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L'ambiente di Magic è tutto rose e fiori? Censure, finto liberalismo, e molto altro

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1- Introduzione

 

Recentemente mi è capitato di vedere questo video, pubblicato in una pagina che seguo su Facebook, e il contenuto mi ha portato a riflettere. Non dico che l'autore abbia ragione a prescindere, però ci sono stati degli episodi riguardanti Magic: the Gathering che non mi sono piaciuti per niente, e temo che abbia ragione, se non del tutto almeno in parte. Vi consiglio di ascoltarlo, anche se è solo audio, ed è in inglese. Riassumendo all'osso si potrebbe dire che l'autore è preoccupato per il comportamento della Wizards of the Coast (WotC, Mamma Wizzy, Wizard), e per il braccio armato, la DCI, per quel che riguarda la politica pseudo-femminista (ma che col femminismo non ha niente a che spartire), liberal, e in generale progressista, che traspare, spesso troppo evidentemente, dalle scelte della compagnia. Voi direte, “ma che ti frega”, e avreste pienamente ragione, se non fosse per l'atteggiamento censorio, e in generale illiberale (!) che la compagnia porta avanti, e che ha il suo riverbero anche nelle scelte di aziende che dipendono da mamma Wizzy.

 

2- Il caso Zach Jesse e i doppi standard

 

Vorrei innanzitutto discutere di un caso che è accaduto l'anno scorso, il ban (praticamente) lifetime di Zach Jesse. Se non conosceste la querelle, e vi direi che è stato bannato a vita, probabilmente pensereste a chissà che atrocità abbia potuto commettere durante un torneo. Avrà picchiato un arbitro, il suo avversario, avrà rubato le carte a un cieco, o chissà che cosa. Perché di solito è per questi motivi che si banna per così tanto.

Beh, in realtà Zach Jesse non ha fatto niente di illecito per quel che riguarda Magic. Zach è stato squalificato perché in passato è stato condannato per molestie sessuali. Ovviamente siamo tutti d'accordo che si sia comportato in modo inaccettabile, e che giustamente dovesse pagare il proprio debito con la giustizia. E lo ha fatto. Ha accettato il patteggiamento, e ha vissuto tre mesi di prigione. Per quello che ha fatto sembra poco, ma a quanto dice l'avvocato della vittima, lei era d'accordo con questo patteggiamento. Orbene, questo orribile atto venne commesso da Zach nel 2004. Lui ha pagato il suo debito, si è rimesso in carreggiata, si è ricostruito una vita, e non ha commesso altri reati dopo. Sembra una buona storia di redenzione, esattamente ciò che un qualsiasi sistema penitenziario in uno stato di diritto, democratico, considererebbe una vittoria.

Ma per mamma Wizzy, patrona dei deboli e degli oppressi, non è abbastanza. “Grazie” al simpatico Drew Levin, si è venuti a sapere di questa condanna passata di Jesse, e il giocatore ha subito la squalifica praticamente subito. Ovviamente questa cosa non è andata giù a molti, e le discussioni su Reddit si sono sprecate, quindi un portavoce della WotC, Jarrett Trick, ha dovuto fare un annuncio ufficiale, in cui sostanzialmente diceva che la decisione era stata presa per rendere l'ambiente accogliente e sicuro. Come potete vedere dal link, l'obiezione del buon Paulo Vitor Damo Da Rosa, che, per chi non lo conoscesse, è uno dei più grandi giocatori di Magic, è parecchio stringente: come faccio a sentirmi accolto e sicuro, se posso venire squalificato dal nulla per ragioni sconosciute, che non hanno niente a che fare col gioco o con la compagnia, e in più del tutto arbitrarie? Nel regolamento di Magic non c'è scritto niente del genere!

Perché il punto è proprio questo: di solito i ban (soprattutto quelli così lunghi) sopraggiungono per violazioni gravi del regolamento torneistico (tipo minacciare un avversario fisicamente), o per violazioni di accordi con l'azienda (tipo vendere buste o box di un'espansione al pubblico, prima che sia ufficialmente rilasciata). Non era mai capitato che una persona fosse squalificata per qualche ragione esterna al gioco. Quello che ha fatto indignare tanti, è stato il doppio standard che la WotC ha adottato per casi precedenti: Patrick Chapin, giocatore dal palmares ben ricolmo, è stato condannato e imprigionato per spaccio di droga in passato (fine anni '90). Lo sanno tutti, e la sua storia è stata venduta spesso come una storia magggica di redenzione, del cattivo ragazzo che diventa buono, del potere rigenerante delle figurine, e altre castronate di questo genere. Ma chi è la WotC per decidere che io mi sento accolto e sicuro, o che considero i miei figli accolti e sicuri, in presenza di un ex-spacciatore, più che di un ex-stupratore? Se entrambi hanno pagato per i propri crimini, perché il primo è un ambasciatore del gioco, mentre il secondo è squalificato a vita? Ecco, questa ipocrisia, questo palese doppio standard, è vomitevole, ed ha la sua radice nel desiderio di fare politica, dove la politica non c'entra niente.

 

3- Social Justice Wizard

 

Purtroppo la condotta paternalistica della WotC non si ferma qui, ma continua in altri atteggiamenti paternalistici, e ridicoli.

Non è un mistero che ultimamente la Wizard cerchi di avvicinare al gioco il pubblico femminile. Niente di sbagliato, per carità, anzi, sarebbe bellissimo avere una presenza femminile importante anche ai tornei locali, il problema è che lo fa in modo artificioso, e questo è talmente plateale, da essere risibile. Nei recenti Pro Tour, per chi li avesse seguiti, avrete potuto accorgervi della presenza, tra gli addetti al settore R&D che espongono il nuovo set, di una ex-giocatrice, Jackie Lee. Ecco, lei, per il fatto stesso di essere una donna che gioca a Magic, che ha avuto l'occasione di giocare a dei Pro Tour (senza farvi peraltro grandi risultati), e nonostante fosse stata anche squalificata dalla DCI, è stata assunta nel settore R&D della WotC. Se dovessero assumere tutti i giocatori con lo stesso curriculum, la Wizard avrebbe migliaia di dipendenti solo alla R&D!

Ultimamente anche CF ha cercato di aumentare il proprio pubblico femminile, e la propria sensibilità nei confronti delle donne (e fino a qua, l'intenzione è lodevole). Per chi segue i coverage dei Grand Prix, quelli organizzati da CF vengono condotti ora da una ragazza, Gaby Spartz, giocatrice dagli sconosciuti meriti. Ora, non solo non ho nulla contro di lei (anzi, è molto simpatica), ma è evidente che sia una aggiunta posticcia al proprio staff: hanno preso una bella ragazza, che forse sapeva giocare già prima, e l'hanno piazzata lì a fare articoli da Cioè, e condurre i coverage. Buon per lei, ma è ridicolo, soprattutto perché il suo apporto come commentatrice non può certo essere al livello necessario per commentare un torneo dove spesso vedi giocatori fortissimi, che hanno un thought process molto complesso da analizzare. Ci vuole uno che sia (circa) al loro livello. Punto. Che sia donna o uomo, ma ci vuole un giocatore, o giocatrice, abile.

Accenno ora a un altro problema: la censura. Travis Woo è un personaggio, è fuori di testa, e probabilmente non vorrei mai passarci insieme più di dieci minuti. Eppure è un ottimo deckbuilder, e un decente giocatore, e ultimamente ha avuto quel pizzico di fortuna in più per arrivare in finale a un Grand Prix. Travis Woo era stato precedentemente cacciato da ChannelFireball, a causa di una sua idea personale sulla storia della II Guerra Mondiale, esposta durante una live su Twitch.

Lo ripeto, Woo è uno fuori di testa, e le sue idee a riguardo erano perlomeno discutibili, però questo cosa ha a che fare con noi? Eppure, al Grand Prix Portland del 13-14 agosto scorso, Woo è stato praticamente tagliato fuori dal coverage, il programma in diretta che mostrava il torneo su Twitch, parlando di lui il meno possibile, e praticamente evitando di mostrarlo nelle riprese. Obtorto collo hanno dovuto mostrare almeno la finale, nonostante la chat di Twitch stesse tuonando per questa censura, che nulla aveva a che vedere con Magic. Quello che mi preoccupa però è: se questo è quello che non si vergognano a mostrare, quanto c'è dietro le decisioni di chi mostrare nei coverage, piuttosto che di chi chiamare a fare i deck tech, piuttosto che di chi mettere a condurre le trasmissioni? Qual è il criterio con cui queste decisioni vengono prese?

Voglio aggiungere solo una cosa poi, per gli illusi che credono la Wizard segua una certa agenda politica infervorata dal bisogno di giustizia: ricordate che per lei siete numeri che devono tramutarsi in utile. “Se guadagniamo X con il pubblico maschile, e duplichiamo il pubblico raggiungendo anche quello femminile, guadagneremo 2X, o no?” Beh, più o meno è questo quello che succede nelle menti del reparto marketing della WotC, che voi ci crediate o no. Alla fine alla Hasbro interessano i soldi, e se non fosse così, dubito che continuerebbe a fare affari miliardari.

 

4- PVDDR e l'articolo nascosto

 

L'episodio che vi racconterò ora invece è, a mio avviso, uno dei più gravi casi di censura, molto peggio che per la censura in streaming di Woo. Questo perché quello che è accaduto toglie ogni fiducia che si possa avere nei confronti delle recensioni nei siti dedicati a Magic.

Settembre 2015. Esce Battle For Zendikar, espansione pompata di hype da mesi (soprattutto per il ritorno ad un piano amatissimo dai giocatori), e dopo i soliti spoiler centellinati al giorno, il disappunto di molti è chiaro. L'espansione è la classica trappola mangiasoldi, piena di cartacce, dal power level infimo, ma soprattutto con la presenza totalmente random, di terre speciali (chiamate Expedition), che valgono un bilione di petroldollari l'una, così rare che se ne trova una ogni 6 box.

Con l'uscita di Battle For Zendikar, esce anche un articolo, di Paulo Vitor Damo da Rosa, il quale non lesina le critiche alla R&D. Ora, se uno dei più grandi giocatori di Magic, e uno dei migliori produttori di contenuti ad esso relativi, ti dice “guarda che questa espansione mi fa schifo”, e motiva il suo disappunto, questo dovrebbe portare a riflettere. Non stiamo parlando del raglio di un asino a caso su Twitch, né di pubblicità comparativa fatta dalla concorrenza. PVDDR è il primo a essere interessato a vedere dei bei set di Magic, perché è il gioco che gli dà da vivere, e che gli permette di guadagnare. Se Magic entra in flessione, e incomincia a vendere di meno, il suo contributo sarà sempre meno richiesto, i soldi che potrà guadagnare da questa attività diminuiranno, e potrebbe trovarsi con le pive nel sacco. Fossi io nella WotC prenderei sul serio la sua critica. Invece.

Invece dopo poche ore, il suo articolo viene oscurato, e non compare nella home page del sito, nonostante sia stato appena pubblicato. Io stesso, che l'avevo letto poche ore prima, non riuscivo più a trovarlo. Mi pareva di essermelo inventato, ma non era stata la mia fervida immaginazione. Molti altri si stavano lamentando della cosa, così tanti, che CF ha poi ritrattato questa censura silenziosa, riportando l'articolo in home page, e dicendo che si trattava di un errore.

Certo, una voce così critica da parte di un proprio collaboratore, su un set che speri ti faccia guadagnare parecchi soldi, non è il massimo della vita. Ma se CF non si è fatto problemi a censurare un articolo già uscito, seppur ritrattando, cosa può farmi mai credere che: 1) articoli di questo tenore non vengano censurati alla fonte dal redattore (e questa sia stata una svista madornale); 2) le altre recensioni più positive non siano commissionate ad hoc. Da allora la mia fiducia per le recensioni è prossima allo zero.

 

6- Conclusione

 

L'ambiente di Magic mi sembra tutt'altro che trasparente, e sinceramente non mi piace per niente che a parole ci si batta per il diritto di un transessuale di andare nel bagno che preferisce (battaglia che di per sè può essere legittima), ma poi si squalifichino le persone sulla base del proprio arbitrio. Se si è liberali lo si è fino in fondo, non a corrente alternata. Se si è progressisti lo si è fino in fondo, non si tacitano arbitrariamente le idee altrui, né si deve forzare gli altri ad accettare le proprie. Purtroppo la Wizard cade vittima della classica ipocrisia, e autocontradditorietà, tipica di alcuni ambienti liberal: "sei libero di dire e fare quello che vuoi... basta che sia quello che dico io". A quando quindi la squalifica su motivazioni religiose? “Se ti becchiamo a professare una religione che ci sta antipatica... BAN”.

"Ma allora cosa dovrebbe fare la WotC, Devid, visto che tu sai tutto?" Ad esempio, la butto lì senza pensare eh, potrebbe preoccuparsi di fare dei bei giochi. Con la 5a edizione di D&D c'è riuscita egregiamente, e senza dover nauseare il suo pubblico con del paternalismo finto-femminista. In Magic potrebbe anche evitare di stampare solo filler adatti al Limited, e di stampare la maggior parte delle carte giocabili a rarità spropositate, in modo da causarne l'impennata di prezzo nel mercato secondario. Potrebbe, che ne so, stampare delle belle espansioni? Khans Of Tarkir, per citarne una recente, era ottima, e lo è stata sia per lo Standard che per gli altri formati (oltre ad essere un ottimo ambiente Limited). E aveva pure una bella storia!

Per chiudere, se fai bene il tuo lavoro, cioè fai bei giochi, la gente ci giocherà a prescindere dalla razza, dalla religione, o dal sesso. E soprattutto, ci giocherà perché gli piace, non perché l'azienda sostiene un'agenda politica affine alla propria. Che alla Wizard abbiano così poca fiducia nelle proprie capacità da dover utilizzare questo tipo di strategie?


A Ian Morgenvelt, smite4life e Ithiliond piace questo contenuto
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5 Commenti


Bello, non seguo queste cose ma noto con piacere che sei ben infognato, quasi ti invidio :rolleyes1 

Da ex giocatore amatoriale e diversamente normale mi sento stuzzicato a dire la mia.

Cita

Ecco, questa ipocrisia, questo palese doppio standard, è vomitevole, ed ha la sua radice nel desiderio di fare politica, dove la politica non c'entra niente.

Io credo che più che desiderio di fare politica, ci sia la fobia, se non proprio il terrore, di entrare in certi ambiti. Questa cosa la iscriverei in un discorso molto più ampio: il successo delle battaglie sociali delle "minoranze" nell'ultimo secolo è dovuto anche alla strumentalizzazione di chi per mero interesse politico o economico (che forse sono la stessa cosa) ha deciso di schierarsi a loro favore, costituendo di fatto una sorta di fanatismo religioso in cui si è adorati da chi fa parte della "squadra", la quale "squadra" si preoccupa di demonizzare gli oppositori senza quindi far ricadere eccessiva responsabilità su chi la appoggia.

A me il comportamento della Wizzy dà molto l'impressione che qualche dirigente o membro del CdA (o qualsiasi organo di gestione abbiano alla WotC) si sia fatto prendere dal panico, e per non rischiare di incorrere in danni alla propria immagine sia corso ai ripari con un'azione meno rischiosa sul piano del rischio reputazionale.

Io credo che più che fare bei giochi (che è un po' l'obiettivo di tutti ma che è facile cassare), sarebbe bene avere una politica di immagine e di customer care diversa. Ad esempio ammettere di aver sbagliato qualcosa mettendo comunque in luce i punti forti del prodotto, dare l'idea di essere perfettamente padroni di quello che si fa (che non significa non sbagliare, significa semplicemente non agire in modo poco chiaro o al limite della correttezza), insomma investendo in modo serio per creare l'immagine di un'azienda umana nei limiti imposti dalle esigenze di profitto. Io credo che questa cosa di per sé possa essere fonte di un grande ritorno economico.

 

Poi penso che vada sempre ricordato che è molto facile criticare e dare la propria versione di come dovrebbero andare le cose "dal di fuori". Sicuramente ci sono problematiche e dinamiche di gestione interne che non possono non essere considerate. Ma questa non è una giustificazione.

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17 ore fa, Ithiliond ha scritto:

Poi penso che vada sempre ricordato che è molto facile criticare e dare la propria versione di come dovrebbero andare le cose "dal di fuori". Sicuramente ci sono problematiche e dinamiche di gestione interne che non possono non essere considerate. Ma questa non è una giustificazione.

Non penso sia così facile criticare sai: quando spendi tanti soldi in qualcosa esigi che l'azienda sia trasparente. Ed è più che giusto pretendere che si occupi del suo: fare bene il proprio lavoro. A me non interessa niente che ci siano personaggi equamente distribuiti tra generi e etnie, io esigo, come acquirente, che il gioco funzioni, che sia piacevole giocarci, che non sia solo una trappola per spillare soldi (come purtroppo molte espansioni sono). Il tuo lavoro è quello, sei pagato per quello, devi fare quello. Se un lavoratore di una fabbrica di bulloni incomincia a produrre bulloni con fiocchi saldati si prende un sonoro calcio nel culo, perché non è pagato per fare bulloni coi fiocchi, ma bulloni e basta.

Poi per me possono fare anche i personaggi solo femmine, gay o trans, non mi tange. Ma se mi dai in mano carte che al più finiscono nel cestino, allora lì sì che mi girano le scatole. Ti faccio un esempio che con la WotC c'entra solo di striscio, ma è per rendere l'idea: nell'espansione Siege of Dragonspear, per Baldur's Gate: Enhanced Edition, la Beamdog ha deciso di inserire un femminismo a go go, e alcuni personaggi LGBT. Ecco, di questo a me non frega niente. Ma proprio niente di niente. Sai perché Siege of Dragonspear mi ha fatto inca**are di brutto? Perché fa SCHIFO. Non ha alcun feeling da BG, è un railroad brutale senza alcun senso, che davvero non aveva bisogno di esistere. Il gioco è pieno di bug, così tanti che la prima settimana dopo averlo acquistato non ho potuto nemmeno giocarci (crashava senza motivo nel primo dungeon!). Potevano lasciare tranquillamente la città di Baldur's Gate e tutte le aree nuove visitabili più volte, tanto ai fini della storia non cambiava assolutamente nulla. Però a te giocatore cambia, perché magari ti sei perso qualcosa, o ti sei dimenticato di tornare da qualche parte, e così perdi oggetti (anche forti) senza motivo alcuno. Ci ho giocato una volta e non ho alcuna voglia di giocarci nuovamente (che è una cosa assurda, considerando quanto adori quella saga). A conti fatti sono soldi buttati, e questo mi dà enormemente fastidio. E stiamo parlando di meno di 10 euro su Steam.

17 ore fa, Ithiliond ha scritto:

A me il comportamento della Wizzy dà molto l'impressione che qualche dirigente o membro del CdA (o qualsiasi organo di gestione abbiano alla WotC) si sia fatto prendere dal panico, e per non rischiare di incorrere in danni alla propria immagine sia corso ai ripari con un'azione meno rischiosa sul piano del rischio reputazionale.

Purtroppo la Wizard sta intraprendendo una via molto fumosa con Tragic, e le censure, come anche le politiche dell'azienda, non lasciano presagire niente di buono. Solo che qua non parliamo più di 10 euro e chi s'è visto s'è visto. I giocatori casual spendono cifre magari basse, ma quelli che come me avevano migliaia di euro di carte, credimi che ne hanno spesi molti di più, senza contare l'infinito tempo passato a rivendere, scambiare e testare (e senza contare la pubblicità gratuita fatta al gioco). Se il rispetto dell'azienda per questo impegno è "quando ci stringe il culo vi banniamo arbitrariamente", ovviamente la mia voglia di giocare finisce sotto le scarpe. Soprattutto perché continuo a vedere giocatori notoriamente bari, tipo Marcio Carvalho, continuare a infestare i tornei. Ecco, quelli sì che rovinano il gioco, e provocano danni d'immagine all'azienda, eppure alcuni vengono bannati per anni, altri invece inspiegabilmente graziati.

Mamma Wiz mi hai deluso

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1 ora fa, Sesbassar ha scritto:

Non penso sia così facile criticare sai

Non era una critica a te eh, volevo sottolineare che comunque, da esterni all'azienda, non potremmo mai considerare tutte le dinamiche che entrano in gioco per cui per quanto si possa avere una ragione sacrosanta, non mi sbilancerei mai condannando al 100% tutta la linea di condotta di un'azienda sulla base di queste evidenze. Che non vuol dire che non bisogna incazzarsi e farsi sentire, ma è facile farsi trasportare dal malcontento e vedere solo le cose negative dando per scontato quelle positive.

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Ovviamente tutte le dinamiche possono sfuggire, come non è detto che la sezione di pubbliche relazioni della Wizard abbia sempre la soluzione migliore.

Ma soprattutto la DCI dovrebbe essere un'ente indipendente. Non esiste che una persona venga squalificata per cose che interessano solo all'azienda, ma che con il gioco non hanno niente a che fare. Quello di Zach Jesse è un precedente gravissimo, che apre la strada ad un utilizzo arbitrario e scorretto dell'organo preposto alla regolamentazione dei tornei.

Sai, spesso si sente dire: "Eh boh, ma mica te l'ha prescritto il medico di giocare a Magic". No certo, non me l'ha prescritto il medico, ma se dopo che ci ho speso svariate migliaia di euro vengo bannato nonostante la mia condotta da giocatore sia esemplare... beh allora ho tutte le ragioni per inca§§armi.

Altrimenti che si scriva a chiare lettere che per giocare a Magic a livello competitivo ci vuole la fedina pulita, il pedigree da liberale militante, e magari anche l'appartenere a una minoranza. Vediamo quanto tempo dura così.

A MattoMatteo e Ithiliond piace questo contenuto

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