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Civili - Gli Oggetti del Sopravvissuto

Morgan Bale

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Io distinguo i sopravvissuti in due gruppi: i civili e i combattenti. I primi, non sono altro che persone comuni che si ritrovano catapultate in un inferno sulla terra e che devono solo pensare a tirare avanti perché non in possesso delle competenze belliche necessarie per affrontare i non morti senza correre grandi rischi. I secondi invece sono ex militari, poliziotti, guardie ed esperti di armi che proteggono i primi e vanno in ricognizione alla ricerca di risorse utili.

In questo articolo vi elenco gli oggetti che un civile deve avere con se per sopravvivere in un mondo infestato da non morti. Questi oggetti di uso comune facilmente reperibili potrebbero sembrare all'apparenza insignificanti, ma… leggete in basso prima di arrivare a conclusioni affrettate.

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Zaino
Lo zaino è essenziale. E’ uno strumento pratico ed utile che ci consente di portare con noi ogni tipo di oggetto che può contenere al suo interno, inclusi vestiti e cibo. Alcuni sacrificano lo zaino per una borsa a tracolla o una valigia, ma è un errore. Nella nostra lotta per la sopravvivenza avremo bisogno di molte cose indispensabili e per un civile non addestrato al combattimento, o che almeno non milita in nessun corpo di attacco o ricognizione, lo zaino da schiena è fondamentale. Inoltre dovremo essere veloci e viaggiare il più leggeri possibile, dati i continui e ripetuti attacchi da parte dei non morti che ci braccheranno ad ogni angolo.

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Medikit
Il medikit è ancora più importante dello zaino. Molti lo sottovalutano, ma se usato a dovere può salvarci la vita in molte occasioni. Non dimentichiamo che gli infetti (e non gli zombi), essendo di derivazione bio-chimica, sono mortalmente contagiosi e se non prendiamo le dovute accortezze potremmo morire di una morte atroce… prima di diventare uno di loro. Un medikit in genere contiene garze, antidolorifici, antibiotici, disinfettante, pomate varie, siringhe, forbici e poco altro. Un sopravvissuto che abbia un minimo di competenze medico-chirurgiche potrebbe trovare il modo di utilizzarlo e curare infezioni di diverso tipo causate dal contatto accidentale con un infetto: ad esempio, uno schizzo di sangue improvviso nell'occhio o un bocca, graffi o l’ingerimento di acqua contaminata.

Maschera Antigas.jpg
Maschera antigas
La maschera antigas è un accessorio non molto estetico, ma davvero utile in non poche circostanze. Quasi tutti credono di potersene andare in giro per il mondo pieno di infetti e di poter respirare tranquillamente senza subire conseguenze… Ma si sbagliano. Proprio come il nostro corpo suda liberando odori, così gli infetti che sanguinano rilasciano neuro-tossine nocive e batteri vari tutt'intorno. Certo, stabilirsi in una zona verde come una valle o su in montagna è più sicuro, ma dovremo comunque tornare in città per fare rifornimento e attraversare villaggi e cittadine abbandonate piene zeppe di cadaveri infetti che appestano l’aria rendendola tossica.

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Accendino
Troppo spesso si pensa che a tenerci al sicuro dall'ipotermia bastino un cappotto e qualche sciarpa… ma non è così. In un mondo che si è fermato perché quasi tutti sono morti (o stanno morendo) le centrali cessano di funzionare e il gas non viene più erogato. Senza contare le eventuali e drastiche anomalie nel clima che produce (o produrrà) sbalzi repentini di temperature difficili da sopportare. Dovremo quindi procurarci il calore da soli utilizzando quello che troviamo e senza una scintilla iniziale… questo è impossibile. Ecco perché dobbiamo sempre portare con noi un accendino per le giornate particolarmente drastiche caratterizzate da freddo siberiano o peggio ancora neve. In più, il fuoco riesce la dove le batterie delle torce che si scaricano falliscono miseramente, e potremo quindi utilizzarlo per farci luce in casi di emergenza bruciando del comune tessuto e avvolgendolo attorno a una sbarra o qualcosa di lungo e resistente al calore.

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Varichina
Quando le scorte d’acqua cominceranno a scarseggiare, dovremo abbandonare i centri abitati e cercarci una fonte. Ma se non conosciamo a dovere il geo-sistema in cui ci troviamo potremmo ammalarci dopo esserci dissetati in una pozza d’acqua stagnante. I più esperti consigliano di munirsi di un recipiente metallico in cui versare l’acqua impura e riscaldarla per più di 20 minuti a 80°. Questo stermina i germi comuni presenti nell'acqua rendendola bevibile, ma… se l’acqua di quel ruscello provenisse da una fonte in cui c’è caduto un infetto? Allora il calore non basta. E neanche il carbone può sterilizzare l’acqua contaminata da un non morto. Dobbiamo quindi usare della varichina, un forte detossicante che va usato in piccole dosi tanto che è potente e riscaldare il recipiente con dentro l’acqua per circa 10 minuti. Ad alcuni potrebbe sembrare un processo tanto pericoloso quanto tedioso, ma se volete correre il rischio di vomitare sangue e pus mentre venite assaliti da una rabbia incontrollata che vi porterà ad inseguire, attaccare e mordere come un lupo idrofobo tutto ciò che è vivo… fate pure.

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Chiodi
Piccoli e per niente ingombranti, i chiodi d'acciaio di cui dispongono gli operai edili sono oggetti davvero utili. Immaginate di ritrovarvi coi vostri compagni di sventura in una casa abbandonata nel bosco circondata da zombie. Sapete bene che non dovete fare rumore, ma prima o poi vi troveranno e butteranno giù la casa per venirvi a prendere. Quindi dovete assolutamente sbarrare tutti gli accessi, come finestre, porte, botole ecc. E cosa usate? Delle assi di legno, ovviamente. E con che cosa le fissate? Non col del nastro adesivo, voglio sperare...

Più avanti pubblicherò un articolo con le armi che un combattente deve avere con se per  affrontare gruppi numerosi di zombie o infetti.

M. Bale :skull:


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