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Dove tutto comincia: L'Osteria

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La creazione di una campagna è sempre stata una delle parti più difficili e allo stesso tempo ispiranti della carriera da Narratore e, come tutti ben sappiamo, le campagne solitamente tendono a partire da una bella rissa alla Taverna. Questo edificio, oltre ad essere un aggancio solido per la maggior parte delle avventure, riassume molti elementi ricorrenti del panorama fantasy: da Frodo Baggins a Eragon, molti famosi protagonisti si sono avviati alle loro saghe epiche proprio grazie ad una Taverna. 

Nella mia carriera da narratore ho giocato molte avventure (rapportate alla mia giovane età) e mi sono reso conto che, il più delle volte, la taverna non era esattamente una taverna, bensì un qualcosa dove gli avventurieri trovavano gente alla richiesta di aiuto o altro. Seppur questo sia il luogo più interessante ed il primo luogo dove gli avventurieri finiranno per cercare un impiego, non si può limitare la taverna (come la chiamano in molti, mentre altri decidono di chiamarla Locanda) ad un accorpamento di stanze ad uso di ristoro o riposo. Bisogna approfondire ogni ambiente, pertanto, ecco qui una guida (non troppo breve) su come costruire una bella Locanda/Taverna o Ostello.

Taverna, Locanda o Ostello: cosa scegliere?

Andare ad una Taverna sperando di trovare un letto e andare alla Locanda sperando di trovare da mangiare sono due cose prettamente differenti, così come trovare un Ostello in pieno '400.

Con il termine Taverna si intende una struttura pubblica nel quale il cliente ordina da mangiare e da bere. E' solitamente uno spazio ad un piano, spesso collocato sulla strada principale, che lavora prettamente di sera, dal tramonto in poi. Alla Taverna ci si può accontentare di ordinare solo del bere (trasformando quindi la taverna in un'osteria) o da mangiare (trasformandola in una trattoria). Il carattere della taverna, attualmente, è volutamente rustico; questo è un semplice aspetto che si tramanda dal lontano 1200, secolo nel quale le Taverne nacquero principalmente per sfamare i contadini di ritorno dai campi o i soldati di ventura. 

Con il termine Locanda si intende invece un locale pubblico, solitamente posto su più piani, nei quali i clienti, sotto pagamento, possono passare la notte e riposare. Solitamente una Locanda non fa da Taverna e viceversa, ma spesso la prima nasce vicina la seconda, o la Locanda aggiunge i servizi di una trattoria o di un'osteria. La locanda può nascere sia vicino che lontano alla strada e,essendo perlopiù costruita su più piani (al massimo, nel caso di locande estremamente lussuose, su tre piani) svetta su altri edifici, rendendosi visibile. Il più delle volte la locanda viene costruita con una stalla dove tenere le cavalcature, perlopiù per stallaggio e nutrimento delle bestie.

L'Ostello nasce invece nel 1900 (o giù di lì) quindi inserirlo all'interno di ambientazioni prettamente medievali è errato (essendo questo fondato successivamente tale epoca), e nasce perlopiù come luogo di svago, ricreazione e ricettazione.

I termini Taverna e Locanda sono spesso confusi e resi sinonimi a causa della cultura inglese, spesso utilizzatrice del termine "Tavern" o "Inn" per indicare un posto dove dormire e bere/mangiare e il termine "Pub" ( o Public House) come posto dove bere, mangiare ma non dormire. Insomma, una grande confusione. D'altronde, da un paese che utilizza un sistema non metrico decimale non mi aspettavo di meglio.

L'Osteria: da dove partire

Ovviamente, a questo punto, comincerete a creare la vostra osteria (anche se non si sa esattamente il perché la maggior parte dei narratori tende a portare i suoi personaggi a bere, anziché mangiare). Il primo punto dal quale cominciare è l'entrata anche se questa, ovviamente, è legata anche alla struttura della città. Dato ciò, cominciamo col dire che l'osteria più diffusa è quella perlopiù interrata (o, comunque, parzialmente interrata) e, di conseguenza, strutturata in roccia o sasso vecchio. Questa tipologia di struttura è perlopiù indicata se l'osteria si trova vicino ad un fiume, dove il sasso vecchio, o ciottoli, si possono trovare tranquillamente (nel medioevo, ma anche più avanti, fino all'incirca gli anni 1800, le case si facevano spesso, almeno qua in Nord Italia, in sasso se vicino ai fiumi. La maggior parte delle case vicino al Po e ai suoi affluenti sono difatti costruite in questo materiale. Nel meridione veniva invece preferito il tufo e pietre calcaree. La regola d'oro è comunque costruire con quello che si ha intorno.)

L'entrata, se interrata, presenterà dei gradini. Ogni alzata di gradino, nel medioevo, era di circa una ventina-venticinque centimetri (si adatto solo in seguito agli studi architettonici che fermarono le alzate a 17 centimetri) pertanto, ad ogni scalino, abbassate la struttura di venticinque centimetri. Raggiunta l'altezza di un metro le finestre saranno rasoterra (la finestra solitamente comincia ad un metro di altezza). Quattro scalini = Finestra più piccola. Le finestre piccole solitamente fanno entrare meno luce, pertanto gli ambienti saranno più lugubri: attenzione a non creare un tugurio; alla fine le persone dovrebbero volerci venire, in questa osteria, non scappare!

La taverna solitamente cominciava con uno spazio comune; un grande atrio arieggiato dove stava un camino per il riscaldamento e alcune finestre per la frescura. Il pavimento era solitamente in terra battuta, anche se il legno, nelle regione che ne erano ricche, era popolare. Non esagerate con il camino o le cappe vi daranno dei problemi per i piani superiori. Una Taverna lussuosa probabilmente avrà un camino in ogni spazio, per riscaldare ogni zona. I luoghi comuni erano perlopiù divisi da arcate. Uno spazio comunque solitamente è costituito da un'area di dieci metri per dieci (anche qui, seguendo canoni moderni). Una decina-ventina di persone per area, quindi, è il minimo-massimo per rimanere al caldo.

I due spazi fondamentali di un'osteria sono il bancone (o comunque un posto laddove servire i clienti) ed una cantina (dove tenere le bevande, solitamente immagazzinate in grosse botti o barili). L'Oste era il dirigente dell'osteria; nelle osterie più povere ovviamente serviva come personale ma, chissà, magari gli oste più ricchi potrebbero permettersi di non servire al banco. Spesso l'Oste e la famiglia vivevano nell'Osteria stessa: in questo caso dovrete progettare anche una casa abitabile; nel caso invece non sia così le cose sono molto più semplici.

Il Nome dell'Osteria e i Temi

Il nome dell'osteria, solitamente, ritrae in modo variabile il suo ruolo e la sua utenza. Alcune Osterie e Taverne di Londa, ad esempio, venivano chiamate Caravansarais a causa dell'utenza formata perlopiù da mercanti e uomini di passaggio. Il nome dell'osteria solitamente non dovrebbe essere né troppo lungo né troppo corto. Un inizio (L'Uomo, La botte, Il Boccale, l'Ubriaco) che sottolinea l'utenza o il servizio e una fine (traballante, sempre vuota, tracimante, ridente) dedicato a sottolineare una conseguenza o un attributo sono più che sufficienti. Personalmente eviterei di dare nomi che sottolineino vaghezza (Il Viandante, Il Sentiero) o totalmente fuori luogo (L'allegro Palazzo della Birra). Quando creo un'osteria, tengo sempre presente tutto ciò che questa ha intorno, ponendomi alcune domande.

  • Temi Regionali o Globali: La regione dove nasce quest'osteria è particolare? E' prevalentemente coperta da foreste, montagne o fiumi? La regione offre particolari prodotti tipici? I materiali ottenuti da questa regione sono speciali? Questa regione si distingue per la prevalenza di una branca del settore primario rispetto alle altre?
  • Temi Locali o Vicini: La struttura è stata costruita recentemente oppure risale ad altri tempi? Ha una tradizione lontana? Quanti spazi ha a disposizione? E' un'osteria larga e spaziosa, oppure è angusta e lurida? E' famosa per queste caratteristiche, o è un'osteria poco conosciuta? E' un'osteria a gestione familiare locale oppure appartiene ad una vecchia famiglia, che si tramanda la produzione di generazione in generazione? 
  • Temi economici o contestuali: La città gode di una particolare reputazione? E' una città che funge da centro commerciale, militare o culturale? Chi la frequenta, perché? La locanda è ben vista?

Solo dopo aver chiarito questi semplici punti (io li chiamo così, in realtà è quasi tutto automatico nella gestione dell'avventura) comincio con la creazione della città (se ho cominciato dal grande e sono arrivato al piccolo) o della città stessa (cosa che, il più delle volte, accade più spesso). Non dimenticate, ovviamente, che questi sono consigli e guide per creare delle strutture, ma non sono assolutamente obbligatorie; servono solo per rendere la cosa un po' più particolare!

Sviluppare un'Osteria: Cosa servire da bere, perché.

L'Osteria può essere famosa per una qualità particolare di birra e/o un gusto speciale di birra. Molti ingredienti, se inseriti all'interno della miscela della birra, ne alterano il sapore creando una sorta di seconda fermentazione. Mentre il luppolo venne inserito dal 100 al 1500, non era raro trovare delle birre addolcite con altre piante o spezie. Anche degli sciroppi di frutta, come le fragole od il lampone, venivano utilizzate spesso per addolcire il sapore della birra o, comunque, renderla più saporita. La Canapa, La Castagna ed il Rosmarino erano utilizzate in sostituzione al luppolo o in aggiunta a questa per alterarne il sapore e contrastare la dolcezza del malto. Zenzero, Noce Moscata, Pepe, Coriandolo e Bucce D'arancia erano utilizzate per lo stesso fine.

Come per le abitazioni vale la regola d'oro di attribuire all'osteria un particolare della regione di appartenenza; non sarà strano, ad esempio, trovare in un villaggio nato vicino ad un bosco di castagni della birra, o del vino, aromatizzato al castagno. Per quanto riguarda i corsi del fiume, un'acqua più pura e minerale ottiene come effetto una birra più scura e torbida. 

Per quanto riguarda il vino, questo è più complicato da descrivere a causa della sua natura decisamente diversa da quella che conosciamo tutt'ora. A causa, difatti, di una diversità nel sistema di bollitura, il vino al naturale era una sostanza sciropposa e decisamente alcolica (vedetelo un po' come il vov, se qualcuno sa cos'è) e pertanto serviva allungarlo con acqua, al quale spesso veniva aggiunta zucchero e miele. 

 

Alcuni Spunti su di un'Osteria

In seguito elenco un paio di esempi ricavati dai punti sopra citati: sono tutte Osterie che ho già utilizzato, pertanto potrete usarle, nel qual caso vi servano, come meglio volete. Ovviamente sono tutti esempi più teorici che pratici: la regola del sì, ad esempio, e un po' di creatività migliorano anche l'osteria meglio preparata. Ricordatevi, comunque, di non descriverla come una normale osteria, altrimenti i vostri giocatori non se la ricorderanno nemmeno!

Esempio di Osteria ricavata su Temi Regionali

Osteria di Bosco Rossastro

La regione di Anermh è famosa per le sue particolarissime foreste rossastre; l'autunno porta su queste terre una grandissima varietà di colori rossastri e marroni, illuminando involontariamente gli edifici e gli interni di luce rossa. La Locanda Baccarossa ha saputo trarre il meglio dalla sua regione, creando il Vino Rosso Bacio, un vino particolarmente denso e dolciastro, alquanto alcolico e costoso. La locanda è collocata sulla Vecchia Strada degli Eroi, all'ombra di un grande castagno dalle foglie rosse; è proprio da questa pianta che, ogni novembre, i dipendenti dell'osteria traggono i frutti per insaporire questo famoso vino.

 

Esempio di Osteria ricavata su temi Locali

Birreria dei Fratelli Olwar a Fiumebollente 

Questa osteria è suddivisa in due spazi: una struttura per la lavorazione della birra, situata vicino ad un fiume, ed una struttura dove vendere la birra (artigianale). La prima è suddivisa in una grande cantina interrata ed un complesso sistema di bollitura in rame, ed è situata ai margini della città. La seconda è invece davanti al municipio, in bella vista per chiunque visiti la città.Il sistema di bollitura, controllato dal tecnico Segwart, è un cimelio della famiglia Olwar, tramandata di generazione in generazione da moltissimi anni. La cantina contiene, nei momenti di piena, otto grosse botti in pregiato legno. L'Osteria ha un bell'aspetto, è curata e pulita tutti i giorni dai dipendenti e dai servi. I grossi ambienti, all'interno, sono arieggiati e tiepidi: le sedie, di un legno beige, contrastano vivamente con i tendaggi violacei. La birra qua prodotta,  "Rutto Di Grutt", è una birra liscia estremamente buona e facile da mandar giù, ed è il fiore all'occhiello della famosa famiglia.

Esempio di Osteria ricavata su Temi Economici 

L'Osteria di Porto "La Botte Senza Fondo"

Questa osteria nasce vicino alle case dei pescatori, affacciata sul porto e sui vari moli della città di Narahm. Non stupisce, effettivamente, che questo sia il ritrovo abituale di pescatori, pirati, contrabbandieri e marinai. Tutto è stato arredato come una nave: una grossa ancora indica la porta d'ingresso, un cannone di ghisa pesante funge da puntello portante della parete di sinistra, ed uno scheletro di un pescespada, appeso a circa quattro metri d'altezza, funge da candelabro, pieno di candele di cera. Si crede che la vecchia polena della nave del Capitano Garrel, ora Oste, protegga tutti i clienti dalla sventura dei mari. Nei boccali, d'altronde, non è raro trovare un po' di acqua salata.

Questi sono solo alcuni esempi di ciò che potete inventare mettendo insieme i vari aspetti/temi per le osterie. Non poche volte, effettivamente, mi capita di creare l'osteria per poi sviluppare, retroattivamente, anche la città stessa. Detto ciò, vi lascio creare la vostra personalissima locanda, sperando di aver dato una mano e aver fatto assaggiare, magari, un boccale di vino diverso dai soliti! 


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