@ Neena Duskbreed
Il portale apparve nel fuoco, guastando il tuo pasto e la carne di cervo che ancora ci rosolava dentro.
Un cerchio di fiamme rosse/purpuree, che delimitava un area oscura e nera come la pece.
E questa voce… Soave e attraente… Ti aveva parlato di nuovo, accarezzato con una promessa, attizzando la tua curiosità.
Avresti potuto finalmente vedere di persona questo tuo misterioso benefattore.
All’inizio rimasti glaciale, sebbene fossi interessata, per testare il tuo interlocutore, invintandolo a venire lui stesso qui, al tuo cospetto.
Per semplice risposta, il cerchio di fiamme scomparve, e dentro di te crebbe la frustrazione per non essere riuscita ad ottenere quello che bramavi (bramavi ? ma se eri solo curiosa…).
Quando il portale fece di nuovo la sua apparizione, eri tesa da un nervosismo che non ti faceva onore.
Questa volta, senza chiedere nulla, varcasti la soglia.
@ Bolar e Bartmos
“Craaacccspliiiish!!!”
Il colpo non era male. Abbastanza forte da spaccare il cranio, ma non troppo da farlo esplodere.
L’effetto era proprio quello cercato: un colpo di martello che affondava nel cranio come nel burro, per poi spiaccicarne il cervello, con pochi schizzi solo attorno all’arma.
Si, l’effetto era proprio riuscito. Era ancora da perfezionare un po’, ma niente che una decina di crani non avrebbe potuto rimediare.
“Bolar… Bolar… vedo che ti stai allenando… su una bambina poi…” affermò una voce familiare alle tue spalle.
Izgra’t.
“Era figlia di quei idioti, rispondesti, indicando con l’altro martello i 2 cadaveri barbaramente trucidati nel loro letto e scrollando le spalle, perché avrei dovuto lasciare viva anche lei ?”
In realtà lei si era nascosta, e non ti aveva vista, finché tu non l’avevi cercata e trovata. In fondo, non c’era niente di meglio che un cranio più morbido del solito per provare nuove tecniche. Eri proprio contento.
Sentì il ghigno approvatore del Demone.
“Ma certo, hai fatto benissimo…”
Una leggera pausa, poi la domanda, che tu brami di sentire. La stessa, ogni volta, ma piena di significato.
“Che ne diresti di una nuova missione, Bolar ? Una missione adatta alle tue qualità.”
Girandoti, assaporando il momento, rispondi al tuo datore di lavoro, con le consueti parole: “Mostrami la strada Izgra’t, che te la colori di sangue.”
Dietro il demone, il tuo malefico compagno Bartmos sta già ridacchiando, circondato dai suoi nuovi zombie del villaggio: “Si Izgra’t… dici chi dobbiamo uccidere, questa volta… dici chi è condannato ad una vita di dolore, e ad una morte piena di significato eterno…”
@ Vanshoon
Osservando l’uomo morire, che cercava disperatamente di chiedere aiuto (cosa alquanto difficile con una lama ancora conficcata in gola), sentisti per un attimo la frustrazione riempirti di nuovo.
Ma era solo un attimo. Ormai ci avevi fatto l’abitudine. Neanche lui sapeva.
La frustrazione lasciava sempre più spazio ad una silente sensazione di metodica pazienza, nell’attesa della tua vera preda, chiunque ella fosse.
I rumori del vagabondo stavano cessando progressivamente, il che permetteva di sentire sempre più presente il cane randagio che, vicino alla pila di cadaveri, staccava pezzi di carne ai defunti.
Sbuffando, ti decisi di raccogliere il nuovo arrivato e buttarlo sopra gli altri.
Il tonfo sordo ma deciso fece scappare, ma solo per poco, il cane, troppo affamato (o fiducioso nei tuoi confronti) per abbandonare il suo pranzo.
La testa dell’ultima vittima, per un curioso scherzo del destino, era rivolta verso l’animale, e si poteva notare la disperazione primordiale ma evanescente che dipingeva il suo sguardo sempre più vacuo.
“Vedo che non hai abbandonato” disse una voce rauca ma profonda, che conoscevi troppo bene per non riconoscerla.
Per un attimo la colera ti invase, ma subito il dolore, lancinante, alla fronte si fece sentire.
“Sono solo degli insetti, continuò il demone, non mi interessano. Non c’è bisogno di disperarti per loro.”
Rimasti stupito alle parole di Izgra’t.
Poi la risata del demone ti fece capire che si prendeva gioco di te.
“Seguimi, disse tutt’ad un tratto serio il demone, ho bisogno di te.”
Un portale a forma di cerchio di fuoco, oscuro e tetro, apparve sulla tua sinistra, inghiottendo poco dopo te e il tuo destino.















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