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Dio?

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BomberDede

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Spesso ci si domanda se si crede in Dio, e spesso lo si domanda agli altri per avere un confronto.

Raramente però sono riuscito a trovarlo davvero. Forse per l’ottusità della mia domanda o per la banalità della risposta.

Non so il motivo. Fatto sta che raramente ho ricevuto una risposta che mi abbia soddisfatto.

Raramente però non vuol dire mai.

“Non lo so, dipende dai momenti”

Ecco l’unica VERA risposta che ho ricevuto. Ritengo infatti che sia l’unica risposta possibile ad una domanda: “ma tu credi in Dio?”

Ritengo assurdo dire: “Si”. Cos’è la fede se non una prova? Un mettersi in gioco? Che senso ha dare una risposta così sicura, tu non ti stai mettendo in gioco.

Ritengo assurdo dire: “No”. Non puoi saperlo e non puoi esserne certo. Mi sono spesso chiesto come si possa dire di non credere in dio di fronte ad un alba a 4000 metri, ad un bimbo che muove i primi passi, al viso della persona amata che ti sorride.

Non posso essere dei meccanicismi naturali e basta. Sono qualcosa di più

Ma quanto è questo più? Quanto più in là possiamo spingerci nelle nostre convinzioni?

Quanto possiamo essere sicuri della nostra fede?

Sinceramente: “non lo so, dipende dai momenti”


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65 Commenti




Sinceramente non ho risposte logiche,come dici tu è un fatto di Fede.

Posso solo dire che ogni volta che guardo il cielo,trovo tracce della Sua esistenza.

Ciao. :bye:

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Sicuramente, se c'è un Dio (che renderebbe molto più facili e paradossalmente razionali da comprendere alcuni meccanismi della vita), non è quello che ci è stato insegnato dagli uomini.

Non è quello dei Cristiani, degli Ebrei o dei Musulmani. Nè, se ve n'è più d'uno, quello delle religioni monoteiste.

Almeno, questa è la mia opinione.

La butto sul "comico" e sul fantasy, ma per quanto riguarda il cristianesimo, a credere in quello che viene tramandato dagli uomini, c'è stato un bel Time of Troubles tra antico e nuovo testamento...

Non ci sono ragioni per credere che non ci sia, ed è possibile al tempo stesso non avere particolari motivi per vedere se e dove si manifesti.

Solo che difficilmente riusciremo mai a sapere dove sta la verità. E probabilmente è l'aspetto più affascinante del bisogno di credere dell'uomo.

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@ Enry: cacchio, sempre più dispiaciuto per non aver scambiato due chiacchiere con te ;-D

@Shar: concordo al 100% soprattutto sull'ultima parte

@Aerys: Why? intendi per il male del mondo? troppo comodo dare la colpa a lui no? La colpa è solo nostra.(ovviamente tutto IMHO)

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Troppo comodo dare la colpa a lui? Ma non è onnipotente?

Vorrai dire troppo comodo che quanto ci sia di bello al mondo è opera sua e quanto di brutto sia colpa degli uomini. ;-)

Troppo comodo dire che il paziente è morto è colpa del medico ma se si è salvato è grazie a dio.

Mi fermo qui. La mia opinione è già nota. Non necessito di ulteriori commenti.

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ma tu stai già dandpo per scontato che se si salva un paziente è grazie a Dio o se ci sono cose belle è grazie a lui

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Non mi ricordo se fosse su un libro o in un film, però ai tempi mi colpì la seguente frase, attribuita a Dio in persona.

Gli veniva rinfacciato che non interveniva quando gli uomini facevano del male ad altri uomini.

La spiegazione, per quanto ai limiti della logica, fu più o meno la seguente (scavo nella memoria):

"Quando hai un figlio e gli insegni ad andare in bicicletta... finchè lo tieni per la collottola, non cadrà, ma non imparerà mai. Se sei sempre col fiato sul collo ad evitare che si faccia male, non si renderà mai conto che cadere dalla bici non è una cosa positiva."

Non lo dico perchè io creda in questa "versione", sto solo dicendo che mi fece pensare...

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io non dò niente per scontato...io, semplicemente, non credo. Mi limito a riferire quello che sento in genere. Se il congiunto muore la famiglia denuncia il medico, se si salva accende un cero alla madonna. Io ai credenti ( o a chi si proclama tale) non fornirei alcuna cura...tanto c'è dio a salvarli no? E se muoiono...sarà stata la volontà dell'altissimo.

Io credo negli uomini. Il resto è solo superstizione.

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Non capisco perchè sia così assurdo dire "no non credo".

Hai ragione non possiamo essere sicuri che non esista ma non abbiamo neanche prove del contrario.

Non abbiamo neanche prove che esista il piccolo popolo ma trovi così assurdo se qualcuno ti dice che non ci crede?

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Wow. sto creando un putiferio. Vediamo di dare un paio di risposte:

Merin:se ti limiti a riferire quello che senti ok. Non generalizziamo tropo però. Sulla frase dell'assistenza sanitaria la prendo come uno scherzo visto che spero sia così.

Aeyrs: il discorso è lo stesso alla fine.

Ed ora alla domanda che più mi è piaciuta:

Vedi Sirya io ho una visione un pò particolare della fede(presa da Carlo Carretto).

Io credo in Dio. Che è Padre, è Figlio ed è Spirito Santo.

Tu credi nella verità? Bene anche io e la chiamo Cristo.

Tu credi nell'amore? Bene anche io e lo chiamo Spirito

Tu credi nella vita? Bene anche io e la chiamo Padre.

Alla fine crediamo nelle stesse cose. Io le chiamo con un nome tu con un altro. Non mi interessano i nomi, mi interessa la sostanza.

Vedo che comunque questo testo non è stato preso come volevo: una riflessione molto personale nata da un momento per me speciale e quindi mia e solo mia.

Non voglio dare risposte ma solo condividere pensieri.

Se queste cose vi hanno urtato mi sbrigherò a togliere tutto immediatamente

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@Dede: e a chi devo dare la colpa, quando non posso individuare una causa? Quando le cose accadono e non esiste (per lo stato attuale delle conoscenze umane) una spiegazione, a chi devo dare la colpa? Una causa c'è sempre, deve esserci.

Quando ho un problema e posso risolverlo lo risolvo, quando ho un problema e non posso risolverlo ma so da chi è causato cerco di ripagare con la stessa moneta. Se la causa non si trova però? Se non si trova il colpevole? Tanto vale avere Fede e imputare al Signore il problema, credo.

Tu lo chiami verità, amore e vita. Io lo chiamo causa. Non vedo grosse differenze, in fondo, abbiamo semplicemente due diversi approcci alla stessa entità.

Ad ogni modo, nel caso non esistesse non si offenderebbe, e nel caso invece esistesse voglio che sappia che non mi piace.

Pascal, non c'è sicuramente bisogno di ricordartelo, parlava di una scommessa: a conti fatti conviene credere in Dio, perché così ci si para il cu|o nel caso esista, e nel caso invece non ci sia non ci sarà nessuno a dirci "Te l'avevo detto". Non lo disse proprio con queste parole, ma il concetto era questo: conviene puntare sull'esistenza di Dio.

Io seguo il suo esempio, e oltre che applicare una pressione uguale verso tutte le direzioni della bottiglia in cui sono contenuto voglio scommettere al suo stesso modo.

Credo che non ci sia atto più estremamente coraggioso che credere in un Dio e non adorarlo.

La discussione non mi urta, per inciso, ma per evitare che si vada a percorrere terreni troppo malfermi mi sa che sarà meglio uscirne per il sottoscritto: finirei a fare il predicatore, e non mi va proprio. ;-)

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a me la risposta "non lo so, dipende dai momenti" mi sembra da ipocrita (vedi il commento di Merin sui pazienti salvati da dio o uccisi dai medici). Dire "credo" o "non credo" è mettersi in gioco seriamente. Vuol dire darsi un punto di riferimento fisso (Dio o gli uomini a seconda) e seguirlo. Sempre e comunque. Non solo quando ce ne viene voglia o lo sentiamo encessario, ma in ogni singolo momento della nostra vita.

Poi pensa a questo:

Se tu fossi medico e per salvare un paziente (o più di uno)dovessi andare contro la tua fede, venir meno ai precetti che hai sempre seguito in quanto credente?

Se non avessero mai insegnato i concetti di carità e altruismo cristiani, credi che ci sarebbero persone che aiutano "chi sta peggio"(esempio i senzatetto, gli immigrati, etc)?io dico di sì.

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ma non capisco perchè vi siete fissati che il "diepnde dai momenti" voglia dire: qaundo sono felice è merito suo quando sono triste è colpa dell'uomo. Non ho MAI detto questo io.Avete franinteso il discorso assolutamente.

Per me dire "credo" va contro quello in cui credi visto che vedo la fede come prova. e no sarebbe tale se fosse una certezza.

dire "non credo" non mi và perchè ho tanti motivi per credere-

E poi per salvare una vita in che modo andrei contro i precetti cattolici se la vita è il Padre? e non confondiamo il vaticano con la chiesa please

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Premesso che sono stato un po' duro, ma non era mia intenzione offendere. Però dovresti quantomeno spiegare quand'è che non credi in Dio(ovvero quel "dipende...")

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Ci sono molti modi in cui per salvare una vita puoi andare contro i precetti cattolici.

Esempio: io ho un problema a qualche organo e si possono "coltivare" embrioni o clonare alcune mie cellule perchè producano una sorta di contenitore di riserva per i pezzi di ricambio.

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Silver:

la mia potrebbe essere una visione molto infantile della fede. senza dubbio è molto umana. quando è che non credo in Dio? quando mi dimentico della sua esistenza semplice.

Io non ho problemi a dare merito a un medico se mi salva la vita o alla scienza se trova una cura per il cancro. Di sicuro non ringrazio Dio perchè il Dottor XY ha azzeccato la medicina che mi curava così come non è colpa sua se XY ha sbagliato.

Semplicemente ci sono momenti in cui passa in secondo piano, in cui mi dimentico di Lui de penso ad altro. In quei momenti non sento di poter dire di "credere"

Shar:

e dove sta scritto nel vangelo che non si può?

solo perchè lo dice il papa? e allora? il cattolicesimo è credere nelle chiesa. La chiesa è la riunione dei fedeli. Non vedo cosa centrino le dichiarazioni del papa di turno

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Stavi parlando tu di come "violare" la vita per salvare un'altra vita.

Di esempi simili se ne possono fare a bizzeffe.

Il problema è che principi che ad una prima lettura appaiono condivisibili e sacrosanti, applicati poi al caso concreto, al dettaglio, alla persona che hai di fronte, si sgretolano.

Un esempio più "banale": gravidanza difficile, sia il bambino che la madre sono a rischio. Il medico deve decidere a chi dei due salvare la vita. Come fa sapendo di condannare l'altro/a a morte? In base a quale principio? Alla probabilità? Al fatto che se sacrifica il piccolo la madre potrà averne un altro un domani?

Tanto per gradire, e per smontare un tuo probabile credo, lo sai come siamo arrivati ai cosiddetti vangeli, vero? Lo sai che c'è stata una riunione di uomini che ha deciso "questo si, questo no, questo lo correggiamo un attimo, questo non si sa da dove venga ma dice cose che mi stanno bene, qua togliamo una pagina, li aggiungiamo una nota". Eccetera.

Tu dici "no alle affermazioni di un Papa, viva i Vangeli". Caro mio, i vangeli sono stati decisi a tavolino dai tuoi tanto bistrattati Papi. A te decidere a chi o cosa credere, ma fallo con coerenza.

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va beh,

l'unica cosa che ho capito è che qui tutti sanno tutto e io sono l'unico ********....

Qua tutti hanno prove inconfutabili e certezza senza possibilità di appello e l'unico scemo le cui certezze vengono messe in discussione.

Poi sono io che ho la mente chiusa.

Sticazzi

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Quello che intendevo dire e che mi ha dato molto fastidio è questo:

Voi mi state rimproverando una scelta di poca coerenza.

Io vi dico che per me è estremamente ottuso dire in modo assoluto "credo" oppure "non credo"

Anche se pare che queste cose vi siano entrate da un orecchio e uscite da un altro.

Mi fa anche molto ridere vedere perosne che scrivono frasi in senso assoluto. senza possibilità di appello.

Mi fa piacere che abbiate tutta questa sicurezza. io ho sempre pensato che solo i cretini non hanno dubbi e danno le cose per scontato.

La cosa che mi fa più sorridere è che vi siete tutti fissati su questo testo(a parte Enry a cui va tutta la mia stima) solo perchè quello più "flammoso", però se un altro dice qualcosa che non vi và è un flamer.

Mah. Io ho postato una cosa in cui dico che non ho certezze e che mi metto in gioco.

L'unica risposta che ho avuto è che questo è sbagliato e nessuno di voi ha neppure per un istante anche solo accennato ad un apertura mentale e ad un dialogo serio.

Non volevo arrivare a dire esplicitamente queste cose che penso anche visto che siete tutte persone inteligenti. Però quando ci vuole ci vuole

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No no, io dico solo che essere Cattolici significa seguire i dettami del Cattolicesimo, e su questo penso non ci piova. ;-)

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Tu ti stai mettendo a gridare allo scandalo e a lamentarti di quello che diciamo nonostante dimostri di non aver capito quello che intendiamo dire.

Al di là dei meriti sulla capacità comunicativa, mi pare che quanto ci stai addebitando sia completamente scorrelato da quello che abbiamo detto.

Che ha molto da condividere con la mancanza di certezze di cui parli tu. Ma alcune certezze ci sono, ed è strano che tu non ti chieda nulla in proposito.

Comunque sia, l'avere pareri che ti sembrano contrari e replicare con "tutti sono bravi e io sono scemo" non è esattamente indicatore di qualcuno che tiene poi molto a confrontarsi sui commenti.

Volevi un "bravo!" e basta?

BRAVO!

:banghead:

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Ci sono due cose che mi fanno arrabbiare nei confronti dei cosiddetti credenti cattolici.

Primo: l'incoerenza. Permettimi di dire Bomber che o si crede o non si crede, non ci sono vie di mezzo. E' come, alla domanda, "tu la ami?" rispondere "a volte si a volte no"...ASSURDO. Una persona o la si ama o non la si ama, se solo ti fermi a pensarci per una frazione di secondo...non ami. Punto. Stessa cosa con la religione, o credi o non credi, se ti fermi a pensarci, non credi. Punto

La coerenza è ciò che manca di più in assoluto ai credenti, e io non lo accetto. Se sei della partita accetti le regole e segui le regole del cattolicesimo...ma a questo discorso chiisà come mai cominciano sempre a venir fuori discorsi di interpretazione :rolleyes:

E qui si finisce diretti al secondo punto: Mi sono rotto le balle di sentire i cattolici che separano la fede dalla chiesa. Basta, Abbiate il coraggio di supportae la vostra Chiesa (ciò che ha inventato la vostra religione - bibbia e vangeli sono stati scritti da uomini, e non parliamo dei vangeli e di quando siano stati scritti e a che condizioni, shar ha tirato fuori uno degli aspetti). Troppo comodo dire he la fede è una cosa e la chiesa è un'altra. La chiesa è ciò che permette ai cattolici di continuare ad esistere. Non accetterò mai più da nessuno tale distinzione. I nazisti che "ricevevano solo ordini" sono stati tutti condannati al processo di Norimberga. Il fatto che non si condividano le scelte del "capo" masi continui a far parte del movimento è unaq aggravante non una attenuante.

Chi afferma di credere ma di non rispettare la chiesa è peggio di chi non crede. Questo è ciò che i cattolici dovrebbero pensare e non giustificarsi a vicenda. Se io fossi un credente e seguissi i precetti e i dogmi della chiesa (che strano...non ho mai conosciuto una sola persona al mondo che lo faccia) e sentissi un altro cattolico dire che è un fedele ma è contrario alla chiesa e al papa, o proclama tale cosa per "giustificarsi", per me sarebbe peggio di uno che si proclama come anticristo.

Fede, coerenza e rispetto della chiesa.

Queste tre cose sono alla base dell'essere un vero cattolico. Non ho ancora conosciuto una sola persona nella mia vita che abbia queste tre caratteristiche.

Detto questo ognuno la pensi come vuole. Io resto dell'opinione che la religione ha procurato più danni che benefici. Le persone buone che hanno lavorato per gli altri lo avrebbero fatto anche senza un dio di mezzo.

PS: ma lo sapete che esiste ancora gente che non accetta il fatto che possano esserci persone buone che si dedicano agli altri senza essere religiose? E siamo nel 2009 quasi :banghead:

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