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Capitolo 11: Scherzi dell'hyperdrive.

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GIORNO 57 – 63: HYPERDRIVE CON SORPRESA.

Il salto in hyperdrive è andato per il verso giusto nonostante un po’ di scossoni… e la vita di bordo in hyperdrive segue la solita monotona routine: mentre Geego-Gin riposa ancora incosciente in attesa di cure più specifiche per il suo braccio perduto, gli altri passano il tempo tra addestramenti, chiacchiere tra loro e veloci visite ai tre “prigionieri imperiali”.

Ad un tratto (nel giorno 63) un’esplosione sbalza tutti a terra… anzi, non tutti, il piccolo jawas riesce a rimanere in piedi grazie alla sua agilità…

Qualcosa ha colpito la parte frontale della navetta ed è esplosa… “…ma siamo in hyperdirve… è impossibile urtare qualcosa!” sono gli immediati commenti dello wookie e del piccolo jawas… le armi comandate direttamente dal pilota sono fuori uso… così come la radio; probabilmente il “carrello di atterraggio” è danneggiato… la situazione non è certo allegra.

Il radar indica un altro oggetto in rotta di collisione… “Dovrò uscire dall’hyperdrive…” ammette lo wookie non nascondendo un po’ di preoccupazione; “…ma se dovessimo subire un altro colpo simile e la nave andrà in pezzi…”…

In pochi secondi la decisione è presa… la manovra è complessa e pericolosa ma va fatta… ed Highbecca si dimostra sufficientemente abile da uscire dall’hyperdrive con una “frenata di emergenza” senza danneggiare troppo la nave…

Sono fermi… nello spazio profondo… senza punti di riferimento… i motori spenti dalla brusca manovra.

Sono persi.

GIORNO 63: PERSI!

Ci vogliono tre ore e mezza di duro lavoro ad Highbecca e Jere Mee Kohlson per riavviare i motori…

I sensori nel frattempo captano qualcosa al margine del loro raggio d’azione: un oggetto metallico, carico di esplosivo. Una mina.

Una volta che la nave può muoversi di nuovo comincia la lenta esplorazione della nuova porzione di Galassia in cui i nostri eroi sono improvvisamente apparsi: si tratta di un vasto campo minato.

Highbecca comincia a pilotare con prudenza la nave tenendosi ad una distanza “di sicurezza” dalle mine… il campo minato sembra senza fine…

All’improvviso una nuova sagoma appare sul radar… “…è più grande di una mina… sembra una piccola stazione spaziale… magari potremmo…” Highbecca non fa in tempo a finire la frase che due strani lampi di luce dalla “stazione spaziale” provano a colpire la navetta dei nostri eroi… il primo tentativo va a vuoto, ma il secondo colpisce nonostante le manovre diversive dello wookie.

Non appena la luce verdastra ha colpito lo scafo della Exxodus, dalla piccola stazione spaziale parte un raggio traente… Con una manovra improvvisa e rischiosa (sovraccaricare i motori di una navetta non è consigliabile) Highbecca riesce a liberarsi dalla presa del raggio traente ed a portarsi fuori dalla sua portata…

Ritorna la calma… l’esplorazione continua… dopo diverse centinaia di silometri (se non migliaia addirittura), appare un’altra sagoma sul radar: una seconda stazione identica alla precedente… la navetta si tiene a distanza stavolta ma i suoi occupanti devono decide come uscire da questo problema…

Bene signori… e adesso che si fa?” è la domanda che aleggia nella cabina di comando della nave dove ai due tecnici (Highbecca e Jere Mee Kohlson) si sono aggiunti i due jedi. Dopo una discussione nervosa, si decide di “…tirare dritto aprendosi la strada con i cannoni della nave tra le mine…”: parole del piccolo jawas.

E così si comincia con una buona coordinazione tra pilota ed armiere a stabilire e seguire una rotta rettilinea attraverso il campo minato…

Dopo aver fatto esplodere una decina di mine, finalmente si intravede la fine… le mine sono sempre più rade… l’equipaggio della navetta ritrova un minimo di calma.

All’improvviso una grossa nave appare davanti alla Exxodus.

Per alcuni minuti le due navi restano così, ferme in una situazione di stallo separate da scarsi 750 km, studiandosi a vicenda. In questo lasso di tempo i nostri eroi si lasciano andare a diverse ipotesi su chi siano i loro misteriosi interlocutori…

Solo lo wookie non se ne preoccupa minimamente, impegnato com’è a studiare le difese e le armi dei “nuovi arrivati”: la risposta è preoccupante… “Noi siamo certamente più veloci ed agili… ma le loro armi… beh… quei cannoni rotanti ci farebbero a pezzi… insomma… uno scontro sarebbe meglio evitarlo se vogliamo portare a casa la pelliccia… ed io alla mia ci tengo!”.

Due caccia escono dall’hangar della “nave grossa” … volano per un po’ attorno alla nave dei nostri eroi … quindi rientrano…

Passano altri minuti… altre idee balzano in testa ai nostri eroi… ed è di nuovo Highbecca a trovare una scintilla di luce… “Che siano pirati?” Gli altri lo guardano con curiosità ed apprensione… “Si perché…” continua lo wookie “Ne ho sentito parlare …il campo minato… le stazioni spaziali… questa nave gigantesca e pesantemente armata… nessun segnale di identificazione… insomma… sono solo voci quelle dei pirati, ma questi sono segnali precisi… a quanto ho sentito in giro deve trattarsi proprio di pirati… Non pirati qualsiasi… credo siano i pirati di Dool Pundar… si dice che sia potente quasi quanto l’imperatore… alcuni dicono persino di più!

Nuovo movimento dall’hangar “nemico” stavolta sono tre le navette ad uscire… i due caccia di prima ed una “navetta passeggeri” in rotta di intercettazione verso la ave dei nostri eroi…

Pare vogliano agganciarsi… che vogliano parlare?

Ed è così… una bella manovra elegante della navetta “nemica” e presto i portelli delle due navette sono collegati… i nostri quatto eroi si trovano faccia a faccia con i loro ospiti: tre neimodians vestiti con le tipiche tuniche lunghe utilizzate dalla loro razza; non hanno armi in vista.

Uno di loro (evidentemente quello autorizzato a trattare) si fa avanti e chiede con voce perentoria “Chi di voi è il capitano?”… Immediatamente i due jedi ed il piccolo jawas puntano il dito contro un attonito wookie dicendo “Lui!”.

Inizia così una lunga trattativa tra Highbecca ed il neimodian (aiutato da un interprete) per stabilire se ed a quale costo i nostri eroi possano riavere la libertà. È grazie al fiuto degli affari del piccolo jawas che si intromette nella discussione che alla fine si arriva ad un accordo: i pirati (perché tali sono in effetti) porteranno la nave dei nostri eroi (con dentro i nostri eroi) al limite del loro territorio e forniranno dei dati astro metrici per poter fare un nuovo salto in hyperdrive in cambio di 1000 crediti e del cannone che i nostri eroi hanno “recuperato” su Ceti VI; il tutto garantendo salva la vita sia ai cinque ribelli sia ai loro tre prigionieri.

Ovviamente al povero Highbecca non resta che accettare.

Così ci sono due ore di tempo all’interno della stiva della grande “nave nemica” per permettere allo wookie ed al jawas di fare piccole riparazioni alla nave: la radio ora funziona… è malconcia ma funziona. Paul nel frattempo ne approfitta per chiacchierare col rappresentante neimodian dei pirati e per venire a sapere che, per trovare qualsiasi tipo di informazioni, possono rivolgersi ad un tale di nome Skeet (la cui razza non è nota ai nostri eroi :banghead:) che si trova su Tatooine al servizio degli Hutt.

Finalmente fuori dal territorio dei pirati (che li hanno lasciati con un avviso piuttosto minaccioso di non ripresentarsi nella zona della Galassia sotto il loro controllo) i mostri eroi hanno tutto il tempo di prepararsiad un nuvo “balzo in hyperdrive”…

GIORNO 64 – 80: HYPERDRIVE!

I calcoli sono velocemente portati a termine dal buon Highbecca e via… verso nuove avventure in hyperdrive.

Questa volta ne avranno per 16 giorni per raggiungere la stazione spaziale, destinazione originale della navetta, per l’incontro col Generale Tarth (magie dell’hyperdrive… se prima ci volevano 6 giorni oggi ce ne vogliono 16 :banghead::banghead:).

Paul, per passare il tempo, prova a parlare un po’ di più con la soldatessa prigioniera… viene così a sapere molte cose:

• Si chiama Nova.

• Ha deciso di diventare soldatessa dovendo scegliere tra la carriera militare ed il diventare prostituta.

• È cresciuta in un orfanotrofio.

• Non ha grandissime simpatie imperiali… insomma la soldatessa è un lavoro come un altro.

Durante il viaggio concentrando le sue sensazioni e studiano la Forza, Paul sente “un picco” nella soldatessa prigioniera… e si convince che potrebbe avere la stoffa per diventare una jedi.


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4 Commenti


I "mostri eroi"... :lol:

La distanza in hyperdrive la calcoli o spari una cifra a caso (dimenticandoti di quella della volta prima)? ;-)

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Il dramma è che la calcolo sempre con la stessa formuletta... ma c'è un tiro di dado in mezzo... e le cose sono mooolto variabili quando cominci aa moltiplicare.... :banghead: :banghead: :banghead::bye:

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Vorrà dire che al ritorno abbiamo fatto la partenza intelligente... ;-) E abbiamo evitato il pianeta Mestre.

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In realtà sarebbe il contrario... o meglio... "... LA CONOSCO IO UNA SCORCIATOIA... DOBBIAMO SOLO EVITARE IL CAMPO MINATO" ... :lollollol :lollollol :lollollol

Ma che robe...

Il pianeta MESTRE(X) potrebbe essere interessante però... :bye:

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