Penso che i punteggi di caratteristiche influiscano direttamente sulle meccaniche del gioco molto più che sull'interpretazione. Qualche post fa si parlava di come descrivere il proprio personaggio coerentemente con le proprie caratteristiche. Ma facendo l'esempio del carisma, secondo voi è normale che uno stregone possa beneficiare sia delle meccaniche di gioco, e automaticamente abbia tra le mani un pg automaticamente "figo" o "bello" ecc., mentre i guerrieri e simili sono condannati ad essere brutti, antipatici ecc. soltanto perchè per loro il car non è importante per le meccaniche del pg? Sia nella Storia che nei racconti ci sono molti esempi di guerrieri valorosi e molto belli/carismatici/attraenti ecc. Ciò che voglio dire, e qui mi ricollego al fatto degli indovinelli, è che secondo me le restrizioni legate alle caratteristiche su come appaiono o si comportano i pg andrebbero un pò prese con le pinze, perchè potrebbero essere troppo vincolanti se non poco realistiche in certi casi.
Per il caso dell'int e l'indovinello, una soluzione potrebbe essere quella di applicare la regola di un punteggio minimo di int richiesto per poter avere accesso all'indovinello. Esempio: c è un indovinello di una certa difficoltà, in base alla quale il DM decide il requisito minimo di int. per poter candidarsi alla risp. Solo i giocatori in possesso di un pg con int >= a quella richiesta, possono partecipare. Tuttavia anche ciò sarebbe restrittivo, perchè i pg con int più bassa dovrebbero poter partecipare per esempio dando almeno dei suggerimenti se non la risposta, coerentemente con l'interpretazione del proprio pg.
E inoltre: siete proprio sicuri che gli indovinelli debbano basarsi sull'intelligenza? Quelli di pura logica/calcolo e simili sicuramente si. Ma ce ne sono altri che sicuramente sono basati sulla saggezza, quindi un barbaro con int 6 ma con sag decente potrebbe risolvere l indovinello grazie alla sua esperienza e ai suoi trascorsi.







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