Il viaggio non è stato dei più confortevoli. La panciuta Knarr sulla quale eravate imbarcati è perfetta per la navigazione sottocosta, ma in mare aperto rolla e oscilla in maniera spaventosa, e persino il capitano ha sboccato l'anima nel mare tumultuoso. Finalmente però dopo un mese di navigazione tormentosa, avete imboccato lo Kaupangfjord, un fiordo stretto e profondo scavato dal mare in migliaia di anni di erosione, laddove i maestosi Monti di Thorren creano scogliere vertiginose, da un lato, e dove dolci declivi di colline infestate dai goblin, fanno da sponda settentrionale. La nave compie un'ultima svolta per sorpassare uno sperone di roccia e finalmente lo vedete.
"Ecco Kaupang, fratelli miei! Siamo a casa!"
Esclama con emozione il capitando. Un boato di gioia prorompe dalle gole dei quaranta uomini di equipaggio. La loro felicità è contagiosa, e anche chi non è nato a Kaupang sente in qualche modo affinità con quel villaggio.
Non è una grande città. Non ha alte mura, o torri svettanti. Non ha palazzi sontuosi, o templi magnifici. Il colore che prevale è il bianco. Il bianco della neve che ammanta ogni tetto di zolle, ogni strada, ogni banchina del porto. La presenza della palizzata che circonda il centinaio di abitazioni è testimoniata dal colre del legno scuro con cui è stata eretta. Lo stesso legno di cui ogni costruzione, eccezion fatta per un tozzo edificio di pietra rossa nel porto, è costruita. Tra i moli e le banchine c'è un formicolio di gente dagli abiti grezzi. Notate come le pellicce e la lana siano l'elemento predominante, e come si prediligono calzoni e calzari di pelle, persino nelle donne.
Un suono di corno giunge alle vostre orecchie. Il saluto del villaggio al vostro arrivo.
La 'Pancia di Thorren' si avvicina, e cominciano le manovre di attracco. Da subito un forte odore di fumo, pesce, e mare empie le vostre narici, inebriandovi di odori per voi nuovi. Per la prima volta, sentite l'odore del Gelo. Un aroma sanguigno, ferroso, che filtra nella vostra testa facendovi pulsare le tempie e dolere le orecchie.
Pochi, esperti movimenti di timone, e il nocchiere allinea la nave alla banchina del porto. Subito vengono lanciate a terra delle cime per permettere l'attracco e una posizione sicura alla nave.
Un uomo dalla scarna capigliatura, ma con folti baffi biondissimi, si fa incontro alla nave, sorridendo. Si rivolge al capitano.
"Bentornato, farabutto! Non ci speravo più ormai! Pensavo che Njordr ti avesse dato uno dei suoi abbracci! Ma eccoti qua, per tutti i demoni mangiamerda! Cos'hai portato dal sud?"
Il capitano ordina di calare una passerella, e scende di gran carriera abbracciando in una morsa ferrea il baffone.
"Ho portato grano e olio di balena, pecore del sud. Hanno la lana più calda e morbida di questo sporco mondo! Ho portato ferro, di quello buono! Sarà contento Birger! E poi delle strane spighe di grano giallo! Sono giganti, e ci si fa una farina che sazierebbe anche quel maledetto divoratore di Cucciolo! E ci sono anche una decina di uomini che hanno deciso di farsi una nuova vita qui al Nord. Gente di tutti i tipi, ma bravi ragazzi!"
I due ridono profondamente, e si scambiano pacche sule spalle e strette di mano, come due amici che si siano ritrovati. Ma è di nuovo Baffo che prende la parola, rivolgendosi direttamente ai coloni di cui fate parte.
"Capitate bene! Mi servono giusto sei giovanotti robusti per portare un carico di viveri a Thorren Hall! Sono tre stagioni che non abbiamo notizie da laggiù, per cui, oltre a portar viveri, dovremo stare all'erta. Non è normale un silenzio così prolungato. La paga è di quindici monete d'oro, e in più una volta sull'Isola, avrete in concessione un appezzamento di terra che potrete coltivare. Lo Jarl ha generosamente concesso un carico di legname pregiato, buono per costruire, a tutti quelli che accetteranno questo incarico."
Il discorso dell'uomo dai baffi dorati viene interrotto dalla roboante voce di un giovanotto alto e smilzo, armato di lancia lunga e protetto da uno scudo raffigurante un corvo nero in volo.
"Neanche il tempo di sapere che la 'Pancia' è approdata, e sei già a rubarmi il mestiere? Maledetto Thorfin, dovrò farti arrestare!"
Il tono è ironico, e il sorriso sul volto del guerriero appena sopraggiunto è indice di buoni rapporti con Thorfin, il baffetto. Abbraccia il capitano, prima di rivolgersi a voi sulla nave.
"Non ascoltatelo questo buffone! Arruolatevi nella Guardia del Corvo, e avrete la possibilità di spaccare le teste di quei merdosi di Blodhevn, oltre a una montagna di soldi, di bottino e di prestigio! Mio padre è un uomo generoso, e offre un bel mucchio di monete d'oro per soli sei mesi di servizio nella nostra milizia! Un lavoro divertente e ben pagato!"
Due membri del gruppo dei coloni si fanno avanti. Sono due fratelli che avete avuto modo di conoscere durante il viaggio.
"Ci arruoliamo, signore!"
Dice il più grande rivolto al guerriero.
Un'altro, un uomo sulla quarantina che si porta dietro la sua minuta moglie, si rivolge invece a Thorfin.
"Io vengo con te in questa Thorren Hall."






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