, che non approvava i suoi modi cortesi ma misurati, senza sfarzi, e la sua severità morale. Infine dovette duellare con il figlio del Duca di Mharkward, un ducato limitrofo, che pretendeva la mano di lei (e rischiava di ottenerla, in quanto era assai più ricco ed influente, e molto più gradito alla famiglia della ragazza); il duello si concluse con la vittoria di Harold, ma il suo avversario gli giurò odio eterno. Si sposò nella cattedrale, la stessa dove era stato ordinato sacerdote, alla presenza di pochi amici degli sposi. Fu un matrimonio molto felice, all’insegna dell’amore e della fedeltà reciproci. La sua carriera prometteva bene, sembrava destinato a fare strada, a diventare un uomo importante nella sua chiesa.
Pochi mesi dopo la sua promozione a Priore (titolo che normalmente conferisce l'incarico di capo di un tempio di medie dimensioni, in una cittadina, ma che nel suo caso (come nel caso dei sacerdoti appartenenti a grandi capitoli) era un titolo conferito senza sede), durante uno dei suoi consueti viaggi, sua moglie fu uccisa da un sicario, probabilmente con lo scopo di far male a lui. Lord Harold sospetta che il suo avversario di un tempo sia il mandante (“se non potrò averla io, non l’avrà nessuno”), ma non ne ha le prove. Confermerebbero questa ipotesi gli attentati da lui subiti sia prima che dopo l’assassinio, per opera dello stesso nemico. Tuttavia, nessuno ha alcuna prova, se non confessioni di sicari poi “misteriosamente” uccisi nelle prigioni del ducato prima che potessero testimoniare nel tribunale reale.
La morte della sua amatissima moglie colpì molto Lord Harold, che ritenne di non essere più in grado di svolgere i suoi incarichi sempre con un sorriso gentile sulle labbra e con grande pazienza, quando necessario. Sentì forte dentro di sé la rabbia, avrebbe voluto estrarre la spada di famiglia, che portava sempre con sé, e abbatterla sugli oggetti che aveva intorno a sé per sfogarsi. Non lo fece, ma tale sensazione divenne ben presto un impellente desiderio di agire. Rivoltosi ai propri superiori (che provavano grande compassione per questo giovane sacerdote) chiese di essere destinato ad incarichi più attivi nel combattere il male e i nemici della fede e della giustizia. Lavorò sovente con compagnie di avventurieri che si occupavano di missioni affidate loro dalla chiesa di Iomedae; quindi, quando si seppe che Madmartigan il Magnifico necessitava di sostegno, e in particolare abbisognava di un sacerdote, Lord Harold fu convocato dai suoi superiori e gli fu ordinato di unirsi alla sua compagnia.
Aspetti:
Oppresso - Lord Harold è oppresso dall'idea della morte della sua defunta amatissima moglie, deceduta qualche anno fa per mano di un assassino. Egli vorrebbe tanto poterla riportare in vita attraverso un incantesimo di
Resurrezione (è morta da troppo tempo perché possa funzionare
Rianimare Morti; egli conserva in un medaglione una ciocca di capelli della moglie, che ha tagliato poco prima della sua sepoltura). Pensa che non sarà mai all'altezza di diventare un chierico abbastanza potente da lanciare quell'incantesimo e sa che sono in pochissimi a poterlo fare; spera di meritare, con le proprie azioni, la ricompensa, da parte della propria chiesa, di un lancio di quell'incantesimo per riportare in vita sua moglie.
Ordinario - Lord Harold non ha la stoffa dell'eroe, e lo sa bene. Disapprova un po’ gli atteggiamenti da superstar degli eroi, e apprezza molto di più il lavoro eseguito con modestia e scrupolo, anche se magari non si tratta di azioni eroiche.
Prudente (ma non sempre) - Lord Harold è un buon tattico, ma apprezza molto la prudenza, e sa che questa è la fondamentale differenza tra sé e un eroe. In particolare, è prudente quando in gioco c’è anche la sicurezza altrui; se è solo, può lanciarsi anche in azioni spericolate al limite della follia, in quanto non ha una stima particolarmente alta del valore della propria vita.
Nobile - Lord Harold è pur sempre un nobile, anche se un nobile assai triste e malinconico. Si comporta sempre come si conviene a qualcuno del suo rango, e non approva affatto i comportamenti volgari e licenziosi.
Onorevole - Lord Harold è fedele ai più alti valori della cavalleria, si comporta sempre con onore e con lealtà. È orgoglioso del proprio onore, ed è contento quando qualcuno si ricorda d lui per il suo comportamento onorevole.
Impeccabile - Lord Harold ha conservato, dai tempi in cui era nel capitolo della cattedrale e si occupava sovente di liturgia, l’abitudine ad essere sempre impeccabile nel vestire e nel portare il proprio equipaggiamento. Non si tratta d vanità: egli ritiene che essere sempre in ordine sia una forma di rispetto per la sua dea, e che non sia opportuno che i suoi servitori si mostrino disordinati, laceri o trasandati.
Sentimentale - Lord Harold è molto attaccato ad alcuni suoi oggetti e ad alcuni ricordi. In particolare, ogni volta che ode alcuni particolari melodie o canti, specialmente melodie per violino, anche se cantate, diventa malinconico, e ancor più cupo. La stessa cosa gli capita nei momenti particolarmente belli: la nostalgia per la sua amata Elyendel si fa ancor più forte del solito, ed egli vorrebbe tanto averla accanto. È molto affezionato ai seguenti oggetti:
- La sua Spada Lunga in mithral, un oggetto di famiglia, che somiglia molto alla spada che fa parte del simbolo sacro di Iomedae; egli la tiene sempre lustra e la tratta con estrema cura, considerandola il suo strumento contro i nemici della giustizia e della sua dea.
- Il medaglione che porta al collo, sotto l’armatura: si tratta di un medaglione d’oro lavorato, con una piccola gemma (un rubino) nel centro; il medaglione è apribile, ed egli lì conserva una grossa ciocca di capelli della sua defunta moglie (la conserva sia per ragioni affettive, sia per poter un giorno avere una parte del corpo di lei per il lancio dell’incantesimo Resurrezione, se sarà ritenuto degno di ricevere una tale ricompensa.
- Il suo scudo, su cui campeggia il simbolo sacro di Iomedae, donatogli quando decise di diventare un servitore attivo e combattere i nemici della sua fede.
Esigente - Lord Harold esige sempre il massimo da se stesso, e per questo sovente tende a fare lo stesso con gli altri.
Disciplinato ma non servile - Lord Harold ha una certa predisposizione per il comando, ma se qualcun altro è il capo obbedisce agli ordini; in primo luogo a quelli dei propri superiori, ma anche a quelli di chi comanda la compagnia di avventurieri con cui collabora, per esempio. Tuttavia non ama essere considerato solo una lama per combattere o un guaritore, o meglio: gli dà molto fastidio che chi gli dà gli ordini lo tratti come un inferiore senza cervello, come un semplice braccio esecutore. Ci tiene a essere considerato per quello che è, ovvero un sacerdote con una certa esperienza e competenza.
Determinato ad avere giustizia - Lord Harold non vuole cieca vendetta, ma desidera che il suo nemico sia punito legalmente per ciò che ha fatto; in particolare vorrebbe poter dimostrare la sua colpevolezza e smascherarlo pubblicamente, per affondarlo nel disonore e privarlo di ogni privilegio, di ogni riconoscimento, di ogni cosa che possa soddisfare la vanità di quell’uomo, per il quale la vanità è tutto: così gli sarà tolto tutto, così come egli ha tolto tutto a Lord Harold causando la morte di Elyendel.
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