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Vincent Laymann

A quasi tre mesi dall'ultima volta che sono passato per questo blog, mi ricordo della sua esistenza. E, a volerla dire tutta, il fatto che io non sia più passato di qui per tutto questo tempo la dice piuttosto lunga su quanta fortuna la nostra nuova campagna di D&D abbia avuto.

Per non girarci intorno, si è arenata come una marea di cose che si cercano di organizzare con fin troppo entusiasmo: "non so se riesco a giocare regolarmente", "mi sembra una cosa un po' troppo impegnativa", "ho lasciato la Spada Lunga +1 nel forno"...

Insomma, le scuse si moltiplicano ed i giocatori mancano.

E la cosa mi mette addosso una certa frustrazione: è quasi un anno che non ho per le mani una scheda e non mi riunisco intorno ad un tavolo con baldi compagni d'avventure pronti ad affrontare mille insidie per la gloria di Tyr.

Ho sempre la solita marea infinita di idee che mi riempiono la testa e vorrei convertire in qualcosa di concreto: vorrei sviluppare (volendo anche ripartendo da zero) l'improbabile Paladino / Ladro / Pious Templar / Shadowbane Inquisitor, vorrei provare a fare il Master per sottoporre a qualche volenteroso giovine la storia che ho in mente da qualche tempo (un po' quella che volevo proporre ai ragazzi dell'università, che a volte mi riporta alla mente quel piccolo capolavoro di manga che è Claymore, ma che alla fine non credo c'entri poi così tanto), vorrei ritrovare tutte quelle piccole soddisfazioni che traevo chiacchierando a tempo perso con gli amici di come pensavamo di far progredire i nostri personaggi, di come avrebbero reagito in certe situazioni, di come le Classi di Prestigio ci andassero sistematicamente strette e volessimo sempre prendere più di una per poter ruolare un personaggio che ci rispecchiasse completamente.

Mi mancano le litigate con il Master di turno perchè io volevo fare del Mithral l'essenza più profonda del mio vestiario (la combinazione Cotta di Maglia in Mithral + Scudo Grande in Mithral mi ha sempre esaltato alla follia: gloria ai cavalieri che non si aggirano per i campi di battaglia come sardine in scatola!) mentre altri già supplicavano equipaggiamenti e armi magiche: la verità è che un Guerriero con un'Armatura Completa +5 della Fortificazione Pesante potrà anche sembrarvi forte, ma non sarà mai esageratamente figo come un Paladino che indossa una Cotta di Maglia in Mithral ed imbraccia uno Scudo Pesante (sempre in Mithral). Rigorosamente non incantato. Puro west.

Mi mancano (e la cosa mi fa venire la pelle d'oca) gli insulti onnipresenti e costanti fra il mio personaggio (che all'epoca era un Bardo / Cantore della Lama Caotico Neutrale fortemente motivato dalla sua stessa sessualità un po' ambigua) ed il Legale Neutrale di turno interpretato (per giunta malissimo e fuori allineamento) da un mio conoscente, che ruolava sempre lo stesso personaggio: una sorta di Han Solo arrogante (sì, più arrogante dell'Han Solo originale), ateo ad intermittenza (ma Chierico sulla carta: sì, un autentico disastro!), nichilista in pressochè ogni situazione, del tutto indisposto a far proseguire la campagna per un semplice flusso di storia. Della serie: "lo so che ha perfettamente senso che adesso ci rechiamo tutti al castello, ma prima voglio fare qualcosa di assolutamente inutile al solo scopo di ricordare a tutti che il mio personaggio è migliore del vostro sotto ogni punto di vista. Del tipo castare un incantesimo che ho già usato, utilizzare un'abilità in cui non ho nemmeno un grado fingendo di esserne un esperto, o usare un talento che in realtà non ho". E in qualche modo cercava di giustificare i suoi ridicoli ed improbabili magheggi ben oltre il limite della legalità dicendo che "su quel manuale ho letto che posso farlo".

Tornando a questo intervento pregno di inutilità e di voglia di parlarsi addosso (perchè sono davvero bravo a perdere il filo del discorso), ho un po' ritrovato le vecchie abitudini riprendendo con moltissima calma a giocare a Magic, rispolverando il caro vecchio Artefatto ereditato dalla Mirrodin (che secondo me è un'espansione stupenda, ma so che troverò molti pareri contrari), riorganizzando la Macina (e non avrò mai ringraziato Ren abbastanza), tirando su uno Zombie (al momento devastantemente proxato, ma conto di fare un po' di spesuccia) e continuando a guardare avanti vero nuove idee fortemente improbabili. Questa domenica mi sono anche convinto a partecipare ad un Booster Draft di M11. Vediamo come va e poi tiriamo un po' le somme: potrebbe essere uno spunto per riprendere a scrivere qualcosa su questo blog, dopo tutto.

Detto questo, giusto per mischiare di nuovo i discorsi senza una logica precisa, l'aver visto / rivisto (dimenticarsi le cose a vent'anni è veramente un roba brutta) Gamers mi ha fatto di nuovo tornare la malinconia per astinenza da D&D.

E continuare a disegnare a tempo perso il proprio Paladino senza poterci mai giocare sta diventando una cosa davvero, davvero frustrante: se qualcuno dalle parti di Milano ha voglia di mettere su un gruppetto di gioco senza troppe pretese e che non odi troppo i Paladini, mi fa un fischio?

Vincent Laymann

Il Diciannove Aprile Duemilasette, nel mondo, sono successe un mucchio di cose: nel Gabon era la Festa della Donna, nelle Samoa Americane si celebrava la Giornata della Bandiera. Secondo Wikipedia, in quel giorno è morto Gil Dobrică, un cantante rumeno di cui ho scoperto l'esistenza pochi minuti fa. Non ho idea di chi fosse, lo confesso: era solo per aggiungere un minimo di rilevanza storica in una giornata in realtà come molte altre.

Beh, che poi non è neppure vero che fu proprio una giornata come molte altre.

per me, di certo, non lo fu.

In quel lontano giorno di Aprile, un ragazzo di diciassette anni approdò - non ricordo in che modo - sul forum della D'L. Il genere di diciassettenne che gioca a D&D e ci crede molto e va alla disperata alla ricerca do un angolo di rete in cui gettarsi a capofitto e perdersi. E l'impressione che che questo ragazzo ebbe della D'L fu subito così pazzescamente buona che decise di iscriversi immediatamente, gettandosi in breve sulla sezione di Creazione e Sviluppo Personaggi per chiedere consigli su come creare un personaggio - mi pare un Chierico, ma non ne sono troppo sicuro - che poi, per una serie di ragioni, non vide mai la luce.

Ora, si parla di un ragazzo di quelli che ai forum non si iscrive troppo facilmente: prima di tutto perchè poi non ha voglia di starci dietro con continuità. Poi perchè trovare un nickname che non lo stanchi dopo due giorni è sempre stato un suo enorme problema.

E mi pare che "Boba Fett" come nickname fosse già stato preso, ma questa è un'altra storia.

Ma la D'L lo catturò subito e ci nuotò dentro come un obeso nuoterebbe in una piscina piena di Nutella, nutrendosi avidamente tutto quello che gli sta intorno, assorbendo ogni cosa con entusiasmo maniacale. Trovò sfogo alla sua passione per i manga, per i videogiochi, per le Magic, e, ovviamente, per D&D. Con il tempo andò anche a fare qualche salto nella sezioni degli Altri GdR per una breve campagna di Cyberpunk 2020, che però finì troppo presto per una serie di motivi un po' troppo personali.

Ma soprattutto, ci trovò dentro un mucchio di persone.

"Eh, grazie al cactus!", direte voi: è difficile che in un forum non ci siano delle persone.

Quello che voglio dire è che nella D'L non ci trovò degli utenti, dei patiti, dei fan, dei giocatori, dei Master, dei curiosi, degli appassionati. Ci trovò anche questo, ma di certo non solo questo. Trovò un mucchio di persone con cui fu un vero piacere condividere momenti virtuali e (qualche volta, spesso troppe poche volte) reali, delle persone che riuscivano a trasmettergli, anche attraverso nickname, avatar, tastiere e schermi (la nostra generazione è cresciuta in un mondo troppo informatizzato e sterile, non c'è niente da fare) un senso di appartenenza che era un enorme piacere provare, qualcosa che non credeva fosse facile (e nemmeno possibile) provare verso persone che spesso non aveva mani nemmeno visto in faccia.

Perchè la D'L, almeno così se l'è sempre vissuta lui, è tante cose: è un'associazione, è un forum, è un sacco di gente con una quantità spaventosa di passioni in comune. Ma è sempre stata molto di più. E' stata un modo di crescere, una chiave per vedere e scoprire cose nuove, di conoscere persone fantastiche e di vivere momenti davvero, davvero preziosi.

L'unico motivo per cui non dico che la D'L è stata a suo modo una famiglia è che, se lo dicessi, so già che mi commuoverei subito e finirei per singhiozzare per tutto il resto del messaggio.

Ed in tre anni ne è passata, di acqua sotto ai ponti. Certo: tre anni sono pochi, contro il tempo che i più intramontabili hanno trascorso sulla board e nell'associazione. Però, nel mio piccolo, ho visto tante cose che mi hanno fatto sorridere, ridere, piangere, scherzare, divertire, riflettere e, soprattutto, sognare. Dai Play by Forum alle chiacchiere più rasoterra, dalle lunghe discussioni più accese ai commenti lampo quando esce un nuovo numero di Iron Man o una nuova puntata di The Big Bang Theory.

Sono successe tante cose con voi ed a voi e, ovviamente a me.

Ed è stato bello esserci tantissime volte, è stato bello essere qui e, soprattutto, è stato bello essere con voi.

Un immenso grazie alla D'L, da un ragazzo che ci è entrato quasi per caso tre anni fa come giovane e banalotto Bardo / Cantore della Lama dalla mentalità chiusa e dalla conoscenza raffazzonata, e che ne è uscito da Palad(a)ino convinto, con un sacco di idee, pensieri, esperienze e sogni in più.

Ma soprattutto, un abbraccio enorme a tutti voi, che della D'L siete il cuore e l'anima, che avete reso tutto questo possibile, che avete dato a me (ed a tantissimi altri) davvero tanto.

E, per concludere, rubo impunemente a Hiade un bel saluto ad effetto, per chiudere in bellezza un messaggio in cui non sono capace di dire tutto ciò che vorrei: a tutti voi, dal più profondo del cuore, Buona Strada!

Roberto.

Vincent Laymann

Deve esistere sicuramente un qualche corollario ad una qualche legge di Murphy secondo cui quando un Master è soddisfatto del proprio party, qualcosa di terribilmente brutto sta per succedere.

Tutto è iniziato ieri, in pausa pranzo fra le lezioni della mattina e quelle del pomeriggio. Con buona lena di due dei cinque giocatori (gli altri han disertato per andare a mangiare, sciocchi inesperti che non sanno che un'oretta di D&D è un alimento più che sufficiente per il fabbisogno giornaliero di un maschio adulto) siamo riusciti a delineare un paio di personaggi, buttando giù un primo, consistente abbozzo delle loro schede.

Qui va fatta una piccola premessa: nella mia vita ho avuto il piacere di calarmi nei panni di alcuni personaggi che mi hanno in qualche modo trasmesso qualcosa. O forse sono io che ho trasmesso qualcosa a loro. Non l'ho mai capito, ma proseguirò il mio superfluo racconto come se quello che sto dicendo avesse effettivamente un senso.

Fra i personaggi che più mi sono divertito a interpretare ci sono stati un Ranger / Guerriero, patito forsennato di archi giganteschi e spadoni altrettanto giganteschi, con il tipico passato turbolento e frustrato da PG costruito al solo scopo di essere figheggiante; un Bardo / Cantore della Lama molto effeminato e dalle tendenze sessuali sempre un po' dubbie, aggraziato, leggiadro e molto, molto borderline dal punto di vista della sanità mentale; un Guerriero / Stregone aspirante Discepolo dei Draghi (tra l'altro su un PbF qui sul forum, che vorrei tanto ripartisse perchè mi ero affezionato a Mehtevas) sempre insicuro, un po' impacciato e del tutto incerto riguardo qualsiasi cosa gli venisse chiesta; ed un Paladino / Ladro / Shadowbane Inquisitor / Pious Templar, in assoluto il personaggio a cui voglio più bene, che ho costruito proprio con il chiodo fisso del "creare un personaggio che rappresenti in tutto e per tutto me stesso nell'universo di D&D".

Chiusa la lunga parentesi.

Bene, tirando dadi e compilando schede, due dei miei cinque giocatori si sono ritrovati fra le mani i loro personaggi già praticamente avviati lungo la loro strada . Ho deciso, visto che sarà una campagna poco inclinata sulle botte e molto più sull'interpretazione e le scelte individuali, di lasciare ampio spazio ad ognuno di loro, senza obbligarli ad avere il solito tank, il curatore, l'incantatore ed lo skilled. "Famolo strano": ognuno faccia chi preferisce, basta che trovi la sua via.

Arriva il primo dei miei giocatori (il più lanciato dei cinque) che, dopo aver spulciato quasi ogni manuale esistente, proclama: "Vorrei fare uno Stregone, che però abbia una CdP intrigante e non incentrata sui soli incantesimi. Mi piacerebbe uno Stregone / Discepolo dei Draghi". Mi si sono illuminati gli occhi, non appena ho capito che qualcuno, senza nemmeno saperlo, avrebbe seguito le mie orme. "Benissimo! Benissimo!" ho risposo io, festante. "Ecco, però vorrei poter usare l'arco, perchè a me gli arcieri piacciono molto!", ha detto il giocatore. E considerando che il mio più vecchio personaggio, dei quattro a cui voglio più bene, era un arciere, mi sono sentito ancora più orgoglioso.

Il primo ragazzo si stava scrivendo la scheda, quando il secondo ha detto: "Faccio il Druido!". Io non sono un fan dei Druidi, ve lo confesso, ma mi piaceva l'idea che anche il secondo giocatore avesse scelto una classe che gli piacesse, senza farsi condizionare in alcun modo. Gli stavo già per dire che per me andava benissimo, quando anche lui se ne è uscito con: "Mi piace molto l'immagine sul Manuale del Giocatore, in cui utilizza una scimitarra, ma penso che il mio personaggio si specializzerà soprattutto sull'arco!". Due arcieri nel party? Si può fare, dai. Anche perchè sia il secondo, che il primo giocatore avevano in mente di interpretare elfi o mezz'elfi (altro segno del destino: il mio Ranger / Guerriero ed il mio Bardo / Cantore della Lama erano entrambi mezz'elfi). Non fasciamoci la testa prima di essercela rotta: posso tranquillamente far fare ad ognuno dei miei giocatori la scelta che preferisce, tanto mi sembra che stiano puntando tutti su qualcosa che gli piace davvero ed un buon Master dovrebbe sempre (almeno secondo me) incentivare scelte così sentire. E poi, diciamocelo, il nostro sarà un gruppo di personaggi liberi da qualsiasi condizionamento nella scelta di classi e razze: su cinque giocatori, vuoi che non ce ne sia uno a cui piace l'idea di entrare in mischia armato fino ai denti?

Una buona mezz'ora dopo, il terzo giocatore arriva bello allegro. Io gli dico che, se voleva, riuscivamo a iniziare a compilare la sua scheda, ma lui ha preferito aspettare la prossima occasione, così avrebbe avuto il tempo di scegliere una classe con cura e, eventualmente, iniziare già a progettare la progressione di livello del suo personaggio. "Comunque mi piacerebbe fare un arciere", ha detto alla fine.

Ed è stato allora che tutta la mia vita mi è passata davanti agli occhi.

Vincent Laymann

Oh, porca miseria, ho un blog.

Credo che mettermi a disposizione un blog sia un po' come dare ad un bambino una mitragliatrice carica: di certo, sulle prime, lui non sa che farsene, ma stai pure sicuro che prima o poi succederò qualcosa di terribilmente, terribilmente brutto.

Ecco, in questo momento io sono il bambino che toglie lentamente la sicura.

Da un mesetto buono passo sul mio profilo e l'occhio mi cade su "Inserzioni blog: 0". Se la mia vita avesse una colonna sonora, qui ci sarebbe una bella musica drammatica. Una specie di violentissimo "tan tan taaaaan", come quando nelle serie televisive, dopo seimilaottocento episodi trasmessi, viene rivelato che il fidanzato della protagonista in realtà è suo padre, che il suo migliore amico in realtà è il fratello da cui è stata separata alla nascita e che il suo giardiniere (un simpaticissimo portoricano coi baffi che sembra una versione un po' latina di Super Mario) in realtà non si chiama Ernesto, ma Osvaldo. Giusto per aggiungere un po' più di dramma.

Ma sto divagando. Che poi è una delle cose che riesco a fare meglio.

Tornando a noi, è ormai un mesetto che quel grosso zero accanto alla voce "Inserzioni blog" mi fissa con fare cattivo, come se mi dicesse "miseriaccia, scrivi qualcosa!".

Eh, sì, amico mio, facile: non è che uno riesce a scrivere le cose a comando. Credo che solo Stephen King ci riesca. Ma è meglio se non mi metto a scrivere quello che penso di Stephen King, o scateno un putiferio come quella volta che ho proposto ai ragazzi del gruppo di fare un party di D&d di tutti Monaci, tutti con tutine aderenti di colore diverso. Ci saremmo chiamati "Power Rangers".

I miei amici non mi rivolgono la parola da allora.

Sto divagando di nuovo, accidenti alla mia logorrea.

Fatto sta che questo blog s'ha da riempire in un modo o nell'altro. "D&D", come sempre, è la risposta ad ogni cosa. Sul serio, si può intavolare una conversazione intera rispondendo soltanto "D&D" ad ogni domanda. No, probabilmente non è vero. Ma è una cosa da provare.

Quindi, per farla breve e raccontarmela un po' su, sto riscoprendo il Gioco di Ruolo, dopo troppi mesi di astinenza forzata, perchè, al solito, nessuno vuole mai fare il Master, non se ne trova uno nei paraggi e quando uno di noi si costringe a prendere le redini del gruppo, finisce per mollare tutto dopo un paio di mesi. Ho degli amici davvero incostanti. Gli stessi che non mi han rivolto più la parola dopo la storia dei Power Rangers.

Ma l'Università mi ha aperto nuove porte: sono riuscito a trovare un gruppo di aspiranti giocatori, tutte persone con un sacco di voglia di fare, pronti a gettarsi in questa nuova avventura. Uno di loro è talmente partito in quinta che in pratica ha già valutato ogni possibile classe e combinazione di classi, ansioso di avere una scheda di fronte ed un dado nel pugno.

Mi viene un'ansia pazzesca al solo pensiero che sarò io a fare da Master a questo sgangherato ma bendisposto gruppo di improbabili eroi. Un'occasione perfetta per rispolverare la vecchia campagna che avevo pensato un paio di anni fa, ma che ero stato costretto a mollare (con disappunto di quasi tutti, me compreso) dopo una settimana intensiva di gioco perchè uno dei giocatori ha asfissiato tutti con la storia che voleva fare lui il Master.

Certe volte le persone sono davvero incredibili.

Quindi, ecco, butterò qui dentro un po' tutto quello che succederà, o che è successo, nel mio D&D.

E finalmente, dopo tutto questo tempo, cercherò di nuovo di far sognare i miei giocatori.

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