Accedi per seguirlo  
Che mi seguono 0
  • inserzioni
    16
  • commenti
    95
  • visualizzati
    754

Riguardo a questo blog

Annotazioni di varia misura e ispirazione

Inserzioni in questo blog

Jade Silvershine

toradoracharactersongal.th.jpg

Visto che ho citato questo titolo nei commenti alla recensione precedente, direi che è il caso di parlarne un po'.

Il genere è definibile come commedia romantica, insomma le preferite di mia moglie. :-p

Come capita spesso nelle opere giapponesi, abbiamo uno o più triangoli amorosi che si risolvono nel modo più scontato possibile. La cosa buona è che si risolvono e non rimangono in sospeso come in molte opere della Takahashi. :lol:

Diciamo quindi che non è certo un titolo originalissimo, ma è decisamente piacevole dato il modo in cui le vicende sono narrate.

Anche in questo caso, l'anime di Toradora! deriva da delle light novels scritte da Takemiya Yuyuko. Il titolo è un gioco di parole un po' lungo da spiegare, ma che deriva dal nome dei due protagonisti (poi se qualcuno fosse interessato potrei spiegarlo).

Takasu Ryūji 高須 竜児 è il protagonista maschile. E' uno studente di 17 anni e vive da solo con la giovane madre, dato che suo padre (un deliquente) è morto. I geni paterni gli giocano però un brutto scherzo: nonostante il suo carattere gentile, Ryūji eredita gli occhi del padre, che lo fanno sembrare un poco di buono. Questo non gli permette di avvicinare facilmente gli altri ed è consapevole di non avere molte possibilità con l'altro sesso. Inoltre, sua madre è decisamente poco affidabile e Ryūji ha imparato ad essere indipendente e ad essere lui ad occuparsi della casa. A tutti i suoi problemi se ne aggiunge un altro: Taiga.

Aisaka Taiga 逢坂 大河 è una compagna di classe di Ryūji. Dato che è piccola di statura ed ha un carattere decisamente difficile, viene chiamata "Tigre tascabile". Anche lei ha molta difficoltà a relazionarsi con gli altri dato il suo carattere. Come Ryūji, anche Taiga ha diversi problemi in famiglia, che diventeranno evidenti con il passare del tempo. Taiga potrebbe essere descritta come la classica tsundere, ma è tutt'altro che un personaggio superficiale.

I guai di Ryūji nascono da un errore di Taiga, che infila una lettera d'amore nella borsa sbagliata, cioè quella di Ryūji stesso. Per recuperare la lettera e zittire Ryūji, Taiga è disposta a tutto. Da qui nasce la relazione a dir poco burrascosa tra i due, con risvolti decisamente divertenti.

Anche se non siete amanti del genere (come me), Toradora! vale sicuramente la pena di essere visto.

Jade Silvershine

Con estremo ritardo, ecco il secondo anime di cui mi ero ripromesso di parlare, Lucky Star a parte.

the-melancholy-of-haruhi-suzumiya.jpg

L'anime nasce come adattamento delle light novels scritte da Tanigawa Nagaru.

Specifico che parlerò più che altro della prima serie, in quanto la seconda è... strana, per non dire altro.

Il titolo originale è Suzumiya Haruhi no Yūutsu (涼宮ハルヒの憂鬱), cioè la malinconia di Haruhi Suzumiya.

In breve, la trama dell'anime è la seguente: Kyon (l'ultimo personaggio sulla destra nell'immagine), il narratore, incontra nella sua nuova classe Haruhi (la ragazza con la fascia rossa al braccio). La sua compagna di classe è estramemente eccentrica: non parla con nessuno, cambia pettinatura a seconda del giorno della settimana, non sembra per nulla interessata a quello che le accade attorno. E' annoiata.

Per dirla con le sue parole, non è interessata a semplici umani, ma solo a cose straordinarie, come esper, viaggitori del tempo e alieni.

Kyon si trova suo malgrado a diventare l'unica persona con cui Haruhi parla, finché la ragazza non decide di creare un nuovo club scolastico, la brigata SOS, costringendo Kyon e altre tre persone a farne parte.

Haruhi si dimostra essere una persona estremamente energica e prepotente, un ciclone che si abbatte sulla vita del povero Kyon, costretto ad assecondare le bizzarre idee di Haruhi, perché, senza anticipare troppo, ne va della salvezza del mondo.

Lo scopo della brigata SOS è quello di investigare eventuali fenomeni fuori dall'ordinario e oltre a Kyon e a Haruhi, ci sono altri tre componenti (da sinistra verso destra nell'immagine): Asahina Mikuru, la "vittima" preferita di Haruhi, data la sua bellezza fisica che verrà sfruttata per il "bene" del club; Koizumi Itsuki, un ragazzo piuttosto misterioso; Nagato Yuki, in realtà unica appartenente al club di lettura, ma reclutata a forza da Haruhi.

L'anime ha avuto un successo enorme in Giappone e anche tra gli otaku esteri. Secondo me la prima serie merita di essere vista, perché è decisamente divertente, ben curata e con personaggi memorabili. Sulla seconda serie sospendo il giudizio, sono molto combattuto.

Per finire, eccovi la versione estesa della famosa Hare Hare Yukai. (Notare l'espressione di Kyon :D )

Jade Silvershine

Che è un po' quello che penso quando mi capita di trovare il tempo per andare avanti con i pbf che conduco. :lol:

Quindi potrei avere buone speranze di essere pubblicato! :-p

Su questo forum mi pare ci siano molte persone che si dedicano alla scrittura, la prima che mi viene in mente è Sami, quindi è probabile che queste mie poche considerazioni siano... ingenue, per così dire.

Tagliando la testa al toro, mi è capitato recentemente di ricapitare su gambery fantasy e di trovare alcune considerazioni che mi sembravano capitare a fagiolo. Vorrei consigliare a tutti questi due articoli di Gamberetta, per la quale ho sempre più ammirazione. Nel mio piccolo, cercherò di seguirne i consigli. Chissà che non siano utili anche ad altri.

http://fantasy.gamberi.org/2009/10/03/manuali-1-descrizioni/

http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/

:bye:

Jade Silvershine

Lucky Star

Visto che è un periodo piuttosto complicato, stressante e deprimente ho deciso di riprendere un attimo in mano questo blog, almeno per distrarmi. :-p

Prima di tutto ringrazio Mokuren che con un suo messaggio sul forum mi ha dato la "spinta" giusta per vedere finalmente questo anime, Lucky Star appunto.

La sigla, che avevo già inserito in un intervento precedente:

Quest'immagine, sempre presa dalla sigla, mostra le quattro protagoniste dell'anime: Tsukasa, Konata, Kagami (gemella di Tsukasa e nata prima di lei) e Miyuki.

Lucky_Star_main_characters.png

L'anime tratta sostanzialmente della vita di queste quattro studentesse delle scuole superiori. Lucky star è un'anime in larga parte comico (ma non demenziale come può essere Excel Saga), pieno di riferimenti alla vita giapponese e soprattutto al mondo otaku, quindi può essere "ostico" per chi non ha dimestichezza con queste realtà.

Chi capisce i vari riferimenti credo troverà Lucky Star uno dei migliori anime in circolazione, ma lo consiglio anche ai "novizi". Tentar non nuoce. ;-)

Dopotutto è l'anime che è balzato in testa alla mia personale classifica, quindi da bravo fan-boy mi sento di consigliarlo a chiunque.

Per chi sa di cosa parlo, vedere il cosplay di Haruhi fatto da Konata è impagabile (sicuramente aiuta il fatto che la doppiatrice sia la stessa :-p ).

I personaggi ricadono con alcune eccezioni in quelle categorie tipiche degli anime giapponesi, ad esempio Tsukasa richiama in parte lo stereotipo "loli", Kagami "tsundere", Konata "otaku" e Miyuki sembra la classica ragazza bella e con gli occhiali, "megamikko". Tuttavia non credo che questo sia un difetto, ma un pregio, in quanto come detto l'anime gioca molto sulla cultura otaku.

Credo valga la pena di spendere anche due parole sui finali delle varie puntate.

Nei primi episodi la sigla finale consiste nel karaoke di canzoni famose cantate dalle quattro protagoniste. Se si conoscono le canzoni originali, è esilarante sentire come vengono stravolte da Konata.

Inoltre, prima della sigla finale, ogni episodio contiene "Lucky Channel", una specie di rubrica condotta da Akira Kogami (una idol non proprio all'apice del successo) e da Minoru Shiraishi (uno nuovo del mestiere). In questa rubrica si fa molta ironia sul mondo dello spettacolo ed è molto divertente vedere come il povero Minoru viene maltrattato da Akira.

Beh, la finisco qua: consigliatissimo!

Jade Silvershine

Finalmente mi sono deciso ad iniziare a guardare due anime che da tempo erano in cima alla lista: Suzumiya Haruhi no yūutsu (La malinconia di Suzumiya Haruhi) e Lucky Star. Ho fatto decisamente bene, sono spettacolari.

Le sigle:

">
" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344">

">
" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344">

Prima o poi ne farò una piccola recensione.

Jade Silvershine

zeronotsukaima01p.jpg

Questo anime non lo conoscevo affatto e l'ho scoperto solo per caso. Ne sono rimasto piacevolmente colpito, in quanto è piuttosto divertente e con una trama interessante, almeno a giudicare dalla prima serie (sono tre serie, credo sia concluso).

Il titolo, che potremmo tradurre come "Il famiglio di Zero", fa riferimento a Hiraga Saito, il protagonista maschile dell'anime. Saito è un giapponese di Tokyo che finisce suo malgrado in una sorta di realtà parallela, quando viene evocato come famiglio da Luise, una studentessa del secondo anno di una scuola di magia.

Luise è soprannominata malignamente dai suoi compagni appunto "Zero no Luise", nel senso che è assolutamente incapace di portare a compimento anche gli incantesimi più semplici.

Questa scuola di magia si trova in un territorio che richiama l'Europa medievale, però con l'aggiunta di elementi fantastici.

Secondo me, l'idea di un famiglio umano è molto divertente e i primi episodi ci mostrano come viene trattato il povero Saito in questa situazione decisamente insolita.

Col passare del tempo, ovviamente la trama si complica e Luise e Saito scoprono di avere capacità fuori dal comune.

I personaggi richiamano abbastanza quelli che sono alcuni stereotipi giapponesi (ad esempio, Luise è chiaramente tsundere o Tabitha mi è parsa un incrocio tra Rei e Asuka di Evangelion), ma tutto sommato sono ben caratterizzati e risultano molto divertenti.

Consigliato, insomma. ;-)

P.S. Questo anime conferma il fatto che per i giapponesi basta mettersi una minuscola maschera, cambiare pettinatura o togliersi gli occhiali per diventare irriconoscibili. :lol:

EDIT: Ho finito di vedere la terza serie e mi devo correggere: NON è finito!

Jade Silvershine

Scrivo queste parole più che altro per un mio personalissimo sfogo, perché è un periodo abbastanza complicato e da qualche parte ho bisogno di scrivere quello che mi passa per la testa.

Il 9 Febbraio, che mi sembra ormai una vita fa, si è chiusa la mia vita da universitario. Sapevo che la mia laurea non mi sarebbe servita a nulla, a meno che non si fosse realizzata l'utopia di un insegnamento serio di storia delle religioni nelle scuole. Sconfortante, ma ero preparato, più o meno.

Ora sono passati 4 mesi nei quali mi sono rimesso sui libri di malavoglia per avere qualche possibilità di entrare nel settore pubblico. Ho dato diversi concorsi, ma tutto sommato mi va abbastanza bene, nel senso che ce ne sono abbastanza e sono riuscito ad entrare in due graduatorie, in buone posizioni.

Nel frattempo, ho mandato diversi cv ogni giorno praticamente, cercando di non scartare nessuna opzione. Niente di concreto fino ad adesso, anche se qualcosa si sta muovendo ultimamente, almeno così spero.

Inoltre, ho cercato di sfruttare le mie conoscenze linguistiche (giapponese e inglese) per offrirmi per lezioni e traduzioni.

Tutto questo per dire che ancora sono disoccupato e la situazione mi pesa parecchio. Sicuramente io ho delle responsabilità per la mia situazione attuale. Inoltre, ad Agosto mi sposerò. Non mi sono mai pentito della scelta, ma ultimamente per una serie di problemi i preparativi cominciano a sembrare quasi ostacoli insormontabili. Molti sembrano quasi infastiditi dal fatto che siano stati invitati.

Infine, sono diversi anni che praticamente vivo in Veneto, più di due che convivo con la mia fidanzata a Montebelluna. La mentalità della mia famiglia e di quella della mia fidanzata non potrebbero essere più distanti: l'istruzione è vista come un orpello inutile ("sprechi anni e soldi per niente e oltretutto cambi idee politiche"), l'importante è lavorare dalla mattina alla sera, mettendo il lavoro davanti a tutto, perfino alla famiglia, tanto che non si capisce per cosa si lavori così tanto alla fine. Chi lavora nel pubblico è visto come un fannullone quando va bene. Non oso immaginare quello che si dica di me e della mia fidanzata, anche perché conviviamo. Un'idea ce l'ho, comunque.

Insomma, che due balle. Vorrei emigrare.

P.S. Essendo uno sfogo, mi rendo conto di aver scritto anche inesattezze e/o cattiverie. Spero mi scuserete.

Jade Silvershine

Ormai la campagna di agot al tavolo (di cui sono disponibili alcuni resoconti deliranti sul blog di Samirah) è quasi terminata, mancheranno un paio di sedute al massimo, sempre che riusciamo a trovarci, che è sempre più problematico tra i mille impegni di ognuno dei giocatori.

La campagna non è andata proprio a finire come speravo (o speravano i miei giocatori), ma mi ero ripromesso di lasciare la più ampia libertà possibile ai giocatori, evitando di forzare gli eventi e questo mette anche in conto il fatto che i pg possano fallire. Beh, spero che comunque sia stata una campagna piacevole e divertente. Per me lo è stata.

Chiusa una porta, se ne apre un'altra.

Quando ormai avevo abbandonato le speranze, dopo quasi un anno di attesa, finalmente il pbf di agot è partito. Sono curioso di vedere come si svilupperanno gli eventi dall'altra parte della barricata. Spero solo che i giocatori continuino a seguire con costanza (pure io!).

Jade Silvershine

Questo l'ho trovato in giro per la rete, ma sono delle sacrosante verità. :lol:

Si studio giapponese, ma...

...questo non significa che io conosca TUTTI i kanji in cui ti capita di imbatterti, che il 99% delle volte sono scritti in modo osceno e che immancabilmente ti portano a chiedermi "ma cosa vuol dire?"

...questo non significa che conosca TUTTO il dizionario dei vocaboli, quindi è probabile che non sappia come si dice "autoferrotranviere" in giapponese

...questo non significa che io sappia in tempo reale TUTTO quello che succede in Giappone

...questo non significa che io conosca le ricette di ogni singola pietanza più o meno caratteristica

...questo non mi permette di tradurre ANCHE il cinese. Perché no, non sono uguali. Ed è inutile che mi chiedi perché studio giapponese e non cinese (per caso chiedi a chi studia francese perché non ha scelto inglese?): non mi importa se il cinese è "la lingua del futuro".

...NO, non te lo scrivo il tuo nome in giapponese

...questo non mi rende ansioso di dissipare tutti i tuoi dubbi sulla lingua, sul Giappone, sulla sua cultura, sul suo clima, sugli orari dei treni

...questo non significa che sappia tradurre simultaneamente i cartoni animati

...questo non mi rende ansioso di sapere quante volte al giorno incroci un giapponese, leggi qualcosa che riguarda il Giappone o conosci "qualcuno che conosce qualcuno che conosce un giapponese"

...non venire a dirmi che qualcuno che conosci lavora/vive/va spesso in Giappone pur non avendo mai studiato la lingua, mentre io ho sudato sangue per imparare una lingua che nel curriculum viene adombrata persino da un First Certificate.

SOPRATTUTTO

...se sapessi quali istinti muove in me l'esclamazione "dai! dimmi qualcosa in giapponese! qualunque cosa!"...probabilmente non me lo chiederesti.

Jade Silvershine

Slayers

Slayers-anime-logo.jpg

Ero indeciso sull'anime da cui partire, ma il fatto di averlo riguardato recentemente mi ha fatto optare per Slayers (スレイヤーズ), probabilmente meglio noto in Italia come Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina (titolo assurdo, ma almeno la sigla italiana non era niente male, seppure anni luce da quelle originali).

Considero Slayers uno dei migliori anime che abbia avuto la fortuna di guardare e senza dubbio il più divertente. Uno dei punti forti è il fatto che con l'andare avanti delle serie, l'anime migliora sensibilmente.

I personaggi sono molto ben caratterizzati e i doppiatori riescono a dar loro vita in maniera eccelsa. Gran parte del merito va a Hayashibara Megumi, che oltre a cantare piuttosto bene le sigle, riesce a rendere la protagonista, Lina Inverse, uno dei migliori personaggi mai creati. L'unica persona che mi ricordi a racchiudere i sette vizi capitali (a parte la lussuria).

Gli altri protagonisti Gourry, Zelgadis e Amelia (ma senza dimenticare Xellos e il suo "Sore wa... himitsu desu!") funzionano benissimo da comprimari e spalle comiche, anche involontarie, come nel caso del povero Zelgadis.

L'anime è chiaramente ispirato al mondo dei giochi di ruolo fantasy, D&D in testa, il che per molti appassionati non può che essere un bonus.

Pur essendo un prodotto decisamente divertente e scanzonato in molti punti, la trama assume toni epici e anche drammatici, specie verso la fine delle varie serie.

In una parola, consigliatissimo.

Nota: come si vede dalla categoria, sto parlando dell'anime, non del manga (che ritengo mediocre).

Inoltre, mi riferisco alle prime tre serie tv (Slayers, Slayers Next e Slayers Try), in quanto le altre ancora non le ho viste.

Jade Silvershine

Otaku

Alcune considerazioni sul termine otaku che ho sviluppato parzialmente anche nella mia tesi di laurea.

E' essenziale sottolineare che il testo riportato è in larga parte preso da Play 2.0 di Jaime d'Alessandro.

In un breve saggio apparso nel catalogo del padiglione giapponese della IX Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia, Kaichiro Morikawa sostiene che è la perdita del futuro ad aver contribuito alla nascita della cultura otaku. Con perdita del futuro si intende il crollo del futuro utopico costruito soprattutto dagli americani nel dopoguerra e che raggiunse il suo apice, secondo Morikawa, nel 1970, con l’Esposizione Universale di Osaka, in cui si crearono file interminabili di persone per vedere il frammento della luna portato dagli statunitensi.

Molti in quegli anni sono cresciuti immaginando un futuro scintillante, come dimostrano telefilm come “UFO” o “Star Trek”, visione che è poi sbiadita nell’antiutopia di film come Blade Runner, del 1982. Si trattava sostanzialmente di una delle tante facce della Guerra Fredda, combattuta in questo caso sul campo dell’immaginario collettivo, che venne nutrito con una fede cieca nella scienza e in un progresso costante che avrebbe abbattuto le frontiere dello spazio e del tempo.

Il termine otaku indica originariamente la casa di qualcuno, ma anche un individuo che passa la maggior parte del suo tempo in casa. Poi è diventata sinonimo di persona che ha trasformato i fumetti, i videogame o il computer e Internet nel centro della sua esistenza.

Secondo lo psichiatra Tamaki Saito, autore di diversi saggi sulla cultura giovanile, il primo a usare la parola otaku nella sua accezione attuale è stato il giornalista Akio Nakamori che nel 1983 chiamò così i ragazzini e gli adolescenti divoratori di fumetti e giochi elettronici che passavano la maggior parte del tempo a casa. Otaku-zoku, tribù otaku, era un termine dispregiativo per dare un nome ad una generazione che isolandosi stava mettendo in discussione i valori della società giapponese.

Gli otaku avrebbero reagito alla perdita del futuro anni Cinquanta con l’adozione di uno stile di vita edonistico caratterizzato dalla centralità dei sentimenti e dalla passione per il mondo dei videogame, dei manga e degli anime. Questa cultura ha creato un proprio linguaggio e una propria gerarchia di valori usando come base la visione antiutopistica dei film di fantascienza della fine degli anni Settanta e inizio Ottanta.

Una cultura che sembra avere parecchi punti di contatto con quella legata ai giochi di ruolo di massa. In parole povere, secondo Tamaki Saito, all’illusione di un futuro migliore su altri pianeti, in tanti avrebbero reagito immergendosi nei mondi digitali e dei videogame. Anzi, continuando nell’esegesi del pensiero di Saito, si potrebbe quasi dire che se non ci fosse stata la corsa allo spazio, con la relativa propaganda e la conseguente delusione per tutta quella scienza rivelatasi misera fantascienza, i videogame non avrebbero avuto un successo così vasto.

Jade Silvershine

Tra i miei interessi, da bravo semi-otaku, ci sono senza dubbio videogiochi, anime e manga.

Penso scriverò qualche riga per commentare i miei preferiti in queste categorie.

Tuttavia devo premettere due cose: sono recensioni senza troppe pretese e il mio commento si riferisce all'opera in lingua originale, dove non è specificato diversamente, il che è particolarmente importante per gli anime.

Jade Silvershine

Domanda apparentemente innocente che moltissimi di noi (specialmente universitari) avranno sentito rivolgersi nella vita.

Ora, non so voi, ma queste sono diventate in assoluto le parole che odio di più. Proprio stasera mi sono state rivolte nuovamente da una delle mie zie.

Sono anni che ho maturato la consapevolezza che in Italia trovare un lavoro inerente al mio ambito di studi sarebbe stato quasi impossibile (sappiamo tutti come funziona la parità religiosa in Italia e non è questa la sede per parlarne) e che forse l'unica soluzione sarebbe stata emigrare all'estero, ma ovviamente la situazione è a dir poco deprimente.

Forse ha ragione un mio amico a dire che una bella risposta sarebbe "lo spazzino", ma io preferisco "un colpo di stato". :-p

Jade Silvershine

La cortesia

Oggi, tornando a Cesena, ho dovuto prendere due autobus: uno a Montebelluna e uno a Cesena.

Mi sono capitati due autisti completamente differenti.

Uno scontroso, faccia ingrugnita, rispondeva a fatica ai saluti.

L'altro salutava uno ad uno i passeggeri che salivano e che scendevano (l'ho visto perfino salutare un automobilista ad una rotonda!).

Questi due incontri hanno per forza di cose condizionato, almeno in parte, il mio umore di oggi.

Pensando a questo, mi è tornato in mente il mio soggiorno in Giappone e una frase di Yumi, una ragazza che ho conosciuto in Inghilterra: "I commessi inglesi sono molto scortesi e di nessun aiuto".

Dove voglio arrivare con questi pensieri buttati alla rinfusa?

Mi piacerebbe che le persone, soprattutto quelle che devono servire altri (siano commessi o autisti), fossero capaci di essere cortesi, anche se hanno avuto una giornata pessima o hanno altri problemi, anche a costo di essere "culturalmente ipocriti" come i giapponesi.

(Questa definizione non è mia e non la condivido, ma spero si capisca il senso).

Jade Silvershine

Come altri utenti del forum, pare non abbia molta fortuna con i blog. Ho tentato di crearne qualcuno in precedenza, ma finiscono dimenticati in breve tempo, per la mia incapacità di seguirli con costanza. Più che altro mi sarebbe piaciuto tenere una specie di diario personale per me e le persone con le quali non posso avere rapporti "concreti" per via della distanza.

Una chimera.

Tutto questo per dire che vorrei riprovare, visto che ormai sarà più di un anno che faccio parte di questo forum e questo potrebbe aiutarmi ad aggiornare questo blog. Scrivo "potrebbe" perché la pigrizia a volte mi pare un ostacolo insormontabile. :-p

Ah, ovviamente Zibaldone è un omaggio a Leopardi, dato che mi piacerebbe che questo blog fosse un insieme di "annotazioni di varia misura e ispirazione".

Accedi per seguirlo  
Che mi seguono 0