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Paradiso e inferno

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BomberDede

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Ecco una storiella che non conoscevo che mi è stata data da un mio capo scout. Davvero molto bella

Dopo una lunga e coraggiosa vita, un valoroso samurai giunse nell'aldilà e fu destinato al paradiso.

Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno.

Un angelo lo accontentò.

Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi, lividi e scheletriti da far pietà.

"Com'è possibile?" chiese il samurai alla sua guida.

"Con tutto quel ben di Dio davanti!"

"Ci sono posate per mangiare, solo che sono lunghe più di un metro e devono essere rigorosamente impugnate all'estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca"

Il coraggioso samurai rabbrividì.

Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto ai denti.

Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso.

Qui lo attendeva una sorpresa.

Il paradiso era un salone assolutamente identico all’inferno!

Dentro l’immenso salone c’era un’infinita tavolata di gente seduta davanti ad un’identica sfilata di piatti deliziosi.

Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare all’estremità per portarsi il cibo alla bocca.

C’era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia.

“Ma com’è possibile?”, chiese stupito il coraggioso samurai.

L’angelo sorrise:

“All’inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché così si sono sempre comportati nella loro vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino”.


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17 Commenti


Mmm... ma una domanda... se il samurai era destinato al paradiso, ma non sapeva come in un certo senso ''sopravvivere'' in paradiso come è possibile che gli altri lo sapevano? Cioè se il samurai non ci aveva pensato non è forse vero che anche lui era abituato a riflettere come i condannati all'inferno? Bù non ho capito xD

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Trovo sempre irritante l'idea che c'e` dietro al paradiso e all'inferno. Ancora di piu` quando la si usa per "fare la morale".

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@ Sekiho: il tuo discorso fila ma...non è importante. Cioè è una storiella su un modo di vivere, il resto è contorno

@ Dusdan: e per insegnare invece?

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Cosa c'e` da insegnare dicendo "se tutti ci vogliamo bene e ci aiutiamo l'un l'altro il mondo e` meraviglioso"? E` una banalita`.

Il punto e` che nel mondo reale succederebbe che i due piu` grossi e piu` furbi si ciberebbero tra di loro impedendo agli altri di mangiare.

Queste storielle lasciano il tempo che trovano.

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Credo che in realtà queste storielle servano a frenare in modo pacato l'istinto dei bambini e/o ragazzini, in modo da rinviare il giorno della prevaricazione da parte dei "due più grossi e furbi". Insomma non sono rimedi alla realtà del mondo, bensì tentativi di mitigazione di componenti dannose come appunto l'egoismo che ci è proprio. Che poi la si racconti coi samurai o con i principi azzurri sempre favola rimane, e in quanto tale ha un determinato target di utenza, sicuramente composto da persone meno disincantate rispetto a noi.

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Vero, ma che senso ha tirare in ballo paradiso ed inferno? Non servono a nulla per spiegare la morale della storiella, rispetto alla quale, per inciso, le favole di Fedro sembrano piu` complesse della relativita` generale.

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ma io non capisco perchè ti fermi tanto sulle parole Dusdan

se al posto di "paradiso" e "inferno" ci fosse stato "famiglia felice" e "famiglia triste" avrebbe cambiato qualcosa?

Per nulla?

e il messaggio di una storia si giudica dalla complessità di scrittura e dalla lunghezza? Allora la serie di Twilight deve essere profondissima, così come Harry Potter.

Boh, vi fermate su delle sottigliezze senza importanza

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Si`, se tiri in ballo paradiso ed inferno cambia, perche` assume un altro significato.

No, non c'entrano complessita` e lunghezza, e` il messaggio in se` che e` banale anche per un bambino di 8 anni.

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Credo che Paradiso e Inferno siano stati tirati in ballo solo per essere (appunto) forieri di messaggi banali e semplicissimi: in un contesto cattolico (e qui ci sarebbe da discutere sulla percentuale di samurai cattolici, ma sorvoliamo) "Paradiso" viene immediatamente associato a "luogo in cui si sta molto bene dopo essersi comportati bene", mentre "Inferno" a "luogo in cui si sta molto male dopo essersi comportati male". Sono allegorie un po' deboli che però non necessitano di una particolare base culturale per essere comprese, a patto di trovarsi in Italia nel 2009. La ritengo una storiella innocente, soprattutto considerando il contesto in cui viene proposta.

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"No, non c'entrano complessita` e lunghezza, e` il messaggio in se` che e` banale anche per un bambino di 8 anni."

Però Dusdan permettimi una cosa.

Dici che la storia è banale e non serve, ammetti però che nel mondo una principio del genere è impossibile visto l'egoismo umano.

Ammesso che con meno egoismo il mondo sarebbe migliore perchè dici che non serve?

Non servirebbe se il mondo fosse già così no? serve appunto perchè ilmondo NON è così e quindi a volte un esempio da seguire non guasta.

Va bene essere disillusi ragazzi, però non so come fate a vivere senza un briciolo di speranza.

Poi sembra che il fatto che il messaggio sia banale sia un punto debole della storia. Ma se non si riesce ad assimilare neanche un messaggio banale(come avete detto voi) perchè bisogna andare a tirar fuori messaggi complessi e articolati? Se davvero è così allora è giusto "partire dalla base"

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L'egoismo e` un difetto, dire che il mondo sarebbe migliore con meno egoismo e` una banalita`.

Dire che il mondo sarebbe migliore senza le guerre e` una banalita`.

Dire COME raggiungere quella situazione NON e` una banalita`.

Perche` in "paradiso" si comportano in modo meno egoista? Perche` l'hanno sempre fatto in vita? E perche`? Che messaggio si trae? "Se fossimo tutti piu` buoni il mondo sarebbe migliore"? Tautologia, banalita` allo stato puro.

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a quanto pare abbiamo 2 concezioni di banalità ben diverse:

- per te la banalità è una cosa che tutti SANNO

- per me la banalità è una cosa che tutti HANNO INTERIORIZZATO.

non me ne frega se tutti sanno cosa è giusto finchè non lo fanno.

O magari nessuno la fa perchè non è così banale come cosa no?

Se è così ovvio e lampante perchè non sono tutti più buoni?

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E' come dire tutti sanno che uccidere è sbagliato perchè allora c'è gente che uccide?

Perchè non gli interessa se è sbagliato, l'uomo è di natura egoista e alcuni più di altro sono disposti a tutto per il proprio bene, che sia giusto o no.

Per il significato di banalità non è questione di concezione, forse dovresti dare una lettura alla definizione sul dizionario ;-)

Cosa intendi con "una cosa che tutti HANNO INTERIORIZZATO"?

EDIT: Tra l'altro inorridisco al pensiero di un samurai cattolico. In generale la scelta del samurai come protagonista di questa storiella è quanto di meno azzeccato ci possa essere.

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In realtà di samurai cattolici (davvero cattolici) ce n'erano. Pochi (e spesso massacrati) ma ce n'erano.

Onestamente Gandhi lo lascerei dove sta: il suo pensiero è stato espresso in tutt'altro contesto storico, sociale e culturale. All'epoca non esprimeva pensieri "interiorizzati" da tutti.

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Certo che se ci mettiamo a definire le parole come piace a noi non andiamo da nessuna parte.

Il messaggio di Gandhi, nel suo contesto, era tutt'altro che banale, ma non c'entra nulla con questa storiella.

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