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Storie di Vita Vissuta -Parte 4-

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Arghot

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Il demone ha avuto la meglio...

Sono in alto.

Sotto di me, quelli che sembrano undici cavalieri, si stanno dirigendo verso una fortezza nera come la pece.

Un momento, conosco quelle persone... ci sono anche io... e quello è il castello di MICOCS il demone!

Provo a urlare, a farmi notare; nulla.

Li osservo addentrarsi coraggiosamente dentro le mura dell' edificio, mischiandosi abilmente fra la miriade di servitori e di guardie.

Dopo un' ora arrivano a quella che pare la loro ( o meglio nostra) meta:

la stanza di TORNOLIA , famoso scultore e abile stregone.

Restano fuori, aspettando pazientemente che esca per poterlo catturare e fargli confessare i suoi segreti.

Purtroppo, confermando la sua abilità nella stregoneria, scompare nel nulla, lasciandoli/ci amareggiati.

Improvvisamente scorgo una fioca luce che, con il passare dei minuti ,invade il mio campo visivo diventando sempre più forte, costringendomi a chiudere gli occhi. Quando li riapro ci metto diverso tempo a mettere a fuoco l' ambiente circostante.

Ero sicuro essere morto di fame per l' ennesimo pasto saltato.

Riconosco le figure dei miei compagni, e noto che stanno tutti fissando qualcosa con un espressione sbalordita.

Seguo il loro sguardo e capisco:

davanti a noi si erge colui che ci ha salvati, una maestosa figura dagli occhi fiammeggianti, con chiari lineamenti draconici.

Nessuno osa parlare, ma sono certo che tutti abbiamo il medesimo pensiero:

l' entità che abbiamo di fronte non può essere null' altri che l' immortale CHZALIA, narrato dalle leggende come il creatore di ogni cosa.

Mentre rimaniamo paralizzati dalla paura e dal rispetto, l' essere supremo spiega le possenti ali e spicca il volo.

Come risvegliati da un sogno, ci ritroviamo ancora nel mondo dei demoni e delle fate.

Proprio dove avevamo visto poco prima la figura che potremmo senza dubbio definire divina, vi è una piccola ampolla.

Il suo contenuto è qualcosa di leggendario per noi cavalieri. Una dose dell' antica pozione chiamata AFCE'F, capace di guarire le più profonde ferite.

Decidiamo quindi di offrirla al cavaliere che per primo era stato martoriato dal demone NOSNO.

Ne approfittiamo tutti per consumare il poco cibo lasciatoci da OH MAEF!.

Non siamo certo riposati, ma la cosa importante è che siamo tutti vivi e in grado di continuare a compiere il nostro dovere.

Un numero imprecisato di scontri ci coinvolge per il resto del tempo e, verso quella che noi ipotizziamo essere l' ora di cena, attiviamo i bracciali e facciamo ritorno al nostro piano.

Nessuno sorriso, nessuna battuta. Sappiamo sin troppo bene che anche questa sera la maledizione ci impedirà di mangiare.

Ci trasciniamo all' alloggio del secondo gruppo, preparandoci ad una trsite serata.

Ma una volta alzata la grata e aperto il portone, la scintilla della speranza si riaccende in noi.

La cucina infatti straborda di provviste, la tavola è apparecchiata, e nell' aria non si sente più il peso di OH MAEF!.

Non ci sono tracce che lo indicano, ma siamo tutti consapevoli che questo è merito della potente creatura che ci ha salvati in precedenza.

I sorrisi tornano ad abitare le nostre labbra, e diversi cavalieri si mettono subito al lavoro, iniziando a preparare il tanto atteso pasto.

Dopo una paziente attesa la cena è finalmente pronta.

Siamo estasiati, tutto sembra essere stato preparato dai migliori cuochi del reame, fiumi di bevande inondano la tavola.

Riempiti gli stomaci e ringraziati a dovere i cavalieri-cuochi, riprendiamo di ottimo umore i nostri doveri.

Per oggi ci restano "solo" due missioni:

stabilizzare la situazione fra le grandi casate del regno, in continua lotta fra loro, ed uccidere a tutti i costi un pericoloso scienziato di nome KYCLU che sta creando gravi problemi.

Decidiamo quindi di dividerci in due gruppi. Io mi aggrego curioso alla missione più strategica, la prima citata.

Non impieghiamo molto ad accorgerci che non sarà una cosa facile ne tanto meno breve.

Stabiliamo che ognuno di noi si occupi di una una casata e ci mettiamo subito al lavoro.

Dopo estenuanti trattative, e a prezzo di molte vite, tutto è risolto.

Stanchi ma soddisfatti torniamo al rifugio, giusto in tempo per sentire i nostri compari esultare accanto al cadavere dello scienziato e del suo innocente cane, coinvolto involontariamente. Sembra che la loro missione sia stata più un divertimento che un dovere; raccontano infatti di aver persino incontrato uno sciame di innocui e divertenti fantasmi.

Ormai è giunto il momento di abbandonarci a quella che sarà la nostra ultima notte in questo strano luogo.


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1 Commento


oh maef! è una gran genialata ed anche lo stile del racconto e gustoso e lineare.

complimento aaaaarrrrrrrrrgghhoooott!!!!!

:)

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