Volevo confrontarmi con voi su un'aspetto che è venuto fuori da varie discussioni sui pregi e difetti della 4a in questi anni che mi hanno fatto riflettere.
Una critica che leggo spesso riguarda i poteri il cui uso visto sempre in chiave tattica nella griglia di combattimento.
PEr esperienza invece, usando i consigli della DMG I e II ho sempre trovato sistemi creativi ed utili di usare i poteri anche fuori dalle situazioni di combat!
Ad esempio certe invisibilità o il potere di un mio giocatore Battlemage che individua le menti ogni 5 minuti entro 10 quadretti.
Certo hanno usili mititati nel tempo e nelle arre, ma non per questo inutili. Alcune volte l'uso di un potere, come suggerisce la DMG II, mi è servita per risolvere un tiro in una prova di abilità, ma negli anni ho raccolto molti esempi carini di come un potere anche di attacco potesse avere un uso creativo fuori dagli scontri di gioco, e ripeto, senza uscire dai parametri e dai consigli al GM dati dai manuali.
Alloma mi chiedo, a cosa di deve questa interpretazione restrittiva che leggo tanto spesso nelle critiche alla 4a? Forse un errore di interpretazione? Un pregiudizio? O forse i manuali si spiegano male?
Voi cosa ne dite?
Usate i poteri, come mastero o giocatori, in modo creativo e per favorire al fiction oltre che per combattere?






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